<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562</id><updated>2012-02-10T15:29:08.027+01:00</updated><category term='Storia antica'/><category term='Meme'/><category term='storia medievale'/><category term='Racconti'/><category term='poesie'/><category term='Costume'/><category term='filosofia'/><category term='Religione'/><category term='ambiente'/><category term='Raccontini allegri'/><category term='cronaca'/><category term='Avvertimenti'/><category term='Politica'/><category term='Storia ebraica'/><category term='Ricordi'/><category term='vacanze'/><category term='Misteri'/><category term='Attualità'/><title type='text'>Memorie</title><subtitle type='html'>Pensieri, ricordi, poesie, racconti</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>105</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-6057429143891332706</id><published>2010-03-22T19:53:00.001+01:00</published><updated>2010-03-22T19:55:37.425+01:00</updated><title type='text'>Il giornalino</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_tqNcXqlcPy4/S6e9C5l5SJI/AAAAAAAAAlE/hFNOfPjz3HI/s1600-h/Scuolascope9.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 230px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tqNcXqlcPy4/S6e9C5l5SJI/AAAAAAAAAlE/hFNOfPjz3HI/s320/Scuolascope9.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5451533731472427154" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’impulso iniziale è quello di scrivere … c’era una volta, così come  iniziavano le favole. Tuttavia non si tratta di una favola, e anche  l’epoca non è poi così lontana da perdersi nella notte dei tempi o nei  misteriosi  sentieri della fantasia. Inizierò quindi con “c’è stata  un’epoca”.&lt;br /&gt;Sì, c’è stata un’epoca in cui le droghe erano solo le spezie che le  nostre madri acquistavano dal droghiere , un’epoca in cui il “bullismo”  era quasi sconosciuto e persino quello che si praticava nelle caserme  consisteva, da parte dei “nonni” e cioè dei soldati di leva al termine  del servizio militare, nel fare “il sacco” al lenzuolo del letto delle  reclute o, nel peggiore dei casi, nel sottoporre i più riottosi ad un  “gavettone” di acqua fresca. Era un’ epoca di sogni e di speranze: per i  giovani il lavoro non era un mito e l’economia andava al galoppo.&lt;br /&gt;Era un’epoca in cui il nostro Paese poteva andar fiero, non degli  attuali pennivendoli, maestri di quello squallido pettegolezzo che si  maschera dietro il barbarico termine di “gossip”, ma  di giornalisti  veri, di maestri della penna e dell’informazione come Giovanni Mosca,  Oriana Fallaci, Corrado Alvaro, Luigi Barzini, Enzo Biagi, Dino Buzzati ,  Leo Longanesi,  Mario Missiroli, Indro Montanelli e tanti, tanti altri.&lt;br /&gt;Attiravano in particolare i caustici articoli che il geniale, e ormai  purtroppo sconosciuto ai più, Augusto Guerriero, pubblicava  settimanalmente su “Epoca” sotto lo pseudonimo di Ricciardetto. Era  comunque un piacere leggere e entusiasmarsi alla prosa forbita e  intelligente che sprizzava dalle pagine di giornali e riviste e che ci  faceva vivere luoghi e situazioni strane e avventurose sapientemente  narrate dagli “inviati speciali”.&lt;br /&gt;Nacque così in me il desiderio, poi non realizzato, di fare il  giornalista, ma come iniziare? Talvolta inviavo qualche articolo o  qualche raccontino al “Travasetto”, alla “Domenica del Corriere” o ai  “Romanzi di Urania”.  Spesso mi pubblicavano, ed era una grande  soddisfazione, ma non mi bastava. Mi venne l’idea di creare un  giornalino scolastico da diffondere tra i miei compagni di Liceo. L’idea  fu accolta con entusiasmo dai miei tre amici più cari, Angelo, Gianni e  Lucio; ma quale nome dare al giornalino? E poi, come realizzarlo? Il  nome fu presto trovato, era da poco uscita una nuova tecnica  cinematografica panoramica: il cinemascope. Il nostro giornale voleva  essere una panoramica sulla scuola? Ok, perfetto, lo chiamammo  Scuolascope. Già da tempo avevo acquistato a rate una Olivelli lettera  22 e, sia pure picchiettando con sole due dita, avevo raggiunta una  discreta velocità.&lt;br /&gt;Dando fondo alle nostre magre “paghette” acquistammo diverse risme di  carta e approntammo il primo esemplare. Per poterne fare un centinaio di  copie utilizzammo il vecchio ciclostile della locale sede del PCI al  quale avemmo accesso grazie all’aiuto del nostro compagno Diego, detto  Popoff , che era l’unico comunista iscritto al partito della nostra  classe.&lt;br /&gt;Vendevamo il giornalino, peraltro con risultati non entusiasmanti, agli  altri studenti del Liceo al prezzo di 10 lire e ignoravamo che persino  una tale innocua attività dovesse essere sottoposta alle autorità e  autorizzata da precise disposizioni di legge.&lt;br /&gt;Uno dei nostri professori, quello di matematica, era il bravissimo  professor Di Stefano: un uomo robusto, sulla cinquantina, dall’aspetto   burbero e intransigente che nascondeva in realtà un cuore dolcissimo e  paterno. Fu uno dei nostri primi sostenitori e contribuiva con ben 100  lire all’acquisto del nostro giornale.&lt;br /&gt;Un giorno noi quattro, i cosiddetti direttori di “Scuolascope” fummo  convocati  ufficialmente in Questura con tanto di avviso recapitatoci  per posta. In verità la cosa ci preoccupò non poco, tuttavia il giorno  stabilito ci presentammo tutti insieme e, scherzosamente, salimmo le  scale per recarci dal funzionario che ci aveva convocato, tenendo i  polsi sovrapposti come se fossimo stati ammanettati.&lt;br /&gt;Non sapevamo che la notizia di questa convocazione fosse già circolata  in ambito scolastico, ma così era stato.  Mentre salivamo quelle scale  un vocione risuonò alle nostre spalle: “cosa ci fate qui?”. Sorpresi, ci  girammo e vedemmo il professore De Stefano che, con faccia truce e  aspetto rabbuiato, saliva le scale a quatro a quattro dietro di noi.&lt;br /&gt;-“Buongiorno professore, noi siamo stati convocati…” e sventolammo gli  avvisi ricevuti.&lt;br /&gt;-“Date qui, e non vi muovete!” tuonò il professore, e strappatici i  foglietti di mano salì borbottando le scale e, scostando con un semplice  gesto della mano un poliziotto che cercava di fermarlo, spalancò la  porta dell’ufficio dove eravamo stati convocati e la rinchiuse  sbattendola.&lt;br /&gt;A malapena sentimmo la voce sommessa e pigolante di qualcuno che, in  tono di scusa cercava di giustificarsi, ma quella voce era soverchiata  da quella del nostro professore che risuonava alta e forte come il  rumoreggiare dei tuoni nei temporali primaverili.  Non riuscivamo a  comprendere tutto ma qualcosa ci giunse alle orecchie: “sei sempre stato  un asino alle mie lezioni, ma io ti ho fatto diplomare lo stesso e  speravo che saresti diventato un bravo questurino! Cerca di dare la  caccia ai malviventi, ché  ne abbiamo fin troppi , invece di intimorire e  disturbare i miei allievi!”.&lt;br /&gt;Seguì un concitato vociare in tono più attutito e non più comprensibile,  infine il nostro professore uscì trionfante dall’ufficio e, passando  davanti allo sbigottito poliziotto di guardia che si mise sull’attenti,  ci mise una mano sulla spalla e … “Andate a casa ragazzi, tutto a posto,  ma togliete dal giornalino l’indicazione del prezzo”.&lt;br /&gt;Inutile dire che il nostro glorioso “Scuolascope” continuò la sua uscita  per tutto l’anno scolastico, con gli ultimi numeri addirittura stampati  in tipografia, ma questa … è un’altra storia.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-6057429143891332706?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/6057429143891332706/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=6057429143891332706' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/6057429143891332706'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/6057429143891332706'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2010/03/il-giornalino.html' title='Il giornalino'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tqNcXqlcPy4/S6e9C5l5SJI/AAAAAAAAAlE/hFNOfPjz3HI/s72-c/Scuolascope9.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-4688189540011545908</id><published>2009-09-05T15:19:00.011+02:00</published><updated>2009-10-01T12:20:40.571+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti'/><title type='text'>L'anatema di Tihuta</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_tqNcXqlcPy4/SsSCG_NkZQI/AAAAAAAAAk8/QT6ugBXwS98/s1600-h/Dracula.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 237px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tqNcXqlcPy4/SsSCG_NkZQI/AAAAAAAAAk8/QT6ugBXwS98/s320/Dracula.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5387574110801126658" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L’ANATEMA DI TIHUTA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'impalamento era un antico metodo di messa a morte di una persona tramite tortura, consistente nell'infilzare il condannato con un palo di legno, per poi sollevarlo in posizione verticale fissando il palo nel terreno. Affinché entrasse con facilità nel corpo del condannato, la punta era spalmata di olio o miele, il punto di entrata poteva essere l'ano, la vagina oppure una parte bassa dell'addome, il punto di uscita poteva essere la bocca o una scapola. Se non erano lesi organi vitali, il supplizio poteva protrarsi per molti giorni, prima della morte. (Wikipedia)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;---------------------------------&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Tihuta  A.D. 1463&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Lo shaykh Hascim Ibn Jaber sospirò e si avvolse più strettamente nel suo aslham, utilizzando il cappuccio non tanto per difendersi dal gelo quanto per premerlo sul naso e sulla bocca per mitigare il tremendo fetore dell’aria.&lt;br /&gt;Al suo fianco, pallido in volto, cavalcava il suo giovane figlio Mahmud  reggendo alto lo stendardo con le insegne di messaggero del Sultano.&lt;br /&gt;Solo cinque mamelucchi: tre circassi, un turco e un mongolo erano ancora in vita. L’iniziale scorta di dodici guerrieri aveva già perso sette uomini.&lt;br /&gt;Nelle ultime miglia erano stati attaccati tre volte, Orde spettrali di straccioni bene armati erano sbucate di colpo  dalla nebbia mefitica che avvolgeva le foreste circostanti e con urla bestiali avevano attaccato la scorta dello shaykh. Le scimitarre dei mamelucchi volteggiando mortali per l’aria avevano fatto strage di quella marmaglia che ogni volta, improvvisamente com’era comparsa, era velocemente svanita nel nulla.&lt;br /&gt;- Padre, giungeremo mai vivi a Tihuta?-&lt;br /&gt;- Manca poco, figlio, questi attacchi sono solo dimostrativi del disprezzo che Kaziglu Bey vuole dimostrare nei nostri confronti. Vedi, io e te non siamo stati attaccati, solo la nostra scorta. E Kaziglu Bey, qualora ci lamentassimo, cosa che certamente non faremo, ci farebbe torturare e uccidere subito e direbbe, offeso e sdegnato, che questi attacchi sono opera di banditi di strada, feccia senza divisa e senza insegne o addirittura sbandati e disertori delle nostre stesse truppe.-&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I cavalli arrancavano faticosamente affrontando il ripido passo montano in quel gelido inverno del 1463; la nebbia, a tratti, nascondeva pietosamente come un sudario l’infinita distesa di pali che fiancheggiavano la strada, sui quali marcivano e si disfacevano i corpi di 12.000 guerrieri ottomani . Erano, per loro sfortuna, i sopravvissuti alla disfatta loro inflitta nella gola di Plenari dalle truppe di Vlad III° Drakul, il Voivoda di Valacchia tristemente noto a Costantinopoli come Kaziglu Bey, il principe impalatore.&lt;br /&gt;In lontananza, quasi presagio di morte, incombeva minacciosa l’ombra nera dei Carpazi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fortezza di Tihuta era apparentemente piccola ma robusta. Una possente muraglia di pietra viva intervallata da quattro torrioni quadrati racchiudeva un vasto spiazzo centrale ove si ergeva un fabbricato rettangolare, merlato, alto una quindicina di metri. L’apparente semplicità della costruzione ingannava il visitatore poiché la vera estensione della fortezza era nel sottosuolo, ove si celavano le segrete e degli sconosciuti passaggi che si addentravano in oscure caverne.&lt;br /&gt;Nella grande sala al piano terreno le torce lungo le pareti gettavano una fioca luce tremolante, ciocchi di pino resinoso e di abete ardevano nel camino e temperavano l’aria gelida e fumosa dell’ambiente. Il principe sedeva su di un robusto sedile di quercia dall’alta spalliera. I messaggeri, non appena giunti, s’inchinarono profondamente porgendogli la pergamena sigillata con il messaggio del Sultano Mehemet II° El  Fatih.&lt;br /&gt;Vlad ruppe lentamente i sigilli e lesse. Il suo volto si rabbuiò e i suoi occhi magnetici lanciarono fiammate d’odio sui due ambasciatori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Dunque – disse con voce bassa e sibilante – quel cane del vostro padrone, invece di implorare il mio perdono per il suo ignobile attacco nelle mie terre, pretende di impormi tributi quasi fossi un suo vassallo! E inoltre m’invia due miserabili servi che osano stare in mia presenza con il capo coperto!-&lt;br /&gt;Il giovane Mahmud s’irrigidì e trascurando l’occhiata di avvertimento lanciatagli dal padre, alzò fieramente la testa e disse con voce alta e chiara:&lt;br /&gt;- Mio signore, il nostro nobile lignaggio è antico e fuori discussione, e il nostro copricapo è il simbolo della nostra religione e mai e poi mai potremmo scoprirci di fronte a un infedele!-&lt;br /&gt;Il principe sorrise e la sua voce divenne calda e suadente:&lt;br /&gt;-Apprezzo il coraggio, quando lo vedo, e apprezzo la fede, quando la vedo. Credetemi quindi se vi dico che non voglio mai che perdiate quel prezioso turbante.-&lt;br /&gt;Un ordine secco e imperioso.  Subito le guardie portarono degli enormi chiodi usati per saldare le travi delle fortificazioni . Con un solo colpo di mazza li conficcarono nel cranio dello sventurato giovane che cadde al suolo senza un lamento.&lt;br /&gt;-No, maledetto! Noo! – Abbandonata ogni esitazione lo shaykh Hascim si gettò ad abbracciare il cadavere del figlio e guardando il principe con furore puntò un dito contro di lui.&lt;br /&gt;- Che tu, Kaziglu Bey, i tuoi figli e tutta la tua discendenza siate maledetti in eterno! Allah akbar, sia benedetto il suo nome, non lascerà impunito questo delitto e tu e tutta la tua razza infame farete una fine orrenda!-&lt;br /&gt;-Non sia mai che un padre non segua la sorte del figlio- disse serenamente il principe, e fece un cenno alle guardie.&lt;br /&gt;-Mio signore – sussurrò il comandante degli armigeri – dobbiamo ora impalarli su alti pali dorati come si conviene a dei nobili?-&lt;br /&gt;-No, amico mio, gettate entrambi nel pozzo oscuro, poi tagliate le mani e la lingua alla loro scorta e gettate anch’essi, vivi, nel pozzo. Che tutti sappiano che i messaggeri del Sultano non sono mai giunti a Tihuta.-&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Tihuta  A.D. 1970 – novembre&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La Direzione Generale per la Sicurezza delle Persone ( più comunemente chiamata Securitate), fu fondata ufficialmente il 30 AGOSTO 1948 in base alla Delibera 221/30 del Presidium della Grande Riunione Nazionale. Essa esisteva comunque già nei fatti, dall'agosto 1944 quando i comunisti cominciarono a infiltrarsi nel Ministero degli Affari Interni su grande scala. Il suo scopo ufficiale era: "Difendere le conquiste democratiche e garantire la sicurezza della Repubblica del Popolo Rumeno contro i nemici interni ed esterni".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La Securitate manipolava la popolazione del paese con dicerie, macchinazioni, costruzione di false prove, denuncie pubbliche, incoraggiamento al conflitto tra vari strati della popolazione, umiliazione pubblica di dissidenti, torture, inasprimento della censura e della repressione.  Era, in proporzione alla popolazione della Romania una delle più grandi e più brutali polizie segrete del blocco orientale (stralcio da Wikipedia).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;------------------------&lt;br /&gt;Quando il tenente Janos  Vieru giunse a Tihuta al volante della sua Renault 12, furono in molti a chiedersi chi diavolo fosse. Alto, massiccio, scuro di carnagione e con grossi baffi spioventi, l’uomo, benché esibisse modi bruschi e sprezzanti, non mancava di un certo fascino animalesco che attirò subito l’attenzione maliziosa di diverse donne. Appena arrivato, si recò dal borgomastro Sebastian Rebreanu che lo accolse inizialmente con diffidenza ma che si mise immediatamente a disposizione e si profuse in inchini ossequiosi non appena Janos mostrò il suo tesserino.&lt;br /&gt;Rebrenau era, a sua volta, un uomo dalla corporatura possente. Era nato a Sibiu ove aveva lavorato nel  Museo Bruckenthal e successivamente nella locale biblioteca storica. Dopo aver frequentato con successo i più importanti ambienti politici e culturali della città, improvvisamente, a soli ventotto anni, aveva abbandonato tutto e si era trasferito a Tihuta ove ormai risiedeva da oltre venticinque anni e dove, da diverso tempo, ricopriva il ruolo di borgomastro.&lt;br /&gt;Rebreanu, ovviamente doveva la sua posizione anche al fatto di essere un fedele membro del partito, tuttavia sapeva bene che la politica di collettivizzazione delle fattorie era stata un totale fallimento sia a Tihuta sia nell’intera Romania; sapeva anche che la responsabilità dell’insuccesso sarebbe ricaduta su di lui e l’improvviso arrivo di Jonas Vieru, proveniente da Sighisoara lo aveva innervosito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In breve tempo la notizia dell’arrivo di un funzionario della Securitate si diffuse nella zona e tutti si fecero vedere animati da una grande attività. I campi erano pieni di contadini apparentemente al lavoro anche se ben consapevoli che, a causa dello sfruttamento del terreno che era stato imposto dal governo, il raccolto da conferire alla cooperativa sarebbe stato ancor più misero dell’anno precedente.&lt;br /&gt;L’abitazione del borgomastro, che fungeva anche da “casa del popolo”, era la più grande e la più elegante del villaggio e il furbo  Rebreanu mise subito a disposizione del tenente Vieru la stanza più bella e confortevole. Aveva anche notato con soddisfazione come l’ospite avesse guardato con un certo interesse la propria moglie: la procace Jielena. Era certo che la donna sarebbe riuscita a scoprire quali fossero le intenzioni dell’ufficiale e cosa fosse venuto a fare in quella sperduta località.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jielena, detta “Jielena la rossa” era una formosa quarantenne che dopo aver, in giovanissima età, abbondantemente “gustate” le attenzioni di buona parte della popolazione maschile di Tihuta, si era qualche anno dopo definitivamente sistemata sposando Rebreanu  uomo più anziano di lei, ma facoltoso, e che rappresentava anche la massima autorità della zona.&lt;br /&gt;Col passare dei giorni e delle settimane Il borgomastro non riuscì a conoscere che qualche insignificante particolare sulla missione di Vieru; il tenente era riservatissimo e non parlava mai del suo lavoro. Rebrenau sollecitò Jielena a essere più insistente e a cercare di ottenere informazioni a qualsiasi costo.  Spesso, durante la notte, non trovava la moglie al suo fianco e sentiva rassicuranti grugniti e gridolini provenire dalla stanza dell’ospite. La donna, tuttavia, non riusciva a ottenere alcuna interessante notizia anche se la cosa non la turbava affatto perché il vigore del giovane tenente era di suo completo gradimento .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il comportamento del funzionario della Securitate, che tanto innervosiva il borgomastro, stupì dapprima e rassicurò poi gli agricoltori e gli allevatori. Assolutamente disinteressato dell’economia della zona, il tenente usciva prestissimo e passava l’intera mattinata passeggiando nei boschi e, in particolare, nella foresta Ardeiele a nord ovest del paese. Chi lo incontrava, lo vedeva consultare misteriose carte  conservate gelosamente in una valigetta nera.&lt;br /&gt;Nessuno aveva il coraggio di informarlo che la foresta Ardeiele era un posto pericoloso, pauroso e maledetto. I vecchi narravano ancora delle antiche leggende secondo le quali le Iele di quel bosco erano particolarmente malevole e vendicative a causa di antiche offese subite dagli uomini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si raccontava come, centinaia di anni prima, valenti cavalieri magiari, penetrati nel folto degli alberi, fossero scomparsi per sempre; altri erano ricomparsi ma irrimediabilmente fuori di senno. I giovani sorridevano ascoltando i racconti dei nonni, tuttavia nessuno aveva mai pensato di infrangere la tradizione e i boscaioli si guardavano bene dal tagliare gli alberi di quel bosco.&lt;br /&gt;Il vecchio Popescu, uno degli anziani del paese, che in gioventù era stato un valente taglialegna, non si era mai avventurato nel bosco Ardeiele e raccontava alla nipote Costelia che le iele, spiriti magici femminili di bellissimo aspetto, nelle notti di plenilunio danzavano nude in un circolo ed erano talmente potenti da bruciare il suolo, lasciando all’alba cerchi oscuri dove ricrescevano solo strane erbe e funghi velenosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Curiosa, com’era sempre stata, Jielena, dopo una notte eccezionalmente trascorsa al fianco del marito, scorse dalla finestra della sua stanza il tenente Janos che si allontanava senza la misteriosa valigetta e si precipitò a piedi nudi nell’alloggio dell’amante per ispezionare il contenuto. La sonnolenta calma di quel mattino fu improvvisamente infranta da rumori, grida e imprecazioni furiose che risvegliarono di colpo l’assonnato borgomastro.&lt;br /&gt;Nel letto di Janos, nuda e ancora addormentata, Jielena aveva trovato Costelia Popescu la bruna e avvenente ragazza che spesso la aiutava nei lavori domestici. Con molta fatica Rebreanu riuscì a separare le due furie che continuavano a lottare ferocemente scambiandosi insulti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Vecchia puttana bastarda!-&lt;br /&gt;- Troia schifosa, ti strapperò quegli occhi cisposi!-&lt;br /&gt;- Basta! Piantatela donne, farete accorrere tutto il paese! Cos’è questa storia?-&lt;br /&gt;- E’ questa baldracca vecchia di tua moglie che…-&lt;br /&gt;Costelia non riuscì a terminare la frase, approfittando della pausa dovuta all’intervento del marito, la robusta Jielena l’aveva colpita con un preciso diretto al mento facendola crollare a terra svenuta.&lt;br /&gt;- E’ una ladra, Sebastian. Avevo sentito dei rumori, sono entrata e l’ho scoperta mentre frugava tra le cose dell’ufficiale. Pensa in che guaio ci saremmo trovati se non me ne fossi accorta. Devi cacciarla subito e non farla tornare mai più!-&lt;br /&gt;- Ah…ecco. Certo, certo. Ora capisco. Brava moglie mia... l’abbiamo scampata bella! – mormorò il borgomastro sogghignando tra di sé.&lt;br /&gt;L’atteggiamento delle due donne e il loro succinto abbigliamento non lo avevano certo tratto in inganno, ma la scusa trovata dalla moglie gli faceva comodo. L’ultima cosa che avrebbe voluto era che si suscitasse uno scandalo. Il partito non era tenero su certe cose. Contemplò con interesse il corpo seminudo di Costelia, aiutò la moglie a rivestirla sommariamente e la depose su di una panca sul retro dell’abitazione in attesa che, ripresi i sensi, si allontanasse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La notizia dell’accaduto dilagò comunque presto nel villaggio per misteriosi canali, e sicuramente giunse anche alle orecchie dell’ufficiale della Securitate. Del resto gli appariscenti graffi e le ecchimosi che costellavano il corpo di Costelia e quello di Jielena erano più che evidenti.  Per diversi giorni la giovane Costelia restò rinchiusa nella propria casa con grande soddisfazione dell’ottuagenario nonno, unico parente rimastole, che finalmente si vide un po’accudito da quell’indisciplinata nipote che, di norma, in casa non c’era mai.&lt;br /&gt;Passarono i giorni, lenti e sonnacchiosi, il tenente Vieru continuava a trascorrere le sue giornate nelle foreste ma per il borgomastro non era stata una settimana tranquilla, aveva origliato alla porta dell’ufficiale e aveva udito Jielena lamentarsi per il “tradimento”. Janos aveva risposto con voce secca e sibilante e alle rinnovate proteste della donna era seguito il rumore secco di uno schiaffo. Da allora gli “svaghi” notturni erano cessati e il preoccupato borgomastro aveva sempre trovato la moglie al suo fianco durante la notte.&lt;br /&gt;---------------------------------&lt;br /&gt;Vanitosa come tutte le ragazze, Costelia, prima di uscire da casa, aveva lasciato passare il tempo necessario affinché i graffi si rimarginassero e le lividure sbiadissero. La guarigione non era ancora completa, ma non ce la faceva più a restare tra quelle quattro mura sopportando malvolentieri i borbottii e le lamentele del nonno;  quella mattina un pallido sole si era fatto largo tra le nuvole e le foglie degli alberi, imperlate di brina, rilucevano come diamanti. Costelia indossò uno dei suoi abiti migliori, si mise al collo l’unico gioiello che possedeva: una collana d’ambra,  e uscì, dirigendosi verso il bosco e assaporando l’aria fresca e profumata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sentì i passi dell’uomo, attutiti dalla terra morbida e dall’erba. Due robuste braccia la afferrarono da dietro e una bocca rovente si poggiò sul suo collo baciandolo e mordicchiandolo.  Intimorita e nello stesso tempo compiaciuta, la ragazza si rigirò con un movimento felino.&lt;br /&gt;- Ah, sei tu…-&lt;br /&gt;- Chi credevi che fosse? Stavi aspettando qualcun altro?-&lt;br /&gt;- Non sto aspettando nessuno, passeggiavo…-&lt;br /&gt;- E ora hai trovato me. Vieni, dietro gli alberi c’è un bel posto con l’erba morbida…-&lt;br /&gt;- Non ti far venire strane idee, sto solo passeggiando e ora torno a casa, e poi con te non ci voglio stare.-&lt;br /&gt;- E invece ci devi stare, se non piace a te, piace a me. Vieni!-&lt;br /&gt;- Sei scemo? Ho detto no!-&lt;br /&gt;- Ma chi ti credi di essere, piccola troia, sei uscita tutta agghindata e forse non hai neanche le mutande.-&lt;br /&gt;Con forza l’uomo la gettò tra i cespugli e le denudò il seno gettandosi sopra di lei. Infuriata, e veloce come una gatta, Costelia se lo scrollò di dosso e schizzò in piedi tentando di fuggire. Con uno scatto l’uomo le afferrò una caviglia trascinandola nuovamente in terra e, incombendo su di lei, cominciò a sbottonarsi i pantaloni. Teresia scalciò, violenta, colpendolo sui genitali. Con un grugnito di dolore e di furore lui si ripiegò un attimo su se stesso, poi la afferrò per la gola scuotendola come un fuscello e tempestandola di colpi violentissimi. Rimase qualche attimo a contemplare, ansimante, il corpo esanime della ragazza steso ai suoi piedi, poi se la caricò senza alcuno sforzo su una spalla e si addentrò nel bosco.&lt;br /&gt;---------------------------------------&lt;br /&gt;L’aria era gelida e tirava un forte vento sibilante la mattina in cui il nonno di Costelia, traballando sulle gambe malferme, e livido di freddo e di ansia, bussò tremante alla porta del borgomastro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- padron Sebastian, devi aiutarmi e chiamare la polizia: mia nipote Costelia è scomparsa da casa da due giorni, certamente le è successo qualcosa…-&lt;br /&gt;- cosa vai farneticando, vecchio. Sicuramente si sarà fermata in casa di qualche amica, hai chiesto in giro?-&lt;br /&gt;- no, no, padron Sebastian, è stata vista avviarsi verso la foresta Ardeiele e poi nessuno l’ha più veduta. Qui tu hai il telefono, devi chiamare in città e avvertire la polizia.-&lt;br /&gt;-tranquillo vecchio, prima di scomodare la polizia dobbiamo essere sicuri di aver fatto tutto il possibile e di aver verificato che cosa sia successo. Ora torna a casa, disporrò delle ricerche e ti farò sapere io qualcosa.-&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jielena guardò preoccupata il marito, un fatto del genere non era mai accaduto e chiamare la polizia era l’ultima cosa che Sebastian desiderava. E poi, non avevano già in casa qualcuno meglio della polizia? Con molta precauzione il borgomastro informò dell’accaduto l’ufficiale della Securitate.&lt;br /&gt;Janos  Vieru fu secco e minaccioso:&lt;br /&gt;-queste non sono cose che mi riguardano, borgomastro; io ho ben altri compiti da svolgere! Se non sapete fare il vostro mestiere, che è quello di controllare i vostri compaesani, dimettetevi. E non m’infastidite più con queste storie. Probabilmente quella puttanella si starà rigirando nel letto di qualche contadino o di qualche allevatore, oppure sarà andata in città a “fare la vita”.-&lt;br /&gt;Innervosito e mortificato da quel discorso arrogante, il borgomastro convocò tre o quattro giovani del luogo per fare qualche veloce ricerca, tuttavia nessuno si addentrò veramente nel l’Ardeiele. Di Costelia non si trovò nessuna traccia e la furba Jielena, in accordo con il marito, sparse in giro la voce che la ragazza era stata vista passeggiare di notte per le strade della vicina città di Bistrita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Tihuta A.D. 1970 – novembre&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Teresia Szabó, nel fiorire dei suoi diciotto anni si avviava a diventare la più bella ragazza di Tihuta. Il padre era uno dei più facoltosi personaggi della zona e nella sua fattoria, oltre ad un allevamento di cavalli, possedeva anche una segheria. La festa per il genetliaco della figlia fu grandiosa e furono invitati tutti gli abitanti del borgo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Tuica (acquavite di prugne), scorreva a fiumi e decine di bottiglie di ottimo Traminer troneggiavano sulle lunghe tavolate ricolme di cibo. Il fuoco ardeva scoppiettando nel grande camino di pietra rossa mentre il suono delle fisarmoniche accompagnava le danze e i canti. Sul fare della notte, nonostante il gelo esterno, l’aria si era fatta fumosa e rovente e Teresia, stanca e accaldata, uscì nel cortile per rinfrancarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un uomo uscì lentamente a sua volta e si avvicinò sussurandole proposte oscene mentre i suoi occhi si soffermavano libidinosi sul seno perfetto della ragazza. Teresia, che sapeva trattarsi di una persona importante, non voleva procurare problemi alla propria famiglia e, benché piena di disgusto, finse di considerare scherzose le parole dell’uomo e cercò di allontanarsi lentamente e con un sorriso. Improvvisamente questi l’afferrò brutalmente, stringendole il seno in una morsa con una mano ferrea e sudaticcia mentre con l’altra le sollevava la veste. Impaurita e offesa Teresia si svincolò con un guizzo dalle mani dell’uomo e impulsivamente lo colpì con forza.&lt;br /&gt;Fuggendo e rientrando di corsa tra gli invitati e tra i familiari, Teresia non ebbe modo di notare il lampo di odio feroce che stava attraversando gli occhi del suo aggressore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I giorni passavano lenti e monotoni, la neve era caduta in abbondanza durante la notte ma quella mattina un timido sole attraversava con spade di luce la ragnatela delle nubi. Come amava talvolta fare, Teresia aveva sellato la sua cavallina preferita e si era avviata lungo il sentiero che costeggiava l’Ardeiele. La foresta era silenziosa in modo inquietante: non un canto di uccelli, non un fruscio di animali nel sottobosco.&lt;br /&gt;Incuriosita Teresia scese da cavallo e si addentrò tra gli alberi. Con sorpresa si avvide che profonde impronte segnavano la neve fresca, poi ebbe la sensazione di una presenza alle sue spalle, ma mentre accennava a girarsi un violento colpo alla nuca le provocò un lampo accecante di luce e la fece cadere bocconi nella neve mentre le tenebre calavano fosche su di lei.&lt;br /&gt;L’aggressore sollevò facilmente il corpo esanime della ragazza e scomparve tra gli alberi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riprendere coscienza fu lento e angosciante. Teresia non riusciva a rendersi conto di dove fosse e che cosa fosse successo. Cercò di portarsi le mani alla nuca ove avvertiva un forte dolore; stupita, si accorse di non poterlo fare e di avere le caviglie e i polsi strettamente legati. Gradualmente i suoi occhi si adattarono all’oscurità rotta soltanto da un lieve chiarore che proveniva da un foro nella volta.&lt;br /&gt;Si rese conto di trovarsi distesa, circondata da sterpi e cumuli di detriti, sul suolo di una caverna della quale non riusciva a vedere le pareti. Affannosamente, strisciando e rotolando, cercò di avvicinarsi là ove quel sottile fascio di luce illuminava una strana massa informe.&lt;br /&gt;Agghiacciata dal terrore, comprese che si trattava di un ammasso di scheletri, ancora avvolti nei brandelli marci di antiche vesti e parzialmente ricoperti dalla vegetazione. Piangendo si raggomitolò su se stessa e svenne nuovamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cavallina aveva atteso a lungo dopo la scomparsa di Teresia, poi, lentamente aveva ripreso la strada di casa ed era rientrata nella propria stalla. Nessuno si era accorto che la ragazza fosse uscita all’alba e, per molte ore, nessuno l’aveva cercata. La sua insolita assenza destò, verso mezzogiorno, qualche inquietudine, ma solo verso sera l’inquietudine si trasformò in angoscia. Tutti i familiari, i lavoranti e i vicini furono impegnati in affannose ricerche. Uomini a cavallo setacciarono senza esito la zona, ostacolati anche dal freddo intenso e dalla neve che aveva ripreso a cadere copiosa e che aveva cancellato ogni possibile traccia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando Teresia riprese i sensi, il sole era ormai alto nel cielo e la luce che filtrava dalla stretta apertura nella volta era più intensa. Una lama rugginosa, resti di un’antica scimitarra, sporgeva, incastrata fra due sassi sopra il cumulo di corpi scheletriti.&lt;br /&gt;Affannosamente la ragazza vi appoggiò le corde che le legavano i polsi e cercò di tagliarle. Lentamente le corde si sfilacciarono mentre grosse scaglie di ruggine si staccavano dalla lama corrosa. Liberate le mani, e con le dita intorpidite dal freddo, Teresia faticò a lungo per sciogliere i legami delle caviglie; si sforzò infine di estrarre la scimitarra dai sassi per procurarsi una difesa, ma l’antica arma le si sbriciolò tra le mani provocando una piccola frana che fece cadere di lato i resti di quegli antichi guerrieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stranamente intatto, per qualche misteriosa alchimia della natura, apparve il corpo di un vecchio ricoperto da ricche vesti consunte e scolorite e con il capo ancora rivestito da un maestoso turbante dal quale spuntava la testa arrugginita di un grosso chiodo. Il suo volto, incorniciato da una folta barba grigia, appariva tuttavia sereno e rassicurante. Teresia lo fissò a lungo, stordita. Poi, pervasa da un’inspiegabile calma, si allontanò barcollando per esplorare la sua prigione e cercare una via di fuga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La penombra si faceva sempre più fitta e la ragazza individuò a stento una scalinata di pietra che si perdeva verso l’alto. La percorse con cautela e, a tastoni, scoprì una robusta botola sopra di sé. La spinse più e più volte con tutte le sue forze senza alcun risultato. Era sbarrata dall’esterno. Gridò disperata cercando aiuto, ma le rispose solo l’eco della sua voce. Nascose il viso tra le mani piangendo, poi scorse uno strano ramo che sembrava infisso nella parete. Lo afferrò e lo staccò facilmente dal muro; era un’antica torcia con la testa ancora intrisa di catrame.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come tutte le brave massaie di Tihuta, Teresia serbava in una tasca una scatola di fiammiferi da cucina della quale si era completamente dimenticata. Freneticamente ne accese uno e lo accostò alla torcia che, dopo qualche frigolìo, prese fuoco spandendo intorno una calda luce dorata.&lt;br /&gt;Parzialmente rasserenata, la ragazza cercò di esplorare la sua prigione. Si rese subito conto di trovarsi in una caverna naturale che era stata, in tempi antichi, modificata dall’uomo. Sotto il muschio e i detriti era ancora visibile una rozza pavimentazione, un tratto di una parete era stato spianato, e incastonato nel muro si vedeva ancora uno scudo di pietra recante, in rilievo, lo stemma di un drago.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un angolo si apriva una scura apertura e avvicinandosi, Teresia percepì un tremendo fetore di morte. Coprendosi il naso e la bocca con un lembo della veste si addentrò in quel passaggio che scendeva verso il basso e che, dopo diversi metri, sfociava in una grotta più piccola.&lt;br /&gt;Alla luce tremolante della fiaccola uno spettacolo orribile e macabro la fece inorridire e lanciare un urlo di terrore: il cadavere mutilato e in decomposizione di una giovane donna giaceva, scomposto e quasi nudo, sul suolo.&lt;br /&gt;Con ribrezzo vide che il corpo della donna era infestato da larve biancastre e il suo volto era ormai irriconoscibile, tuttavia un particolare catturò la sua attenzione: una vistosa collana d’ambra dai riflessi dorati circondava il collo della morta.&lt;br /&gt;La riconobbe; l’aveva donata lei stessa, l’anno precedente a una ragazza che aveva lavorato qualche tempo nella fattoria di suo padre. Il cadavere era quindi quello della scomparsa Costelia Popescu, la nipote del vecchio tagliaboschi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Disperata, Teresia comprese di essere caduta tra le mani di uno sconosciuto feroce assassino e rifece, correndo, il percorso che la portava nella caverna principale esplorandone ogni anfratto. Nulla. Quella tetra prigione non sembrava avere alcuna praticabile via di fuga, e la massiccia botola che ne chiudeva l’ingresso sembrava inamovibile.&lt;br /&gt;La spinse, tuttavia, e la percosse a lungo fin quando le mani non le sanguinarono, gridò, chiedendo aiuto, fino a perdere la voce, infine, esausta, ritornò vicino all’antico guerriero barbuto mentre la luce che scendeva dal foro nella volta, molti metri al di sopra di lei si faceva sempre più fioca col calare della sera.&lt;br /&gt;Si prese il volto tra le mani e pianse a lungo, scossa da silenziosi singhiozzi. La torcia le era caduta di mano e si era spenta. La notte scese veloce, ingigantendo il silenzio che la circondava rotto soltanto, a tratti, dal vento che soffiava in alto, nella foresta, generando un sibilo lamentoso simile al lamento di un moribondo. Infine la stanchezza prevalse e Teresia si addormentò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La famiglia Szabó non era certo disponibile ad accettare la sparizione della ragazza con la stessa rassegnazione del vecchio Popescu. Nelle ricerche, che si erano protratte anche durante la notte, erano state impiegate decine di persone che avevano scandagliato casolari, pozzi e anfratti e che avevano, senza alcun esito, interrogato anche gli abitanti delle più lontane e isolate fattorie nel raggio di una decina di chilometri.&lt;br /&gt;La polizia di Bistrita era stata subito allertata telefonicamente ma padron Szabó, che, aveva scarsa fiducia in un loro tempestivo intervento, si recò all’alba a casa del borgomastro per parlare col tenente Vieru. Rebrenau fu irremovibile: l’ufficiale riposava e non poteva essere disturbato, avrebbe provveduto lui stesso a informarlo non appena possibile.&lt;br /&gt;--------------------------------&lt;br /&gt;Al sorgere del giorno Teresia si risvegliò da un sonno agitato e popolato d’incubi. Fiammate di dolore le attraversavano ancora il cranio, originate dal colpo che aveva ricevuto alla nuca. Trascorse l’intera giornata quasi inebetita, stremata dalla fame e dalla sete. Solo con qualche fiocco di neve che riusciva a filtrare dall’apertura nella volta riuscì ad alleviare la sua arsura. Il tempo passava inesorabile, lento, e la ragazza alternava momenti di lucidità a periodi di profondo torpore.&lt;br /&gt;Mentre uno stato febbrile iniziava a indebolire il suo fisico duramente provato, ebbe una singolare allucinazione; l’antico anziano guerriero si era chinato su di lei e mentre con la mano sinistra le sfiorava il volto con una carezza simile a un alito di vento, con la destra le indicava la parete sulla quale si trovava lo scudo di pietra con il bassorilievo del drago.&lt;br /&gt;Proveniente da un mondo e da un tempo lontano una parola s’infiltrava dolcemente nella sua mente dandole un senso di pace: “Coraggio”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I vecchi hanno il sonno leggero, e a notte inoltrata un anziano contadino che abitava in un’isolata casupola lungo la stradina che da Tihuta portava al lago Colibita fu risvegliato da uno strano inconsueto rumore. Sembrava il rombo del motore di un’automobile accompagnato dal galoppare di un cavallo. Sorpreso, perché molto raramente, e mai di notte, transitavano autovetture su quella strada, si affacciò alla finestra, ma riuscì solo a intravedere la luce di due fari che si perdevano in lontananza dietro gli alberi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non era ancora spuntata l’alba del suo terzo giorno di prigionia quando Teresia fu improvvisamente destata dal sonno da uno scricchiolio e un tonfo sordo.  La botola che dava accesso alla caverna era stata sollevata di colpo. Tenuamente illuminata dal chiarore di una splendida luna piena, una figura enorme e informe stava scendendo la scala ansimando e con passo pesante.  Un attimo dopo la botola si richiuse e quella mostruosa apparizione scomparve nel passaggio che conduceva al cadavere di Costelia. Al respiro affannoso e sibilante si unirono dei gemiti sommessi, quasi rantoli soffocati.&lt;br /&gt;Toltasi le scarpe per non fare alcun rumore, Teresia si precipitò ove sapeva essere la scalinata e cercò di sollevare la botola. I suoi sforzi furono ancora una volta vani: qualche sconosciuto meccanismo l’aveva nuovamente sigillata. Dal profondo dell’oscuro passaggio sorse un lieve chiarore. Qualcosa o qualcuno aveva acceso una lanterna all’interno della piccola grotta dell’orrore.&lt;br /&gt;Un urlo straziante di dolore e di agonia rimbalzò tra le pareti della caverna e la ragazza, terrorizzata, si portò le mani alle orecchie trattenendo il respiro. Aveva compreso che quell’essere diabolico aveva trasportato una nuova vittima che stava ora torturando a morte. Affannosamente si riportò verso quel cumulo di resti umani che era stata la tomba dell’antico guerriero e scavò con le mani sperando di poter trovare qualcosa che le servisse come arma di difesa. Inutile tentativo: solo fragili ossa e stracci polverosi che si disfacevano tra le dita.&lt;br /&gt;Ancora una volta, vivida come se fosse ancora presente, le tornò in mente l’immagine del sogno e l’imperiosa indicazione del vecchio. Irrazionalmente, sapendo di non avere scampo, ne eseguì il comando e si appoggiò allo scudo di pietra. Le mani, come sospinte da un impulso sovrannaturale, si aggrapparono alla testa del drago che cedette lievemente. Stupita, Teresia spinse con maggior forza. Uno scatto e la parete ruotò scoprendo una buia apertura e sospingendo la ragazza all’interno. Un altro scatto e la parete riprese silenziosamente la sua posizione. Attutiti dallo spessore del muro, giungevano a tratti agghiaccianti lamenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con mani tremanti la giovane trasse dalla tasca la scatola di fiammiferi. Ne erano rimasti pochissimi e il primo che cercò di accendere si era inumidito e si sbriciolò. Il secondo fortunatamente si accese, illuminando con la sua fragile fiammella il cunicolo nel quale si trovava. Infissa nella parete vide, con gioia, un'altra torcia che prese subito fuoco scoppiettando e rivelando che Teresia si trovava in una stretta e tortuosa galleria della quale non si vedeva la fine. Ancora incredula di essere riuscita a sfuggire alla sua lugubre prigione la ragazza accelerò il passo, incurante delle ferite che le pietre aguzze procuravano ai suoi piedi nudi. Con sollievo scoprì che, a tratti, altre torce sporgevano dalle pareti e ne raccolse qualcuna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il terreno era in lieve pendio e il suolo roccioso era frequentato da strani insetti biancastri che non avevano mai visto la luce del sole. Teresia corse e corse per un tempo che le sembrò infinito, l’aria era umida, tiepida e dall’odore stantio di muschio marcito. La stanchezza prese il sopravvento sull’eccitazione, il passo si fece sempre più lento e pesante fin quando la ragazza cadde a terra sfinita e perse i sensi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I familiari della ragazza erano confusi e disperati, la loro bellissima figlia sembrava svanita nel nulla e nessuno era stato in grado di fornire la minima traccia. Come padron Szabò temeva, nessun agente della polizia di Bistrita si era fatto vedere nel borgo. Furente e angosciato si precipitò nuovamente a casa del borgomastro, assolutamente determinato a parlare personalmente con l’ufficiale della Securitate per chiedere un suo autorevole intervento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Mio marito non c’è- Lo accolse l’ancora assonnata Jielena – E’ da ieri che si è allontanato per cercare personalmente tua figlia e non è ancora rientrato.-&lt;br /&gt;- Ti ringrazio Jielena, comunque non volevo parlare con lui, devo assolutamente vedere il tenente Vieru. Dov’è?-&lt;br /&gt;- Credo stia ancora riposando, meglio non disturbarlo…-&lt;br /&gt;- Me ne fotto del suo riposo! Dov’è la sua stanza? – gridò esasperato afferrando la donna per le braccia.&lt;br /&gt;Intimorita, Jielena fece un cenno. Padron Szabò spalancò di colpo la porta della stanza che gli era stata indicata e rimase attonito sulla soglia: la stanza era vuota.&lt;br /&gt;Jielena entrò a sua volta. – Se n’è andato… - disse, stupita. Aprì i cassetti e l’armadio. Vuoti. Della presenza dell’ufficiale non era rimasta alcuna traccia.&lt;br /&gt;- Non è possibile…non è possibile – mormorò sconvolta – non può essere andato via così… senza un saluto… senza… aspetta, dietro la casa ci dev’essere la sua auto…andiamo! –&lt;br /&gt;Si precipitarono entrambi sul retro dell’edificio. Solo una minuscola macchia d’olio sul terreno testimoniava che in quel posto, fino al giorno precedente, era stata parcheggiata un’automobile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Bucarest A.D. 1970 – novembre&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Quando il generale comandante delle forze di polizia fu convocato con urgenza dal ministro dell’interno, si chiese con preoccupazione quale altra grossa “grana” fosse in arrivo. Il ministro fu invece affabile e cordiale e gli chiese chi fosse, a suo parere, il più esperto e fidato investigatore in servizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Sicuramente il commissario Holmes, eccellenza – affermò il generale.&lt;br /&gt;- Sherlock Holmes?- sorrise il ministro&lt;br /&gt;- Ahahah, eccellenza, non Sherlock bensì Stefan Holmes. Sì, i suoi antenati erano probabilmente stranieri, ma è uno dei nostri migliori ufficiali ed è quello che ha risolto il caso di Verescu, quel serial killer detto “l’uomo col martello”, assicurandolo alla giustizia.-&lt;br /&gt;- Dove presta servizio in questo momento? –&lt;br /&gt;- A Cluj- Napoca. -&lt;br /&gt;- Ottimo. E’ persona fidata e discreta?-&lt;br /&gt;- Assolutamente, eccellenza, ne rispondo personalmente. –&lt;br /&gt;- Mi auguro che sia così, generale, il caso è molto riservato e interessa personalmente il Presidente. Ora la informerò dei particolari e le consegnerò una busta sigillata con delle informazioni confidenziali che dovrà essere consegnata al vostro commissario. Dia anche disposizione che gli sia fornita qualsiasi cosa di cui possa avere bisogno. –&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La conversazione proseguì per circa mezz’ora durante la quale il ministro informò il generale di ogni particolare.&lt;br /&gt;Una cordiale stretta di mano concluse l’incontro.&lt;br /&gt;Telefonicamente il generale ordinò che fosse subito approntato il suo elicottero personale e poche ore dopo si trovava già presso il comando della polizia di Cluj-Napoca a colloquio con il commissario Holmes.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Agli ordini, signor generale. –&lt;br /&gt;- Si metta comodo commissario. Ci conosciamo da qualche tempo e lei ha la mia stima e fiducia. Il caso che le affido proviene dal Presidente in persona e dovrà essere risolto con cautela e discrezione perché riguarda la scomparsa di un ufficiale della Securitate, inviato in missione a Tihuta, che da due giorni ha interrotto il rapporto giornaliero che inviava via radio al proprio comando.&lt;br /&gt;- Signor generale, non può trattarsi di un guasto alle apparecchiature? –&lt;br /&gt;- No, in questo caso, secondo le disposizioni ricevute, avrebbe dovuto subito avvertire telefonicamente il comando; inoltre, sono stato informato dalla polizia di Bistrita che in quella zona sono già sparite altre persone.&lt;br /&gt;- Se non sono indiscreto, signor generale, potrei conoscere la natura di quella missione? Sono anche perplesso, come mai non se ne interessa direttamente la Securitate, trattandosi di un proprio ufficiale? –&lt;br /&gt;- Commissario, molte informazioni le troverà in questa busta che le consegno da parte del ministro. Quello che invece le dirò adesso è strettamente confidenziale e deve restare tra di noi. La Securitate non è stata incaricata di fare indagini per due motivi: il primo è che questo ufficiale, il tenente Janos Vieru, non ha fino ad ora prodotto alcun risultato, il secondo è che il nostro Presidente comincia ad avere qualche dubbio sulle capacità e sulla fedeltà al Governo del generale comandante della Securitate Ion Mihai Pacepa. -&lt;br /&gt;- Grazie generale. Comprendo la delicatezza delle informazioni che mi ha fornito. Immagino che troverò nella busta i particolari della missione? –&lt;br /&gt;- Non proprio commissario. Nella busta troverà copia di tutti i documenti consegnati in una valigetta al tenente Vieru: antiche mappe, relazioni, descrizioni di località e di combattimenti, rapporti riservati antichi e recenti, ma non lo scopo della missione. –&lt;br /&gt;- Comprendo, però avrò qualche difficoltà a… -&lt;br /&gt;- No, non può capire commissario. Il nostro è un antico paese dalla storia complicata. Siamo divenuti una nazione solo nel 1877; siamo stati, nei secoli, spezzettati, invasi e sottomessi da Turchi, Ungheresi, Tedeschi e Austriaci.&lt;br /&gt;Il Presidente ha giustamente ritenuto che avessimo bisogno di un eroe, un simbolo che possa rafforzare l’identità nazionale e l’orgoglio del paese. Ogni Stato ha glorificato e portato come esempio un proprio condottiero: gli Stati Uniti hanno George Washington e Abramo Lincoln, la Francia ha Napoleone, l’Italia, Garibaldi. Noi siamo conosciuti dalle varie popolazioni per l’assurda e fantasiosa narrazione di un romanziere: Bram Stoker con il suo Conte Drakula e la leggenda dei vampiri. In realtà questo Drakula non è altro che il nostro Vlad III°, Principe di Valacchia e cavaliere del Sacro Ordine del Dragone.&lt;br /&gt;Il Presidente vuole che questo Principe sia conosciuto, rivalutato e divenga il nostro eroe nazionale: il vittorioso difensore dell’occidente contro lo strapotere dell’Impero Ottomano. A tale scopo è necessario ritrovare la sua fortezza, o quanto ne rimane, che sicuramente si trova al passo di Tihuta. Con la speranza di ritrovare in essa antichi documenti, per fornirci ulteriori utili elementi sulle battaglie e le vittorie del Principe.-&lt;br /&gt;- Ora è tutto chiaro, signor generale. Partirò subito. Naturalmente mi occorre un furgone attrezzato, dei tecnici e del personale esperto in vari settori. –&lt;br /&gt;- Lei ha carta bianca commissario. Avrà tutto ciò che le sarà necessario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Tihuta A.D. 1970 – fine novembre&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;L’arrivo a Tihuta di due autocaravan, quattro motociclisti e un furgone, carichi di uomini in divisa della polizia e di specialisti fu, in quest’occasione, accolto con sollievo dalla popolazione spaventata e preoccupata per gli ultimi avvenimenti. Dimenticata l’abituale diffidenza, la gente accolse i poliziotti con la massima cordialità.  Padron Szabò lieto e sorpreso per quell’inatteso schieramento di forze, mise la sua casa a disposizione degli agenti la cui presenza era ufficialmente motivata dalla ricerca di Teresia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per prima cosa il commissario Holmes incaricò un ispettore di convocare tutti i capifamiglia a casa Szabò per interrogarli e ottenere ogni possibile informazione. Furono fatti intervenire anche il borgomastro con la moglie Jielena. In realtà Holmes, coadiuvato da due agenti e dal suo fidato ispettore Marcos, voleva perquisire con la massima attenzione tutta la casa ove aveva soggiornato il tenente Vieru senza che nessuno lo sapesse.&lt;br /&gt;Naturalmente iniziò dalla stanza del tenente per poi setacciare ogni angolo della casa. Gli agenti avevano avuto disposizione severissima di rimettere accuratamente ogni cosa al proprio posto perché nessuno doveva accorgersi dell’avvenuta perquisizione. In fondo a un ripostiglio, ripieno di vari attrezzi di lavoro, l’ispettore Marcos trovò un paio di scarponi. Li esaminò attentamente e, con delicatezza, raccolse in diverse buste frammenti di terra, erba e sostanze di vario genere.&lt;br /&gt;Holmes, nel frattempo, esaminava pensoso un antichissimo mobile. Era un pezzo raro, da collezionista, vecchio di qualche centinaio di anni, ricco di fregi e modanature, dotato di un piano di scrittura e di numerosi cassetti che controllò accuratamente. Non contenevano nulla d’interessante. Il commissario sorrise, era un appassionato di oggetti di antiquariato e ne conosceva diversi trucchi. Passò con delicatezza la mano sulle modanature, ruotò un ornamento: uno scatto, e si aprì uno scomparto segreto. Conteneva una cartellina ricolma di documenti; li fotografò attentamente uno per uno e li rimise al proprio posto. Terminata la ricerca, ogni reperto fu consegnato ai tecnici del furgone che conteneva un laboratorio perfettamente attrezzato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’interrogatorio dei capifamiglia non portò alcun elemento utile. I vecchi incolpavano dell’accaduto le Iele dei boschi e i giovani si limitavano a parlare delle inutili ricerche fatte. Due o tre di loro si guardavano di sottecchi dandosi di gomito: l’improvvisa e inaspettata partenza dell’ufficiale della Securitate, cui le donne piacevano, e molto, sembrava una possibile dimostrazione di colpevolezza, nessuno tuttavia aveva il coraggio di esternare i suoi dubbi alla polizia. L’unico fattore di qualche interesse fu la narrazione di un vecchio che parlò del transito notturno di un’auto e forse anche di un cavallo, lungo la strada verso il lago.  I giovani del villaggio ridacchiarono; il vecchio era noto per le sue fantasie e per l’attaccamento alla bottiglia; nessuno sano di mente avrebbe percorso in auto, di notte, quella stradina tortuosa e pericolosa Non volendo trascurare alcun particolare un ispettore ordinò a due agenti motociclisti di compiere a bassa velocità lo stesso percorso e di esaminare ogni possibile traccia.&lt;br /&gt;-------------------------&lt;br /&gt;Quando Teresia si riprese dal deliquio, era ormai in preda ad una febbre altissima. Aprì a stento gli occhi con la mente annebbiata, non ricordava quasi più cosa fosse accaduto e dove si trovasse. Il dolore alla testa si era fatto pulsante e insopportabile. Intorno c’era l’oscurità più fitta; con fatica e sofferenza si alzò, senza neppure accorgersi delle pietre aguzze che torturavano i suoi piedi già piagati. Da quasi quattro giorni era priva di acqua e di cibo e le sue vesti, ormai lacere, erano lorde di escrementi e di urina.&lt;br /&gt;Istintivamente, inciampando e trascinandosi a volte carponi, si diresse verso una parvenza di luce che appariva in lontananza. Quella luminosità, che traspariva tra alcunii cespugli, si fece sempre più chiara. Un ultimo sforzo e mentre gli sterpi le graffiavano il viso si trovò improvvisamente all’aperto, ai margini di un bosco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il vecchio era molto nervoso; gli sbeffeggiamenti e l’incredulità dei giovani lo avevano offeso profondamente, inoltre riteneva di aver fornito alla polizia delle notizie inutili e incontrollabili e che forse sarebbe stato punito per questo. Stava per varcare la soglia di casa quando percepì con la coda dell’occhio un movimento lontano che lo incuriosì. Una visione femminile dall’aspetto devastato, ma ancora splendida nella sua giovanile bellezza, avanzava vacillando verso di lui.&lt;br /&gt;Terrorizzato, il vecchio si precipitò in casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Marika, Marika, aiuto, siamo perduti! Dal bosco stanno uscendo le iele e stanno venendo qui! –&lt;br /&gt;- Ma che dici babbo? Sempre con queste tue fantasie… -&lt;br /&gt;Marika, una robusta contadina di una cinquantina d’anni, si affacciò all’uscio e si portò le mani al viso.&lt;br /&gt;- Madonna Santissima! Ma quella povera creatura sta male… -&lt;br /&gt;Teresia era caduta in terra sfinita. Marika accorse, la prese in braccio e l’adagiò sul suo letto.&lt;br /&gt;- Presto babbo, presto! Ma quali iele, questa è quasi una bambina che si sarà smarrita! Dio mio, come scotta. Portami subito dell’acqua calda e dei panni puliti, corri!&lt;br /&gt;Con dolcezza la donna deterse il viso e le mani di Teresia, vide i piedi piagati e le labbra screpolate e scosse la testa.&lt;br /&gt;- Questa bimba non beve da chissà quanto tempo, portami dell’acqua fresca Pa’. –&lt;br /&gt;Con una pezzuola bagnata Marika versò qualche goccia tra le labbra della ragazza, poi guardò il padre che, istupidito stava ai piedi del letto e lo scacciò.&lt;br /&gt;- Esci, Pa’ e chiudi la porta –&lt;br /&gt;Con grande attenzione tolse le vesti alla ragazza e le gettò in un angolo, poi, dopo averne deterso il corpo e fasciate le ferite, la depose tra lenzuola fresche di bucato e odorose di spigo.&lt;br /&gt;Lentamente Teresia riaprì gli occhi.&lt;br /&gt;- Chi sei bimba mia, come ti chiami? –&lt;br /&gt;Teresia fissò quel volto materno e sorrise, poi abbassò le palpebre e cadde in un sonno profondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La foresta Ardeiele&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Quella mattina il vento era cessato e la pioggia cadeva lenta e pesante trasformando la neve in fanghiglia. Holmes si era alzato all’alba dallo scomodo lettuccio dentro il furgone, infreddolito e dolorante. Le fotografie dei documenti trovati nel cassetto segreto erano già state sviluppate e le stava controllando da quasi due ore.&lt;br /&gt;L’ispettore Marcos entrò sorridendo scuotendosi l’acqua da dosso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- I tecnici hanno lavorato tutta la notte, commissario, le analisi sono pronte! –&lt;br /&gt;- E allora? –&lt;br /&gt;- Allora, il terriccio trovato negli scarponi non ci dice nulla, è quello comune in tutta la zona, però conteneva tracce di sangue; e si tratta di sangue umano! –&lt;br /&gt;- C’è altro? –&lt;br /&gt;- Sì, ed è la cosa più interessante, c’era anche una larva di Calliphora Vicina, un insetto necrofago che si nutre di cadaveri e i resti di una Bathynella, un minuscolo vermiciattolo che vive solo nelle caverne.-&lt;br /&gt;- Molto bene. Ci siamo! Chi hai incaricato della sorveglianza?-&lt;br /&gt;- Quattro dei miei uomini migliori, stia tranquillo commissario, non può sfuggirci. –&lt;br /&gt;- Bravo Marcos, adesso ascoltami bene: il posto si trova nell’Ardeiele, le indicazioni di questi documenti sono abbastanza precise e mi hanno consentito di localizzare una zona entro il raggio di un chilometro. Quanti uomini disponibili abbiamo? –&lt;br /&gt;- Otto, commissario. –&lt;br /&gt;- Pochi, ma ce li faremo bastare. Su questa cartina ho indicato le coordinate e il perimetro della zona da sorvegliare. Ordina che gli uomini si muovano in silenzio e con la massima circospezione, ho motivo di credere che nella zona possano esserci antiche trappole molto pericolose. Dovranno indossare le tute mimetiche e appostarsi in modo da essere invisibili. -&lt;br /&gt;- Sarà fatto. Agli ordini. –&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La giornata trascorse tranquilla. La pioggia era cessata e verso sera una nevicata leggera riprese stancamente a cadere sulla fanghiglia ghiacciata. Il sole era tramontato e alle prime ombre della notte se ne aggiunse un'altra che, silenziosamente, scivolava come un fantasma lungo i muri. Altri quattro fantasmi, dotati di visori notturni, ne seguivano attentamente il cammino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Ardeiele li accolse con un fruscio sommesso di fronde simile a un lamento. Una sbiadita luna faceva, a tratti, capolino tra le poche nubi e illuminava una figura massiccia che si muoveva circospetta ma decisa. Comparvero i ruderi corrosi e ricoperti di muschio di un’antica costruzione; nascosto tra la neve e gli sterpi un massiccio anello di ferro, solo parzialmente indebolito dalla ruggine, venne fatto ruotare due volte. Con uno strappo l’uomo sollevò una pesante botola che ricadde con un tonfo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Alt, non ti muovere! Polizia-&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con un sobbalzo e con gli occhi iniettati di sangue l’uomo percepì, più che vedere, diverse ombre convergere su di lui. Uno scatto fulmineo e si gettò tra gli alberi correndo disperatamente.  Altre ombre comparvero alla sua destra intimandogli di fermarsi. Smarrito, cambiò direzione. Il sangue gli pulsava nelle tempie e con lo sguardo annebbiato gli sembrava che gli alberi lo deridessero, ostacolandolo, e che la foresta lo imprigionasse.&lt;br /&gt;Improvvisamente il terreno si aprì sotto di lui. Precipitò. Seguì un agghiacciante urlo di agonia.&lt;br /&gt;Muovendosi con cautela, i poliziotti illuminarono con le torce elettriche il pozzo nel quale era sprofondato l’uomo.&lt;br /&gt;L’antica trappola aveva ottenuto ancora una volta la sua vittima. Un robusto palo aguzzo, ben fissato nel fondo, aveva trapassato il corpo dell’uomo fuoriuscendo dalla nuca. Agonizzante, il borgomastro aprì la bocca per dire qualcosa, ma ne uscì solo un fiotto di sangue e la luce si spense nei suoi occhi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cluj-Napoca  A.D. 1970 - 8 dicembre&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;- Complimenti commissario, ho letto accuratamente il suo rapporto. Ha fatto uno splendido lavoro; il Ministro ha avuto i documenti e le informazioni di cui aveva bisogno anche se, vistone il contenuto, il Presidente dovrà rinunziare alle sue idee sull’eroe nazionale. Sono curioso, però, e ho qualche domanda da farle. Vuole intanto raccontarmi, con parole sue, com’è riuscito a risolvere così rapidamente il caso?-&lt;br /&gt;- La ringrazio signor generale. Ebbene, prima di recarmi a Tihuta avevo raccolto ogni possibile informazione sia sul povero tenente Vieru che sembrava il principale sospettato, sia su diversi personaggi del posto, compreso il borgomastro. Del tenente Vieru avevo appreso che si era, in passato, defilato dal partecipare a certi interrogatori un po’, mi perdoni, cruenti, che venivano effettuati dalla Securitate.&lt;br /&gt;Sembrava quindi un uomo poco incline alla violenza.&lt;br /&gt;Del borgomastro mi aveva insospettito la sua improvvisa e immotivata partenza da Sibiu, molti anni fa, e il fatto che alcuni anni dopo si fosse scoperto che, dall’archivio della locale biblioteca storica, mancavano degli antichi documenti sul Voivoda Vlad III°.&lt;br /&gt;Dalle carte occultate in casa del borgomastro appresi una notizia sensazionale: questi aveva effettuato, in gioventù, accurate ricerche sui suoi antenati e aveva accertato di essere un discendente diretto di Kinher “il malvagio” che era uno dei due figli nati dal matrimonio del principe Vlad con Ilona Szilagy. Tra i documenti trafugati nella biblioteca aveva inoltre trovate precise indicazioni sulla posizione della fortezza del suo antenato nell’Ardeiele di Tihuta.&lt;br /&gt;- Ma perché si trasferì a Tihuta?-&lt;br /&gt;- Signor generale, probabilmente voleva ritrovare la fortezza del suo antenato e forse altri documenti. Sicuramente riteneva suo diritto essere il Voivoda della Valacchia o quanto meno di Tihuta. Scoprì, grazie ai documenti trafugati, le antiche rovine e il sotterraneo ricavato nella caverna, poi divenne borgomastro e questo, in un certo senso, lo accontentò.&lt;br /&gt;L’arrivo del tenente lo fece profondamente irritare, comprese quasi subito, vedendo le sue ricerche nella foresta Ardeiele, che gli era stata affidata la missione di ritrovare l’antica roccaforte del suo avo che lui, invece, considerava sua proprietà personale. Poi si rese conto che le informazioni in possesso dell’ufficiale erano forse frammentarie e insufficienti e che probabilmente non sarebbe mai riuscito a individuare le rovine.-&lt;br /&gt;- E allora…perché l’ha ucciso?-&lt;br /&gt;- Perché aveva precedentemente già violentata e uccisa la giovane Costelia che probabilmente gli si era rifiutata; perché aveva programmato lo stesso trattamento per l’altra ragazza: Teresia; perché aveva scoperto che violentare, torturare e massacrare gli procurava un immenso piacere e inoltre voleva che della loro scomparsa venisse incolpato proprio il tenente verso il quale nutriva ormai un odio profondo per i modi sprezzanti e arroganti con cui era stato trattato.&lt;br /&gt;Il suo piano era semplice e avrebbe potuto avere successo. Aveva tramortito l’ufficiale e lo aveva trascinato di notte nella caverna ove lo aveva torturato a morte. In gran fretta, poi, era rientrato in casa, aveva legato un cavallo all’auto del tenente Vieru, si era messo al volante e l’aveva inabissata in un punto quasi inaccessibile del lago Colibita dove i miei uomini ne hanno trovate le tracce e l’hanno recuperata.&lt;br /&gt;Successivamente Sebastian Rebrenau era montato a cavallo tornando a casa verso l’alba,  giustificando la sua assenza con una sua personale ricerca della ragazza scomparsa. Se il nostro intervento non fosse stato così tempestivo, in pochi giorni la neve e la pioggia avrebbero fatto scomparire ogni traccia dell’auto, e si sarebbe pensato che il tenente Vieru si fosse rifugiato all’estero dopo aver rapito e forse uccisa la giovane Teresia Szabò.&lt;br /&gt;- C’è ancora un particolare che non mi è chiaro, come mai Rebrenau non ha violentato e uccisa subito la Szabò e perché è ritornato ai ruderi della fortezza con il rischio di farsi scoprire come infatti è avvenuto?-&lt;br /&gt;- Generale, ricorda il caso di Verescu, quell’assassino psicopatico?&lt;br /&gt;- Certamente, ed è stato proprio lei a risolverlo, commissario.&lt;br /&gt;- Verescu era un uomo gentile, addirittura timido, nessuno avrebbe mai potuto immaginare che una persona simile potesse aver rapito, stuprato e massacrato decine di donne. Eppure il criminale sadismo di quell’individuo godeva essenzialmente nel vedere il terrore e l’orrore delle sue vittime. Non avrebbe mai fatto nulla fin quando queste fossero state in una situazione di incoscienza che l’avrebbe privato del suo principale piacere.&lt;br /&gt;I nostri esperti ritengono che Rebrenau sia stato un sadico “latente”, la cui follia si è scatenata in una forma schizofrenica convincendosi, forse, di essere una specie di reincarnazione dei suoi antenati.&lt;br /&gt;Da parte mia ero abbastanza sicuro che il borgomastro sarebbe tornato nella caverna per completare la sua opera. Era infatti plausibile che, per la fretta di occultare l’auto del tenente Vieru, non si fosse reso conto che la ragazza potesse essersi liberata e che fosse fuggita. Del resto non poteva essere a conoscenza di quel passaggio segreto, altrimenti non avrebbe lasciato mai in vita la sua vittima. -&lt;br /&gt;- Che orrore! Quella ragazza,Teresia Szabò, ora sta bene?&lt;br /&gt;- Fortunatamente sì, signor generale, ha avuto tutte le cure necessarie e dopo una quindicina di giorni si è ripresa completamente ed è tornata in famiglia.&lt;br /&gt;- Commissario, mi è stato riferito che la ragazza ha raccontato che in quella grotta c’era il cadavere, forse mummificato, ma ancora intatto, di un antico ottomano. Potrebbe essere, come narrano i documenti dell’epoca, uno degli ambasciatori del Sultano. Sono state prese delle fotografie? E che fine ha fatto quel corpo? Nel suo rapporto non ne trovo traccia…&lt;br /&gt;- Non saprei che dire, signor generale. Abbiamo, sì, trovati i mucchi di ossa delle vittime che Vlad III° faceva gettare in quel buco nel terreno, ma di questo fantomatico messaggero non c’era alcuna traccia. Un’allucinazione di quella povera ragazza? Non lo so. Ricorda come diceva Shakespeare? : “ci sono più cose in cielo e in terra Orazio…”-&lt;br /&gt;-di quante ne sogni la tua filosofia – concluse il generale con un sorriso – Sì, commissario, ricordo bene!-&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-4688189540011545908?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/4688189540011545908/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=4688189540011545908' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/4688189540011545908'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/4688189540011545908'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2009/09/lanatema-di-tihuta-parte-prima.html' title='L&apos;anatema di Tihuta'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tqNcXqlcPy4/SsSCG_NkZQI/AAAAAAAAAk8/QT6ugBXwS98/s72-c/Dracula.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-4133871340466855750</id><published>2009-04-03T02:30:00.004+02:00</published><updated>2009-04-03T02:40:35.875+02:00</updated><title type='text'>LA PATTINATRICE DI SHENKLEY PARK</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_tqNcXqlcPy4/SdVatPhz3TI/AAAAAAAAAkM/lnjgzyDppvE/s1600-h/angioletto.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 299px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tqNcXqlcPy4/SdVatPhz3TI/AAAAAAAAAkM/lnjgzyDppvE/s320/angioletto.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5320258268117065010" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il mio vecchio amico Conte Engel Von Waldreihausen mi ha raccontato un'altro dei misteriosi avvenimenti accaduti durante i suoi avventurosi viaggi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;PERCHE' ?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La vita può apparire monotona e povera di nuovi eventi solo agli occhi di chi è tanto insensibile o idiota da non riuscire a guardarla con la giusta attenzione. L'ignoto, l'imprevisto e l'inconoscibile sono sempre dietro l'angolo, pronti a manifestarsi dinanzi a noi senza che - il più delle volte - non ce ne rendiamo neanche conto.&lt;br /&gt;Nei momenti di noia, di scoramento o di semplice cattivo umore, l'episodio della pattinatrice di Shenkley Park mi riporta in mente ad un periodo estremamente stimolante della mia vita, alle persone che ne fecero parte ed al mistero che vi penetrò bruscamente ed in modo duraturo.&lt;br /&gt;Trascorrevo, molti anni fa, alcuni mesi a Pittsburgh, in Pennsylvania, per seguire un corso post-universitario di gestione aziendale presso una prestigiosa, anche se non proprio antica, Università colà fondata alla fine del secolo scorso da due facoltosi uomini di affari passati alla storia del loro Stato, se non anche del loro Paese. La mia buona conoscenza dell'inglese, unitamente alla discreta preparazione di stampo matematico e statistico che mi ero fatta all'inizio del mio rapporto lavorativo presso il Dipartimento di ricerche dell'Istituzione presso cui ancora lavoravo, erano stati i motivi di base della scelta del mio nominativo fra quelli dei numerosi altri colleghi che avrebbero potuto esservi inviati. Non che vi fossero potenziali limiti di numero da parte dell'Università o del mio datore di lavoro; il problema era che, per motivi diversi e non più interessanti per alcuno, il tempo della designazione stringeva e non consentiva di fare una selezione dei possibili candidati a quello che era considerato una carta in più ai fini della futura carriera in seno all'Istituzione stessa.&lt;br /&gt;Ovviamente avevo accettato con curiosità e quasi come una sfida l’incarico affidatomi, soprattutto perché un caro Amico e Collega che aveva partecipato al Corso l'anno precedente mi aveva descritto come "massacrante" l'impegno che esso richiedeva.&lt;br /&gt;E aveva perfettamente ragione, anche se, per molti altri aspetti, esso si rivelò talmente interessante e coinvolgente da non farmi quasi accorgere delle nottate quasi in bianco trascorse sui libri, delle serate passate davanti al terminale del sistema elaborativo od in accalorate riunioni del gruppo di lavoro in cui ero stato inserito.&lt;br /&gt;Le lezioni impegnavano sei giorni su sette, ma per motivi d’igiene mentale avevo deciso che le mie domeniche non dovessero essere riservate al riposo "riparatore" del sonno perso durante gli altri giorni, bensì all'evasione e alla ricognizione delle attrattive che la città potesse riservare. Era divenuta quindi mia buona abitudine uscire di buon mattino dall'albergo - non lontano dall'Università - per scendere "downtown" in città ed aggirarmi fra punti noti e meno noti di riferimento al fine di "capire" questi americani, così strani agli occhi di noi europei.&lt;br /&gt;Qualche volta, bisognoso di relax e di movimento, mi recavo a passeggiare nello Shenkley Park, prossimo al "campus" universitario, a godermi i colori dell'inverso, il lindore della neve fresca e l'osservazione degli scoiattolini chipmunk che guizzavano agilmente fra i rami.&lt;br /&gt;Fu una di quelle volte, che mi accadde di vedere qualcosa il cui ricordo permane ancora vivido nei miei occhi, oltre che nella mia memoria.&lt;br /&gt;Sullo specchio d'acqua gelato prospiciente una fontana ornamentale - un laghetto di pochi  metri di diametro - una bambina bionda, coi capelli raccolti in una cuffietta di lana bianca ed il tutù classico che le lasciava scoperte le esili gambette infantili, eseguiva eleganti evoluzioni su pattini metallici che brillavano come fossero d'argento polito. I suoi movimenti erano aggraziati ed agili, propri di chi ha molta più esperienza e padronanza del proprio apparato muscolare di quanto non sia da attendersi dall'età dimostrata dalla bambina. La sua figuretta sottile, ben delineata dal costumino celeste che l'avvolgeva, si stagliava contro lo sfondo candido della neve che abbondante ricopriva la fontana ed i bordi della vasca dinanzi ad essa. Non ho mai visto un angelo, ma quando essi si mostrano, sono certo che non possono essere più leggiadri, eleganti e sciolti di quella ragazzina nel movimento e nella gestualità.&lt;br /&gt;I pochi raggi di sole che filtravano fra il fitto fogliame degli alberi intorno alla fontana la illuminavano a sprazzi conferendo alla scena una luce d'irreale e di fabuloso mentre la bambina ricamava sul ghiaccio del minuscolo specchio d'acqua ghirigori complessi e luminescenti in toni madreperlacei.&lt;br /&gt;Restai incantato per oltre un quarto d'ora a guardarla, e ad un tratto essa si accorse di me, si voltò nella mia direzione, e mi sorrise. Ricordo ancora il suo radioso sorriso, che l'assenza di un incisivo superiore arricchiva, anziché deturparlo, e rendeva ancora più tenero e dolcemente infantile.&lt;br /&gt;Le sorrisi in risposta ed accennai un applauso dicendo ad alta voce "brava!". Deve avermi capito, perché il suo sorriso si allargò ancora.&lt;br /&gt;D'improvviso, sentii una voce alle mie spalle che chiamava il mio nome: "Engel!"&lt;br /&gt;Mi voltai per riconoscere il proprietario della voce, ed incontrai il viso sorridente di Bill Robinson, dirigente di una grossa Corporation di Los Angeles che frequentava il corso con me.&lt;br /&gt;- "Ma che fai, parli da solo? La vecchiaia è brutta, eh?" mi disse continuando a sorridere .&lt;br /&gt;Gli strinsi la mano, pensando una volta di più che gli americani sono matti. Sudato, con i capelli scompigliati, leggermente ansimante nella fresca aria del mattino, Bill vestiva una tuta da ginnastica con la quale - non era la prima volta che lo vedevo così conciato - faceva jogging quasi tutte le mattine prima delle lezioni, malgrado i suoi non più verdi anni.&lt;br /&gt;Ricambiando il sorriso gli risposi :&lt;br /&gt;- "Non ti ho sentito venire. Ero solo incantato a guardare quella ragazzina che pattina sul ghiaccio: è piccola, ma è davvero brava!"&lt;br /&gt;Mi volsi allo stesso tempo in direzione della fontana, e rimasi come un allocco mentre Bill commentava:&lt;br /&gt;- " Anche peggio, ragazzo mio : hai pure le allucinazioni! Devi farti visitare da uno strizzacervelli”.&lt;br /&gt;Aveva ragione.&lt;br /&gt;Lo specchio gelato dinanzi alla fontana era del tutto deserto, e la sua superficie era liscia e tersa senza che una minima traccia ne rigasse la superficie.&lt;br /&gt;-" Ma... - balbettai - eppure l'ho vista... "&lt;br /&gt;- " Va là - ribatté Bill - forse cominciano a mancarti le tue figlie ed immagini di vederne una solo perché le vorresti vicine a te anche qui".&lt;br /&gt;Pensai che fosse meglio lasciar cadere la cosa, e cambiai discorso chiedendogli se non sentisse freddo, e come mai almeno la domenica non facesse una dormita più lunga del solito.&lt;br /&gt;Chiacchierammo di futilità per due o tre minuti, poi Bill mi lasciò per riprendere il suo jogging prima che il sudore gli si gelasse addosso.&lt;br /&gt;Andato via lui, rimasi qualche minuto solo, dinanzi alla fontana, con la mente piena d'interrogativi senza risposta, guardando e riguardando la superficie della fontana su cui qualche foglia secca degli alberi circostanti cominciava a posarsi delicatamente. No, ne ero certo, avevo visto la bambina, l'avevo ammirata a lungo, e il fatto che non una benché minima traccia dei suoi pattini fosse rimasta impressa sul ghiaccio non significava e non poteva significare che avessi avuto un'allucinazione.&lt;br /&gt;Mi allontanai dalla fontana e dal parco, e continuai per alcune ore a portare negli occhi - come faccio tuttora a venti e più anni di distanza - quella visione dolcissima e, ogni minuto di più, evanescente.&lt;br /&gt;La realtà prese il sopravvento. Le lezioni, i gruppi di lavoro, le conferenze che facevano da corollario al Corso e la vita di ogni giorno con i mille impegni che comportava, mi tennero la mente lontana dalla mia visione per alcune settimane.&lt;br /&gt;Poi, venne il long week-end. Un fine settimana su quattro il fine-settimana cominciava il giovedì pomeriggio per dar modo ai partecipanti al corso che abitavano meno lontano degli altri di tornare a casa per stare un po' con le loro famiglie. D'altronde, l'età media dei partecipanti stessi era tale che la stragrande maggioranza di essi aveva già famiglia.&lt;br /&gt;Il fatto di trovarmi a settemila chilometri dal mio Paese, e l'entità del costo di un passaggio aereo fino in Germania e ritorno, mi escludevano dal numero dei fortunati che potevano godere di quel privilegio, sicché accettai l'invito del Decano della Facoltà ( un pittsburghiano da tre generazioni di rara intelligenza e di ancor più rara cultura, una vera eccezione per lo standard culturale statunitense) ad andare con lui in auto a far visita al fratello in un paesino ad una cinquantina di chilometri dalla città.&lt;br /&gt;Ebbi così modo di vedere anche l'interno della Pennsylvania, i suoi boschi di alberi alti e scuri, quasi tutti pluricentenari, ed il fluire tumultuoso dei fiumi che attraversano lo Stato. Sia il Monongahela che l'Allegheny, che ancora recano i nomi loro dati dalle tribù dalla pelle rossa che abitavano quell'area all'arrivo dei primi coloni americani, confluiscono tumultuosamente a formare il fiume Ohio proprio a Pittsburgh, e la lingua di terra che ne costituisce l'ultima separazione viene detta la Golden Point, la Punta d'Oro. Per tutto il loro corso, che non è poi così lungo né per l'uno né per l'altro, essi presentano una pendenza abbastanza sensibile da renderne veloci e spumeggianti le acque, che si schiantano fragorosamente sulle numerose rocce che ne costellano il letto e levano alti spruzzi gelati. Solo in alcuni tratti, la minor pendenza ne rende più tranquillo lo scorrere, formando in alcuni tratti delle anse più larghe e calme, che nei mesi invernali gelano e si prestano al pattinaggio.&lt;br /&gt;Su una di queste rare anse si trovava il paesino dove viveva il fratello di Bernie, il Decano della Facoltà che mi aveva invitato a questa breve gita.&lt;br /&gt;James, detto Jimmie, si chiamava questo fratello, o meglio, il reverendo James, dato che era pastore di una delle tante sette protestanti che allignano nel Nord America. Una setta battista, se non ricordo male, che in quella zona rurale e forestale degli Stati Uniti aveva messo radici da prima della Rivoluzione e, data la spartana economia locale, vivacchiava dando al suo pastore sì e no il minimo indispensabile alla sopravvivenza.&lt;br /&gt;Arrivammo giusto in tempo per la funzione nella cappella parrocchiale, ed andammo a sederci su  una delle poche, consunte panche, dello stesso legno delle pareti, che erano le uniche suppellettili del luogo di culto.&lt;br /&gt;Al termine della funzione, Jimmie abbracciò il fratello prima di uscire sulla soglia a salutare i suoi parrocchiani - che ancora sorridenti per le due o tre battute intelligenti che egli aveva inserito nel sermone domenicale, gli dettero anche abbondanti pacche sulla schiena - e mi presentò alla moglie, Annie. Era, costei, una donna esile, dolce nello sguardo e nei modi, che non mi sono mai spiegato come abbia potuto dargli due figli, due ragazzoni ben piantati che davano anche loro una mano nella cappella - uno suonando l'organo e l'altro raccogliendo le offerte dei fedeli - e che avevo già visto durante la funzione.&lt;br /&gt;Naturalmente, data l'ora, ci invitarono a pranzo, ed attraversando un tratto di bosco arrivammo alla casetta, linda ed ordinata, che a distanza di poche centinaia di metri, nel mezzo di una radura, rappresentava la canonica.&lt;br /&gt;Jimmie sfoderò quel poco di tedesco che aveva imparato a biascicare da un parrocchiano dedito all'alcool, e nel giro di pochi minuti tutti fummo coinvolti in una animata conversazione - a tratti in inglese ed a tratti in tedesco - su argomenti i più disparati e simpatici.&lt;br /&gt;Finito il pasto, frugale anche se nutriente, noi tre uomini andammo in salotto per mandare giù un bourbon ed accendere le nostre sigarette, Annie andò in cucina a rigovernare, ed i due ragazzi salirono a cambiarsi "per la partita". Tornarono con le mazze da hockey ed i caschi sotto un braccio, e gli scarponi coi pattini sotto l'altro, e rammentarono al padre che aveva promesso loro di andarli a vedere giocare.&lt;br /&gt;- "E noi, non ci volete?" chiesi loro.&lt;br /&gt;Si profusero in scuse, e dissero che naturalmente eravamo più che graditi ospiti, e che anzi sarebbe stato per loro gratificante avere altri due tifosi dalla loro parte, poiché la squadra locale non era poi famosa...&lt;br /&gt;Così, dopo qualche altra sorsata del rovente liquore (fatto in casa da uno dei suoi parrocchiani, disse Jimmie) e le ultime boccate di fumo delle nostre sigarette, seguimmo verso il fiume i due ragazzi che si erano già avviati.&lt;br /&gt;L'aria era tersa e ferma. Il silenzio del bosco intorno a noi era rotto ogni tanto dal tonfo della neve che cascava a blocchi dagli alti rami dei pini e degli abeti per confondersi con l'altra che fino a poche ore prima era scesa dolcemente a coprire il suolo. Il canto di un isolato uccello (una cinciallegra, mi dissi) sembrava l’assolo di un virtuoso e si perdeva nella distanza senza essere riecheggiato da alcun ostacolo solido. Il cielo era tornato limpido, luminoso tanto da far male agli occhi, e la pace più completa avvolgeva il mondo intorno a noi.&lt;br /&gt;Dopo un po' che camminavamo, avvertimmo dinanzi a noi il rumore di molte voci e risate, ed al di là di una curva del sentiero vedemmo la riva su cui un centinaio di persone era raccolto ai margini di un tratto gelato dell'ansa del fiume.&lt;br /&gt;Il campo da hockey era, infatti, un tratto dell'ansa che, cintato con una rudimentale barricata di assi di legno, i ragazzi del luogo usavano per le loro domenicali disfide sul ghiaccio contro i loro coetanei dei villaggi vicini.&lt;br /&gt;La partita cui assistemmo fu dunque poco più che una ragazzata, in cui tutti i contendenti dell'una e dell'altra parte facevano del loro meglio per colpire - senza grandi risultati - il dischetto di legno, e questo insisteva per andare per i fatti suoi in tutte le direzioni tranne che in quella giusta.&lt;br /&gt;Ci sgolammo, naturalmente, per incoraggiare i ragazzi del luogo, e a lungo li applaudimmo ogni volta che l'infernale dischetto decideva di sua volontà di andare ad infilarsi in una delle due porte ignorando gli sforzi difensivi del portiere di turno.&lt;br /&gt;Era previsto, mi dissero, che subito dopo la partita seguisse una breve dimostrazione di pattinaggio. Passarono, infatti, alcuni pochi minuti dopo l'ultimo applauso agli eroi del giorno, e da un'auto parcheggiata sulla riva, emerse una figurina in azzurro, col tutù classico ed i capelli raccolti in una cuffietta bianca di lana. Eccola, la mia visione di Shenkley Park! Non riuscii più a contenermi.&lt;br /&gt;- "Ma..." sbottai in direzione di Jimmie.&lt;br /&gt;- "E' mia nipote Lucy, o meglio la nipote di Annie, ed è veramente brava; guardala!"&lt;br /&gt;Ed era veramente brava, come già sapevo da oltre una settimana. La semplicità, l'armonia e la scioltezza dei suoi movimenti di danza sul ghiaccio erano almeno pari all'eleganza del suo scivolare sulla liquida superficie ghiacciata. Nel silenzio ammirato con cui noi tutti seguivamo dalla riva il suo volo da farfalla, solo il fruscio dei pattini sul ghiaccio, e il sibilo della superficie che si scheggiava in una miriade irideggiante di schegge erano percepiti come reali. Il resto era solo favola.&lt;br /&gt;Lentamente, Lucy aumentò la velocità delle sue evoluzioni e il raggio delle curve che compiva, allontanandosi dalla recinzione del campo da hockey verso il fiume che a poche decine di metri faceva vedere le sue acque scure e placide nell'abbacinante luce del pomeriggio.&lt;br /&gt;Una voce di donna ruppe l'incantato silenzio .&lt;br /&gt;- "LUCY, non ti allon.... DIO!"&lt;br /&gt;Ma la tragedia si era compiuta. Il ghiaccio era troppo sottile, in quel punto, per reggere il sia pure piccolo peso di Lucy, e con un sinistro scricchiolio aveva ceduto sotto la bambina lasciando che il suo minuto corpicino fosse accolto dall'abbraccio della gelida acqua del fiume.&lt;br /&gt;Ricordo, come un incubo, la figura della madre di Lucy che si slanciava verso la nera voragine che aveva inghiottito la bambina, ed i ragazzi e tutti gli spettatori della partita che la raggiungevano per trattenerla dallo sprofondare anche lei sotto il ghiaccio sottile. Ricordo che io stesso correvo verso il fiume, scivolando sulle suole di cuoio e avendo negli occhi il sorriso sdentato di quell'altra Lucy, quella della mia visione. E ricordo l'arrivo dei Vigili del Fuoco col motoscafo e le lunghe pertiche, il loro scandagliare il fondo per cercare almeno di recuperare le povere spoglie della bambina.&lt;br /&gt;Non ricordo nulla del nostro ritorno a Pittsburgh, del mio rientro in albergo, della ripresa delle lezioni il giorno dopo, né di ciò che accadde nelle successive due settimane.&lt;br /&gt;La mia memoria è ancora vuota fino al giorno che il Decano mi fece chiamare nel suo studio durante una delle lezioni pomeridiane, per dirmi che avevano trovato il corpo di Lucy, e per chiedermi se volevo andare con lui all'obitorio per salutare Jimmie,  Annie e la sorella di quest'ultima convocati colà per il riconoscimento del cadaverino. Gli avevo narrato della mia visione, ed era rimasto molto scosso sia per l'episodio di per sé che per la commozione che rompeva la mia voce nel narrarglielo. Accettai.&lt;br /&gt;Trovammo i tre nella sala d'attesa e con loro entrammo nella sala dalle pareti coperte di candide piastrelle di maiolica su cui si aprivano gli sportelli delle celle frigorifere contenenti i poveri resti degli sventurati che avevano trovato una morte violenta.&lt;br /&gt;Un inserviente che masticava chewing-gum (Dio lo maledica! Dissi fra me e me) trasse verso di sé la lettiga su slitta di uno degli sportelli in basso, e sollevò un telo verdino che copriva un piccolo corpo. E per la terza ed ultima volta rividi la Lucy della mia visione.&lt;br /&gt;Immobile, violacea ancora dal momento della morte per asfissia, e priva ormai dell'eleganza angelica con cui l'avevo vista sfiorare la superficie gelata della fontana e dell'ansa del fiume, Lucy aveva ancora il tutù azzurro e la cuffietta di lana bianca. E fra le labbra dischiuse s’intravedeva ancora il vuoto di un incisivo superiore caduto che non sarebbe stato mai più sostituito.&lt;br /&gt;La guardai solo una volta, e non avrei dovuto. Preferisco ricordare il suo sorriso dolce, infantile rivoltomi dalla fontana di Shenkley Park, che non il vuoto sguardo dei suoi occhi azzurri ancora aperti a guardare senza vedere, irrigiditi nello stupore della morte.&lt;br /&gt;Ecco perché non mi piace più vedere alla televisione le manifestazioni di pattinaggio. Ed ecco perché, davanti a ciò che non riusciamo a spiegarci - e che forse resterà sempre inspiegabile per noi - non posso ancora fare a meno di chiedermi ogni volta :&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;     &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;PERCHE'?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;La vita cambia e si rinnova ad ogni secondo che la viviamo. L'ignoto è intorno a noi e dentro di noi. Non mi parlate di noia!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-4133871340466855750?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/4133871340466855750/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=4133871340466855750' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/4133871340466855750'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/4133871340466855750'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2009/04/la-pattinatrice-di-shenkley-park.html' title='LA PATTINATRICE DI SHENKLEY PARK'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tqNcXqlcPy4/SdVatPhz3TI/AAAAAAAAAkM/lnjgzyDppvE/s72-c/angioletto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-2228057637118278067</id><published>2009-03-04T01:47:00.018+01:00</published><updated>2009-03-05T11:27:00.025+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Misteri'/><title type='text'>Ritrovata la tomba di Maria Maddalena?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_tqNcXqlcPy4/Sa-nyUaHPAI/AAAAAAAAAj8/hKUekQuksN8/s1600-h/Vergine+rocce+si.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 270px; height: 244px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tqNcXqlcPy4/Sa-nyUaHPAI/AAAAAAAAAj8/hKUekQuksN8/s320/Vergine+rocce+si.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5309646968606637058" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_tqNcXqlcPy4/Sa-oaYWGgAI/AAAAAAAAAkE/pi3_wh70qVE/s1600-h/Cana+si.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 278px; height: 207px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tqNcXqlcPy4/Sa-oaYWGgAI/AAAAAAAAAkE/pi3_wh70qVE/s320/Cana+si.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5309647656858320898" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Boh? Non mi si venga a dire che il volto di Giovanni, nel “Cenacolo” di Leonardo, sia un viso maschile e che Leonardo lo abbia dipinto così perché di tendenze omosessuali.&lt;br /&gt;Vi sono, è vero, nell’opera di Leonardo, dei personaggi con tratti molto ambigui, e tra questi vi è anche il ritratto di S. Giovanni, ritratto che comunque non ha nulla in comune con la rappresentazione fattane nel “Cenacolo” che appare essere un volto prettamente femminile e tra l’altro stranamente somigliante a quello della donna rappresentata nella “Vergine delle rocce”.&lt;br /&gt;Si tratta quindi veramente di Maria di Magdala, quella che alcuni ritengono fosse la sposa di Gesù? Forse, e non mi si venga a dire che la Maddalena è citata solo di sfuggita nei Vangeli perché sappiamo bene che i quattro Vangeli canonici sono stati prescelti, e ampiamente rimaneggiati, dopo averne scartati e distrutti decine di altri: i cosiddetti apocrifi.&lt;br /&gt;Può essere che Leonardo, spirito libero e poco incline al misticismo, possedesse uno di questi vangeli segreti? In questi, di origine gnostica, si legge infatti che Gesù prediligeva la Maddalena e la baciava sulla bocca. Inoltre affidava a lei i segreti più nascosti e la guida dei discepoli. Eccone uno stralcio:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[Si tratta di uno scritto gnostico che fu rinvenuto nel cosiddetto Papiro 8502 di Berlino, di cui si hanno notizie dal 1896, ma che fu pubblicato solo nel 1955. La Maria a cui è attribuito è Maria Maddalena. Questo scritto attribuisce un’importanza fondamentale alla figura di Maria Maddalena, come discepolo che Gesù avrebbe anteposto persino ai suoi apostoli maschi.]&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Andrea replicò e disse ai fratelli: - Che cosa pensate di quanto lei ha detto? Io, almeno, non credo che il Salvatore abbia detto questo. Queste dottrine, infatti, sono sicuramente delle opinioni diverse – Riguardo a queste stesse cose, anche Pietro replicò interrogandoli a proposito del Salvatore: - Ha forse egli parlato in segreto a una donna prima che a noi e non invece apertamente? Ci dobbiamo ricredere tutti e ascoltare lei? Forse egli l'ha anteposta a noi? Maria allora pianse e disse a Pietro: - Pietro, fratello mio, che credi dunque? Credi tu ch'io l'abbia inventato in cuor mio o che io mentisca a proposito del Salvatore? Levi replicò a Pietro dicendo: Tu sei sempre irruente, Pietro! Ora io vedo che ti scagli contro la donna come fanno gli avversari. Se il Salvatore l'ha resa degna, chi sei tu che la respingi? Non v'è dubbio che il Salvatore la conosca bene, perciò amò lei più di noi. Dobbiamo piuttosto vergognarci, rivestirci dell'uomo perfetto, formarci come lui ci ha ordinato, e annunziare il vangelo senza emanare né un ulteriore comandamento, né un'ulteriore legge, all'infuori di quanto ci disse il Salvatore. Quando Levi ebbe detto ciò, essi cominciarono a partire per annunziare e predicare. Il vangelo secondo Maria.”&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Interessante, vero? Francamente non si capisce perché la chiesa abbia respinto con sdegno l’ipotesi che Gesù fosse sposato. Se era vero Dio e vero uomo perché negare una ipotesi così naturale? E come mai la stessa Chiesa da un lato disprezza la Maddalena e la considera (erroneamente perché la assimila ad un'altra Maria) una prostituta e, dall’altro, la venera come santa sugli altari?&lt;br /&gt;C’è da ricordare peraltro che le antiche leggi della religione ebraica condannavano a morte gli omosessuali. I giovani che, superati i vent’anni non si univano con una donna venivano spiati ed osservati con sospetto. Come mai, quindi, non vi è traccia alcuna di accuse di omosessualità nei confronti di Gesù benché questi avesse ormai circa quarant’anni (questa è la sua probabile età all’atto della crocifissione e non i trentatré anni della tradizione) e frequentasse quasi esclusivamente discepoli maschi?&lt;br /&gt;Non sarebbe stata una ghiotta occasione per Caifa ed i sacerdoti che lo volevano morto? Cosa avvenne della Maddalena dopo la scomparsa di Gesù?&lt;br /&gt;Secondo alcune tradizioni sarebbe fuggita da Gerusalemme e, insieme con altri membri della famiglia, e con Giuseppe di Arimatea si sarebbe rifugiata in Francia ove, alla sua morte, sarebbe stata sepolta. Innumerevoli sono gli scritti, per la maggior parte di pura fantasia, che favoleggiano sulla località segreta ove si troverebbe la tomba della Maddalena, sulla discendenza reale dei suoi figli e sul cosiddetto Santo Graal.&lt;br /&gt;Alcuni autori hanno ritenuto di appuntare le loro ricerche su di uno sperduto paesino francese: Rennes-le-Château. In questo piccolo villaggio che si trova nella regione francese dell'Aude vi è una chiesa molto antica, consacrata ufficialmente nel 1059 a Maria Maddalena.&lt;br /&gt;Sembra incredibile ma questo edificio è stato al centro di intriganti misteri nei quali sono stati chiamati in causa i Templari, i Catari, i Merovingi, Bianca di Castiglia, il fantasioso e probabilmente inesistente Priorato di Sion, il Santo Graal, la Massoneria e chi più ne ha più ne metta.&lt;br /&gt;Alla base di tutto vi è un ipotetico "tesoro" che sarebbe stato ritrovato dal parroco François Bérenger Saunière che resse la locale chiesa di Santa Maddalena dal 1885 al 1909.&lt;br /&gt;L’edificio era praticamente in rovina e Saunière, ne iniziò il restauro grazie ad una donazione di tremila franchi da parte della contessa di Chambord. Durante i lavori di ristrutturazione della parrocchia, eseguiti tra il 1887 e il 1897, il parroco si imbatté in una serie di reperti: sotto una pesante lastra ai piedi dell'altare; sollevata da due muratori apparve l'entrata di una cripta che custodiva un vaso o una cassetta con all'interno degli "oggetti brillanti" (monete d’oro?), inoltre in un comparto segreto all'interno di un pilastro Saunière trovò tre rotoli di antiche pergamene che si favoleggia descrivessero la discendenza della dinastia merovingia di Dagoberto II° e la loro parentela con i discendenti di Gesù. Certo è che dopo il termine di questi lavori Saunière spese ingenti somme, di misteriosa provenienza, per costruire una villa, dei giardini, una balconata panoramica, una torre-biblioteca intestata a Maria Maddalena ed una serra per animali esotici.&lt;br /&gt;Secondo alcune fantasiose ricostruzioni, il tesoro che arricchì Bérenger Saunière non era di natura materiale ma documentale: le pergamene provavano l’incredibile verità della discendenza di Gesù, conosciuta storicamente come dinastia del Sang Real (sangue reale), termine in seguito corrotto in Santo Graal.&lt;br /&gt;Le ricchezze di Saunière sarebbero quindi provenute dal Vaticano, per comprarne il silenzio.&lt;br /&gt;Tra gli innumerevoli curiosi e “cercatori di tesori” che si recano a Rennes-le-Château vi è stato l’incredibile ritrovamento effettuato da due ricercatori, &lt;a href="http://www.benhammott.com/italian%20translation/tomb-italian.html"&gt;Bruce Burgess e Ben Hammot&lt;/a&gt;, i quali analizzando alcuni particolari messaggi simbolici nascosti nelle pitture e nelle sculture all’interno della chiesa hanno scoperto una caverna sotterranea in cui si trova una tomba con un’apparente figura umana ricoperta con un drappo sul quale è dipinta una croce rossa templare.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tqNcXqlcPy4/Sa3RuKF06WI/AAAAAAAAAjc/i6kGJOJSC_4/s1600-h/Tomba+si.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 230px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tqNcXqlcPy4/Sa3RuKF06WI/AAAAAAAAAjc/i6kGJOJSC_4/s320/Tomba+si.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5309130126652664162" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Chi si cela dietro quel sudario? Una statua? Un cavaliere Templare? Il corpo di Maria di Magdala o, addirittura, quello di Gesù?&lt;br /&gt;Mistero.&lt;br /&gt;Nella cripta si notano inoltre numerosi oggetti semidistrutti e sparpagliati qua e là: una croce di legno, calici, coppe, monete. Ulteriori ricerche hanno portato poi, in altro sito, al rinvenimento di alcune bottiglie sigillate con all’interno dei documenti, alcuni ancora enigmatici, scritti a mano da Bérenger Saunière. Uno di questi, in apparenza dal contenuto devastante, riporterebbe la seguente confessione del sacerdote:&lt;br /&gt;“La resurrezione di Gesù è uno scherzo, è stata Maria Maddalena a portare il suo corpo fuori dalla tomba. I discepoli ingannavano. Più tardi il corpo di Gesù venne scoperto dai Templari e quindi nascosto tre volte. La tomba è qui. Parti del corpo sono salve… I nemici non sono gli eretici, ma la Chiesa di Roma… Ho abbandonato la mia falsa Chiesa e vi ho rinunciato… Ho fatto quello che ho fatto per preservare il segreto. Forse arriverà nel futuro il momento di rivelarlo”&lt;br /&gt;Altra ricerca, effettuata in base alle dichiarazioni di Saunière, avrebbe portato alla scoperta di uno scrigno con una coppa di porcellana, un vasetto per le unzioni, diverse monete antiche ed una fiala con un frammento di pergamena. Questi reperti, esaminati dal British Museum e dal dottor Gabriel Barkay dell’Università di Gerusalemme, risulterebbero databili proprio alla Giudea del I° secolo.&lt;br /&gt;Questa vicenda è stata documentata in un film “The Bloodline” (La linea del sangue) che forse non sarà mai programmato in Italia e del quale è comunque possibile vedere il &lt;a href="http://www.bloodline-themovie.com/"&gt;Trailer&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Ci si domanda se dietro tutto questo non vi sia una astuta operazione commerciale basata su una serie di false prove o se vi siano realmente dei misteri e dei millenari inganni a noi sconosciuti.&lt;br /&gt;Sarebbe molto interessante se il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale) analizzasse scientificamente questa vicenda, veramente degna degli avvincenti documentari di Piero Angela.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-2228057637118278067?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/2228057637118278067/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=2228057637118278067' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/2228057637118278067'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/2228057637118278067'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2009/03/ritrovata-la-tomba-di-maria-maddalena_04.html' title='Ritrovata la tomba di Maria Maddalena?'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tqNcXqlcPy4/Sa-nyUaHPAI/AAAAAAAAAj8/hKUekQuksN8/s72-c/Vergine+rocce+si.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-743151768972553343</id><published>2009-02-05T18:16:00.005+01:00</published><updated>2009-03-05T10:28:29.672+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><title type='text'>Il procione antistupro</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_tqNcXqlcPy4/SYsgWL4OlrI/AAAAAAAAAig/Bq9GuDdIr-o/s1600-h/procione.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 204px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tqNcXqlcPy4/SYsgWL4OlrI/AAAAAAAAAig/Bq9GuDdIr-o/s320/procione.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5299364952049358514" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Scorrendo le notizie di stampa, mi ha colpito il titolo "Stuprato un frocione". Francamente sono rimasto abbastanza attonito anche per la terminologia alquanto volgare ed offensiva, ma poi ho letto meglio: lo stuprato non era un frocione ma un procione!&lt;br /&gt;Incredibile, ora anche gli animali selvatici sono a rischio stupro? Ecco l'articolo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The Sun riferisce della disdicevole avventura capitata al russo Alexander Kirilov, di 44 anni.&lt;br /&gt;Ubriaco e in cerca di compagnia, l'uomo ha tentato di stuprare un procione.L’animale, che girovagava nei pressi di un bar, è stato intercettato da Kirilov che ha subito pensato di intrattenersi intimamente con lui. Per niente divertito il procione, con uno scatto felino si è rivoltato e gli ha letteralmente staccato il pene a morsi. Poi riottenuta la libertà, e con un “souvenir” da mostrare agli amici del bosco, si è dileguato.&lt;br /&gt;Il maniaco, anestetizzato dall’alcol ma comunque dolorante, è riuscito a salire in auto ed a recarsi al pronto soccorso.&lt;br /&gt;I chirurghi plastici stanno tentando di salvare il salvabile, ma un amico dell’uomo ha detto al giornale: “Gli hanno comunicato che potranno rimetterlo parzialmente in funzione, ma non possono riattaccare ciò che il procione ha portato via… Quella parte è andata per sempre”. &lt;br /&gt;Da oggi il 44enne russo potrà forse vantarsi delle proprie performance ma di certo non delle dimensioni del suo “compagno di mille avventure”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo aver letto l'articolo mi sono chiesto: non sarebbe il caso di importare in Italia qualche migliaio di procioni?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-743151768972553343?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/743151768972553343/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=743151768972553343' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/743151768972553343'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/743151768972553343'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2009/02/il-procione-antistupro.html' title='Il procione antistupro'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tqNcXqlcPy4/SYsgWL4OlrI/AAAAAAAAAig/Bq9GuDdIr-o/s72-c/procione.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-261523713011983024</id><published>2008-10-22T17:22:00.004+02:00</published><updated>2009-03-05T10:29:57.391+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia antica'/><title type='text'>Ipazia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_tqNcXqlcPy4/SP9GP6D_zoI/AAAAAAAAAXg/XaDlwyEJjtE/s1600-h/ipazia2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tqNcXqlcPy4/SP9GP6D_zoI/AAAAAAAAAXg/XaDlwyEJjtE/s320/ipazia2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5260000128890031746" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;- Sai? Negli scavi archeologici che si stanno facendo lungo la via Campana, nei pressi di Pozzuoli, sono state rinvenute due bellissime statue di antiche divinità greco-romane; purtroppo entrambe acefale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;- Ace...che?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Acefale, senza testa. Ed è un vero peccato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;- Beh, Perché non cercano meglio? Sai...scava e scava...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Inutile. Sicuramente sono state spezzate e distrutte dai fanatici cristiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;- Ma va...e perché avrebbero dovuto farlo?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Ah, ma tu stai ancora con l'idea dei miti buoni e bravi cristiani perseguitati e uccisi dai cattivi perfidi pagani come Nerone? Ti sbagli di grosso e ti fai influenzare da fantasie, esagerazioni e polpettoni cinematografici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;- Eh, sarà come dici tu, ma le persecuzioni ci sono state. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- In effetti sia gli imperatori che il popolino romano non vedevano di buon occhio questa gente che non venerava l'imperatore e disprezzava gli dei pagani. Spesso venivano considerati dei menagramo e ritenuti responsabili di mancati raccolti o di epidemie. Certamente non erano ben visti ma non vi fu alcun particolare editto contro di loro fino al 249 quando l'imperatore Decio ordinò a tutti i sudditi di onorare gli dei e di offrire pubblici sacrifici.&lt;br /&gt;I cristiani si rifiutarono e questo venne considerato un attentato politico alla sovranità dell'imperatore.&lt;br /&gt;Queste persecuzioni, che avevano soprattutto matrice politica, divennero molto serie con gli editti imperiali di  Diocleziano e Galerio del 303 e del 304 che decretavano  la distruzione dei luoghi sacri cristiani e l'obbligo di offrire sacrifici agli dèi, pena la condanna a morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;- Beh, allora i massacri ci furono, avevo ragione io!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Sì, ma non peggiori di tanti altri episodi del genere, e del resto non durarono moltissimo se consideri che pochi anni dopo, nel 313 l'imperatore Costantino, con l'editto di Milano, decretò la cessazione delle persecuzioni contro i Cristiani, e la loro piena libertà di culto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;- Poveracci...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Poveracci un corno! Poco dopo fu la Chiesa il cui potere politico-religioso era  ormai divenuto imperante a perseguitare gli altri, e specialmente chi ne intralciava il cammino: pagani, eretici, apostati, ebrei, e persino uomini e donne di scienza.&lt;br /&gt;Migliaia di templi vennero distrutti o trasformati in chiese cristiane, migliaia di statue vennero frantumate o decapitate, le perdite di veri e propri tesori furono immense e incalcolabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;- Ma quelli che erano ancora devoti agli antichi dei o comunque contrari a questa nuova religione che fecero?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Cercarono di ribellarsi, ma intanto nel 391 l'imperatore Teodosio I° aveva  decretato la proibizione di ogni culto pagano: sacrificare nei templi era un delitto di lesa maestà punibile con la morte. Pensa che ad Alessandria d'Egitto che in quell'epoca era una città colta e cosmopolita, popolata da ampie comunità greche ed ebraiche, vi fu una vera e propria rivolta contro  il vescovo Teofilo.  Questi, mentre stava trasformando in chiesa il tempio di Dioniso, trovò nel corso dei lavori un tempietto segreto ricco di oggetti consacrati agli dei. E che cosa fece? Sfilò per le strade esibendo quei trofei e ridicolizzandoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;- Beh, certo non è stata una bella azione...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- I pagani, che tra il popolo erano numerosi, non sopportarono quell'affronto e si ribellarono, ne seguirono violenze contro i cristiani ma i pagani furono messi in fuga e costretti ad asserragliarsi nel tempio di Serapide.&lt;br /&gt;Incurante delle raccomandazioni dell'imperatore che lo invitava ad essere indulgente, Teofilo pensò bene di distruggere il Serapeo e l'annessa biblioteca fino alle fondamenta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;- Perbacco!, ma&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;... in seguito le cose sarebbero migliorate...no?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- No. Peggiorarono. Al vescovo Teofilo, morto nel 412, successe il nipote Cirillo, un tipo violento ed autoritario che, tra le altre cose, distrusse la colonia ebraica di Alessandria e trasformò tutte le sinagoghe in chiese. Inoltre ingaggiò una feroce disputa cristologia contro Nestorio, patriarca di Costantinopoli e riuscì a farlo scomunicare corrompendo, a quanto si dice, monaci e funzionari di corte.  &lt;br /&gt;Entrò in conflitto persino con Oreste governatore imperiale della città e fece anche assassinare orrendamente Ipazia nel 415.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;- Ipazia? Mai sentito nominare, chi è?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Ignorante! Ipazia era una donna, una donna di quarantacinque anni molto bella.&lt;br /&gt;Forse la più grande astronoma, filosofa e matematica tra le donne dell'antichità!&lt;br /&gt;Era di origine greca e appartenente alla corrente neoplatonica. Di grandissima sapienza insegnava pubblicamente ed era particolarmente stimata dagli uomini di scienza e dai poeti. Era adorata dai suoi allievi alcuni dei quali si innamorarono perdutamente di lei.&lt;br /&gt;Sinesio, vescovo di Tolemaide, fu uno dei suoi tanti allievi e le scrisse diverse lettere di simpatia ed ammirazione chiedendole anche istruzioni su come poter costruire un astrolabio simile a quello ideato da lei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;- Insomma era anche una specie di ingegnere...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Sì, è vero. Infatti oltre all'invenzione dell'astrolabio le vengono anche attribuite le invenzioni  di una sorta di planisfero e di un orologio ad acqua.&lt;br /&gt;Ma la sua passione era l'astronomia e la filosofia e per oltre vent'anni insegnò agli alessandrini le opere di Platone e di Aristotele oltre a quelle di Euclide, Archimede e Diofanto.&lt;br /&gt;Tenuta in grande considerazione dai suoi concittadini Ipazia ebbe forse tra i suoi discepoli il governatore Oreste che spesso ricorreva a lei e chiedeva il suo parere su questioni di carattere pubblico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;- Ma perché Cirillo la fece uccidere? E come?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Cirillo era un fanatico che non poteva sopportare l'insegnamento filosofico e pagano di Ipazia, la sua importanza nella vita cittadina e la sua amicizia col governatore. Istigò quindi un gruppo di monaci suoi seguaci, una specie di milizia personale,  i quali catturarono Ipazia mentre rientrava a casa, la trascinarono dentro la chiesa costruita sul Caesareion e la massacrarono sadicamente scorticandola fino alle ossa. Quindi ne trascinarono i resti altrove e li bruciarono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;- Oh santa polenta... e Oreste, il governatore, non fece nulla?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Sì, Oreste fece tutto il possibile: denunziò l'assassinio di Ipazia all'imperatore e pretese un inchiesta.&lt;br /&gt;Venne inviato ad Alessandria il magistrato Edesio per indagare sull'accaduto, ma Cirillo non faticò a corromperlo forte anche dell'appoggio di Pulcheria, sorella dell'imperatore Teodosio II°, la quale era una sua grande devota.&lt;br /&gt;La conclusione fu che Cirillo e i suoi monaci rimasero impuniti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;- Incredibile! Voglio sperare che la Chiesa, in seguito, l'abbia almeno condannato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Come no! ... Infatti il 28 luglio 1882 Cirillo di Alessandria, venerato dalla Chiesa copta, da quella ortodossa e da quella cattolica, è stato proclamato...  santo e dottore della Chiesa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-261523713011983024?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/261523713011983024/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=261523713011983024' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/261523713011983024'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/261523713011983024'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2008/10/ipazia.html' title='Ipazia'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tqNcXqlcPy4/SP9GP6D_zoI/AAAAAAAAAXg/XaDlwyEJjtE/s72-c/ipazia2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-9023416632795610685</id><published>2008-09-27T23:53:00.000+02:00</published><updated>2008-09-27T23:54:47.161+02:00</updated><title type='text'>Emergenza web -  Comunicato</title><content type='html'>Emergenza web. L’informazione anglosassone interviene sulla sentenza &lt;br /&gt;di Modica, con un coro di critiche e proteste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci siamo. La condanna inflitta a Carlo Ruta dal giudice siciliano &lt;br /&gt;Patricia Di Marco fa discutere ben oltre i confini italiani. Dopo gli &lt;br /&gt;interventi dell’organizzazione European Digital Rights e di alcune &lt;br /&gt;autorevoli fonti informative europee, a partire da Register del Regno &lt;br /&gt;Unito, la vicenda sta facendo infatti il giro del mondo. Ne danno &lt;br /&gt;riscontro parecchie decine di blog e di siti, soprattutto anglosassoni, &lt;br /&gt;nei quali il caso viene rappresentato come sintomo e sintesi di gravi &lt;br /&gt;deficit giuridici e civili. Da tanti viene associato alla mafia e ai &lt;br /&gt;potentati affaristici che allignano soprattutto nelle regioni del sud, &lt;br /&gt;oggetto peraltro delle inchieste di Ruta, e alle vocazioni illiberali &lt;br /&gt;dell’attuale ceto dirigente nazionale. Da tutti viene colto il &lt;br /&gt;significato regressivo della sentenza siciliana, ravvisando in essa un &lt;br /&gt;attacco gravissimo ai diritti di espressione e d’informazione, sanciti &lt;br /&gt;da tutte le costituzioni liberaldemocratiche. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la redazione di Voci Libere&lt;br /&gt;Giovanna Corradini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;www.giornalismi.info/vocilibere&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si prega vivamente di diffondere e pubblicare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-9023416632795610685?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/9023416632795610685/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=9023416632795610685' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/9023416632795610685'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/9023416632795610685'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2008/09/emergenza-web-comunicato.html' title='Emergenza web -  Comunicato'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-7229390544187738691</id><published>2008-09-20T11:19:00.004+02:00</published><updated>2008-09-20T11:33:34.778+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><title type='text'>S C I O P E R O   (per la libertà)</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tqNcXqlcPy4/SNTBxw5Vm8I/AAAAAAAAAXY/rYP_Y3fqInQ/s1600-h/uid_11c4d665d7c_250_0.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5248032526476614594" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_tqNcXqlcPy4/SNTBxw5Vm8I/AAAAAAAAAXY/rYP_Y3fqInQ/s320/uid_11c4d665d7c_250_0.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Clicca &lt;a href="http://julien.blog.tiscali.it//SCIOPERO_1925628.shtml"&gt;qui&lt;/a&gt; e soprattutto &lt;a href="http://www.leinchieste.com/prima_pagina.html"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi intende aderire (ricordate che oltre che una protesta per affermare la libertà di pensiero e di opinione è anche in gioco l'interesse di noi tutti) può segnalarlo personalmente con una mail a&lt;br /&gt;&lt;a href="mailto:carlo.ruta@tin.it"&gt;carlo.ruta@tin.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;La redazione di Voci Libere:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Libertà sul web. La mobilitazione dei blog continua. La protesta dei blogger contro la condanna inflitta a Carlo Ruta procede in ordine sparso, ma cresce. Negli ultimi giorni parecchi hanno deciso di interrompere il normale iter di comunicazione, ccupando parti consistenti delle home pages con testimonianze di dissenso, forum, comunicati sulla vicenda. In quasi tutti i blog che hanno aderito a tale iniziativa appare una vignetta che recita simbolicamente "chiuso per sciopero". Nei numerosi post che animano la discussione emerge in modo corale lo sdegno verso gli atti repressivi, contrari allo spirito della Costituzione, che stanno passando in Italia a vari livelli. Un significato di rilievo riveste l'adesione all'iniziativa da parte di Paolo Barnard, autore di importanti inchieste su Report e vittima della censura legale. Dalle comunicazioni che ci giungono e dalla rete riscontriamo le seguenti presenze, che restano comunque indicative: sergioberto.blog.tiscali.it; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;marcopetrulli.blog.tiscali.it; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;julien.blog.tiscali.it; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;procopio.blog.tiscali.it; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;arte.noblog.org; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;camilleri19.spaces.live.com; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;polinux.altervista.org; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;futuro-remoto.blogspot.com; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;nuovaresistenza.wordpress.com; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.paolobarnard.info/"&gt;http://www.paolobarnard.info/&lt;/a&gt;; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;partitodelsud.blogspot.com; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;gabbia.blog.tiscali.it; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;vaffanculoday.blogspot.com; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;schiavioliberi.blogspot.com; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;floreana2.splinder.com; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;isimaro.blog.tiscali.it; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;peppetisaluta.blog.tiscali.it; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;vitaintensa.blog.tiscali.it; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;dedicatoaevaristocariego.blog.tiscali.it.; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;nonciavretemaicomevoletevoi.blogspot.com; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;solleviamoci.wordpress.com; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;ossex.blogspot.com; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.funzioniobiettivo.it/"&gt;http://www.funzioniobiettivo.it/&lt;/a&gt;; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;gaiasaviotti.blogspot.com; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;liandyer.blog.tiscali.it;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;disordinatamente.blog.tiscali.it; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;gabbia.blog.tiscali.it; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;flordicactus.splinder.com. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si prega di comunicare come stanno andando le cose, per darne ulteriori comunicazioni.&lt;br /&gt;La redazione di&lt;br /&gt;Vociliberewww.giornalismi.info;&lt;br /&gt;vocilibereaccadeinsicilia@tiscali.it &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-7229390544187738691?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/7229390544187738691/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=7229390544187738691' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/7229390544187738691'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/7229390544187738691'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2008/09/sciopero.html' title='S C I O P E R O   (per la libertà)'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tqNcXqlcPy4/SNTBxw5Vm8I/AAAAAAAAAXY/rYP_Y3fqInQ/s72-c/uid_11c4d665d7c_250_0.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-7341513039841446882</id><published>2008-09-08T16:00:00.004+02:00</published><updated>2008-09-08T16:15:37.999+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti'/><title type='text'>il Cronovisore</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_tqNcXqlcPy4/SMUzCfAZlmI/AAAAAAAAAXQ/u_xxkc_5VOw/s1600-h/ernetti-cronovisore.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tqNcXqlcPy4/SMUzCfAZlmI/AAAAAAAAAXQ/u_xxkc_5VOw/s320/ernetti-cronovisore.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5243653458918741602" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Erano stati necessari oltre sei mesi prima di riuscire ad avere un colloquio con il cardinale. &lt;p&gt;Il direttore del giornale era dovuto intervenire personalmente mediante le sue importanti relazioni nell'ambiente del Vaticano.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L'argomento "Ernetti" sembrava essere top secret, molte porte si erano chiuse e l'intervista era stata più volte cortesemente rifiutata.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Finalmente il permesso era arrivato e tuttavia il giornalista, benché importante e molto noto, dovette attendere in anticamera quasi un' ora oltre l'orario stabilito prima che il segretario del cardinale gli consentisse di accedere nell'ampio salone rinascimentale dove il cardinale, anziano e rinsecchito, sedeva dietro un'enorme scrivania antica ricoperta di libri, manoscritti ed antiche pergamene.&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;"&gt;-&lt;span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;font-family:'Times New Roman';font-size:7;"  &gt;  &lt;/span&gt;Buon giorno, eminenza&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;"&gt;-&lt;span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;font-family:'Times New Roman';font-size:7;"  &gt; &lt;/span&gt;Il Signore sia con te, figlio mio. - sospirò il cardinale. -Purtroppo devo avvertirti che sono sopraggiunti dei problemi urgenti e non potrò dedicarti molto tempo.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;"&gt;-&lt;span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;font-family:'Times New Roman';font-size:7;"  &gt; &lt;/span&gt;La ringrazio comunque per la disponibilità, eminenza, e cercherò di essere breve entrando subito in argomento. Mi risulta che lei, che è uno degli scienziati più insigni della Pontificia Accademia delle Scienze, abbia conosciuto personalmente padre Pellegrino Ernetti. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il cardinale sollevò lentamente lo sguardo dalle carte che aveva continuato ad esaminare e fissò il giornalista con occhi acuti e indagatori.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;"&gt;-&lt;span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;font-family:'Times New Roman';font-size:7;"  &gt; &lt;/span&gt;Non vi siete ancora stancati di raccontare favole su questo povero servo di Dio?&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;"&gt;-&lt;span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;font-family:'Times New Roman';font-size:7;"  &gt; &lt;/span&gt;Io cerco la verità, eminenza.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;"&gt;-&lt;span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;font-family:'Times New Roman';font-size:7;"  &gt;         &lt;/span&gt;La verità? La verità è che si sono raccontate molte, troppe favole su quel povero frate. Padre Ernetti è stato solo un eccellente specialista di musica prepolifonica&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;che insegnava a Venezia nell'Istituto di Prepolifonia presso l'Abbazia di San Giorgio Maggiore. L'unico istituto del genere esistente al mondo, in quell'epoca.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;"&gt;-&lt;span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;font-family:'Times New Roman';font-size:7;"  &gt;         &lt;/span&gt;Sono al corrente, eminenza, ma so anche che padre Ernetti non era un semplice insegnante. Era uno scienziato, esperto in fisica quantica e subatomica, che ha collaborato a lungo con un altro vostro insigne studioso: padre Agostino Gemelli, medico e fisico rinomato nonché presidente della Pontificia Accademia delle Scienze. Mi risulta anche che Ernetti dopo lunghi e approfonditi studi abbia elaborato la teoria&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;che le immagini ed i suoni lascino una traccia del loro passaggio e ne proiettino una impronta indelebile nello spazio.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;"&gt;-&lt;span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;font-family:'Times New Roman';font-size:7;"  &gt;         &lt;/span&gt;Ipotesi, figliolo. Semplici ipotesi.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;"&gt;-&lt;span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;font-family:'Times New Roman';font-size:7;"  &gt;         &lt;/span&gt;Sì, eminenza, ipotesi. Ma anche secondo Jung tutto ciò che avviene resta registrato da qualche parte. Vi è anche un'antichissima tradizione secondo la quale tutto ciò che esiste è come circondato da una pellicola che registra tutto ciò che avviene nel mondo e lo conserva in quelli che vengono denominati gli archivi eterei o "archivi akashici" che, secondo padre Ernetti, sono formati da onde che è possibile captare e decodificare con gli strumenti adatti.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;"&gt;-&lt;span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;font-family:'Times New Roman';font-size:7;"  &gt;         &lt;/span&gt;Fantasie. Favole. Antiche leggende che non contengono quasi nulla di vero.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;"&gt;-&lt;span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;font-family:'Times New Roman';font-size:7;"  &gt;         &lt;/span&gt;Eppure eminenza lei sa bene che secondo la fisica le onde sonore e visive sono energia che non si distrugge ma si trasforma e che, quindi, può essere ricostruita. La teoria atomica e gli studi di Einstein ci insegnano che dal suono e dalla materia disgregata è possibile ricostruire e ricomporre la loro forma originaria.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;"&gt;-&lt;span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;font-family:'Times New Roman';font-size:7;"  &gt;         &lt;/span&gt;E' vero. Ma sono solo e soltanto teorie accademiche non vi è alcuna...&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;"&gt;-&lt;span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;font-family:'Times New Roman';font-size:7;"  &gt;         &lt;/span&gt;Mi scusi eminenza, ma già nel 1972 i giornali riferirono che padre Ernetti partendo da questa teoria e dallo studio dei suoni mediante l'analisi dell'oscillografia elettronica avrebbe realizzato, avvalendosi anche della collaborazione di una dozzina di scienziati tra i quali Enrico Fermi e Werner Von Braun, uno straordinario apparecchio chiamato cronovisore con il quale sarebbe stato in grado di vedere ed ascoltare qualsiasi avvenimento del passato...&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il cardinale, con un sorriso, sollevò leggermente una mano diafana e trasparente come una foglia secca in un cenno di attesa .&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;"&gt;-&lt;span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;font-family:'Times New Roman';font-size:7;"  &gt;         &lt;/span&gt;E non ti sembra strano, figliolo, che sia Fermi come Von Braun&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;non abbiano mai fatto cenno a studi del genere? Rassicurati. Ho conosciuto personalmente padre Ernetti, era un valente scienziato ma anche un uomo di grande fantasia ed umorismo che si divertì a prendere in giro Vincenzo Maddaloni, l'inviato della Domenica del Corriere. Quando il suo scherzo principiò ad avere una diffusione ed una popolarità che lo stesso autore non avrebbe mai immaginato fu lo stesso Ernetti a rammaricarsene per primo e non ne parlò mai più. Comunque il vostro Massimo Polidoro, segretario nazionale del CICAP e docente di metodo scientifico all'università di Milano ha già ampiamente spiegato come il cronovisore sia solo una fantasia, una leggenda metropolitana.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;"&gt;-&lt;span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;font-family:'Times New Roman';font-size:7;"  &gt;         &lt;/span&gt;Eminenza lo so. Ma so anche che padre Francois Brune docente di Teologia&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;e di Sacra scrittura e che ha conosciuto molto bene padre Ernetti ha pubblicato un libro sui misteri del Vaticano in cui si afferma che il cronovisore&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;è segretamente occultato per ordine del papa Pio XII che mise tutto a tacere ritenendo l'invenzione estremamente pericolosa. Inoltre padre Ernetti non parlò solo con Maddaloni ma anche con altri giornalisti ed amici scienziati affermando di aver captato con il suo cronovisore discorsi di Napoleone, di Cicerone, oltre ad aver assistito,registrandola e trascrivendola, alla tragedia perduta "Tieste" del poeta latino Ennio del 169 a.C. Pare anche che con il suo apparecchio abbia captato, con profonda emozione, il processo e la crocifissione del Cristo che ha anche fotografato. Nel libro di Brune sono riportate le parole che gli avrebbe confidato padre Ernetti: " vidi tutto. L'agonia nel giardino, il tradimento di Giuda, il processo...il calvario".&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;"&gt;-&lt;span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;font-family:'Times New Roman';font-size:7;"  &gt;         &lt;/span&gt;Lei sa bene - disse freddamente il cardinale, passando al "lei" e alzandosi in segno di congedo - Lei sa bene che la trascrizione del Tieste è stata ritenuta un falso da una insigne studiosa, la professoressa Katherine Owen Eldred.&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;Così come è un falso la cosiddetta immagine del Cristo che è soltanto una foto della scultura dello spagnolo Cullot Valera che si trova nel Santuario dell'Amore Misericordioso vicino Todi. Ed ora mi scusi ma i miei impegni, come già le ho detto, non mi consentono di trattenerla oltre.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;"&gt;-&lt;span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;font-family:'Times New Roman';font-size:7;"  &gt;         &lt;/span&gt;La ringrazio Eminenza ma vorrei...&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;"&gt;-&lt;span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;font-family:'Times New Roman';font-size:7;"  &gt;         &lt;/span&gt;Stia tranquillo, la benedico e vada con Dio, le assicuro che questo argomento è privo di qualsiasi valore e non merita alcuna ulteriore attenzione.&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Deluso e frustrato, inchinandosi al bacio dell'anello cardinalizio, il giornalista si congedò, accompagnato alla porta dal segretario del cardinale, prontamente accorso allo squillare di un campanello.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Rimasto solo il cardinale si afflosciò stancamente nella poltrona. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Con mano tremante sollevò la pesante collana d'oro che portava al collo e dalla quale pendeva, nascosta sul suo petto, la bizzarra e irriproducibile chiave di altissima sicurezza che apriva, nei sotterranei del Vaticano, la stanza segreta di cui solo lui ed il papa erano a conoscenza. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;La contemplò a lungo mentre il suo viso, pallido e ascetico, sembrava ancora più vecchio. Poi, con un sospiro, tornò a nasconderla sotto l'abito talare.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-7341513039841446882?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/7341513039841446882/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=7341513039841446882' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/7341513039841446882'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/7341513039841446882'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2008/09/il-cronovisore.html' title='il Cronovisore'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tqNcXqlcPy4/SMUzCfAZlmI/AAAAAAAAAXQ/u_xxkc_5VOw/s72-c/ernetti-cronovisore.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-5339808141363913289</id><published>2008-06-30T12:42:00.005+02:00</published><updated>2008-06-30T16:01:26.706+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti'/><title type='text'>L' inquisitore ed il Templare</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/SGi6xU3wi2I/AAAAAAAAAXI/bBmrydfYTPs/s1600-h/castello+ruderi.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5217625524887653218" border="0" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/SGi6xU3wi2I/AAAAAAAAAXI/bBmrydfYTPs/s320/castello+ruderi.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Il mio vecchio amico Conte Engel Von Waldreihausen mi ha raccontato un'altra delle strane storie raccolte durante i suoi avventurosi viaggi. Ancora una volta ho chiesto ed ottenuta la sua autorizzazione a renderne partecipi i miei amici:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;                          &lt;span style="font-size:130%;"&gt;L'ultimo sorso.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Incatenato, lacero, sanguinante dalle decine di ferite che gli costellavano il torso sudato, l'imputato giaceva sulla ruota; i suoi pollici erano saldamente legati da strisce di cuoio come i suoi polsi, e la povera schiena si arcuava in una posizione innaturale che seguiva la curvatura dello strumento di tortura. Poco lontano, tre o quattro ferri da marchio si arroventavano sulle incandescenti braci di un improvvisato braciere, ma non erano per lui, e lui lo sapeva: non la marchiatura lo attendeva, nè lo scudiscio che, arrotolato, pendeva da una della pareti annerite dal fumo e dall'umidità della sotterranea cella in cui lo avevano trasportato, in stato di semi-coscienza, dopo averlo buttato giù da cavallo appena dopo oltrepassata la soglia del castello di Königswinter.&lt;br /&gt;Maledetto castello, maledetto viaggio, e maledetto lui, che aveva accettato di portare quel dannato scrignetto da Chartres ad Ulm, a quel vecchio frate dall'aria sorniona, che gli aveva impartito una rapida benedizione ed era sparito all'interno del suo tetro convento.&lt;br /&gt;Pareva che da allora tutto avesse congiurato contro di lui: derubato delle sue armi e dell'intera armatura la notte che si era fermato a Mainz, e degli ultimi soldi nella scarsella la sera in cui aveva deciso di pernottare in una lercia locanda di Koblenz, a sua insaputa praticata dal fior fiore dei tagliaborse del Reno, derubato infine del cavallo quella stessa mattina da due manigoldi che lo avevano affrontato - loro armati e lui inerme - sulla strada di Ulmar, a poche leghe da Koblenz, si era improvvisamente trovato dinanzi alla porta che consentiva l'accesso al tristo, nero maniero di Königswinter, ricoperto soltanto della sua cotta di maglia e del manto da Templare, e munito della speranza che in un castello di Fratelli avrebbe finalmente trovato pace. La rossa croce dei Templari spiccava sul suo candido manto, e la fiamma che essa gli aveva acceso nel cuore sin da fanciullo ardeva ancora nelle parole con cui si era rivolto all'armigero che lo guardava attonito dalla feritoia della postierla.&lt;br /&gt;Non aveva fatto a tempo a chiedergli di annunciarlo al Priore cui il maniero era affidato, che solide braccia lo avevano avvinghiato e tenuto fermo mentre un giovane stalliere si affrettava a passargli intorno alle caviglie ed ai polsi le pesanti catene che ancora sentiva mordergli le carni.&lt;br /&gt;L'Inquisitore era di poco lontano da lui, ora, nella cella delle torture, e parlottava con un Ufficiale del castello; non riusciva a sentire cosa si dicessero, ma i toni della discussione erano abbastanza concitati da evocare in lui il timore di ulteriori tormenti. Per Dio! Come osava un meschino inviato del Papa lasciare che qualcuno mettesse le mani addosso a lui, Geoffroy de Montillon, ordinato frate dell'Ordine dei Templari oltre dieci anni fa, quando aveva soltanto quindici anni, grazie all'influenza del suo amato zio Frà Gilles de Chartres ed al consenso del Vescovo Philippe Denoire di Marsiglia?&lt;br /&gt;Il sangue gli ribolliva nelle vene, ed alla fine l'indignazione esplose in un lacerante urlo che ebbe il potere di arrestare bruscamente la conversazione.&lt;br /&gt;"Marrani! Gente senza Dio! Non sapete..." una bruciante sferzata sulla bocca gli tolse il fiato ed interruppe la valanga d'improperi che stava per prorompere dalle sue labbra. L'Inquisitore si avvicinò a lui con un ipocrita, semi compiaciuto sorriso sulle sottili labbra violacee. La sua età era indefinibile: una rete di rughe si affollava attorno ai suoi occhi, e pesanti borse gli scendevano da questi ultimi sulle pallide guance; il naso, affilato come un coltello, presentava nel mezzo una gibbosità che ricordava a Geoffroy un cammello portato un tempo nella sua città natale da un manipolo di Cavalieri di ritorno da Acri. Gli occhi, al contrario, erano nerissimi - come i capelli - e vivaci, pieni di barbagli riflessi dalle fiamme del braciere fumante. Quegli occhi, ora, lo frugavano senza posa, cercando di penetrare nei più reconditi segreti del suo animo, scavando infaticabili i suoi occhi per scovarvi chissà quale nequizia, quale orrenda colpa. Un nero cappuccio gli copriva il capo, e gli occhi, inquadrati in quella lugubre cornice, scintillavano ancor di più nell'ombra della cella.&lt;br /&gt;"Allora, Fratello mio" proruppe d'un tratto la voce cavernosa dell'Inquisitore " confessa le tue colpe e dicci cosa conteneva il cofanetto che hai consegnato al frate che sei andato a visitare ad Ulm! Saremo clementi e ti lasceremo la vita, se saprai dircelo. Chi te lo ha consegnato, e con quali istruzioni?"&lt;br /&gt;"Io obbedisco solo agli ordini del Gran Maestro!" rispose seccamente Geoffroy, ma sentì tendersi di nuovo il cuoio che gli serrava i pollici, al piccolo movimento che il carnefice aveva dato alla a ruota . L'Inquisitore sorrideva, questa volta, mentre sulla fronte di Geoffroy sottili perle di sudore si univano a formare un rivolo che iniziò a scorrergli sulle guance.&lt;br /&gt;"Ne sono ben certo, fratello mio" nuovamente si fece udire la profonda voce dell'Inquisitore " ma quali erano questi ordini, e cosa vi ha detto del contenuto del cofanetto?".&lt;br /&gt;Le cinghie si tesero di nuovo, quasi a fargli capire che ove la risposta non avesse soddisfatto l'Inquisitore un nuovo giro di ruota ne sarebbe stata la punizione. Geoffroy, al di là del dolore ai pollici ed alle caviglie, sentiva il suo respiro divenire sempre più pesante e difficile. La curvatura della ruota sui suoi reni cominciava a divenire insopportabile, e la spina dorsale era tesa al limite della rottura. Si chiese se in fin dei conti la banalità della sua missione - portare un cofanetto del suo Gran Maestro al frate di Ulm - valesse la sua vita, e decise in cuor suo di no: salva la sua vita, salva anche la sua possibilità di vendicarsi, nonché di denunciare l'attacco che l'Inquisitore aveva tramato ai suoi danni. Perché, poco ma sicuro, quegli doveva già trovarsi al castello quando egli vi era giunto: non c'era stato, fra la sua cattura e l'attuale tortura, il tempo perché qualcuno arrivasse a Colonia e facesse mandare dal Vescovo un Inquisitore, anche se la distanza da Colonia era di poche leghe.&lt;br /&gt;"Confessa!" l'urlo dell'Inquisitore e la fitta lacerante di un nuovo giro di corda esplosero contemporaneamente nel suo cervello.&lt;br /&gt;"Non lo so!" il tono piagnucoloso della sua voce sbalordì lui stesso. Cercò di farsi forza contro le ondate di dolore che attraversavano il suo corpo e forzò ancora i muscoli del torace perché consentissero ai suoi polmoni di prendere aria. Il sudore scendeva ormai a fiotti lungo il suo viso e sull'intero suo corpo, mescolandosi al sangue che aveva ripreso a sgorgare dalle piaghe di cui era coperto.&lt;br /&gt;"Il Gran Maestro mi ha solo consegnato il cofanetto e mi ha ordinato di portarlo dal frate. Non so cosa vi si trovasse, né perché fosse sigillato, e non sono certo io quello che infrange i sigilli del Gran Maestro!" si sentì dire in modo impastato e confuso che assomigliava al parlare di un ubriaco.&lt;br /&gt;La tensione delle cinghie si allentò di qualche millimetro, ma senza allentare il dolore che ormai lo stesso pulsare delle vene accentuava ad ogni battito del cuore.&lt;br /&gt;"Così non lo sai, traditore!" La rabbia impotente dell'Inquisitore gli soffocava la voce, ma fu solo un attimo; di nuovo melliflua e suadente, essa riformulò la stessa domanda in modo ampolloso e formale : "Fratello mio, il Santo Padre ed io, suo umile servo, non abbiamo nulla contro di te personalmente. Hai obbedito agli ordini del tuo Maestro, come la Regola dell'Ordine t'impone, ma ritengo che, prima di affidarti il cofanetto e di impartirti gli ordini che fedelmente hai eseguito, il Maestro ti abbia detto quanto importante fosse la missione che ti era stata affidata, o che ti abbia spiegato il perché di essa, se non proprio quello che era contenuto nel cofanetto. Cerca di ricordare, e confessa a me, che ora sono il tuo confessore e rappresento il Sommo Pontefice, che cosa ti è stato detto oltre agli ordini che ti sono stati impartiti. Io ti sciolgo da qualsiasi giuramento tu abbia fatto al tuo Maestro in nome della ben più alta maestà del Pontefice, il quale ti lascerà salva la vita attraverso di me, se tu confesserai. Coraggio!"&lt;br /&gt;Questa volta, le cinghie avvinte ai suoi pollici non si tesero, e poté vedere l'Inquisitore chino presso di lui, immobile, tendere l'orecchio per carpire il minimo bisbiglio o respiro. Anche il suo viso era imperlato di sudore, ora, ed il sorriso beffardo si era spento sulle sue labbra.&lt;br /&gt;"Padre", cominciò Geoffroy a dire, nella speranza di far trascorrere altro tempo e godere di quella pausa delle sofferenze inflittegli dal carnefice.&lt;br /&gt;"Ti ascolto" rispose l'Inquisitore; nei suoi occhi si era acceso un barlume di speranza che il prigioniero parlasse, alfine.&lt;br /&gt;"Padre", riprese Geoffroy "Ero nella scuderia quando un valletto mi venne a chiamare dicendo che il Gran Maestro De Molay mi voleva immediatamente alla sua presenza. Lasciai tutto, e corsi all'obbedienza nello studio del Gran Maestro senza indugiare un attimo." Sentì che la sua voce era poco più di un mormorio a causa della sua gola secca, e delle labbra che sembravano tradirlo nel pronunciare le parole.&lt;br /&gt;"Mi ha consegnato un cofanetto di legno, recante sul coperchio la Santa Croce del Tempio, e mi ha detto solo di portarlo com'era al frate guardiano del Monastero di Ulm. Ho visto che era sigillato, ed ho pensato di avvolgere il cofanetto nel mio mantello perché i sigilli non si rompessero nel viaggio sbattendo contro la sella o l'armatura. E' tutto!"&lt;br /&gt;" Fratello mio, " riprese l'Inquisitore " credo a quello che dici. Dimmi ora, cosa disse il frate nel ricevere dalle tue mani il cofanetto?" Il tono della voce dell'Inquisitore era ora affrettato, quasi impaziente.&lt;br /&gt;"Mi ha benedetto" rispose Geoffroy "per la cura che avevo posto nel trasporto e per il poco tempo che avevo impiegato da Parigi ad Ulm. Tre giorni e tre notti ininterrotti a cavallo, fermandomi solo a castelli e guarnigioni dei Fratelli per cambiare montatura. Ha anche detto che il suo ringraziamento e le sue benedizioni sarebbero state ben poca cosa a fronte della gloria che i miei Fratelli mi avrebbero tributato per l'assolvimento tempestivo della mia missione. Padre..." gli occhi gli si inumidivano pensando ai suoi Fratelli, e la gola si faceva sempre più secca.&lt;br /&gt;Non poté completare la frase : un messaggero irruppe nella cella delle torture brandendo una pergamena in una mano e strappandosi il cappello con l'altra.&lt;br /&gt;"Benedicite!" quasi urlò inginocchiandosi dinanzi all'Inquisitore e porgendogli la pergamena. "Il Priore di Ulm ha detto di consegnare questo all'Eccellenza Vostra al più presto: ho cavalcato senza pause da lì a Colonia, ma Sua Eminenza mi ha inviato qui a raggiungervi!"&lt;br /&gt;Cercò di riprendere fiato dopo quella sequela di parole trafelate, ma lo sguardo gli cadde sul prigioniero ed un nuovo fiotto di parole gli sgorgò dalle labbra.&lt;br /&gt;"Lo conosco! " disse agitato " E' lui il cavaliere che ha portato al Frate Guardiano di Ulm il cofanetto che è sparito! Cavaliere - soggiunse in direzione di Geoffroy - dove è stato messo il cofanetto? Il Priore è infuriato perché non lo si trova!" In quella, un terribile ceffone lo mandò a gambe levate sul pavimento.&lt;br /&gt;"Taci!" urlò perentoriamente l'Inquisitore, fra le cui mani, ora aperta, era la pergamena portatagli dal messaggero.&lt;br /&gt;Finì di leggerla e quindi ordinò al boia di slegare dalla ruota Geoffroy e di portarlo in una cella. La sua voce era ora furente, e gli occhi gli lampeggiavano nell'ombra del cappuccio.&lt;br /&gt;La paglia sul pavimento era fresca, e da una feritoia in alto un soffio d'aria pura giungeva fino a lui. Si adagiò sulla grigia pietra, e riprese a respirare quasi normalmente. Le catene lo serravano orribilmente intorno ai polsi ed alle caviglie, le piaghe lasciate dalla frusta e dai bastoni sul suo corpo bruciavano e continuavano a sanguinare, ma grazie a Dio era almeno vivo! Abbandonato sul pavimento, cominciò a massaggiarsi i pollici, gonfi e violacei, col dorso ora di una ora dell'altra mano.&lt;br /&gt;Dopo qualche ora di quel passivo abbandonarsi alle ondate di dolore che attraversavano il suo corpo, i pensieri si fecero gradualmente più chiari, e si rese conto della circostanza che, se l'Inquisitore già lo aveva atteso al castello, ciò poteva significare soltanto che sapeva che lui sarebbe stato costretto a passare di lì ed a chiedere soccorso. A sua volta, ciò implicava che i furti che aveva subito a Koblenz ed a Mainz dovevano essere stati organizzati ai suoi danni da qualcuno che voleva che lui si fermasse al castello del Fratello Templare di Königswinter prima di recarsi a Colonia, presso la Casa Capitolare dell'Ordine. Ciò significava a sua volta che fin dall'inizio della sua missione qualcuno lo aveva tradito ed aveva comunicato alle guardie del Vescovo di Colonia - od alle sue spie - la sua missione ed il suo itinerario. Finché era stato in Francia, od aveva attraversato le contrade della pacifica Elvezia, il suo cammino non era stato né seguito né intralciato, ma appena sul suolo bavarese, anche se in ritardo sul suo fulmineo viaggio ad Ulm, le sue mosse erano state seguite e spiate.&lt;br /&gt;Sicché, si trattava di un attacco proditorio contro di lui per procurare al fedelissimo Vescovo della cattolicissima Colonia il cofanetto ed il suo evidentemente prezioso contenuto! Fitte di dolore gli attraversavano di tanto in tanto la schiena, e sentiva il sangue pulsargli a tratti nei pollici doloranti e gonfi. Il sangue perso ed il sudore che profusamente era sgorgato dalla sua pelle durante quell'interrogatorio da incubo gli avevano fatto venire una sete insopportabile. Si fasciò le mani con quel che restava del saio che ancora cingeva i suoi lombi, e tempestò di colpi la porta di quercia che chiudeva la cella in cui era stato gettato di peso.&lt;br /&gt;Nessuno accorse ai suoi colpi, né ai suoi richiami. Certamente le sue grida dovevano pur uscire dalla feritoia che, lassù in alto, dava aria alla cella, ma ore dopo, neanche quando la sua voce si cominciò a spegnere, nessuno venne in suo soccorso, aguzzino, soldato, sacerdote o diavolo che esso potesse essere là fuori.&lt;br /&gt;Le ore passarono. La cella divenne fredda e scura, la pioggia lasciò filtrare alcune gocce sulla parete che si raccolsero in una cavità di uno dei blocchi di granito di cui il pavimento era fatto, accanto alla sua bocca riarsa. Ma egli non se ne avvide. I suoi occhi aperti e privi ormai di vita fissarono per giorni e giorni quell'ultimo sorso cui egli anelava, senza vederlo.&lt;br /&gt;I mesi passarono, e gli anni. Ed ogni anno, il 22 settembre, grida disumane si sentono provenire dalle rovine del castello di Königswinter, grida che lentamente si spengono arrochite come se a trarle fosse un uomo agonizzante di sete. La foresta di scure querce, là sulla cima dello sperone roccioso su cui il moncherino della vecchia rocca ancora si erige puntato verso il cielo, riecheggia di quelle grida, ed esse talvolta giungono fino alla riva del Reno, dove i vecchi traghettatori, i pescatori ed i circa duecento abitanti del piccolo villaggio si guardano negli occhi l'un l'altro e sussurrano "Stasera il vento è davvero forte, lassù!".&lt;br /&gt;Nel libri di storia si legge che il Gran Maestro dei Templari ed altri quattro Dignitari dell'Ordine furono arrestati il 13 ottobre del 1307 dalle guardie di Guillaume de Nogaret su ordine di Filippo IV il Bello, Re di Francia, col consenso tacito del Pontefice di Santa Romana Chiesa Clemente V allora risiedente inTroyes.&lt;br /&gt;Il processo, basato sulle false confessioni di Fratelli che si rivelarono da subito inconsistenti, fu voluto, organizzato, seguito ed assistito in ogni sua fase dal Ministro di Sua Maestà, ma il tesoro dei Templari non venne mai ritrovato. Ne mai si reperì alcuna prova sicura della loro colpevolezza. In molti, nei secoli che seguirono, sostennero che lo scioglimento dell'Ordine e la persecuzione dei suoi appartenenti siano stati voluti dal de Nogaret e dal suo re per poter mettere le mani su quel tesoro, ma tutto resta ancora avvolto nelle brume dell'incertezza che gli anni spargono a piene mani sulla storia degli uomini.&lt;br /&gt;Il 13 ottobre di ogni anno, in Rue Vieille du Temple, a Parigi, sono poche le persone che dormono sonni tranquilli. Fra le due e le tre della notte, infatti, la stretta strada del centro parigino risuonano degli zoccoli di molti cavalli, e di grida strozzate. Dal legno di portoni che da anni sono polvere si levano colpi sonori e cardini che ormai non esistono più, dissolti dalla ruggine, stridono aprendosi a quei colpi. Voci soffocate, ordini, grida terrorizzate riecheggiano fra edifici più volte ricostruiti, per vicoli ripavimentati cento volte, disperdendosi negli anfratti delle corti e dei portoni.&lt;br /&gt;La gente ascolta, e tace; spesso non sa perché tutto ciò accada, cosa esso significhi o rammenti: tanto, dopo qualche minuto tutto è di nuovo silenzio, ed i pochi che il rumore ha ridestato mandano un accidente agli ignoti nottambuli e riprendono sonno.&lt;br /&gt;La Senna, a poche centinaia di metri, diviene allora sporca delle ceneri di qualche grande falò, mescolate ad ossa che potrebbero apparire umane. Anch'esse dopo poco spariscono, portate via dalla corrente. La sagoma di Notre Dame si profila contro il cielo illuminato, ed i fari dei bateaux-mouches spazzano gli ultimi innamorati sulle banchine deserte delle banchine del fiume.. I clochards si rigirano infastiditi e smaltiscono in sonore russate, fra i cartoni che li ricoprono, il cattivo vino che li ha messi fuori combattimento.&lt;br /&gt;Ma non è che frutto della fantasia. Immagini prese da vecchi film e da libri ancora più antichi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Nella foto: rovine del castello di Königswinter&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-5339808141363913289?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/5339808141363913289/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=5339808141363913289' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/5339808141363913289'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/5339808141363913289'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2008/06/l-inquisitore-ed-il-templare.html' title='L&apos; inquisitore ed il Templare'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/SGi6xU3wi2I/AAAAAAAAAXI/bBmrydfYTPs/s72-c/castello+ruderi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-7338212611858149333</id><published>2008-06-13T10:56:00.014+02:00</published><updated>2008-06-13T11:54:30.250+02:00</updated><title type='text'>Scoop, scoop, scoop!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/SFI3O7YPYoI/AAAAAAAAAWY/FMRDICiapx4/s1600-h/Bertoux.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5211288448418144898" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 107px; CURSOR: hand; HEIGHT: 122px" height="118" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/SFI3O7YPYoI/AAAAAAAAAWY/FMRDICiapx4/s400/Bertoux.jpg" width="100" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Scoop, grandissimo scoop, l'avventuriero nonchè eccezionale fotografo Monsieur &lt;a href="http://penultimi.blogspot.com/"&gt;Bertoux &lt;/a&gt;è riuscito, in ANTEPRIMA MONDIALE ad ottenere delle foto incredibili. Dopo numerosi appostamenti, e dopo essersi camuffato da cane di S. Bernardo, è riuscito ad infiltrarsi nel posto più segreto ed Off Limits del mondo ed a rubare le immagini di alcune partecipanti al Gran Torneo di lotta libera femminile patrocinato e realizzato dal folle psicologo &lt;a href="http://disordinatamente.blog.tiscali.it/"&gt;Antonio76 &lt;/a&gt;con la collaborazione di &lt;a href="http://evacontroeva.blog.tiscali.it/"&gt;Raz&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://blog.libero.it/ziagianna"&gt;Marcos&lt;/a&gt;, noti boss del settore delle scommesse clandestine sugli incontri di lotta libera.&lt;br /&gt;Ed ecco a voi, fortunatissimi visitatori, questa incredibile meravigliosa fotografia!&lt;br /&gt;Come potete vedere, da sinistra verso destra sono raffigurate le bellissime Hellcat e Misty, poi la languida &lt;a href="http://tuttinsieme.blog.tiscali.it/"&gt;Nenet&lt;/a&gt; seguita da &lt;a href="http://talikundia.blog.tiscali.it/"&gt;Tali&lt;/a&gt; ed &lt;a href="http://infondoaimieiocchi1.blog.tiscali.it/"&gt;Info&lt;/a&gt;. In basso la splendida Simona.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/SFI3wZLCufI/AAAAAAAAAWg/3qXly8bu3RA/s1600-h/belle+donne2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5211289023351536114" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/SFI3wZLCufI/AAAAAAAAAWg/3qXly8bu3RA/s400/belle+donne2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Dura, lunga e difficile è stata l'impresa dell'inarrestabile Monsieur Bertoux. Individuare la villa bunker, seminascosta dietro il Monte Pellegrino non era stato facile, solo grazie all'occhio esperto di due abili informatori, originari di Sferracavallo, era riuscito nell'impresa. Superare gli sbarramenti elettronici, i cavalli di Frisia ed il muro di cinta non era stato impossibile, ma il peggio doveva ancora venire.&lt;br /&gt;Feroci cani da guardia lo avevano attorniato sospettosi e solo dopo aver offerto loro generosi sorsi di cognac dalla fiaschetta che portava al collo era riuscito ad allontanarli.&lt;br /&gt;Solo una languida cagna alsaziana aveva cercato a lungo di sedurlo ma il prode fotografo era riuscito infine ad allontanarla. (purtroppo ignoriamo se prima o dopo aver ceduto alle sue voglie. Da perfetto gentiluomo Monsieur Bertoux si è sempre rifiutato di svelare intimi particolari su i suoi rapporti con l'altro sesso)&lt;br /&gt;Ma poteva ormai desistere dall'impresa l'indomito avventuriero? certamente no. Arrampicatosi faticosamente su di una grondaia riusciva nell'impresa di fotografare anche la sensuale Elle.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/SFI4Xmw6a7I/AAAAAAAAAWo/1DlRenMzlo4/s1600-h/donna+elle.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5211289697014934450" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/SFI4Xmw6a7I/AAAAAAAAAWo/1DlRenMzlo4/s400/donna+elle.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Guardie armate si aggiravano sospettose nei paraggi e le canne dei loro mitra scintillavano minacciosamente sotto i raggi del sole calante. Enormi giapponesi, esperti in arti marziali, scrocchiavano le dita già pregustando di frantumare le ossa di qualsiasi intruso.&lt;br /&gt;Ed ecco, seminascosta nell'ombra, una delle perle del torneo: la meravigliosa impavida &lt;a href="http://gabbia.blog.tiscali.it/"&gt;Lady Giovanna&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Uno scatto furtivo, ed il potente teleobiettivo della Leica M8 aveva immortalato un'altra preda. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/SFI44kJqDuI/AAAAAAAAAWw/r_fMkkIyTFU/s1600-h/donna29,1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5211290263249096418" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/SFI44kJqDuI/AAAAAAAAAWw/r_fMkkIyTFU/s400/donna29,1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il lieve rumore provocato dalla macchina fotografica aveva però allertato l'udito finissimo di un giapponese.&lt;br /&gt;Sogghignando maligno, e già pregustando la preda, l'omone si era a sua volta inerpicato lungo la grondaia.&lt;br /&gt;Uno scricchiolio mise in allarme Monsieur Bertoux che si girò di scatto.&lt;br /&gt;Il giapponese si era intanto fermato, bloccato dalla sorpresa di scorgere un cane sanbernardo. Era l'occasione che il nostro eroe non si lasciò sfuggire: un colpo di taglio alla giugulare del nipponico, sferrato con la sapiente esperienza di anni di lotte e di vita avventurosa mise immediata fine a quella che poteva essere una lotta mortale.&lt;br /&gt;Non c'era più tempo. La rovinosa e fragorosa caduta del gigante aveva destato sospetti e già si udiva il vociare delle guardie ed i loro passi pesanti.&lt;br /&gt;Ecco, un'altra occasione: un gruppo di lottatrici seminascoste in un angolo oscuro della villa si erano girate verso di lui. La mano, ancora dolorante per il tremendo colpo sferrato, pigiò rapida lo scatto della fidata Leica.&lt;br /&gt;Ed eccole lì: Anna, Titania, Roberta, Fiore, Faraluna e la sorella di Spygirl che non si allontana mai dalla sua consanguinea per difenderla dai continui approcci di giovani gagliardi e vecchi bavosi fulminati e sconvolti dalla prorompente sensualità e dalle straordinarie attrattive della sorella.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/SFI5e2hUdJI/AAAAAAAAAW4/hNYmz3OsRS4/s1600-h/belle+donne+1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5211290921015211154" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/SFI5e2hUdJI/AAAAAAAAAW4/hNYmz3OsRS4/s400/belle+donne+1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Monsieur Bertoux, si morde le mani. La sua impresa non può dirsi compiuta senza quell'ultima straordinaria foto. Ma i guardiani sono ormai alle sue calcagna. Rattatà rattatà, rattatà. I mitra scottano tra le mani dei bravacci e le pallottole sibilando sfiorano il coraggioso avventuriero.&lt;br /&gt;Un volteggio. Un calcio alla gola del guardiano che osa affacciarsi al bordo del tetto, un salto acrobatico e Monsieur Bertoux è già in piedi sul muro di cinta.&lt;br /&gt;Un ultimo disperato sguardo alla villa mentre le pallottole già gli strappano il pelo dalla collottola, ed ecco il miracolo. L'ultima apparizione. L'ultimo vittorioso scatto e l'ultima &lt;a href="http://bp1.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/SFI5zJqFHII/AAAAAAAAAXA/6RP_bZHh7pk/s1600-h/vecchia2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5211291269749611650" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 399px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" height="400" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/SFI5zJqFHII/AAAAAAAAAXA/6RP_bZHh7pk/s400/vecchia2.jpg" width="388" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;splendida foto: Spygirl!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Missione compiuta!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-7338212611858149333?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/7338212611858149333/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=7338212611858149333' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/7338212611858149333'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/7338212611858149333'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2008/06/scoop-scoop-scoop.html' title='Scoop, scoop, scoop!'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/SFI3O7YPYoI/AAAAAAAAAWY/FMRDICiapx4/s72-c/Bertoux.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-264462375155624715</id><published>2008-05-31T20:25:00.007+02:00</published><updated>2008-06-01T16:36:49.569+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Misteri'/><title type='text'>STASERA, FRA MILLE ANNI....</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/SEGaNL__duI/AAAAAAAAAWI/kxfjG7kJ7jQ/s1600-h/monaco.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5206612195567171298" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/SEGaNL__duI/AAAAAAAAAWI/kxfjG7kJ7jQ/s400/monaco.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ho rivisto, dopo molti anni, il mio vecchio amico Conte Engel Von Waldreihausen. Spirito inquieto e avventuroso ha viaggiato moltissimo ed ha investigato e raccolte numerosissime storie e leggende, oltre a stranissimi fatti ed allucinanti esperienze provati personalmente. Ho chiesto ed ottenuta la sua autorizzazione a rendere partecipi i miei amici di una delle sue storie. Eccola:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Il monachino di Ulm&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Rudolph di Wolfgang da Erfstadt, questo era stato il suo nome fino a dieci anni fa, prima che il padre decidesse che toccasse a lui, secondogenito, diventare monaco, e chiedesse al Priore del Monastero di Bonn di farlo ammettere al convento.&lt;br /&gt;Pochi anni ormai mancavano al millesimo anno dalla nascita di Cristo, e la profezia "Mille e non più mila...." era scolpita a lettere di fuoco nella mente di ognuno: quale migliore garanzia di eterne salvezza dagli orrori dell'Inferno, se non un figlio che, giorno dopo giorno, pregasse per l'anima tua e degli altri membri della famiglia? E chi, se non il secondogenito poteva provvedere a ciò, visto che il primogenito doveva aiutare nei campi e già era lontano le mille miglia da qualsiasi idea di convento, ubriaco com'era di birra ogni sera e donnaiolo per giunta come pochi altri giovani di Erfstadt?&lt;br /&gt;Quella del vecchio Wolfgang (vecchio sì), si disse Rudolph pensando ai quaranta anni sonati del padre, ai capelli quasi bianchi ed alla gamba secca ed immobile che si trascinava da sempre, da quando lo ricordava.&lt;br /&gt;Wilfried, il Priore del monastero di Bonn, aveva accettato Rudolph fra i bambini che giocavano e - a tempo perso - imparavano a biascicare preghiere ed a leggere qualche riga in latino nel cortile del Monastero, ed aveva detto a Wolfgang che a tempo debito, dopo che Rudolph avesse "cambiato voce e cresciuto la barba" avrebbe provveduto a farlo iniziare nell'Ordine ed inserito fra quelli che, a formazione ultimata, sarebbero stati ordinati Sacerdoti ed avrebbero dovuto disperdersi nelle vuote campagne intorno al Reno.&lt;br /&gt;"Se non muore", era stata la sua riserva mentale pensando agli innumerevoli altri bambini che aveva trovato mille mattine d'inverno irrigiditi e pallidi sotto i pochi stracci che servivano loro da coperte.&lt;br /&gt;Erano finiti i tempi in cui Karl der Grosse, l'illuminato imperatore dei Französische aveva generosamente dissipato il suo tesoro personale per incoraggiare le vocazioni e ricostruire i monasteri ed i conventi dati a fuoco dai Sassoni. Ora, i monasteri, i conventi, e persino le ricche abbazie con rendite da migliaia di miglia quadrate di fertile campagna, dovevano provvedere da soli a tutto: dalla formazione dei monaci al loro vitto ed alla costruzione di edifici rudimentali per ospitarli, oltre che naturalmente alle chiese.&lt;br /&gt;Un paio di braccia in più servivano sempre, e poterne disporre senza doverle pagare era comunque conveniente, "Sia lode al Signore!", pensò Wilfried.&lt;br /&gt;Così Rudolph, a soli sei anni di età, aveva indossato un rudimentale piccolo saio di grigia lana dozzinale, pruriginosa e che ben poco isolava dai rigori invernali, ed aveva ruzzato per qualche anno nel cortile del Monastero, sotto il vigile sguardo del padre guardiano - Frà Otto da Mainz - fino a che le sue guance si erano coperte di pelurie e la sua voce, da stridula ed infantile che era, si era trasformata in una bella voce da tenore, utilissima per cantare tre volte al giorno le lodi dell'Altissimo.&lt;br /&gt;Era stato allora, l'anno prima, che il vecchio Wilfried dal capo calvo come un vecchio otre da vino, l'aveva convocato nella stanza da cui dirigeva con mano di ferro il Monastero, e tenendolo in piedi gli aveva detto di essere sicuro che lui, Rudolph, volesse essere ormai ordinato Sacerdote e lasciare il Monastero per iniziare la sua missione nel mondo. Come dirgli di no, che c'era una delle ragazze del borgo dalle lunghe gambe snelle e dagli occhi grandi e liquidi che lo guardava come un principe ?&lt;br /&gt;Rudolph aveva annuito, ed il Priore gli aveva annunciato che quanto ambiva sarebbe accaduto di lì ad un mese, dopo di che la sua partenza sarebbe seguita entro due giorni per il convento di Heisterbach.&lt;br /&gt;E così era stato.&lt;br /&gt;Ora era uno dei quattro monaci che, a turno, celebravano l'Uffizio all'alba, all'Angelus, a compieta e la notte per i frati del piccolo convento di Heisterbach. Era uno dei pochi nel convento che, anche se non sempre comprendeva tutto dell'onnipresente latino, era comunque in grado di leggere e, con sforzi enormi, anche di scrivere le poche righe quotidiane di cronaca e di contabilità scarna del convento.&lt;br /&gt;Né gli altri sacerdoti erano meglio di lui, o lontanamente prossimi all'eleganza della grafia del Priore di Bonn o degli amanuensi della lontana Colonia.&lt;br /&gt;A via di averla ogni giorno sotto gli occhi durante i due - non sempre due - pasti quotidiani, la cosa che meglio di tutte riusciva a leggere, ed ogni volta con un sorriso sulle labbra, era la scritta in alto sulla parete intonacata del refettorio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;strong&gt;"IN GOTTES AUGEN TAUSEND JAHRE SIND WIE EIN TAG "&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;"Agli occhi di Dio, mille anni sono un giorno"&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Che poteva mai significare, si chiedeva ogni volta con stupore e quasi con ironia. Il tempo è il tempo, uguale per tutti, da Dio alle formiche. "C'è un tempo per piangere e un tempo per gioire,...- citava a memoria dalla Bibbia - "...un tempo per vivere ed uno per morire..." Si, c'è un tempo per tutto e per ogni evento, ma soprattutto c'è un tempo per tutti, uomini e donne, Dio e Satana, padri e figli, nascita e morte.&lt;br /&gt;Che aveva voluto dire l'ignoto fratello che aveva scritto quelle frase quasi blasfema sulla parete?&lt;br /&gt;Anche ora, solo in piedi in cima alla collina che sovrastava il convento, con una vecchia copia sdrucita e malconcia dei Vangeli in mano - quanto amava quel libro, pensava, che Fra' Jorg da Rudesheim gli aveva donato - si ripeteva nella mente tutti i ragionamenti fatti su quella strana frase.&lt;br /&gt;Il suo sguardo vagava sulle campagne d'intorno, e di tratto in tratto si lasciava affascinare dal lungo nastro azzurro del Reno, che nella vallata a si e no due miglia da lui, scorreva placido verso il Nord.&lt;br /&gt;A distanza di qualche minuto, agili imbarcazioni a vela lo solcavano, dirette tanto a Nord quanto a Sud, coi loro larghi fianchi pieni di otri di vino, di sacchi di grano, di attrezzi di grigio ferro e sa il Cielo di quali spezie e quali meraviglie. In poche ore il vento le avrebbe sospinte verso i sobborghi di Brühl ed infine a Colonia, oppure verso Koblenz, Nainz e la leggendaria Heidelberg, nel lontanissimo Sud.&lt;br /&gt;Il pensiero gli vacillò nello sfiorare l'idea di una lontananza così grande dal suo villaggio natio. Già venire a vivere a Heisterbach gli era costato un viaggio di quasi due giorni, inerpicandosi su per colline e rocciosi sentieri : quanti mesi di cammino poteva distare Heidelberg? E Roma, allora, col Papa, i Cardinali e la gloria del passato? Grande è il mondo, si disse, enorme e pauroso. Vederlo tutto avrebbe potuto richiedere anni : migliaia di anni, più dei mille della scritta. Si, ma allora, neanche Dio ce l'avrebbe fatta a visitare tutto il mondo che pure aveva creato!&lt;br /&gt;Sorrise soddisfatto fra sé, con una punta d'ironia per lo sciocco fratello che chissà quanti anni prima aveva dipinto la scritta sulla parete del refettorio. Questa era l'eccezione che lui, piccolo frate, aveva trovato all'affermazione che ogni giorno gli si sbatteva in faccia. Questo, il punto debole su cui la scritta incespicava e si rivelava fallace.&lt;br /&gt;Forse per la soddisfazione profonda che l'aver trovato la falla logica che faceva crollare, e non solo vacillare l'affermazione della scritta, forse per la fresca aria mattutina che gli ridestava un cupo brontolio nello stomaco vuoto, avvertì un senso di vertigine, e si fermò per appoggiarsi al suo bastone da pellegrino.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;L'aria vibrò intorno a lui come se una vampata di calore - talvolta accadeva, in campagna, che l'aria calda divenisse un velo tremulo e quasi palpabile - avesse per un attimo offuscato la visione degli alberi d'intorno. Battè più volte le ciglia, ed il tremolio si arrestò.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;Ancora stordito, pensò che fosse il caso di muoversi e tornare al convento per mettere qualcosa nello stomaco. Improvvisamente, lo sguardo gli si posò sulla sua mano poggiata al bastone, ed un brivido lo colse: rugosa, scheletrica, incartapecorita, la sua mano appariva debole, incapace di reggere il nodoso bastone, come la mano di un vecchio.&lt;br /&gt;Si guardò l'altra mano, e il mondo gli crollò addosso. Anch'essa era, come la prima, la mano di un vecchio decrepito, in condizioni peggiori delle mani del Priore del monastero di Bonn o dell'eremita che una volta era andato a visitare sul picco roccioso (Königswinter lo avrebbero chiamato in seguito, ma lui non lo sapeva) che dominava il Reno a poche miglia dal convento.&lt;br /&gt;Attonito, si passò la mano sinistra, che tremante cercava di resistere allo sforzo di sollevarla, sul viso. Quel che sentì confermò l'atroce sospetto che lo aveva indotto a compiere quel gesto : la pelle era grinzosa, flaccida e sottile, ed il naso sporgeva adunco ed ossuto dalle profonde occhiaie che gli circondavano i bulbi sporgenti degli occhi.&lt;br /&gt;Proseguì con la mano l'esplorazione del capo, e sotto il cappuccio del saio avvertì che la fluente massa di capelli, che fino ad un momento fa aveva con noia ricacciato indietro quando chinandosi gli si era riversata sul viso, era ora estremamente ridotta. Uno di essi gli rimase attaccato alla mano, e nello scrollarlo via si accorse con disgusto che era completamente bianco.&lt;br /&gt;Passi per i capelli: anche suo zio era diventato completamente bianco nel giro di poche ore, una volta che era stato inseguito da un orso bruno nella foresta a sud ed era riuscito a stento ad arrampicarsi su un albero che l'animale aveva lungamente scosso dal basso, fino a stancarsi ed andarsene a stomaco vuoto. Ma la pelle, quale sortilegio poteva averla trasformata in tal modo in quei pochi minuti da che, per soffiarsi con le dita il naso, si era visto la mano e toccato il viso? Che stregoneria diabolica poteva aver trasformato gli occhi, l'ossatura del naso, e ridotto così consistentemente la massa dei suoi capelli?&lt;br /&gt;Un sacerdote, un frate, e lui era entrambi, non può e non deve mai badare all'aspetto esteriore, e su questo il Superiore del convento, e più di lui il Priore del Monastero di Bonn, l'avevano affermato e ripetuto decine di volte. E lui, Rudolph, infatti, ligio ai princìpi dei due santi uomini non ci badava e non vi avrebbe mai dato alcuna importanza. Ma una tale trasformazione! Quella si che era qualcosa a cui far caso, semmai.&lt;br /&gt;Si ravviò con la sinistra il saio, e sotto le dita sentì sdruciture, strappi e vasti tratti in cui la stoffa era divenuta sottile come un velo. Tanto sottile, che il solo movimento infertole dalla mano l'aveva smossa e lasciava ora passare leggeri spifferi di fredda aria autunnale.&lt;br /&gt;Rabbrividì, e pensò che fosse più che mai necessario, se non urgente, tornare al convento per trovare panni più pesanti. Si avviò sul sentiero alle sue spalle, in direzione del convento, e si rese conto che non solo il suo passo era lento e traballante, ma che ogni movimento delle gambe si ripercuoteva dolorosamente su per la schiena mandandogli lancinanti ed improvvisi dardi di pena infuocata per tutto il corpo.&lt;br /&gt;Ci vollero almeno tre ore, benchè fosse in discesa, per ripercorrere a ritroso il cammino che poche ore prima, quelle stessa mattina, aveva speditamente fatto fino alla cima della collina.&lt;br /&gt;"Non sono solo i capelli o la pelle", pensava fra sé e sé, "è tutto il mio corpo che è diventato vecchio; i miei muscoli, le mie ossa dolgono perciò."&lt;br /&gt;Quando infine, aggirato l'ultimo sperone roccioso, giunse in vista del convento, quel che vide furono pochi ruderi di pietra - quelli che oggi conosciamo come il Kloster Heysterbach - ai cui piedi, lungo il pendio della collina, si stendevano per oltre un miglio bellissime casette bianche, con giardini cintati in cui festosi cani dimenavano la coda e correvano allegramente.&lt;br /&gt;Rumori mai uditi prima ne provenivano, musiche fragorose e certamente non sacre fuoriuscivano dalle finestre spalancate, ed uno strano oggetto rosso - grande quanto bastava a contenere almeno due buoi - era dinanzi ad una delle casette.&lt;br /&gt;Una donna (od almeno le lunghe chiome bionde facevano pensare che lo fosse) finì di stendere i panni e si voltò nella sua direzione mentre, immobile, lui stava ancora chiedendosi con meraviglia cosa mai potesse essere successo della porcilaia, dello steccato di recinzione, e delle latrine in legno che solo poche ore prima erano proprio nel punto in cui ora la donna lo stava fissando.&lt;br /&gt;Doveva essere rimasta colpita dalla sua vecchiaia e dal suo aspetto cadente, perché quasi subito, affrettandosi verso di lui, lo apostrofò in una lingua sconosciuta, di cui riuscì a comprendere solo "Vater" e "Komm". prendendolo per un gomito, quasi trascinandolo, ella lo sospinse verso la casa, e poi dentro una stanza luminosa con alcuni mobili di legno ed un'altro materiale liscio ed opaco, ed altri di puro scintillante argento.&lt;br /&gt;Con aria indaffarata e preoccupata, gli avvicinò una coppa bianca con un liquido ambrato e caldo, dal sapore dolcissimo e delicato insieme, facendogli gesti d'invito a bere.&lt;br /&gt;Ringraziò in latino, sperando che ella lo conoscesse, ma lei non gli rispose, od almeno non nella stessa lingua, salvo per l'ultima parola che suonò alle sue orecchie come un "Benedicite".&lt;br /&gt;La benedisse, e la donna gli s'inginocchiò davanti ringraziandolo con un altro profluvio di parole che per lui erano senza alcun senso.&lt;br /&gt;Poi, improvvisamente, la donna si rialzò e corse verso un oggetto nero posato su uno dei mobili, e cominciò a parlare in quella sua strana lingua. Comprese solo "alte" (vecchio), "Worte" (parola) e "komm" . Probabilmente, stava dicendo all'oggetto nero che lui , Rudolph, era vecchio, non diceva una parola della sua lingua, e che doveva andare lì da lei. Si alzò a fatica dalla seggiola, e si diresse verso la donna, ma lei rimise a posto l'oggetto nero e gli corse incontro per fermare i suoi passi incerti e riportarlo subito a sedere. Un nuovo profluvio di parole lo investì, ma nulla, questa volta, riuscì a penetrare la barriera del linguaggio. Intanto, Rudolph aveva avuto il tempo di osservarla.&lt;br /&gt;Dinanzi agli occhi, retti da due astine di quel che sembrava oro, ella portava due oggetti tondi che sembravano di vetro trasparente. Le gambe, ben fatte, erano fasciate in stretti tubi di tessuto che le coprivano anche la parte bassa del corpo. Il deretano, sporgente, era inverecondamente posto in mostra e la sua curva era accentuata dall'aderenza dell'indumento. Nella parte superiore del corpo il torace era coperto da una maglia di lana (?) gialla che anziché occultarlo esaltava la curva del seno che sembrava voler esplodere.&lt;br /&gt;L'abbigliamento, ed i modi franchi e diretti di lei gli facevano pensare che fosse una meretrice, una donna che - come dicevano i novizi - vendeva il suo corpo ed i suoi piaceri per uno o due pezzi d'argento. La sua voce, invece, ed il modo comunque rispettoso e sollecito con cui lo trattava, anche se lui non capiva nulla di quel che ella gli diceva, erano quelli di una donna di buoni costumi. Santa o puttana che fosse, egli non sentiva dentro di sé, o meglio sotto la sua tonaca, nessuna reazione quale quella che riteneva potesse associarsi al desiderio dei sensi suscitato da una creatura diabolica. Decise di rinviare il suo giudizio, e bevendo una seconda coppa del delizioso liquido caldo si guardò incontro.&lt;br /&gt;Per la prima volta notò, nella stanza accanto a quella in cui si trovava, un mobile basso con una finestra sul lato anteriore nella quale si vedeva il viso di un bambino che parlava. Non riusciva a sentirne la voce, ma rimase colpito dal rapido movimento con cui il visetto infantile fu sostituito dalla testa e dalle spalle di un nano. Solo un nano avrebbe potuto stare così in basso da affacciarsi da quella finestra; ne aveva visto uno, una volta, che coi suoi compagni teatranti dava spettacolo sulla piazzetta del monastero di Bonn per le poche monetine che qualche donnetta ed il Priore del Monastero avevano offerto loro. Solo che questo era diverso : non aveva la faccia grinzosa e strana di quello, ed anzi sembrava in tutto e per tutto un uomo normale. Anche il nano scomparve dopo un po', e la finestra mostrava ora una piccola casa fatta a forma di cattedrale, con torri e croci.&lt;br /&gt;Non ebbe il tempo di vedere oltre. Alla porta da cui era entrato, erano infatti giunti due uomini in abiti ancora più strani della donna. Uno, più magro ed alto, vestiva interamente di nero, con tubi alle gambe come la donna - ma solo un po' meno stretti - e con uno strano collarino bianco che gli serrava il collo. L'altro, basso ed apparentemente muscoloso, nascondeva in parte i tubi delle gambe con una specie di tonaca bianca che gli ricordava la cotta dei sacerdoti.&lt;br /&gt;La donna li fece entrare, e da come parlava fitto con loro volgendosi verso di lui, e dal modo in cui i due lo guardavano di tanto in tanto, comprese che parlavano di lui.&lt;br /&gt;L'uomo alto gli si avvicinò: i suoi capelli erano tagliati corti come quelli dei novizi, ma dall'età che dimostrava doveva aver raggiunto i trenta anni. I suoi modi erano calmi e la sua voce bassa e suadente. Questi provò a parlargli in diversi modi, tutti a lui sconosciuti, fino a che non gli rivolse poche parole in latino. Era un latino strano, pronunciato evidentemente da chi non lo aveva studiato bene, ma comunque era una lingua che gli era ben familiare.&lt;br /&gt;Gli stava chiedendo il suo nome. Rispose, e vide un lampo di soddisfazione passare negli occhi dell'altro.&lt;br /&gt;Da dove veniva? gli chiese quello, e lui rispose che veniva proprio da lì. La mattina era uscito per andare sulla collina ed i barbari Sassoni non avevano ancora distrutto il convento in cui la notte prima aveva dormito. Ma forse lui che faceva domande già lo sapeva…ma chi era, e dov'erano spariti i suoi fratelli ed il Superiore?&lt;br /&gt;L'uomo lo guardò con aria strana, come avesse visto un fantasma. Stamattina? Dormito al convento con quel freddo e quella pioggia? Si sentiva bene? Si, rispose Rudolph: stanco, con le ossa rotte ed affamato, ma non ammalato.&lt;br /&gt;L'uomo in nero si voltò a parlare con la donna e con l'uomo con la cotta bianca. Probabilmente traduceva le poche parole che si erano scambiate, perché vide che tutti e tre si voltavano continuamente verso di lui.&lt;br /&gt;Poi l'uomo in nero tornò presso di lui, “Pater” gli disse, “sono anch’io un sacerdote, e sia io che padre Werner siamo tuoi confratelli nella fede. Puoi fidarti di noi e narrarci tutto”.&lt;br /&gt;Non c'era nessun mistero, e Rudolph raccontò l’accaduto. Era ben poco, e lo si capiva dallo sguardo del sacerdote. Poi questo gli chiese se sapesse in quale anno di grazia Domini, ed in quale giorno di quale mese, egli fosse uscito dal convento quella mattina. Rispose che lo sapeva benissimo: era il lunedì successivo alla Quarta Domenica d'Avvento dell'anno di Grazia 995 dopo la nascita di Nostro Signore Gesù Cristo, "laudetur semper" concluse.&lt;br /&gt;"Semper laudetur" gli fece eco l'altro, e restò muto, con gli occhi bassi per qualche minuto. Poi si scosse, lo guardò con occhi lucidi di lagrime, e lo abbracciò stretto sussurrandogli all'orecchio : "Pater, oggi è mercoledì della Quarta Settimana d'Avvento, ma siamo nell'anno di Gratia Domini Millenovecentonovantacinque."&lt;br /&gt;Rudolph, folgorato, restò immobile, pensando e ripensando : mille anni! Mille anni erano trascorsi da quella mattina, e non era ancor sera! Mille anni come diceva la scritta dell'ignoto frate pittore!. Mille anni dalla sua bestemmia di quel mattino!&lt;br /&gt;E cominciò a piangere. Piangeva ancora quando il Priore di Bonn andò la sera stessa a visitarlo nell'infermeria del Monastero. Pianse per giorni, per settimane. Il suo cuore cedette la sera della Vigilia di Natale, quando tutti, nel Monastero, celebravano la Gloria del Dio che si fece Uomo per dare la Vita e conoscere la Morte. E seppe allora, il giovane Rudolph, cos'è l'Eternità senza tempo.&lt;br /&gt;Le rovine del Kloster Heisterbach si trovano ancora su quella collina alle spalle di Königswinter, a pochi chilometri da Colonia e dall'altra parte del grande fiume rispetto a Bonn. La scritta sulla parete del refettorio è scomparsa con il refettorio ed il resto del convento, ma la leggenda vive ancora.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-264462375155624715?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/264462375155624715/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=264462375155624715' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/264462375155624715'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/264462375155624715'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2008/05/stasera-fra-mille-anni.html' title='STASERA, FRA MILLE ANNI....'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/SEGaNL__duI/AAAAAAAAAWI/kxfjG7kJ7jQ/s72-c/monaco.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-4356792896468835742</id><published>2008-05-25T02:05:00.003+02:00</published><updated>2008-06-01T16:40:29.202+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Misteri'/><title type='text'>Storie fantastiche: John Titor</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/SDiuL7__dsI/AAAAAAAAAV4/jD2-aaaRQCE/s1600-h/titor5.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5204100889534494402" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/SDiuL7__dsI/AAAAAAAAAV4/jD2-aaaRQCE/s400/titor5.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Alcuni di voi avranno certamente vista la trasmissione RAI "Voyager" nella quale si è parlato di John Titor, il viaggiatore del tempo.&lt;br /&gt;La vicenda inizia il 2 novembre del 2000 quando nel Forum communities.anomalies.net comparve un tizio che dichiarava di provenire dal 2036.&lt;br /&gt;Parlando di se affermava di chiamarsi John Titor, di essere nato nel 1998 a Tampa, in Florida, e di essere un ufficiale di un esercito del futuro. Nei suoi post raccontava di una guerra civile che sarebbe scoppiata in America alla fine del 2004 e di una guerra termonucleare che sarebbe avvenuta, o che avverrà, nel 2015 e che comporterà miliardi di morti.&lt;br /&gt;Il 24 marzo del 2001 scriveva il suo ultimo post perché sarebbe ritornato alla sua epoca. Avrebbe infatti completata la sua missione che consisteva nel recupero di un pc IBM 5100 del 1975 dotato di alcune singolari e non più ripetute caratteristiche segrete tra le quali quella di tradurre tra loro i linguaggi UNIX, APL e BASIC.&lt;br /&gt;I suoi post erano corredati di fotografie varie della "macchina temporale" e di alcuni schemi tecnici. Come spesso accade in America (e non solo) , i suoi interventi hanno presto creato due gruppi, "i sostenitori" e "gli scettici" fra tutti coloro che si sono imbattuti nei suoi scritti.&lt;br /&gt;Attualmente in America vi è addirittura la Fondazione John Titor che cura libri e pubblicazioni sul personaggio e che è presieduta da un avvocato. La troupe RAI ha effettuato un'accurata ricerca in loco e non ha, ovviamente, trovata alcuna traccia di questo personaggio, della sua famiglia e della sua nascita. L'ipotesi più probabile è che il fantomatico John Titor sia, in realtà, un misterioso fratello dell'avvocato, persona esperta in elettronica ed informatica.&lt;br /&gt;Chi volesse ulteriormente approfondire la conoscenza di questo originale personaggio potrà trovare su Youtube le rimanenti 3 parti di Voyager dedicate a John Titor (vedi la clip nella colonna), e su Internet numerosi resoconti corredati da fotografie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.s. Voglio chiarire che, per certe cose, sono ancora più scettico di Piero Angela e del Cicap. Secondo me le cose sono andate così: C'è un tizio che è un esperto di informatica e di elettronica, appassionato di fantascienza. Decide di fingersi, in un Forum, un viaggiatore del tempo. Continua per diversi mesi suscitando un grande interesse con teorie, foto e diagrammi tecnici. Quando decide di chiudere il gioco e di fingere di tornare al futuro si mette d'accordo con quel volpone del fratello, che è avvocato, e crea la fondazione John Titor con la quale può mantenere vivo l'interesse e fare soldi pubblicando libri e opuscoli su quanto detto nel Forum. Che sia una bufala è più che ovvio: qualcuno ha forse saputo di una guerra civile avvenuta negli USA nel 2004?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-4356792896468835742?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/4356792896468835742/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=4356792896468835742' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/4356792896468835742'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/4356792896468835742'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2008/05/storie-fantastiche-john-titor.html' title='Storie fantastiche: John Titor'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/SDiuL7__dsI/AAAAAAAAAV4/jD2-aaaRQCE/s72-c/titor5.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-3481757483432552194</id><published>2008-05-13T17:04:00.001+02:00</published><updated>2008-06-01T16:42:24.668+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><title type='text'>Le fregature prima o poi...arrivano!</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/SCmvp6surrI/AAAAAAAAAVw/6RhkOPLT0ZY/s1600-h/Computer.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199880379442310834" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/SCmvp6surrI/AAAAAAAAAVw/6RhkOPLT0ZY/s400/Computer.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Iniziai con il famoso Vic 20 all'inizio degli anni 80. Seguirono poi molti altri pc, ma quello che uso attualmente è stato acquistato almeno 10 anni fa.&lt;br /&gt;E' un vecchio rudere? Forse, ma non tanto se si considera che utlilizza il sistema Microsoft XP Professional, ha un processore Imtel da 3.000 Mhz ed una memoria fisica da 1.024 MB.&lt;br /&gt;Certo, è evidente che nel corso degli anni ho provveduto a fargli fare diversi upgrade con i prodotti più recenti.&lt;br /&gt;Sì, hanno avuto un costo non indifferente e qualche amico mi ha anche chiesto perché non ho provveduto invece a comprare un pc nuovo, di ultima generazione.&lt;br /&gt;La spiegazione è semplice: quando lo acquistai cercai di corredarlo con le migliori periferiche in commercio, compatibilmente ovviamente con le mie finanze di allora.&lt;br /&gt;Acquistai quindi uno scanner Epson GT 5500 ed una stampante Epson Stylus Color 600. Sono due apparecchi evidentemente molto ben costruiti e che hanno sempre funzionato e funzionano tuttora senza darmi il minimo problema malgrado la loro vita ultradecennale.&lt;br /&gt;So di amici che in meno di quattro anni hanno già acquistato 3 stampanti moderne e 2 scanner che, dopo pochi mesi, non hanno funzionato più.&lt;br /&gt;Naturalmente sia il mio scanner che la stampante sono collegati al mio pc con quei grossi e robusti cavi che si collegano alle porte parallele, porte che nei pc di ultima generazione non esistono più e quindi se acquistassi un pc nuovo non potrei più utilizzare due periferiche di ottima fattura.&lt;br /&gt;Ovviamente ho anche 3 o 4 porte USB anche se di vecchio tipo e quindi leggermente più lente.&lt;br /&gt;Bene. Due o tre anni fa portai il pc in un negozio che vendeva e riparava computer per fare cambiare processore e scheda madre. Mi indirizzarono al tecnico... ops, cioè al Professore di chirurgia plastica: un omone serio e barbuto, imponente nel suo camice bianco, che dopo aver aperto...ehm, cioè dopo aver operato il mio pc, mi sparò un preventivo che mi sembrò un po' eccessivo.&lt;br /&gt;Obiettai timidamente, ma il Professore, con aria annoiata e di sufficienza, mi comunicò che avrebbe precaricato l'ultima indispensabile versione di Microsoft Office che costava molto di più del particolare trattamento di favore che stava facendo ad una persona evidentemente ingrata e incompetente come me.&lt;br /&gt;Accettai, vergognandomi come un ladro per le mie obiezioni e, in effetti, mi trovai contento. Office funzionava perfettamente ed era molto più completo del mio vecchio Office 2000. Il dischetto di Microsoft XP pro l'avevo invece fornito io perché l'avevo acquistato da poco.&lt;br /&gt;Tutto è andato bene fino a pochi giorni fa. Come sapete la Microsoft fa, regolarmente, degli aggiornamenti durante i quali controlla la genuinità dei programmi. Ebbene, dopo l'ultimo aggiornamento mi arriva la comunicazione che il mio Office non è originale. In pratica è una copia pirata. Funziona, ma ogni volta che utilizzo Word, Excel o Microsoft Outlook mi compare una finestra che mi avverte con toni sempre più minacciosi che il prodotto è piratato!&lt;br /&gt;Aiutooo, già mi vedo ammanettato e condotto nelle patrie galere sotto l'occhio disgustato e malevolo di coinquilini e vicini che borbottano tra loro: "Eh, sì, quel tipetto che sembrava tanto mite e perbenino, a me non mi ha mai convinta!"&lt;br /&gt;Preparo una valigetta con qualche indumento ed un po' di frutta (non si sa mai) e mi precipito dal negoziante per protestare. Ahimè, al posto del negozio di computer c'è ora una merceria dove mi convincono ad acquistare due centrini sottovaso e 20 metri di nastro celeste!&lt;br /&gt;Che fare ora? Sopportare la continua apertura di quella finestrella di richiamo, che sembra il dito puntato di un inflessibile poliziotto, mi dava un enorme fastidio come mi dà fastidio usare un prodotto illegale; comprare una copia originale di Office non è proprio il caso considerato il suo attuale prezzo, ho quindi cancellato Office ed installato Open Office che è una specie di clone gratuito.&lt;br /&gt;Non sono però molto soddisfatto. Funziona, ed anche bene, ma lo trovo complicato ed anche molto lento. Penso che prima o poi lo cancellerò e tornerò al mio vecchio Office 2000 sempre che riesca a trovare dove diavolo sono finiti i vecchi CD di installazione.&lt;br /&gt;Inoltre ora mi trovo con qualche difficoltà con la posta perché ho dovuto ricorrere ad Outlook Express che è notevolmente limitato rispetto al confratello di Office che ero abituato ad utilizzare.&lt;br /&gt;Morale: quando fate un upgrade, o acquistate un pc nuovo non accettate programmi preinseriti se non vi vengono anche consegnati i CD originali dei quali cercate di verificare l'autenticità. E' inutile, per quanto si sia prudenti qualche fregatura arriva sempre! &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-3481757483432552194?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/3481757483432552194/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=3481757483432552194' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/3481757483432552194'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/3481757483432552194'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2008/05/le-fregature-prima-o-poiarrivano.html' title='Le fregature prima o poi...arrivano!'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/SCmvp6surrI/AAAAAAAAAVw/6RhkOPLT0ZY/s72-c/Computer.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-2250255336522265055</id><published>2008-05-05T19:09:00.002+02:00</published><updated>2008-05-05T19:12:50.935+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><title type='text'>I bambini sono buoni da mangiare?</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/SB8_1JXXqdI/AAAAAAAAAVo/u-2SjKYID28/s1600-h/foto_bambini_14x.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5196942677288397266" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/SB8_1JXXqdI/AAAAAAAAAVo/u-2SjKYID28/s320/foto_bambini_14x.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Cosa conservare nel freezer? salumi, frutta, bistecche, birra... e poi? Certo di questi tempi, con i soldi che mancano ed i generi alimentari sempre più cari è difficile rifornire il frigo.&lt;br /&gt;Evidentemente la brava massaia tedesca di Wenden, vicino Bonn, ha pensato di risolvere il problema in altro modo. Ecchediavolo! mica sono solo i comunisti ad avere il privilegio di poter mangiare i bambini!&lt;br /&gt;E poi bisogna essere previdenti e pensare al futuro, farsi delle scorte nei tempi delle vacche grasse per quelli delle vacche magre, come fece il Faraone su consiglio del buon Giovanni.&lt;br /&gt;La gentile signora germanica ha pensato quindi ad una produzione in proprio: mettere al mondo dei figli e poi conservarli in frigo per i tempi duri.&lt;br /&gt;Solo che anche in Germania lo stato ostacola la libera iniziativa ed ecco che ieri, domenica, la polizia ha trovato il cadavere di tre neonati nel freezer della cantina ed ha arrestato la madre.Secondo la Procura di Siegen (Nord Reno-Westfalia, Ovest) è stata proprio la madre a uccidere i tre piccoli e non si è voluto assolutamente tener conto delle proteste e delle giustificazioni di questa brava e previdente massaia. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-2250255336522265055?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/2250255336522265055/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=2250255336522265055' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/2250255336522265055'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/2250255336522265055'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2008/05/i-bambini-sono-buoni-da-mangiare.html' title='I bambini sono buoni da mangiare?'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/SB8_1JXXqdI/AAAAAAAAAVo/u-2SjKYID28/s72-c/foto_bambini_14x.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-8777204467525074085</id><published>2008-04-04T19:14:00.003+02:00</published><updated>2008-04-04T19:25:45.789+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><title type='text'>Ma lo Stato dov'é?</title><content type='html'>&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5185440113485866258" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R_ZiT0Bi5RI/AAAAAAAAAVY/uRhrXx1iqFM/s400/de+gennaro.jpg" border="0" /&gt;Sono letteralmente annichilito, non riesco più a comprendere che fine stia facendo questo Paese, il mio, il nostro Paese.&lt;br /&gt;Di fronte all’Europa ed a tutto il resto del mondo la nostra bella Italia sta sprofondando nel baratro politico ed economico, e ciò oltre alle gravissime colpe di governanti abulici ed incapaci e di sindacati che sembrano vivere al di fuori della realtà, anche con il vergognoso aiuto di giornalisti che dell’arte dell’informazione hanno fatto la fiera del pettegolezzo e del masochismo.&lt;br /&gt;L’illegalità, la sfiducia e l’individualismo dilagano e nessuno sembra capace di comprendere come l’interesse dell’intera nazione possa e debba prevalere su quello di sparute minoranze che hanno forse giustamente il diritto di difendere le loro ragioni ma non a scapito dell’intera collettività.&lt;br /&gt;La già disastrata economia della Campania è in ginocchio, e le varie fonti d’informazione continuano a sommergerla sotto ingiustificate tonnellate di melma senza che nessuno abbia il coraggio di alzare un dito per arrestare questa catastrofe.&lt;br /&gt;Certo, l’incancrenito problema della spazzatura c’è, ma non con quelle dimensioni e con quella diffusione con le quali siamo quotidianamente bombardati da giornali e media.&lt;br /&gt;Non sono napoletano ma a Napoli vivo da quasi cinquant’anni e posso assicurarvi che la città non è nelle condizioni che ci vengono sbattute sui teleschermi e che si riferiscono solo e soltanto ad alcune zone dell’estrema periferia ed a qualche paese della provincia. Certo, le discariche non piacciono a nessuno, ma vi sono, in questo momento altre soluzioni ? Perché prendersela con chi cerca di porre un rimedio, anche temporaneo, e non con quei politici ignavi ed incapaci, i cui nomi sono ben conosciuti e che, da decenni, hanno impedito che la regione si dotasse di adeguate strutture tecniche per lo smaltimento della spazzatura?&lt;br /&gt;E la conseguenza qual è? Uno schiaffo dato all’intero Paese di fronte al mondo, un bambino delle elementari che viene picchiato e schernito dall’odio razzista che alcuni genitori beceri del Veneto instillano nei loro figli, un crollo dell’attività turistica con la conseguente chiusura di alberghi e ristoranti, la criminalizzazione dell’attività ortofrutticola che viene descritta come totalmente inquinata, una enorme riduzione del consumo e dell’esportazione della mozzarella di bufala da qualsiasi parte dell’Italia provenga.&lt;br /&gt;Un paese asiatico, la Corea del sud, che mai ha importato una sola mozzarella si permette di affermare ufficialmente che nella mozzarella campana abbonda la diossina e la Farnesina che fa? Convoca l’ambasciatore coreano per esprimere il nostro sdegno e minacciare sanzioni? Macché!  Silenzio assoluto.&lt;br /&gt;Cosa sarebbe successo se la Corea avesse fatta una analoga affermazione nei confronti di un prodotto americano, inglese o tedesco?&lt;br /&gt;E che dire sulle calunniose fanfaronate che stanno affossando anche uno dei nostri vini più pregiati, il Brunello di Montalcino?  Si è detto che il vino è taroccato con ingredienti chimici e con uve pugliesi. Nulla di tutto questo. Il Procuratore della Repubblica di Siena ha accertato che si tratta di una irregolarità assolutamente marginale di un paio di produttori che, nelle loro vigne, hanno qualche filare di vitigni internazionali e quindi diversi dalla stragrande maggioranza della vigna formata da Sangiovese grosso della specie Montalcino.&lt;br /&gt;E che dire dell’ultima assurda ed offensiva normativa emanata dal ministro del lavoro Damiano sulle dimissioni dei lavoratori?&lt;br /&gt;Chi vuol dimettersi non basta più che consegni al suo datore di lavoro una lettera di dimissioni, deve prima richiedere un modulo al ministero del lavoro, riempirlo, farlo vidimare presso l’Ufficio provinciale del lavoro. Ma siamo impazziti? Perché far perdere tempo e umiliare il lavoratore considerandolo un imbecille  incapace di autogestirsi?&lt;br /&gt;Si è detto: per evitare che il datore di lavoro faccia preventivamente firmare al dipendente una lettera cautelativa di dimissioni in bianco. Ma davvero? Quindi tutti i datori di lavoro, anzi, i padroni, sono dei delinquenti e dei pirati. Ma dove siamo, nella repubblica sovietica ai tempi delle purghe di Stalin?&lt;br /&gt;Due parole sull’Alitalia, distrutta da dirigenti incapaci e super pagati, da centinaia o migliaia di assunzioni “politiche”, da scioperi sindacali che hanno danneggiato l’azienda ed il Paese. Ebbene, arrivati sull’orlo del fallimento, chi decide e tratta il destino dell’azienda, il proprietario? E cioè il maggiore azionista che è lo Stato? No, sette od otto organizzazioni sindacali.&lt;br /&gt;Allegria!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-8777204467525074085?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/8777204467525074085/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=8777204467525074085' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/8777204467525074085'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/8777204467525074085'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2008/04/ma-lo-stato-dov.html' title='Ma lo Stato dov&apos;é?'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R_ZiT0Bi5RI/AAAAAAAAAVY/uRhrXx1iqFM/s72-c/de+gennaro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-3840709938896296625</id><published>2008-03-31T03:26:00.001+02:00</published><updated>2008-03-31T03:34:47.878+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><title type='text'>Caro dottor Giuliano Ferrara</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R_A_iUBi5QI/AAAAAAAAAVQ/zKP3FgwIrjY/s1600-h/aborto.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5183713029826733314" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R_A_iUBi5QI/AAAAAAAAAVQ/zKP3FgwIrjY/s400/aborto.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;La lettera pubblicata qui di seguito è stata inviata a Giuliano Ferrara da Luisa Caddeo, madre di Sara e Roberto Ibba. La dolorosa vicenda di questa sventurata, e abbandonata famiglia, è nota a molti amici blogger. Chi volesse ulteriori notizie può trovarle nel sito &lt;/strong&gt;&lt;a href="http://vocinelsilenzio.blog.tiscali.it/"&gt;&lt;strong&gt;Voci nel silenzio&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt; .&lt;br /&gt;Quali che siano le mie opinioni personali su una materia così delicata come l'aborto non posso venir meno al bisogno di denunziare il vergognoso abbandono in cui le "Istituzioni" hanno lasciato questa famiglia dopo averla illusa con vuote ed ipocrite promesse di assistenza e di lavoro.&lt;br /&gt;Mi piacerebbe molto se tutti coloro che passano da qui copiassero questa lettera e la pubblicassero sui loro blog. Si dice che una noce nel sacco non fa rumore ma, se saremo molti, il rumore diverrà assordante e può darsi, chissà, che chi ha il potere di intervenire intervenga...&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Caro Dott. Ferrara, ultimamente Lei sta promuovendo una forte campagna a favore della vita tramite la rivisitazione della legge 194. Mi sembra di capire che, sostanzialmente, lei afferma fortemente il principio secondo il quale una donna dovrebbe essere fondamentalmente propensa a generare vita piuttosto che a donare morte. Ebbene, io sono una di quelle che, fra le due opportunità, ha optato per la prima. Tenterò di illustrale, brevemente, la mia situazione: " Sono Madre di due bambini, Sara e Roberto, rispettivamente di 14 e 11 anni . I due bambini sono portatori, sin dalla nascita, di handicap grave(OLIGOFRENIA, LEUCOENCEFALOPATIA E IPOTONIA) , giudicati invalidi al 100%, io e mio marito Carlo, percepiamo un totale di 800 euro al mese quale indennità d'accompagnamento. Inoltre, in virtù di quanto previsto dalla legge 162/1998, vengono erogati pseudo servizi d'assistenza quali: accompagnamento dei bambini da casa a scuola e viceversa; supporto terapeutico psicologico (musicoterapia) e ausilio educativo mediante educatrice che permane nel nostro domicilio 2 ore al giorno. Cosa dice questa legge? In sintesi il legislatore ha voluto affermare un sacrosanto principio che si riassume così: " 1- ter)......... a disciplinare, allo scopo di garantire il diritto ad una vita indipendente alle persone con disabilità permanente e grave limitazione dell'autonomia personale nello svolgimento di una o più funzioni essenziali della vita, non superabili mediante ausili tecnici, le modalità di realizzazione di programmi d'aiuto alla persona, gestiti in forma indiretta, anche mediante piani personalizzati per i soggetti che ne facciano richiesta, con verifica delle prestazioni erogate e della loro efficacia". L'esclamazione mi pare d'obbligo: "ALLA FACCIA DELLA GARANZIA DI UNA VITA INDIPENDENTE!!!!!!!". Se con gli interventi attualmente adottati a favore di Roberto e Sara si ritiene di assicurare il diritto summenzionato, la pretesa mi sembra, francamente, un po' "eccessiva, per non dire demenziale". Inoltre, io non posso, ovviamente, lavorare dovendomi occupare dei bambini; mio marito è disoccupato da anni e, nonostante le ripetute richieste tese a richiamare l'attenzione della nostra amministrazione locale affinché, in virtù della drammatica situazione, possano essere adottati provvedimenti d'eccezione per assicurare una qualsiasi attività lavorativa a mio marito Carlo, e quindi assicurare ai nostri due infelici figli perlomeno una adeguata alimentazione (sto parlando di ALIMENTAZIONE, non di sfumature voluttuarie) tutto tace, nel più assoluto immobilismo. Caro Ferrara, le confesso, pur se con molta tristezza, che se dovessi tornare indietro, sarei una di quelle donne che avrebbe il buon senso di NON donare ai propri figli una vita fatta di stenti e sofferenze, di indigenze assolute, di abbandono da parte di una società che si professa democratica ed attenta al sociale e che, invece, con indifferenza ripone nel dimenticatoio le tragedie che colpiscono le persone più deboli. Le confido anche che, spesso, mi sembra di intravedere nello sguardo dei miei due bambini (ovviamente loro non sono in grado di articolare le parole e di formulare logici pensieri) una sorta di rimprovero per avergli donato una "non vita". Ora, quel che le chiedo è: una volta tanto, invece di portare alla ribalta i casi di donne che decidono di abortire per paura di non poter assicurare ai propri figli una vita degna di potersi definire tale, parli della paura di una madre che, a causa del totale stato di abbandono in cui sono stati relegati i suoi figli , vive nell'angoscia di cosa il futuro potrà riservare a questi due bambini, convive col senso di colpa di avergli imposto una vita d'inferno e solitudine, in un paese dove ci si preoccupa del "modello" ma non ci si prende cura delle specificità sociali che incidono fortemente sulla sua applicazione pratica, dove le tristi problematiche di questi "figli di un Dio minore" vengono appositamente sminuite sino al punto di renderle invisibili proprio perché è comodo ed edificante parlarne ma, ahimè, forse troppo impegnativo e poco remunerativo risolverli. Mi dimostri Dott. Ferrara che il suo è un forte e sentito convincimento e non l'ennesima messa in scena "Italianota" utile solo a dare visibilità al suo promotore. Perché Lei possa meglio rendersi conto di cosa stiamo realmente parlando, le allego due fotografie dei miei bambini, che danno il senso del loro effettivo stato di salute. Luisa Caddeo Piazza della Repubblica, 18 09010 Vallermosa (CA) Tel. 349 2534234&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Per vedere e conoscere più da vicino il viso di questa dolce coraggiosa madre e dei suoi bimbi clicca &lt;/strong&gt;&lt;a href="http://lalampadadeidesideri.blog.tiscali.it/"&gt;&lt;strong&gt;quì&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-3840709938896296625?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/3840709938896296625/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=3840709938896296625' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/3840709938896296625'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/3840709938896296625'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2008/03/caro-dottor-giuliano-ferrara.html' title='Caro dottor Giuliano Ferrara'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R_A_iUBi5QI/AAAAAAAAAVQ/zKP3FgwIrjY/s72-c/aborto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-3683719881187254953</id><published>2008-03-17T02:10:00.004+01:00</published><updated>2008-06-01T16:42:04.818+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><title type='text'>UNICO 2008 ...Allegriaaaaa</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R93INjDTm1I/AAAAAAAAAVI/LSVohMb8rso/s1600-h/Fisco.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5178515281618901842" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R93INjDTm1I/AAAAAAAAAVI/LSVohMb8rso/s400/Fisco.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Chi ben comincia è alla metà dell'opera, e mai come quest'anno è opportuno cominciare ad approfondire per tempo le novità e le difficoltà cui andremo incontro per preparare la dichiarazione dei redditi.&lt;br /&gt;Com'è noto, questo compito è sempre più gravoso e non solo per il denaro che si deve sborsare ma soprattutto per le difficoltà che si incontrano nel compilare la dichiarazione che, tempo addietro, un Presidente della Repubblica definì lunare.&lt;br /&gt;Naturalmente questa nota riguarda essenzialmente quei coraggiosi che ancora compilano autonomamente la dichiarazione dei redditi delle persone fisiche senza rivolgersi ai CAF o ai commercialisti, tuttavia alcune cose è utile che siano a conoscenza di tutti.&lt;br /&gt;Intanto se, negli scorsi anni, avete compilato il vostro bel modello cartaceo e l'avete successivamente consegnato in banca o alla posta SCORDATEVELO! quest' anno la legge finanziaria ci complica maggiomente la vita. Infatti un'ulteriore novità riguarda le nuove disposizioni di trasmissione dei modelli: non più in via cartacea ma esclusivamente tramite Internet.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;Trasmissione:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La presentazione telematica deve avvenire entro il 31 luglio 2008. Potrà provvedere all'invio l'interessato stesso, un intermediario abilitato o un ufficio dell'agenzia delle Entrate. Sembra semplice per chi ha dimestichezza col pc, no? ... e invece non è così: per provvedere personalmente all'invio dovrà infatti recarsi all'agenzia delle Entrate per ottenere, se sarà fortunato, il PIN le pass e quanto necessario per l'invio. La cosa più simpatica è che a tutt'oggi 16 marzo l'Agenzia delle Entrate non ha ancora predisposto il sofware per la compilazione del modello UNICO 2008. Sul sito dell'Agenzia trovate infatti solo quello dell'anno scorso.&lt;br /&gt;Ma andiamo avanti con qualche altra notiziola utile:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;Acquisto di farmaci:&lt;/span&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;Lo scontrino fiscale per l'acquisto dei farmaci diventa più complesso: oltre alla cifra spesa, dovrà riportare anche "la specificazione della natura, qualità e quantità dei beni e l'indicazione del codice fiscale del destinatario". Questo è almeno quanto richiesto per poter usufruire degli sconti fiscali sull'Irpef previsti per l'acquisto di medicinali.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;Sanità:&lt;/span&gt; &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;Salvo modifiche dell'ultima ora che attualmente non conosco, tornano i ticket con un costo medio in più a famiglia pari a circa 44 euro all'anno. Per le visite specialistiche e per la diagnostica, resta il tetto massimo di 36,15 euro (fino a un massimo di 8 prestazioni), ma si dovrà pagare una quota fissa di 10 euro per ogni ricetta. Per le prestazioni non urgenti al pronto soccorso ci sarà un ticket di 23 euro per ogni visita medica più altri 18 per eventuali accertamenti diagnostici. Sul fronte degli esenti scatterà una verifica capillare.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;Tassa di soggiorno:&lt;/span&gt; &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;tassa di soggiorno per i turisti che alloggiano in alberghi, campeggi, villaggi turistici e agriturismi, per un massimo di 5 euro al giorno per persona.&lt;br /&gt;Esercizi commerciali che non emettono lo scontrino:&lt;br /&gt;Basterà una sola violazione, (contro le tre precedenti), per far scattare le sanzioni che possono arrivare fino alla chiusura dell'attività.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;Sconti e facilitazioni: &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;Sconti in per chi acquista un frigorifero o un congelatore di classe A+. La misura è relativa alla sostituzione di frigoriferi, congelatori e loro combinazioni, di classe energetica non inferiore ad A+, acquistati nel corso del 2007.La detrazione fiscale, in un'unica rata, arriverà al 20% fino ad un massimo di 200 euro.&lt;br /&gt;Chi sostituisce la vecchia caldaia con una nuova meno inquinante o monta un pannello solare, potrà avvantaggiarsi di consistenti sgravi fiscali. Tali agevolazioni fanno parte di tutta una serie di interventi di efficienza energetica nell'edilizia che consentiranno di ridurre le dispersioni termiche del 30-40% e di avere consistenti risparmi energetici. Sconti anche per chi sceglie serramenti termoisolanti.Chi possiede un'auto classificata Euro 0 o Euro 1 da rottamare, può contare su un contributo di 1000 euro per l'acquisto di una nuova vettura. Bonus dai 1.500 ai 2.000 euro per l'acquisto di vetture nuove con alimentazione gpl o a gas metano.&lt;br /&gt;Esezione del bollo per cinque anni per le auto nuove di categoria Euro 4. Aumento per tutte le altre auto, in maniera progressiva man mano che si scende dalla categoria Euro 3 fino a Euro 0.&lt;br /&gt;Saranno detraibili, fino a un massimo di 210 euro, le spese sostenute per l'iscrizione e l'abbonamento dei giovani a piscine, palestre e altri impianti sportivi.&lt;br /&gt;I giovani fra i 20 e i 30 anni potranno detrarre fino ad un massimo di 991,60 euro per i primi tre anni, sull'affitto purchè la casa sia diversa da quella dei genitori.Il bonus fiscale sarà concesso purchè si percepisca un reddito non superiore a 15.493,71 euro.&lt;br /&gt;I contribuenti con reddito fino a 30.987,41 euro che pagano l'affitto per la casa, potranno usufruire di una detrazione pari a 150 euro. Se il loro reddito non supera i 15.493,71 euro, la detrazione raddoppia a 300 euro.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;Studenti universitari fuori sede:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Gli studenti universitari fuori sede potranno ottenere uno sconto sull'affitto della casa. Potranno infatti godere di una detrazione fiscale del 19%, fino a un massimo di 500 euro. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-3683719881187254953?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/3683719881187254953/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=3683719881187254953' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/3683719881187254953'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/3683719881187254953'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2008/03/unico-2008-allegriaaaaa.html' title='UNICO 2008 ...Allegriaaaaa'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R93INjDTm1I/AAAAAAAAAVI/LSVohMb8rso/s72-c/Fisco.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-5594490188395407931</id><published>2008-03-07T00:52:00.005+01:00</published><updated>2008-03-08T00:22:56.163+01:00</updated><title type='text'>10 e lode</title><content type='html'>Ringrazio &lt;a href="http://binario19.blogspot.com/"&gt;MasterMax&lt;/a&gt; per avermi conferito il premio 10 e lode con la seguente affettuosa motivazione:&lt;br /&gt;Sergio: per la sua abilità nell'appassionarmi ogni volta che leggo un suo racconto, con il suo modo di scrivere fresco e alla sua ironia mescolata sempre ad una dose di amarezza, e alla fine mi ritrovo sempre con gli occhi lucidi.&lt;br /&gt;A mia volta lo conferisco alla cara &lt;a href="http://bruja66.blogspot.com/"&gt;Bruja &lt;/a&gt;per la sua vitalità, per la dolcezza materna che traspare dai suoi post e per il suo carattere eclettico.&lt;br /&gt;Avrei voluto includere l'amica Elle e Freespiritman, ma ho visto che, giustamente, l'hanno già meritato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-5594490188395407931?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/5594490188395407931/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=5594490188395407931' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/5594490188395407931'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/5594490188395407931'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2008/03/10-e-lode.html' title='10 e lode'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-7005560341543300506</id><published>2008-03-04T14:39:00.002+01:00</published><updated>2008-06-01T16:43:46.635+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ricordi'/><title type='text'>LA FARMACISTA</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R81Rx2rwT2I/AAAAAAAAAU4/2t4-siwEXrM/s1600-h/farmacia.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5173881463853043554" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R81Rx2rwT2I/AAAAAAAAAU4/2t4-siwEXrM/s320/farmacia.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Tutti conoscevano il bravo dottor Minicucci, il medico condotto. Si può dire che tutta la popolazione giovane e meno giovane del paese fosse passata per le sue mani.&lt;br /&gt;Preparato, onesto, rispettato e sempre disponibile bastava fargli sapere di aver bisogno delle sue cure e poco dopo ti si presentava in casa coi suoi capelli bianchi ed il suo sorriso allegro. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Spesso bastava la sua sola presenza per fare scomparire o comunque alleviare qualsiasi malessere.&lt;br /&gt;Dopo aver accuratamente visitato l’ammalato, si sedeva tranquillamente al tavolo, estraeva la sua preistorica stilografica dal pennino d’oro, e tratto un voluminoso ricettario da una vetusta valigetta a soffietto vergava con calma meticolosa e, cosa strana per un medico, con una impeccabile calligrafia, lunghe ed accurate ricette.&lt;br /&gt;Normalmente quando era necessario recarsi nel centro del paese ero incaricato io di fare la spesa e così avveniva anche quando occorreva comprare delle medicine.&lt;br /&gt;La farmacia si trovava proprio in piazza. Era un locale grande e antico; lungo le pareti correvano delle scansie sulle quali erano disposti, in ordine preciso, vasi ed ampolle contenenti sostanze medicali. La professione del farmacista era, in quel tempo, ben diversa da quella moderna. Non esistevano infatti le ben note confezioni di medicinali che troviamo oggi. Per quanto mi ricordi, gli unici medicinali già pronti in apposite fiale che dovevano essere tranciate con un minuscolo seghetto, erano quelli che dovevano essere iniettati.&lt;br /&gt;L’iniezione era un procedimento alquanto complesso: le siringhe erano di robusto vetro molato e duravano anni ed anni fin quando non si rompevano per qualche incidente; anche gli aghi venivano usati più e più volte. Questi, poi, erano corredati di un sottilissimo filo d’acciaio che veniva introdotto al loro interno per assicurarne la pervietà e rimuovere eventuali ostruzioni. Ago e siringa dovevano essere preventivamente sterilizzati e ciò si otteneva ponendoli in un apposito contenitore che veniva riempito d’acqua e fatto bollire per circa 5/10 minuti.&lt;br /&gt;Poiché ero spesso vittima di affezioni bronchiali, venivo abitualmente curato con iniezioni di “Creosotina”, particolarmente dolorose quando l’ago veniva usato troppe volte, perdendo per così dire la sua affilatura.&lt;br /&gt;La farmacista era una giovane donna, alta e prosperosa dai lunghissimi capelli biondi che le scendevano fin quasi alla vita. Non ho mai saputo il suo nome. In paese veniva considerata una straniera perché proveniva dal Friùli, forse da Udine o da Gorizia. Le donne, in particolare, la guardavano con ostilità e invidia e quando attraversava la strada, dritta e impettita nel suo camice bianco, chinavano il capo sui loro lavori per evitare di salutarla, mentre gli uomini sogghignavano e si davano di gomito. Normalmente veniva definita la “speziala” e, talvolta, la “tosa striaca” (la ragazza austriaca?).&lt;br /&gt;I giovani bellimbusti del paese oziavano spesso nei pressi della farmacia come tanti galletti, vociando ad alta voce per attirare l’attenzione e talvolta entravano dalla speziala con le motivazioni più sciocche cercando di far colpo.&lt;br /&gt;Per me era un piacere portare in farmacia le ricette del dottor Minicucci. L’ambiente, odoroso di cera e di spezie, mi affascinava. Sugli scaffali più alti grandi vasi di porcellana di vari colori portavano impresse delle scritte in un linguaggio esotico che non riuscivo a comprendere. La farmacista mi accoglieva sempre con gentilezza e con un sorriso. Leggeva la ricetta, prelevava le sostanze necessarie da diversi contenitori, le pesava accuratamente in una piccola bilancia dotata di una serie di minuscoli pesi di ottone, le amalgamava e le triturava in un mortaio e poi le confezionava in diverse bustine monodose.&lt;br /&gt;Col tempo si era creata una sorta di strana muta amicizia tra quel biondo ragazzetto di dieci anni, sfollato dalla città, e quindi a sua volta “straniero” e la “tosa striaca”. Sempre più spesso insieme con il pacchetto contenente i medicinali mi veniva regalato un bastoncino di liquerizia.&lt;br /&gt;Il 1945 si trascinava lento. La grande guerra per noi era finita ma la piccola guerra, quella civile anch’essa fatta di orrori, uccisioni e rappresaglie era iniziata.&lt;br /&gt;Il paese, precedentemente tranquillo, era spesso attraversato da piccole bande di uomini armati dal volto truce e sospettoso, alcuni del paese stesso ed altri arrivati da chi sa dove. Una sera, sul tardi, un gruppetto di giovinastri del paese, ubriachi di vino e inebriati dall’anarchia conseguente alla sparizione di qualsiasi forza dell’ordine, si raggrupparono davanti al cancello del cortile sparando qualche colpo di fucile in aria e cantando a squarciagola, sul motivo di “bandiera rossa”: - Avanti popolo, che siamo in tanti, vogliamo i campi, di Anzoetto Pengo-&lt;br /&gt;Angelo Pengo, il vecchio contadino proprietario della casa in cui eravamo sfollati e della quale occupavamo due stanzette, chiuse le pesanti imposte di legno delle finestre che bloccò con una sbarra di metallo e fece lo stesso con la porta d’ingresso. Poi, con l’anziana moglie, si sedette accanto al grande camino della cucina poggiando sulle ginocchia il fucile da caccia.&lt;br /&gt;I canti e gli schiamazzi durarono a lungo ma poi, a notte fonda, il gruppetto si disperse senza aver fatto alcun tentativo di varcare il cancello.&lt;br /&gt;Durante la notte, io e i miei genitori, che dormivamo al piano di sopra. venimmo destati dal chiarore che penetrava dalle finestre e da alcune grida: Il casolare di fronte al nostro dall’altra parte della strada, quello della famiglia Picciù, era in fiamme e lunghe fila di contadini facevano la spola dal pozzo alla casa tentando di spegnere l’incendio con i secchi pieni d’acqua.&lt;br /&gt;Chi aveva appiccato il fuoco? E perché? Quali strane vendette, quali rancori mai sopiti trovavano ora il loro sfogo? Non l’avremmo saputo mai.&lt;br /&gt;Passarono i giorni, le prime avvisaglie di un estate calda e afosa erano arrivate. Mia madre ebbe un’altra delle numerose dolorose crisi, genericamente denominate “mal di fegato”, che le facevano passare la notte in bianco, tra lamenti e borse d’acqua bollente applicate sul fianco.&lt;br /&gt;Ancora una volta, come sempre, accorse il buon dottor Minicucci con le sue ricette, e ancora una volta venni spedito in farmacia.&lt;br /&gt;Giunto in piazza la trovai stranamente affollata da uomini vocianti e donne sghignazzanti che si davano grandi manate sui fianchi. La farmacia era chiusa. Incuriosito mi intrufolai tra la folla e…vidi.&lt;br /&gt;Nel centro della piazza era stata costruita una rozza piattaforma di legno sopraelevata. Sulla piattaforma era stata posta una sedia e seduta sulla sedia, con le mani legate dietro la schiena, c’era una donna.&lt;br /&gt;Uno stolido giovinastro barbuto, con un sogghigno stampato sul volto, le stava rasando i capelli a zero e per ogni ciocca che cadeva sul tavolaccio dalla folla si alzavano grida di giubilo, insulti e battimani. La donna aveva gli occhi chiusi, il viso pallido e tumefatto, ciondolava lentamente la testa ora a destra ora a sinistra come in preda ad un’immensa sofferenza. Dal collo pendeva un cartello con una scritta che non compresi “collaborazionista”.&lt;br /&gt;Non conoscevo quella donna, il suo capo chino e il volto disfatto e sofferente me lo impedivano, e inoltre non comprendevo perché la stessero sottoponendo a quella tortura.&lt;br /&gt;Eppure, eppure, scorgevo qualcosa di familiare: un’ultima, lunghissima ciocca di capelli biondi, brandita in aria come un trofeo di caccia, mi fulminò di un’improvvisa luce di riconoscimento: era la mia amica, la speziala!&lt;br /&gt;Un dolore acuto mi trafisse il petto mentre lacrime roventi cominciavano a scorrermi sul viso, mi allontanai in fretta dalla folla ma una mano di ferro mi afferrò un braccio. Alzai gli occhi. Un uomo con un gran cappellaccio nero sulla testa ed il solito fazzoletto rosso attorno al collo mi apostrofò con rabbia sputacchiando le parole come proiettili: “ piangi eh. La conosci eh. Sei anche tu un fascista eh. E magari anche tuo padre è un fascista eh?!”&lt;br /&gt;Ma quel ceffo non sapeva una cosa: non ero più il timido, educato ragazzino perbene venuto tre anni prima dalla città. Tre anni di vita nella strada, continuamente aggredito e massacrato da ragazzetti selvaggi e primitivi mi avevano insegnato a combattere, a difendermi ed a massacrare a mia volta con le mani, coi piedi, con i sassi, con le fionde, con i bastoni.&lt;br /&gt;Fissai l’uomo negli occhi e mentre una vampata d’odio e di rabbia mi riscaldava il sangue gli sferrai un tremendo calcio in uno stinco con i miei zoccoli di legno. Mi lasciò immediatamente con un urlo di dolore e si piegò su se stesso. Poi, zoppicando, cercò di inseguirmi. Ma era come una tartaruga che volesse raggiungere una lepre, lo distanziai con estrema facilità e ben presto scomparve dalla mia vista. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-7005560341543300506?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/7005560341543300506/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=7005560341543300506' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/7005560341543300506'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/7005560341543300506'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2008/03/la-farmacista.html' title='LA FARMACISTA'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R81Rx2rwT2I/AAAAAAAAAU4/2t4-siwEXrM/s72-c/farmacia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-3485846806950372554</id><published>2008-02-07T16:16:00.000+01:00</published><updated>2008-02-10T20:06:25.426+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ricordi'/><title type='text'>…chi mi ripaga le mie biciclette?…</title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R68_uqaNdJI/AAAAAAAAAUI/22r-Ee_9wdk/s1600-h/bombe_sanfedele.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5165417368508003474" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R68_uqaNdJI/AAAAAAAAAUI/22r-Ee_9wdk/s320/bombe_sanfedele.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Oggi andare da Galzignano a Torreglia è uno scherzo. Si imbocca la provinciale, si fanno quei tre o quattro chilometri e si è arrivati.&lt;br /&gt;Oggi. Ma tra il 1944 ed il 1945?&lt;br /&gt;In quell'epoca per fare quel tragitto occorreva percorrere circa sei chilometri di una mulattiera che correva tra collinette, boschi e torrenti. Un percorso bello e pittoresco da fare durante il giorno.&lt;br /&gt;Sì, ma di notte? E con una guerra, sempre più atroce, in corso?&lt;br /&gt;Le divisioni tedesche, agli ordini di Kesselring, avevano persa Rimini conquistata dalle forze alleate del generale Alexander, ed ora, per ordine di Hitler, avevano fortificata la cosiddetta "linea veneta" tra i colli Euganei. I tedeschi erano stanchi, ma sempre più ostili, determinati e sprezzanti. I repubblichini di Mussolini, per contro, sempre più disperati, arroganti e feroci. Ognuno, tra la popolazione, aveva ormai paura di tutto: degli altri uomini, dei bombardamenti, delle razzie, dei morti che sempre più numerosi si incontravano per via ridotti a brandelli dalle bombe o impiccati ad un lampione per una giustizia sommaria, con un cartello appeso al collo: - Ribelle-.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R69ASqaNdKI/AAAAAAAAAUQ/5XucpLqUz3w/s1600-h/impiccagione.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5165417986983294114" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R69ASqaNdKI/AAAAAAAAAUQ/5XucpLqUz3w/s320/impiccagione.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il casolare di contadini, dove da tempo eravamo sfollati, si trovava in via del Calto, alla periferia di Galzignano. Tutte le mattine papà si alzava all'alba per arrivare a piedi fino a Torreglia dove poteva prendere una corriera che lo portasse a Padova ove lavorava.&lt;br /&gt;La sera, e spesso a tarda sera, doveva rifare all'inverso lo stesso cammino.&lt;br /&gt;La difficoltà dei collegamenti e, talvolta, l'impossibilità di far coincidere i suoi orari con quelli della corriera, lo indussero a preferire l'uso di una bicicletta per questi spostamenti.&lt;br /&gt;Acquistare una bicicletta era fuori questione per le nostre magre finanze e quindi ne prese una in affitto. Tutti i giorni, due volte al giorno, macinava in sella i circa 20 chilometri che separano Padova da Torreglia ove riconsegnava la bici per affrontare a piedi il resto del cammino.&lt;br /&gt;Col tempo aveva fatto amicizia con altre quattro persone che, anche loro in bicicletta, facevano lo stesso percorso fino a Torreglia. La strada la sera era buia, fangosa e piena di buche, fare brutti incontri o incappare in una scaramuccia tra partigiani e tedeschi era abbastanza probabile, e quindi viaggiare in compagnia dava loro una maggiore sicurezza ed il tempo passava più velocemente.&lt;br /&gt;Io intanto, a Galzignano, quella sera, come al solito, stavo giocando in strada con i miei amici preferiti: Santina, Ines e Coriolano. Ognuno di noi si era costruito un "flandigoeo" (fionda) e con quello cercava di abbattere i "babastregli" (pipistrelli) che svolazzavano numerosi al di sopra di noi. Il tempo passava, ma noi, intenti al gioco, non ce ne rendevamo conto.&lt;br /&gt;Ad un tratto sentii la voce disperata di mia madre che mi stava chiamando già da un po': "Sergioo, Sergiooo"&lt;br /&gt;Corsi a casa, già rassegnato a subire l'ennesima bastonatura per il ritardo.&lt;br /&gt;Ma quella sera mia madre non era preoccupata per me. Era atterrita perché si era fatto molto tardi e mio padre non arrivava.&lt;br /&gt;Le ore passavano lente e mia madre, torcendosi le mani e con gli occhi sbarrati, camminava avanti e indietro mormorando con voce stridula "cosa sarà successo? Mio Dio, cosa sarà successo..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;LA MINACCIA DAL CIELO&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel pomeriggio mio padre era uscito prima. Le sirene avevano suonato l'ennesimo allarme aereo e il lavoro era terminato.&lt;br /&gt;C'era ancora il sole e papà con i quattro amici avevano inforcato le biciclette e si erano allontanati dalla città incuranti dei richiami dei miliziani che ordinavano loro di andare nei rifugi.&lt;br /&gt;La lunga strada provinciale era deserta e loro pedalavano allegramente, lieti di poter tornare a casa in anticipo.&lt;br /&gt;"Sapete " disse uno "quella vecchia strozzina della Mariangela ha detto che dobbiamo pagare di più per l'affitto delle biciclette!"&lt;br /&gt;"Eh, sì" rispose un altro "Ora quei quattro soldi che pigliamo li diamo tutti a lei! Col cazzo. Già ieri ho dovuto pagare una somma esorbitante per avere un chilo di farina dai borsari neri"&lt;br /&gt;"Ci vuole ancora un po' di pazienza, sembra che gli inglesi si stiano avvicinando. C'è molto nervosismo tra i kartofen"&lt;br /&gt;"Già" disse papà"ma la situazione sta peggiorando. Ho visto che stanno facendo retate di vecchi, donne e bambini. Li caricano sui camion e via... chissà dove li portano?"&lt;br /&gt;"Eh, be', in Germania, si sa. Li fanno lavorare nelle fabbriche di munizioni"&lt;br /&gt;"Mah... non ne sono convinto. So che hanno deportata l'intera famiglia dei signori Camerini Rossi che abitavano ancora nel mio palazzo, a Padova... e i due nonni avevano quasi ottant'anni. Che lavoro vuoi che possano fare"&lt;br /&gt;"Ma non è quella famiglia di ebrei? Gli ebrei sono sanguisughe e con tutti i soldi che hanno staranno certo meglio di noi" disse Toni, che era il più anziano ed era stato, in passato, un fervente fascista.&lt;br /&gt;"Te si mona, Toni. Cossa te va a pensar... gli ebrei li copa (sei uno cazzone, Toni. Ma che cosa credi... gli ebrei vengono uccisi)" sibilò un amico.&lt;br /&gt;"Anch'io temo che sia così" interloquì mio padre " e poi, cristiani o ebrei, siamo tutti esseri umani, no?"&lt;br /&gt;"Silenzio!" ordinò Toni "sentite questo rumore? Sembra un aereo..."&lt;br /&gt;"Sarà uno dei nostri..."&lt;br /&gt;Papà fino a poco tempo prima era stato capitano nel 38° reggimento antiparacadutisti ed aveva l'orecchio allenato: "No, noi non abbiamo più aerei. Questo è un bombardiere americano! Presto, presto, nascondiamoci..."&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R69A2qaNdLI/AAAAAAAAAUY/HCh8p5UR_cQ/s1600-h/bombardiere.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5165418605458584754" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R69A2qaNdLI/AAAAAAAAAUY/HCh8p5UR_cQ/s320/bombardiere.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Troppo tardi. Il pilota li aveva già avvistati e l'aereo iniziò una veloce picchiata mentre le sue mitragliatrici sputavano lingue di fuoco con un suono sordo.&lt;br /&gt;Rattatà rattatà rattatà&lt;br /&gt;Sassi scheggiati e nuvolette di polvere si sollevavano dalla strada mentre l'aereo si allontanava. I cinque uomini che si erano gettati a terra sul bordo, tra l'erba, schizzarono in piedi miracolosamente incolumi.&lt;br /&gt;"Via, viaaa" gridò Toni "rifugiamoci in quella casa...di corsa...prima che ritorni"&lt;br /&gt;Una piccola casa di contadini si intravedeva, tra gli alberi, a poca distanza. Correndo, con il fiato mozzo, raggiunsero la porta, che non era chiusa, ed entrarono. Un vecchio canuto, seduto vicino al grande camino li guardò con acquosi occhi sbarrati. Una giovane donna, pallida e smunta, comprese al volo la situazione: "vegnè, vegnè. Sentateve...nonno, daghe ‘na carega (venite, venite. Sedetevi. Nonno, dategli una sedia)".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;IL BOSCO&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;A Galzignano era ormai notte fonda e mia madre era definitivamente in preda ad una crisi isterica, si agitava, si lamentava, si percuoteva il capo, si raccomandava a padre Leopoldo, un frate cappuccino morto da poco in odore di santità e del quale si raccontavano i numerosi miracoli. Ed era la cosa che maggiormente mi sbigottiva sapendo quanto poco religiosa ella fosse.&lt;br /&gt;Io ero affamato, nessuno di noi aveva mangiato. Atterrito dal suo atteggiamento non comprendevo perché si preoccupasse tanto per il ritardo di mio padre. Papà era grande, forte, immortale e sicuramente non poteva accadergli nulla di male.&lt;br /&gt;"esci Sergio, vai fuori...vedi se viene papà...domanda se qualcuno l'ha visto..."&lt;br /&gt;Uscii di corsa, felice. Felice di allontanarmi da lei e felice di essere autorizzato ad uscire. DI NOTTE!&lt;br /&gt;Naturalmente la strada era deserta, fiocamente illuminata da una immensa luna piena. Si udiva soltanto il mormorio del Calto, il ruscelletto che correva lungo il bordo della strada e che le aveva dato il nome. Qualche rana solitaria gracidava piano mentre un cane abbaiava in lontananza.&lt;br /&gt;Invece di avviarmi verso il paese risalii la strada. Pochi metri più sopra c'era la fattoria di Udilla Santi, una deliziosa sprezzante ragazzetta di cui ero segretamente innamorato.&lt;br /&gt;Nell'angolo destro dell'aia della famiglia Santi si trovava un'ampia tettoia sorretta da robusti pali di legno. Legata ad uno di quei pali, c'era Bianca che sentendo i miei passi si agitò inquieta. Bianca aveva il pelo rossiccio ed una lunga criniera nera. Aveva partorito da pochi mesi e vicino a lei si trovava il suo puledro. Girai alla larga. Poco tempo prima quel puledro mi aveva fatto un brutto scherzo; io mi ero avvicinato per carezzarlo, ma lui intimorito mi aveva sferrato un calcio in pieno petto. Ero caduto in terra senza respiro e per un tempo che mi era sembrato interminabile non ero riuscivo a tirare il fiato ed a respirare. Ero ormai con la vista annebbiata quando riuscii a inspirare un poco d'aria nei polmoni e, da allora, mi tenni sempre a rispettosa distanza da quei cavalli.&lt;br /&gt;Lentamente mi avvicinai alla fattoria con l'assurda speranza di vedere Udilla, ma naturalmente la casa era cupa e scura e nessuna candela accesa trapelava dalle finestre.&lt;br /&gt;"Cossa ze che te fe a ‘sta ora (cosa fai qui a quest'ora)" Sobbalzai spaventato da quel vocione burbero e improvviso. Nascosto dal buio, seduto in un angolo della veranda a fumare la pipa, c'era il vecchio ‘paron' Beppe Santi. Il vecchio era analfabeta e scorbutico come tutta la sua famiglia, ma mi tollerava. Aveva scoperto con estrema meraviglia che sapevo leggere e scrivere e in diverse occasioni mi aveva chiesto di leggere e rileggere le rare lettere che aveva ricevute dal figlio, combattente in Russia con la divisione Julia.&lt;br /&gt;Dondolandomi ora su una gamba ora sull'altra, gli riferii del ritardo di mio padre e dell'angoscia di mia madre. Nel contempo gettavo un occhio rapido alle finestre nella speranza di vedere Udilla.&lt;br /&gt;Il vecchio borbottò qualcosa di incomprensibile tra i denti. Compresi che imprecava e mi sembrò, con orrore, di sentirlo dire "quel porco di Mussolini". Poi sputò per terra e, allungata una mano verso un tavolino, mi porse una grossa fetta di polenta. "va a casa va. Va da to mare (vai da tua madre)".&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R69Bw6aNdNI/AAAAAAAAAUo/vXoGNdI1ONY/s1600-h/bosco+di+notte.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5165419606185964754" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R69Bw6aNdNI/AAAAAAAAAUo/vXoGNdI1ONY/s320/bosco+di+notte.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Mi allontanai sconcertato, divorando avidamente quella deliziosa polenta, ma invece di andare verso casa continuai a risalire la strada fin quando non divenne un sentiero che si addentrava nel bosco.&lt;br /&gt;Conoscevo bene quel posto, molte volte ero risalito con un amico e le sue capre fin oltre il bosco ove c'era un prato adatto al pascolo, ma di notte era diverso. Gli alberi nascondevano la luna ed il buio era sempre più fitto e pauroso. Affrontai la paura continuando a procedere. Sciami di lucciole si inseguivano nell'aria, ovunque si udivano fruscii di animaletti e, a tratti, il verso lugubre delle civette.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;UNA PREMONIZIONE PROVVIDENZIALE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seduti intorno al tavolo i cinque amici tacevano, col viso ancora sbiancato per spavento subito. La donna si avvicinò con cinque bicchieri ed una bottiglia di vino. Ma mio padre si agitava, inquieto.&lt;br /&gt;"No, grazie" disse "non sono tranquillo... voglio uscire..."&lt;br /&gt;"Ma dai... perché? Qui siamo al sicuro..."&lt;br /&gt;"No, no. Fate come volete ma io esco e torno a casa..."&lt;br /&gt;"Vengo con te anch'io" rispose Toni mentre gli altri, scuotendo la testa si versavano il vino.&lt;br /&gt;Fuori le ombre della sera iniziavano ad allungare le loro braccia. Papà e Toni avevano quasi raggiunto le biciclette abbandonate sul bordo della strada, quando il rombo lontano dell'aereo, che era stato attutito da una collinetta, divenne più forte e minaccioso e il mostro riapparve improvviso nel cielo.&lt;br /&gt;"Via, via, torniamo alla casa!" gridò Toni, ma mio padre cominciò a correre a perdifiato verso una macchia d'alberi e Toni, dopo una breve esitazione lo seguì.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R69BiKaNdMI/AAAAAAAAAUg/DlbudRsTOzg/s1600-h/cappuccini.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5165419352782894274" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R69BiKaNdMI/AAAAAAAAAUg/DlbudRsTOzg/s320/cappuccini.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;L'aereo volava a bassa quota e sembrava riempire il cielo con la sua mole; arrivato a poca distanza dalla casa lasciò cadere il suo carico mortale. Con un immenso fragore il vecchio casolare si polverizzò e lo spostamento d'aria colpì come un maglio la schiena dei due uomini in fuga disperata.&lt;br /&gt;Mio padre, più giovane e più veloce, riuscì a resistere e continuò a correre, Toni, più anziano e più lento cadde a terra.&lt;br /&gt;Il pilota dell'aereo aveva ben pianificata la sua gloriosa azione, quasi contemporaneamente alle bombe che avevano distrutto la casa lasciò cadere delle granate anti-uomo.&lt;br /&gt;Caratteristica di queste granate era quella di esplodere al contatto con la terra e di lanciare a raggiera a pochi centimetri dal suolo una miriade di schegge.&lt;br /&gt;Papà sentì come una frustata in una gamba ma continuò a correre e si gettò a terra sotto gli alberi.&lt;br /&gt;Lontano, sempre più lontano, l'aereo scomparve all'orizzonte.&lt;br /&gt;Il tempo scorreva lento, interminabile. Il mondo sembrava essersi fermato, papà restava immobile quasi incredulo di essere ancora vivo, poi cominciò ad avvertire altre sensazioni, percepì di avere una scarpa piena di un liquido appiccicoso, guardò il suo piede: sangue!&lt;br /&gt;La parte inferiore del suo pantalone era stracciata e piena di sangue; una scheggia l'aveva ferito al polpaccio ma non percepiva ancora nessun dolore.&lt;br /&gt;Con calma, quasi trasognato, trasse un fazzoletto dalla tasca e lo legò strettamente intorno allo strappo. Poco distante giaceva Toni con la faccia tra l'erba.&lt;br /&gt;"Toni, Toni...Toooni" Nessuna risposta. Con un sforzo mio padre si alzò e, zoppicando si avvicinò all'amico. "Toni...mio Dio, Toni".&lt;br /&gt;Silenzio.&lt;br /&gt;Solo le dita di Toni artigliavano ancora, impercettibilmente, la terra. Una scheggia l'aveva colpito alla nuca e gli aveva asportata parte della calotta cranica. Toni era morto.&lt;br /&gt;E la casa? Solo qualche muro sbrecciato e delle travi ancora in fiamme. Il vecchio, la donna, gli altri tre amici...nessun sopravvissuto.&lt;br /&gt;Inebetito, e come in trance, papà raggiunse la strada e raccolse la sua bicicletta. Torreglia era abbastanza vicina e in lontananza si intravedevano appena, illuminate dagli ultimi raggi del sole morente, le prime case.&lt;br /&gt;Con uno sforzo si rimise in sella. La strada era leggermente in discesa e la bici si mise in moto. La cittadina si avvicinava sempre più. Ecco, si incominciava a vedere qualcuno, ancora un po', ancora qualche metro, qualche metro ancora... e mio padre svenne.&lt;br /&gt;Riprese i sensi su di una barella in una stanzetta dalle mura scrostate, alcune candele illuminavano fiocamente l'ambiente. Il pantalone era stato tagliato sotto il ginocchio e il polpaccio fasciato. Un anziano medico si avvicinò: "Lei è stato fortunato, la scheggia ha attraversato i muscoli ed è uscita senza ledere l'osso. Tra un mesetto sarà come nuovo!".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;IL GIGANTE&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R69B_6aNdOI/AAAAAAAAAUw/RXqPhr0vnNI/s1600-h/bosco35.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5165419863884002530" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R69B_6aNdOI/AAAAAAAAAUw/RXqPhr0vnNI/s320/bosco35.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Un soffio di vento percosse gli alberi del bosco. I rami si agitarono frusciando e il sottobosco si animò di rumori e strani fruscii. Mi venne in mente un film di Walt Disney che avevo visto qualche anno prima e le immagini di Biancaneve nella foresta con gli alberi che si animavano minacciosi e tendevano i rami per afferrarla. La paura prese il sopravvento, mi girai e ripresi il cammino, ma questa volta verso casa.&lt;br /&gt;Il buio era sempre più fitto ed anche la scarsa luce lunare che filtrava tra le foglie si era ridotta per qualche nuvola di passaggio. Anche le lucciole erano scomparse. Strinsi i denti e mi imposi di non correre, - non ho paura, no, non ho paura - ripetevo tra di me.&lt;br /&gt;Mi accorsi di essermi perso, mi aggiravo tra rami e cespugli senza sapere più dove fossi e mi prese il panico.&lt;br /&gt;Poi, d'improvviso, il vento spazzò via le nuvole, la luna riapparve ed ecco, a poca distanza, la striscia bianca del sentiero.&lt;br /&gt;Questa volta non mi trattenni, corsi, corsi velocissimo ed in pochi minuti fui fuori dal bosco. Rallentai il passo e mi avviai verso casa, l'avevo quasi raggiunta quando in lontananza, illuminata dalla luce lunare, vidi una sagoma bianca che risaliva lentamente la strada.&lt;br /&gt;La sagoma divenne sempre più grande e nitida: un gigante! Sì, un gigantesco giovane col camice bianco che, in piedi, pigiava faticosamente i pedali di una bicicletta sulla cui canna era seduto... mio padre!&lt;br /&gt;Gridai, ed al mio grido fece eco quello di mia madre che uscì precipitosamente da casa ed aiutò quel generoso colosso di infermiere a portare mio padre nel suo letto.&lt;br /&gt;In seguito papà ci spiegò che in quel piccolo centro della Croce Rossa, ove dei passanti l'avevano trasportato, aveva incontrato quel giovane che gli era venuto incontro sorridendo raggiante: "Capitano, come si sente capitano?"&lt;br /&gt;Si trattava infatti di uno dei tanti suoi soldati che dopo l'8 settembre del 1943 lui aveva aiutato ad indossare abiti civili, distribuendo quei pochi che gli erano rimasti in casa, per consentire loro di fuggire e sottrarsi alle rappresaglie dei tedeschi.&lt;br /&gt;In quel caso particolare aveva incontrato molte difficoltà a trovare qualcosa della giusta misura a causa dell'enorme mole di quel soldato.&lt;br /&gt;Quindici, o forse venti giorni dopo, il gigante, che abitava a Torreglia, tornò a visitare mio padre che stava già molto meglio.&lt;br /&gt;"E la bicicletta..." chiese papà "l'hai riconsegnata alla Mariangela?"&lt;br /&gt;"E già" sogghignò il giovanotto.&lt;br /&gt;"Cosa ha detto?"&lt;br /&gt;"Quella vecchia strega ha detto: -qui l'unica vera danneggiata sono io. Ed ora chi me le ripaga le altre mie biciclette che non si sono trovate più? "&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-3485846806950372554?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/3485846806950372554/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=3485846806950372554' title='15 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/3485846806950372554'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/3485846806950372554'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2008/02/chi-mi-ripaga-le-mie-biciclette-parte.html' title='…chi mi ripaga le mie biciclette?…'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R68_uqaNdJI/AAAAAAAAAUI/22r-Ee_9wdk/s72-c/bombe_sanfedele.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>15</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-3012289128654568329</id><published>2008-02-01T18:11:00.000+01:00</published><updated>2008-02-01T18:16:20.503+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ricordi'/><title type='text'>Il pane bianco</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R6NTr4jcMmI/AAAAAAAAATo/SruUiRpMJR0/s1600-h/carro+armato.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5162061611277234786" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R6NTr4jcMmI/AAAAAAAAATo/SruUiRpMJR0/s400/carro+armato.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Era intorno al 1945 quando i primi carriarmati delle truppe anglo-americane entrarono in Galzignano, il paesino sui colli Euganei, in vicinanza di Padova, in cui ormai da quasi tre anni eravamo sfollati.&lt;br /&gt;Naturalmente sia gli inglesi, ma principalmente gli americani cercavano di risparmiare al massimo la vita dei loro conterranei e quindi le prime truppe d'assalto o di avanscoperta erano per lo più composte da gente di colore che, a piedi, accompagnava l'incedere lento dei mezzi corazzati.&lt;br /&gt;Ricordo quei giganteschi carri che maciullavano con i loro cingoli le già malconce stradine. La gente, un po' intimorita da quei veicoli li festeggiava, lieta sì per la fine della guerra, ma anche attonita nel vedere quei militari dall'aspetto e dalla fisionomia così inconsuete. Solo i partigiani, veri o falsi che fossero perchè molti contadini solo quella mattina si erano legati uno straccetto rosso intorno al collo, gridavano e applaudivano a gran voce.&lt;br /&gt;Ma il mio ricordo più vivo è quello del pane che, pochi giorni dopo, comparve in quantità dal fornaio: il pane BIANCO! Era da tempo immemorabile che non si vedeva più. Eravamo ormai abituati da moltissimo tempo a scarse razioni di pane nero la cui composizione resta tuttora un mistero.&lt;br /&gt;Crusca, segale, ceci... non so cos'altro ci fosse dentro, si parlava anche di polvere di marmo... sicuramente era un pane schifoso. Ma il pane bianco, ah quel primo panino bianco appena sfornato... che sapore! Più gustoso e fragrante di qualsiasi dolce.&lt;br /&gt;Ero io che, benchè piccolino, andavo a fare diverse spese e ricordo che comprai UN CHILO, mio Dio, un'intero chilo di quei panini caldi e soffici e non seppi resistere alla tentazione di addentarne e divorarne uno. Che sapore! Un sapore che non ho mai dimenticato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-3012289128654568329?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/3012289128654568329/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=3012289128654568329' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/3012289128654568329'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/3012289128654568329'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2008/02/il-pane-bianco.html' title='Il pane bianco'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R6NTr4jcMmI/AAAAAAAAATo/SruUiRpMJR0/s72-c/carro+armato.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-4263732642279805292</id><published>2008-01-27T12:52:00.000+01:00</published><updated>2008-06-01T16:45:17.951+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Misteri'/><title type='text'>Tra realtà e mistero</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R5x1-4jcMlI/AAAAAAAAATg/92Zj0eAGZ-I/s1600-h/Il+pricipe+di+sangro.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5160128996253119058" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R5x1-4jcMlI/AAAAAAAAATg/92Zj0eAGZ-I/s320/Il+pricipe+di+sangro.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Oggi non sarebbe difficile inventare una stoffa sottilissima ed assolutamente impermeabile con cui realizzare un mantello. Probabilmente si possono produrre dei colori, da utilizzare per un affresco, che mantengano per secoli il loro splendore. Esistono inoltre stamperie in grado di stampare in policromia con una sola passata.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;Più difficile creare una lanterna in grado di bruciare e far luce per un tempo lunghissimo senza lasciare residui, e ancor più difficile se l'elemento base fosse un teschio ridotto in polvere e mischiato con altri elementi.&lt;br /&gt;Abbiamo oggi mezzi di trasporto anfibi, in grado quindi di viaggiare sia sulla terra che nell'acqua come anche sistemi per dissalare e rendere potabile l'acqua di mare, ma chi, anche oggi, sarebbe in grado di metallizzare vene, arterie ed organi interni di un cadavere o trasformare un cardinale in una ... sedia?&lt;br /&gt;E... che dire se tutte queste cose, insieme con moltissime altre, fossero state progettate e realizzate nel 1700 da un solo uomo?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Siamo a Napoli e ci rechiamo in uno dei suoi molteplici cuori antichi: Piazza S. Domenico Maggiore.&lt;br /&gt;Fatti pochi passi entriamo in una stradina, via Francesco de Sanctis, dove troviamo la Cappella della "Pietatella", oggi nota come Cappella Sansevero.&lt;br /&gt;La Cappella è un capolavoro del barocco napoletano ed anche un prezioso ed enigmatico scrigno di arte ermetica, misteri, allegorie e simbolismi rosacrociani che farebbero la gioia di Dan Brown autore del discusso romanzo "Il Codice da Vinci".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Paghiamo il biglietto ed entriamo. L'aspetto è quello di una chiesa straordinariamente ricca di statue, di affreschi e di sepolcri, ma, forse per le luci basse, forse per l'atmosfera che si respira, siamo presi da una strana inquietudine. Ci viene in mente la voce che circola tra i più anziani abitanti della zona: strane luci e strane presenze notturne, un organo che talvolta suona nella chiesa chiusa e vuota mentre intorno si diffonde un lieve profumo d'incenso.&lt;br /&gt;La costruzione della Cappella iniziò nel 1613 per opera di Alessandro, Principe di Sansevero e Patriarca di Alessandria; interrotta nel 1642, venne ripresa e completata nel 1744 da Raimondo di Sangro, VII Principe di Sansevero. Questi è il personaggio misterioso che ci interessa: e chi era? Un mago, uno stregone, un diabolico alchimista, un novello Leonardo da Vinci, un filosofo, uno scienziato in anticipo sui tempi, il misconosciuto maestro del ben più noto Cagliostro? Cerchiamo di sapere qualcosa di più.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Diretto discendente da Carlo Magno, Grande di Spagna , Principe di Castelfranco, di Fondi, Duca di Torremaggiore e di Martina, Raimondo, nato il 30 gennaio 1710 era il terzo figlio di Don Antonio di Sangro e Cecilia Caietani d'Aragona. Mentre era ancora piccolissimo morirono la madre e i due fratelli, il padre, dopo varie vicissitudini (era un gran puttaniere e pare abbia assassinato alcuni avversari), si pentì (?) e si ritirò in un convento.&lt;br /&gt;Restava solo il nonno che mandò il piccolo Raimondo a studiare a Roma presso un collegio di altissimo livello dei Padri Gesuiti. A vent'anni il giovane tornò a Napoli. Era in possesso di una cultura, di un ingegno e di una fantasia di gran lunga superiore a quella degli altri nobili. Appassionato di alchimia e di meccanica fabbricò e regalò al re Carlo III di Borbone dei mantelli impermeabili da utilizzare nelle battute di caccia. Inventò anche un cannone, fatto con una speciale lega da lui creata, molto più leggero degli usuali cannoni di bronzo, ed un fucile a retrocarica oltre ad una carrozza anfibia ed a tutte le altre cose dette all’inizio. Entrato a far parte della confraternita massonica dei Rosacroce ne divenne Gran Maestro ed entrato in possesso degli antichi riti alchemici risalenti ai sacerdoti egizi trasformò in laboratorio ed in tipografia la cantina del suo palazzo. Durante la notte, da una finestrella uscivano rumori, odori tremendi e volute di fumo colorate che atterrivano i passanti.&lt;br /&gt;Desideroso di passare alla storia spese somme enormi per terminare la costruzione della Cappella di san Severo, coordinando l’opera di pittori e scultori con attenzione maniacale ed utilizzando ampiamente le sue conoscenze alchemiche.&lt;br /&gt;Noi proseguiamo, con passo un po’ esitante, la visita nella Cappella. Ed ecco, al centro, il Cristo velato, scolpito dal Sammartino. Gesù morto, il cui viso scavato dalla sofferenza e tutto il resto del corpo, piagato dalle ferite, si intravede perfettamente sotto il sudario, un velo sottilissimo di marmo che ricopre interamente il Cristo. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Più avanti c’è “la Pudicizia”, una donna nuda, bellissima e sensuale che si appoggia ad una lapide spezzata. Anch’essa, opera di Antonio Corradini, è interamente ricoperta da un velo di marmo e rappresenta la madre del Principe, morta a soli 22 anni.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Restiamo attoniti e stupiti di fronte a tanta bellezza ma ecco che, quasi &lt;a href="http://bp2.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R5x1iIjcMkI/AAAAAAAAATY/QmJ9XXIePoY/s1600-h/momenti02a.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5160128502331880002" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R5x1iIjcMkI/AAAAAAAAATY/QmJ9XXIePoY/s320/momenti02a.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;sul fondo della Cappella, un uomo barbuto, nel fiore degli anni, si divincola per liberarsi di una nodosa rete che lo imprigiona, aiutato da un fanciullo alato. Si tratta del “Disinganno” opera dello scultore Francesco Queirolo e rappresenta Antonio di Sangro, padre del Principe Raimondo, il quale aiutato dalla ragione (il fanciullo) si libera dalla rete di delitti e di libertinaggio in cui si era invischiato.&lt;br /&gt;Il mistero che accomuna queste statue è dato comunque dall’apparente impossibilità anche per uno scultore espertissimo di ricoprire con veli e reti di marmo questi capolavori. Sembra quindi quasi certo che si tratti di un ulteriore prodigio dell’alchimista che sarebbe riuscito a “marmorizzare” con uno dei suoi procedimenti segreti, una rete e dei veli di corda e stoffa.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Con molta trepidazione scendiamo in un sotterraneo attraverso una scaletta a chiocciola ed affrontiamo l’inimmaginabile. Protette da due cabine di vetro vi sono due scheletri di una donna e di un uomo che conservano intatto il loro sistema venoso ed arterioso, gli organi interni, i vasi sanguigni ed i globi oculari. La donna era incinta e nel suo ventre si poteva vedere il feto. Dico “si poteva vedere” perché questo feto è misteriosamente scomparso da molto tempo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma chi erano questi due scheletri? Secondo le voci popolari si tratterebbe di due servi del Principe, e in una nota del 1766 si legge: “si veggono due Macchine Anatomiche, o, per meglio dire, due scheletri d'un maschio, e d'una femmina, ne' quali si osservano tutte le vene, e tutte le arterie de' Corpi umani, fatte per iniezione, che, per essere tutt'intieri, e, per la diligenza, con cui sono stati lavorati, si possono dire singolari in Europa”Sembrerebbe quindi che il Principe avesse iniettato in queste infelici creature, ancora vive, una sostanza che avrebbe metallizzato il loro sistema circolatorio e i loro organi. Ma quale sostanza? E con quale siringa considerato che questa invenzione avverrà cent’anni più tardi ad opera del chirurgo Carlo Pravaz? Mistero.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma forse è il caso di ricordare un altro episodio: come già detto il Principe era massone, anzi era un Gran Maestro ed i massoni fin dal 1738 erano stati scomunicati dal papa. Alcuni cardinali napoletani insieme con gli importanti padri gesuiti Pepe e Molinari che avevano invano cercato di costituire in Napoli una sede del Santo Uffizio (l’Inquisizione) sobillarono il popolo contro i massoni ed accusarono al re il Principe Raimondo. Recandosi a Roma per riferire al papa, alcuni alti prelati scomparvero. Cosa non inusuale per quei tempi considerate le numerose bande di briganti che assalivano i viaggiatori. Tuttavia tra la gente si diffuse la voce che Raimondo avesse fatto assassinare sette cardinali e con le loro ossa e la loro pelle avesse confezionato sette seggiole. Certo è che il principe ritrattò la sua fede massonica e ottenne le protezione del re.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Da allora e per tutto il resto della sua vita il principe si dedicò solo ai suoi studi di alchimia e di medicina. Compose una materia con proprietà analoghe a quelle del sangue di S. Gennaro, curò con successo con un siero di sua invenzione due moribondi: un certo Filippo Garlini e Luigi Sanseverino principe di Bisignano. Trasformò pezzetti di marmo in gemme di vari colori indistinguibili per durezza, peso e caratteristiche dagli originali.&lt;br /&gt;Abbandoniamo questi ricordi. Rientriamo nella Cappella salendo la solita scaletta e incappiamo nella tomba del Principe ricoperta da una lapide di marmo con una scritta latina in rilievo. E qui vi è un altro mistero: il corpo del principe è scomparso dal sarcofago. Quando e come nessuno lo sa.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sembra inoltre che nel 1771, quando morì, sia morto due volte. Avrebbe infatti scoperto un filtro prodigioso in grado di resuscitare i morti e deciso di sperimentarlo su di sé. Diede ordine ad un servo fedele di rinchiuderlo, dopo la morte, in una particolare cassa predisposta per il processo di rinascita. La cassa doveva essere aperta esattamente dopo sette giorni.&lt;br /&gt;Giunsero però gli eredi del principe che scacciarono il servo che si opponeva ed aprirono il baule prima del tempo. Il principe si sollevò dalla cassa e, con gli occhi sbarrati, lanciò un urlo orrendo e ricadde. Morto per la seconda volta.&lt;br /&gt;Usciamo, con un certo sollievo, dalla Cappella.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;N.B. è disponibile un interessante video cliccando &lt;a href="http://video.libero.it/app/play?id=94e73972d9a679332235c82d8f23c13f"&gt;qui.&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-4263732642279805292?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/4263732642279805292/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=4263732642279805292' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/4263732642279805292'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/4263732642279805292'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2008/01/tra-realt-e-mistero.html' title='Tra realtà e mistero'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R5x1-4jcMlI/AAAAAAAAATg/92Zj0eAGZ-I/s72-c/Il+pricipe+di+sangro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-7722412939913593646</id><published>2008-01-15T12:25:00.000+01:00</published><updated>2008-01-15T12:32:56.387+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ambiente'/><title type='text'>Spazzatura a Napoli. Il CNR ci dà la soluzione?</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R4yZy_a-7cI/AAAAAAAAASw/RRQqRTYr1aE/s1600-h/quartiereSpagnolo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5155664774729493954" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R4yZy_a-7cI/AAAAAAAAASw/RRQqRTYr1aE/s320/quartiereSpagnolo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Su segnalazione di uno scienziato italiano ho letto una relazione del CNR che potete trovare &lt;a href="http://www.cnr.it/cnr/news/CnrNews.html?IDn=1758"&gt;qui&lt;/a&gt; e che comunque copio e incollo integralmente:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;07/01/2008&lt;br /&gt;Rifiuti: arriva Thor, il sistema di riciclaggio ‘indifferenziato’&lt;br /&gt;Quanto sia oneroso e problematico il trattamento dei rifiuti, lo dimostra la “tragedia” della Campania alla quale media e istituzioni stanno prestando la loro allarmata attenzione in questi giorni. Ma i rifiuti solidi urbani, com’è noto, possono rappresentare anche una risorsa. In questa direzione va Thor, un sistema sviluppato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche insieme alla Società ASSING SpA di Roma, che permette di recuperare e raffinare tutti i rifiuti e trasformarli in materiali da riutilizzare e in combustibile dall’elevato potere calorico, senza passare per i cassonetti separati della raccolta differenziata.&lt;br /&gt;Un passo oltre la raccolta differenziata e il semplice incenerimento, con cui i rifiuti diventano una risorsa e che comporta un costo decisamente inferiore a quello di un inceneritore. Thor (Total house waste recycling - riciclaggio completo dei rifiuti domestici) è una tecnologia ideata e sviluppata interamente in Italia dalla ricerca congiunta pubblica e privata, che si basa su un processo di raffinazione meccanica (meccano-raffinazione) dei materiali di scarto, i quali vengono trattati in modo da separare tutte le componenti utili dalle sostanze dannose o inservibili.&lt;br /&gt;Come un ‘mulino’ di nuova generazione, l’impianto Thor riduce i rifiuti a dimensioni microscopiche, inferiori a dieci millesimi di millimetro. Il risultato dell’intero processo è una materia omogenea, purificata dalle parti dannose e dal contenuto calorifico, utilizzabile come combustibile e paragonabile ad un carbone di buona qualità.&lt;br /&gt;“Un combustibile utilizzabile con qualunque tipo di sistema termico”, aggiunge Paolo Plescia, ricercatore dell’Ismn-Cnr e inventore di Thor, “compresi i motori funzionanti a biodiesel, le caldaie a vapore, i sistemi di riscaldamento centralizzati e gli impianti di termovalorizzazione delle biomasse. Infatti, le caratteristiche chimiche del prodotto che viene generato dalla raffinazione meccanica dei rifiuti solidi urbani, una volta eliminate le componenti inquinanti sono del tutto analoghe a quelle delle biomasse, ma rispetto a queste sono povere in zolfo ed esenti da idrocarburi policiclici”. E’ possibile utilizzare il prodotto sia come combustibile solido o pellettizzato oppure produrre bio-olio per motori diesel attraverso la ‘pirolisi’. L’impianto è completamente autonomo: consuma infatti parte dell’energia che produce e il resto lo cede all’esterno.&lt;br /&gt;Il primo impianto THOR, attualmente in funzione in Sicilia, riesce a trattare fino a otto tonnellate l’ora e non ha bisogno di un’area di stoccaggio in attesa del trattamento; è completamente meccanico, non termico e quindi non è necessario tenerlo sempre in funzione, anzi può essere acceso solo quando serve, limitando o eliminando così lo stoccaggio dei rifiuti e i conseguenti odori. Inoltre, è stato progettato anche come impianto mobile, utile per contrastare le emergenze e in tutte le situazioni dove è necessario trattare i rifiuti velocemente, senza scorie e senza impegnare spazi di grandi dimensioni, con un costo contenuto: un impianto da 4 tonnellate/ora occupa un massimo di 300 metri quadrati e ha un costo medio di 2 milioni di euro.&lt;br /&gt;L’impianto può essere montato su un camion o su navi. In quest’ultimo caso, la produttività di un impianto imbarcato può salire oltre le dieci tonnellate l’ora e il combustibile, ottenuto dal trattamento, reso liquido da un ‘pirolizzatore’, può essere utilizzato direttamente dal natante o rivenduto all’esterno.&lt;br /&gt;“Un impianto di meccano-raffinazione di taglia medio-piccola da 20 mila tonnellate di rifiuti l’anno presenta costi di circa 40 euro per tonnellata di materiale”, spiega Paolo Plescia. “Per una identica quantità, una discarica ne richiederebbe almeno 100 e un inceneritore 250 euro. A questi costi vanno aggiunti quelli di gestione, e in particolare le spese legate allo smaltimento delle scorie e ceneri per gli inceneritori, o della gestione degli odori e dei gas delle discariche, entrambi inesistenti nel Thor. Quanto al calore, i rifiuti che contengono cascami di carta producono 2.500 chilocalorie per chilo, mentre dopo la raffinazione meccanica superano le 5.300 chilocalorie”.&lt;br /&gt;Un esempio concreto delle sue possibilità? “Un’area urbana di 5000 abitanti produce circa 50 tonnellate al giorno di rifiuti solidi”, informa il ricercatore. “Con queste Thor permette di ricavare una media giornaliera di 30 tonnellate di combustibile, 3 tonnellate di vetro, 2 tonnellate tra metalli ferrosi e non ferrosi e 1 tonnellata di inerti, nei quali è compresa anche la frazione ricca di cloro dei rifiuti, che viene separata per non inquinare il combustibile”. Il resto dei rifiuti è acqua, che viene espulsa sotto forma di vapore durante il processo di micronizzazione. Il prodotto che esce da Thor è sterilizzato perché le pressioni che si generano nel mulino, dalle 8000 alle 15000 atmosfere, determinano la completa distruzione delle flore batteriche, e, inoltre, non produce odori da fermentazione: resta inerte dal punto di vista biologico, ma combustibile”.&lt;br /&gt;Un’altra applicazione interessante di Thor, utile per le isole o le comunità dove scarseggia l’acqua potabile, consiste nell’utilizzazione dell’energia termica prodotta per alimentare un dissalatore, producendo acqua potabile e nello stesso tempo eliminando i rifiuti soldi urbani.&lt;br /&gt;Roma, 7 gennaio 2008 &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-7722412939913593646?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/7722412939913593646/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=7722412939913593646' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/7722412939913593646'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/7722412939913593646'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2008/01/spazzatura-napoli-il-cnr-ci-d-la.html' title='Spazzatura a Napoli. Il CNR ci dà la soluzione?'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R4yZy_a-7cI/AAAAAAAAASw/RRQqRTYr1aE/s72-c/quartiereSpagnolo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-4323852095886811606</id><published>2008-01-09T16:47:00.000+01:00</published><updated>2008-01-10T00:01:46.201+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><title type='text'>Basta con gli imbrogli. Stupidi e dannosi</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R4VSQ_a-7bI/AAAAAAAAASo/r65DY_OsoHE/s1600-h/Immagine%252B18.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5153615800451394994" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R4VSQ_a-7bI/AAAAAAAAASo/r65DY_OsoHE/s400/Immagine%252B18.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R4Ts3va-7aI/AAAAAAAAASg/dWhC0qTgvo4/s1600-h/Immagine%252B18.jpg"&gt;&lt;/a&gt;Ma è mai possibile che il numero degli imbecilli sia cresciuto fino a questo punto? Tra l'altro si è creata una catena involontaria perchè chi riceve la comunicazione che un neonato gravemente malato necessita di sangue è generosamente portato a diffondere la notizia!&lt;br /&gt;Poveri noi...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-4323852095886811606?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/4323852095886811606/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=4323852095886811606' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/4323852095886811606'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/4323852095886811606'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2008/01/basta-con-gli-imbrogli-stupidi-e.html' title='Basta con gli imbrogli. Stupidi e dannosi'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R4VSQ_a-7bI/AAAAAAAAASo/r65DY_OsoHE/s72-c/Immagine%252B18.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-3462548331877439088</id><published>2007-12-30T18:27:00.000+01:00</published><updated>2008-01-08T01:41:07.867+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><title type='text'>Bruno Contrada</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R3fc9Pa-7YI/AAAAAAAAASQ/POli_olIbjg/s1600-h/Bruno+Contrada.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5149827643591290242" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R3fc9Pa-7YI/AAAAAAAAASQ/POli_olIbjg/s320/Bruno+Contrada.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;Questo post, lo so bene, non piacerà a qualcuno e potrebbe anche crearmi dei fastidi, ma la mia coscienza di impone di affermare forte e chiaro quello che penso e quello in cui credo. Parlerò di uomini e della Giustizia. Molti di noi confidano solo nella Giustizia divina perché la giustizia degli uomini è una parola astratta e spesso il giusto e l’ingiusto si mischiano e si confondono indissolubilmente. I giudici poi, sono uomini, e in quanto tali anche loro sono soggetti a sbagliare.&lt;br /&gt;Dalla ricerca storica traiamo infiniti esempi di sentenze errate che hanno comportato la morte di persone innocenti. Nel 1507 il Consiglio dei Dieci, massimo organo giurisdizionale penale di Venezia, condannò a morte e fece giustiziare un innocente garzone di fornaio che, sotto tortura, aveva confessato di aver ucciso un uomo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;Di questo errore giudiziario conserviamo la relazione scritta da un antico giurista: &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;"Fue ritrovato in tempo di notte da Ministri in Venezia un cadavere con un coltello trentino in petto, appresso di cui stava in piedi osservandolo un Pistore, che teneva una vagina al fianco. Estratto da' Ministri il coltello dalla ferita, e fatta osservazione che s'accomodava aggiustatamente alla vagina del Pistore, fu condotto nella forza della Giustizia; posto alla tortura, e a forza di tormenti confessò il non commesso delitto, e stante la confessione pagò la pena non meritata con l'ultimo supplicio. Di lì a pochi giorni fu un bandito ritenuto con l'alternativa della forca. Questo avanti di morire si confessò reo di quell'homicidio e dichiarò l'infelice Pistore innocente. Per la stravaganza di tal caso decretò l'Eccelso Consiglio dei Dieci che qualunque volta, che si trattasse di materia di indizi in detto Eccelso Tribunale, dovesse dal Secretario esser ad alta voce aricordato il caso del Pistore."&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;Nel 1927 a Dedham, Massachusetts furono giustiziati mediante la sedia elettrica due italiani: Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti , con l'accusa dell’ omicidio di un contabile e di una guardia. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;Solo 50 anni dopo (!) venne riconosciuta la loro totale innocenza, gli errori processuali commessi, e la loro memoria venne riabilitata.&lt;br /&gt;Tutti ricordano, poi, il caso di Enzo Tortora, arrestato e ammanettato il 17 giugno 1983 con l'accusa di associazione per delinquere di stampo camorristico sulla base delle false dichiarazioni dei pregiudicati Giovanni Pandico, Giovanni Melluso e dell’assassino Pasquale Barra. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;Il 17 settembre 1985 Tortora venne condannato a dieci anni di carcere (in pratica furono l’arresto e la condanna che lo condurranno ad ammalarsi di tumore ed alla morte), e solo un anno dopo, il 15 settembre 1986, venne assolto con formula piena dalla corte d’Appello.&lt;br /&gt;Voglio parlare ora di Bruno Contrada: ne conosco personalmente il fratello che è stato mio collega di lavoro e so come la loro famiglia sia, da generazioni composta da gentiluomini di “vecchio stampo” fedeli e onesti servitori della legge e dello Stato.&lt;br /&gt;Oggi Bruno Contrada, nato nel 1931 si avvicina agli ottant’anni, è recluso nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere da sette mesi. E’ estremamente dimagrito e le sue condizioni di salute si aggravano ogni giorno: ai problemi cardiovascolari e all'enfisema polmonare che lo affliggono da tempo, si aggiungono il diabete e due ischemie. Ricoverato al Cardarelli di Napoli ha chiesto, contro il parere dei medici e con la dignità che da sempre lo distingue, di essere dimesso e di tornare in carcere. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Aggiungo che presso l'Ospedale Cardarelli è ricoverato, desolatamente solo, nel reparto detenuti, in una stanzetta di quattro metri per quattro e senza alcuna possibilità di movimento. Sarebbe invece suo pieno diritto, in forza delle sue passate qualifiche di Generale e di Prefetto, di essere preso in cura, come da lui sempre richiesto, dall'ospedale militare del Celio di Roma.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;Contrariamente a quanto riportato da alcuni organi di informazione non ha chiesto la grazia perché ritiene che un innocente non debba richiederla. Ovviamente il “condono”, che ha rimesso in libertà stupratori ed assassini feroci, non è stato applicato, probabilmente per motivi giuridici che non conosco, al detenuto Contrada.&lt;br /&gt;Bruno Contrada entrò nella Polizia di Stato nel 1958, trasferito su sua richiesta a Palermo nel 1973 divenne il Capo della Squadra Mobile e pochi anni dopo diresse la Criminalpol per la Sicilia Occidentale ottenendo rilevantissimi successi. Nel 1982 fu Capo di Gabinetto dell’Alto Commissariato per la lotta contro la mafia e nel 1986 venne trasferito a Roma al reparto operativo della direzione del SISDE.&lt;br /&gt;La vigilia di Natale del 1992 Bruno Contrada venne arrestato con l’accusa di “concorso esterno in associazione mafiosa” in base alle dichiarazioni di quattro criminali “pentiti”.&lt;br /&gt;Ma già il primo pentito ad accusare Contrada di collusione con la mafia fu Tommaso Buscetta nel 1984, il quale dichiarò:"Ho saputo da Rosario Riccobono che Contrada gli passava informazioni sulle operazioni della polizia". Il giudice istruttore Giovanni Falcone, che com’è noto univa ad una profonda conoscenza delle tecniche mafiose un’approfondita analisi di ogni denunzia, archiviò il caso.&lt;br /&gt;Anni dopo nel giorno dell'arresto di Bruno Contrada, il Capo della Polizia Vincenzo Parisi insieme con molti altri altissimi funzionari e prefetti, ne prese le difese, avanzando sospetti sui pentiti: "Contrada è un funzionario che ha sempre fatto il suo dovere e per quanto consta all'amministrazione si tratta di un uomo assolutamente irreprensibile".&lt;br /&gt;Il processo a carico di Contrada che rimase in carcere per trentuno mesi, fino al 31 luglio 1995, iniziò il 12 aprile 1994 e si concluse il 19 gennaio 1996, la documentazione raccolta dalla Procura ammontava a circa 32.000 pagine ed è forse lecito porsi la domanda su quale sia stato l’approfondimento di questi fascicoli da parte degli inquirenti o anche quante pagine siano state soltanto effettivamente lette. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;Comunque il 5 aprile 1996 venne condannato a 10 anni di reclusione in primo grado, ed &lt;strong&gt;assolto con formula piena dalla Corte d’ Appello il 4 maggio 2001.&lt;/strong&gt; Tuttavia, il 12 dicembre 2002, la Corte di Cassazione annullò la sentenza di secondo grado. Il nuovo processo, celebrato davanti a una diversa sezione della Corte di Appello di Palermo, si è concluso il 25 febbraio 2006 con la conferma della precedente condanna a 10 anni.&lt;br /&gt;Innumerevoli peraltro sono le meritorie operazioni di polizia e di lotta alla mafia ed alla criminalità organizzata dirette e portate a termine da Contrada nella sua lunga carriera; e solo nel periodo immediatamente precedente il suo arresto, sono a suo merito le seguenti operazioni:sequestri di persona sventati con l’arresto degli ideatori, decine di arresti di trafficanti di droga con sequestro di centinaia di chili di eroina e migliaia di chili di hashish, arresto di un’organizzazione mafiosa che faceva capo alle famiglie dei Cursoti, dei Madonia e dei Corleonesi, sequestro di beni mobili ed immobili, titoli di credito ed azioni che facevano capo a Totò Riina e Bernardo Provenzano.&lt;br /&gt;Questa è una delle ultime lettere inviate da Contrada al suo avvocato:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;&lt;em&gt;"All'inizio del sedicesimo anno del mio calvario intendo continuare ad urlare la totale estraneità alle infamanti accuse rivoltemi. Lo farò fino a quando avrò un filo di voce che mi permetterà di rivolgermi a qualsiasi Giudice disposto ad ascoltarmi. Per questo motivo non ho chiesto alcuna grazia, poiché questa riguarda i colpevoli.Voglio quindi rasserenare gli animi dei parenti delle vittime della mafia che hanno manifestato le loro opinioni senza conoscere personalmente l'uomo Bruno Contrada e quello che lui ha compiuto nella lotta contro la mafia.Spero così che i toni di questi giorni vengano smorzati e ringrazio coloro che hanno creduto e credono in me ".&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Da parte mia, così, a pelle, reputo Bruno Contrada una vittima della mafia e un servitore dello Stato ingiustamente condannato e spero che almeno in questo caso non sia un’ulteriore condanna a morte. Così come, a pelle ed a ragione, ritenevo innocente Enzo Tortora quando quasi tutti lo condannavano.&lt;br /&gt;Auguro a Bruno che il 2008 possa essere l’anno in cui venga riconosciuta la sua innocenza e gli venga restituito l’onore e le dignità di cui è stato privato.Chi volesse approfondire il caso Contrada potrà consultare il suo &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.brunocontrada.info/"&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;blog&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt; o quello del giornalista Giorgio &lt;/span&gt;&lt;a href="http://casocontrada.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;Salvo&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt; che ha seguito personalmente tutte le udienze del processo o altre informazioni disponibili su &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.cristianolovatelliravarinonews.com/articoli/contrada.html"&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;internet&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;la foto è tratta da La Repubblica.it&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Chi volesse firmare una petizione per la riabilitazione del dottor Contrada può cliccare &lt;a href="http://www.petitiononline.com/contrada/petition.html"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-3462548331877439088?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/3462548331877439088/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=3462548331877439088' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/3462548331877439088'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/3462548331877439088'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2007/12/bruno-contrada.html' title='Bruno Contrada'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R3fc9Pa-7YI/AAAAAAAAASQ/POli_olIbjg/s72-c/Bruno+Contrada.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-9200088923159782994</id><published>2007-12-26T17:11:00.000+01:00</published><updated>2008-01-08T01:41:29.511+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesie'/><title type='text'>La notte di Natale - di Guido Gozzano</title><content type='html'>- Consolati, Maria, del tuo pellegrinare!&lt;br /&gt;   Siam giunti. Ecco Betlemme ornata di trofei.&lt;br /&gt;   Presso quell'osteria potremo riposare,&lt;br /&gt;   ché troppo stanco sono e troppo stanca sei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il campanile scocca&lt;br /&gt;lentamente le sei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Avete un po' di posto, o voi del Caval Grigio?&lt;br /&gt;   Un po' di posto per me e per Giuseppe?&lt;br /&gt;- Signori, ce ne duole: è notte di prodigio;&lt;br /&gt;   son troppi i forestieri; le stanze ho piene zeppe&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il campanile scocca&lt;br /&gt;lentamente le sette.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Oste del Moro, avete un rifugio per noi?&lt;br /&gt;   Mia moglie più non regge ed io son così rotto!&lt;br /&gt;- Tutto l'albergo ho pieno, soppalchi e ballatoi:&lt;br /&gt;   Tentate al Cervo Bianco, quell'osteria più sotto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il campanile scocca&lt;br /&gt;lentamente le otto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- O voi del Cervo Bianco, un sottoscala almeno&lt;br /&gt;   avete per dormire? Non ci mandate altrove!&lt;br /&gt;- S'attende la cometa. Tutto l'albergo ho pieno&lt;br /&gt;   d'astronomi e di dotti, qui giunti d'ogni dove.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il campanile scocca&lt;br /&gt;lentamente le nove.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Ostessa dei Tre Merli, pietà d'una sorella!&lt;br /&gt;   Pensate in quale stato e quanta strada feci!&lt;br /&gt;- Ma fin sui tetti ho gente: attendono la stella.&lt;br /&gt;   Son negromanti, magi, persiani, egizi, greci...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il campanile scocca&lt;br /&gt;lentamente le dieci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Oste di Cesarea... - Un vecchio falegname?&lt;br /&gt;   Albergarlo? Sua moglie? Albergarli per niente?&lt;br /&gt;   L'albergo è tutto pieno di cavalieri e dame&lt;br /&gt;   non amo la miscela dell'alta e bassa gente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il campanile scocca&lt;br /&gt;le undici lentamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   La neve! - ecco una stalla! - Avrà posto per due?&lt;br /&gt;- Che freddo! - Siamo a sosta - Ma quanta neve, quanta!&lt;br /&gt;   Un po' ci scalderanno quell'asino e quel bue...&lt;br /&gt;   Maria già trascolora, divinamente affranta...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il campanile scocca&lt;br /&gt;La Mezzanotte Santa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È nato!Alleluja! Alleluja!&lt;br /&gt;È nato il Sovrano Bambino.&lt;br /&gt;La notte, che già fu sì buia,&lt;br /&gt;risplende d'un astro divino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Orsù, cornamuse, più gaie&lt;br /&gt;suonate; squillate, campane!&lt;br /&gt;Venite, pastori e massaie,&lt;br /&gt;o genti vicine e lontane!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sete, non molli tappeti,&lt;br /&gt;ma, come nei libri hanno detto&lt;br /&gt;da quattro mill'anni i Profeti,&lt;br /&gt;un poco di paglia ha per letto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quattro mill'anni s'attese&lt;br /&gt;quest'ora su tutte le ore.&lt;br /&gt;È nato! È nato il Signore!&lt;br /&gt;È nato nel nostro paese!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-9200088923159782994?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/9200088923159782994/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=9200088923159782994' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/9200088923159782994'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/9200088923159782994'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2007/12/la-notte-di-natale-di-guido-gozzano.html' title='La notte di Natale - di Guido Gozzano'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-9136128065704971463</id><published>2007-12-23T15:43:00.000+01:00</published><updated>2007-12-23T15:46:20.124+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><title type='text'>il blog compie 10 anni. Auguri!</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R250fPa-7XI/AAAAAAAAASI/7G3dUllEYLo/s1600-h/Jorn_Barger_2005.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5147179504195530098" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R250fPa-7XI/AAAAAAAAASI/7G3dUllEYLo/s320/Jorn_Barger_2005.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Sono passati dieci anni da quel 23 dicembre 1997 in cui, per la prima volta al mondo, venne pubblicato il primo BLOG.&lt;br /&gt;Ciò avvenne ad opera di Jorn Barger (nella foto) nato a Yellow Spring nell' Ohio nel 1953. Si dice sia stato lui a coniare il termine Weblog (da cui Blog) per descrivere il processo di navigare attraverso il Web e di scrivere una sorta di "diario".&lt;br /&gt;I suoi scritti, talvolta accusati di antisemitismo, spaziarono dalla letteratura ( ha scritto parecchio su James Joice) alla tecnica ed alla intelligenza artificiale.&lt;br /&gt;Barger iniziò con dei brevi commenti nel suo sito denominato Robot Wisdom cui seguirono articoli sempre più approfonditi in vari campi; dalla tecnologia, al commercio, alla religione, alla caccia.&lt;br /&gt;In Italia i primi blog iniziarono nel 2001 grazie ai servizi gratuiti dedicati forniti da parte di numerosi ISP (Internet Service Provider).&lt;br /&gt;Il blog è divenuto oggi un fenomeno di massa, una comunità virtuale di milioni di persone nella quale ognuno può esprimersi come meglio crede ed entrare in comunicazione con altri, spesso territorialmente lontani, ma altrettanto spesso vicini nella condivisione di pensieri, emozioni ed idee. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nascono e scompaiono amicizie, conflitti, rivalità ed anche, sovente, veri e propri rapporti di intimità e confidenza molto più reali e appaganti di quelli che si possono talvolta avere con i propri familiari o con gli amici personali.&lt;br /&gt;Colgo pertanto la felice coincidenza di questo decennale del Blog con le feste natalizie e di fine anno per inviare un riconoscente saluto a tutti gli ISP italiani (sono oltre 100) e un affettuoso saluto ed augurio a tutta l'immensa comunità dei bloggers. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-9136128065704971463?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/9136128065704971463/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=9136128065704971463' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/9136128065704971463'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/9136128065704971463'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2007/12/il-blog-compie-10-anni-auguri.html' title='il blog compie 10 anni. Auguri!'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R250fPa-7XI/AAAAAAAAASI/7G3dUllEYLo/s72-c/Jorn_Barger_2005.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-7763815865239974839</id><published>2007-12-19T02:02:00.000+01:00</published><updated>2007-12-21T00:02:54.477+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ambiente'/><title type='text'>'O Vesuvio - A Capodanno -10 cose da gettar via</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R2hwUfa-7WI/AAAAAAAAASA/dQwUc_31e74/s1600-h/vesuvio.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5145486071605161314" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R2hwUfa-7WI/AAAAAAAAASA/dQwUc_31e74/s320/vesuvio.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La vulcanica Lady &lt;a href="http://infondoaimieiocchi.blog.tiscali.it/"&gt;Info&lt;/a&gt; benché non sia ancora arrivato il Natale già pensa a cosa getterà dalla finestra a Capodanno.&lt;br /&gt;E poiché le piace fruculiare 'a mazzarella 'e San Giuseppe ha invitato alcuni amici, tra cui il sottoscritto, a fare altrettanto e a citare 10 oggetti (o persone) da rottamare.&lt;br /&gt;Bene, non sono sicuro che la proposta mi dispiaccia perché avrei diverse idee al riguardo... mi sembra, però, che la "rottamazione" sia circoscritta a ciò che è contenuto nella propria abitazione e questo mi limita molto perché pensavo ad alcuni politici (nazionali e non), ad alcuni esponenti italioti del Ku-Klux-Clan (preciso che: italioti = italiani+idioti), ad alcuni "boss" delle varie mafie, inclusi banchieri, faccendieri, imprenditori che si arricchiscono col lavoro nero o con impianti privi di qualsiasi sicurezza, e così via.&lt;br /&gt;Vedo però che sto cadendo nel "sociale" e questo non rientra nel tema giocoso che è stato proposto. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Allora vediamo un po'.&lt;br /&gt;Intanto non getterei nulla fuori dalla finestra sia perché, anche se un po' carogna, sono una persona bene educata, sia perché di "monnezza" per strada ne abbiamo già qualche milione di tonnellate, e quindi... IDEA! Il Vesuvio!&lt;br /&gt;Sì, il cratere del Vesuvio va benissimo, la lava fumante distrugge tutto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;1- Intanto avrei una inutile raccolta di un centinaio di floppy, no, non quelli piccoli e ancora utili, sai? Quelli vecchi ma proprio vecchi: quelli quadrati da 5 pollici e un quarto. Io li prendo per gettarli ma poi mi fanno pena e li rimetto a posto. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;2 -Una cinepresa superotto guasta e inutilizzabile, però... quanti ricordi. Meglio di no. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;3 -Poi potrei...vi prego...potrei rottamare il marito della inquilina a fianco che, quando pesta i numerosi escrementi di cani di cui è disseminata la strada, si pulisce i piedi (scarpe 45) sul mio stuoino, lasciando il suo tappetino immacolato? &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;4 -Vittorio Sgarbi e Cecchi Paone. So' diventati du' palleee. E non possono servire manco per l'albero di Natale. Come? Non si puooo? E perchè? &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;5 - Le sigarette... eh sì. 'Na parola... faranno anche male ma guardo e leggo Andrea Camilleri (c'iavrà 90 anni, no?) che fuma come dieci turchi ma scrive da padreterno e... accendo una sigaretta e mi consolo. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;6 - L'astuccio degli occhiali. Siccome uso quelle leggerissime e fragilissime lenti con montatura al titanio, l'ottico, per proteggerle, mi ha fornito un tremendo astuccio rigido, a scatto, che è peggio di una trappola per orsi e che mi avrà già morso con gusto le dita una decina di volte. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;7 - Le scarpe del matrimonio. Usate solo una volta (eh sì ce l'ho ancora). Costarono una fortuna, nere, in vera pelle (umana?) lucida e... tremendamente a punta! Torturarono selvaggiamente le mie povere estremità per un'intera giornata. I parenti mi guardavano e commentavano "guarda com'è commosso.." - Ma quale commosso del cavolo! soffrivo come un cane e avrei voluto lanciare ululati alla Fantozzi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;8 - Il cappello Borsalino. Odddio, il cappello Borsalino..."mettiti il cappello, chè fa freddo" Ogni anno riciccia fuori dall'armadio. A parte il fatto che quando lo metto mi sembra di essere Humphrey Bogart in Casablanca e mi sento ridicolo, il fatto è che, o si è ristretto perchè ha preso l'acqua o è la mia testa che si è allargata per dare maggiore spazio al mio brillante cervello. Certo che quando lo metto (praticamente mai) comprendo le sofferenze degli antichi Re alle prese con la corona ferrea. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;9 - La sciarpa della nonna. Orrenda, mostruosa sciarpa di lana che punge e pizzica peggio che se fosse fatta di ortiche. Ho provato a nasconderla ovunque, in fondo ai cassetti, sotto il materasso... ma la trovano sempre, purtroppo. Sempre.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;10 -Poi un... eh, un momento, mi chiamano al telefono....&lt;br /&gt;Sì, chi è?&lt;br /&gt;Blablabla..&lt;br /&gt;Ah, signora sindaco che dispiacere, cioè, che piacere ....&lt;br /&gt;Blablabla..&lt;br /&gt;Come? No signora, la ringrazio ma non mi pare di averle data una buona idea.&lt;br /&gt;Blablablabla...&lt;br /&gt;Scusi sindaco, ma sta dicendo una cazz. Ehm, una sciocchezzuola...&lt;br /&gt;Blablablablabla...&lt;br /&gt;ma sindaco io intendevo alcuni miei piccoli oggetti personali che non....&lt;br /&gt;Blablablablablabla....&lt;br /&gt;Signora, ma si rende conto che lei parla di milioni di tonnellate di spazz....&lt;br /&gt;Blablablablablablablabla....&lt;br /&gt;Ma non pensa all'inquinamento? e poi quella povera gente dei comuni vesuviani... e se il vulcano si sveglia ed erutta succederebbe che....&lt;br /&gt;Blablablablablablablablabla....&lt;br /&gt;Signora, senta, ma vada affa...&lt;br /&gt;Chiudo. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Info, ti prego scusami ma le circostanze...ehm... non mi consentono di gettare altro. Hai già capito chi sta al decimo posto ma... Sono certo che comprenderai. Inoltre la situazione puzza. Eh sì, puzza molto e quindi...mi fermo qui.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-7763815865239974839?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/7763815865239974839/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=7763815865239974839' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/7763815865239974839'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/7763815865239974839'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2007/12/o-vesuvio-capodanno-10-cose-da-gettar.html' title='&apos;O Vesuvio - A Capodanno -10 cose da gettar via'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R2hwUfa-7WI/AAAAAAAAASA/dQwUc_31e74/s72-c/vesuvio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-1552904626014594358</id><published>2007-12-14T18:49:00.000+01:00</published><updated>2007-12-15T00:22:47.446+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Avvertimenti'/><title type='text'>Pronto? Qui ENEL...</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R2LFTva-7VI/AAAAAAAAAR4/psfi7v5goOU/s1600-h/Enel.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5143890667348356434" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R2LFTva-7VI/AAAAAAAAAR4/psfi7v5goOU/s320/Enel.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Squilla il telefono.&lt;br /&gt;. Pronto?&lt;br /&gt;. Pronto, parlo con il signor Borgoantico? (è una gentile e ben modulata voce femminile).&lt;br /&gt;. Sì, chi è lei?&lt;br /&gt;. Qui ENEL, stiamo chiamando per sottoporle un piano di risparmio che le consentirà di pagare meno l’energia elettrica. Se lei si impegna a restare due anni con noi, il costo della sua bolletta che varia da 9,90 centesimi per Kwh fino a 11,15 centesimi per Kwh, scenderà ad 8,60 centesimi e resterà fisso per tutto il periodo.&lt;br /&gt;Sono perplesso. La proposta è allettante, un risparmio di oltre il 13%.&lt;br /&gt;. Signorina, scusi, ma come mai questa riduzione?&lt;br /&gt;. Veda, l’energia elettrica è stata liberalizzata e noi, per favorire i nostri clienti ed evitare che si rivolgano ad altri gestori stiamo offrendo questa opportunità.&lt;br /&gt;. Umh, quindi sarebbe una campagna di fidelizzazione?&lt;br /&gt;. Esattamente!&lt;br /&gt;Be’. La cosa sembra plausibile e interessante, quasi quasi….&lt;br /&gt;· Signorina, e che cosa bisogna fare per avere questa tariffa?&lt;br /&gt;· Praticamente nulla. Verrà da lei un nostro incaricato per farle firmare un nuovo contratto ENEL.&lt;br /&gt;· Capisco. Però io pago la bolletta tramite RID bancario, dovrò rifare la pratica…&lt;br /&gt;· Assolutamente no. Tutto resterà come prima. Abbiamo un nostro incaricato in zona che può venire da lei domani. A che ora le fa comodo?&lt;br /&gt;· Potrebbe venire verso le 11. Ma questo incaricato ha un tesserino di riconoscimento?&lt;br /&gt;· Certamente! Anzi le dico pure come si chiama, è il signor Tranquillo.&lt;br /&gt;· Va bene.&lt;br /&gt;· Grazie e arrivederci.&lt;br /&gt;Depongo il telefono. Sono perplesso. Ma se giornali e TV ci stanno terrorizzando ogni giorno con i prossimi rincari di luce, gas, treni, spazzatura, generi alimentari e così via… com’è che l’ENEL riduce le tariffe? E poi chi cavolo lo conosce questo signor Tranquillo? E poiché io, tranquillo non sono, telefono all’ENEL. Dopo i consueti: - prema 1, prema 2, prema 3 etc. del risponditore automatico, e dopo qualche minuto di attesa, ecco il miracolo: una voce umana.&lt;br /&gt;. Pronto, qui ENEL, sono Licia. Posso aiutarla?&lt;br /&gt;Dopo averle fornito, a richiesta, tutti i miei dati di utente, le spiego la conversazione avuta e le chiedo se effettivamente l’ENEL stia inviando in giro questo signor Tranquillo per modificare i contratti.&lt;br /&gt;Ebbene NO.&lt;br /&gt;La gentile Licia mi spiega che l’ENEL non manda in giro nessuno e che ogni eventuale comunicazione viene inserita solo e soltanto nella bolletta. Mi spiega anche che l’ENEL si è scissa, ed oltre all’ENEL tradizionale c’è un’altra ENEL che opera sul libero mercato e che potrebbe anche agire così. Attenzione però ad eventuali variazioni dei costi fissi…&lt;br /&gt;. Ma come signorina, un’altra ENEL? E quale sarebbe la differenza?&lt;br /&gt;. In pratica si tratta di un altro gestore e di un contratto diverso, così come è avvenuto per la Telecom quando sono entrati nel mercato altri gestori. Inoltre mentre il nostro logo è quella specie di alberello che lei vede sulla bolletta, quello di quest’altra ENEL è diverso.&lt;br /&gt;Ringrazio e riattacco. Che casino! Sì, d’accordo, oltre alla Telecom ci sono altri gestori ma ognuno di loro ha tanto di nome e cognome diverso. Come cacchio fa il povero cittadino a distinguere tra ENEL A ed ENEL B? E poi chi mi garantisce che questo signor Tranquillo non sia uno dei tanti lestofanti che girano per le città e truffano gli sprovveduti?&lt;br /&gt;Ho deciso. Se mai questo signor Tranquillo dovesse bussare alla porta, in casa mia non entrerà mai. E se insiste chiamerò i carabinieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E questo è tutto cari amici blogger. Ogni cosa, salvo i nomi di fantasia, è rigorosamente esatta. Chi volesse maggiori informazioni sulle tariffe e i costi di questa seconda Enel può cliccare &lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/includes2007/frameSole.html?http://www.enelenergia.it"&gt;qui&lt;/a&gt;. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Comunque state sempre in guardia e buon Natale!&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-1552904626014594358?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/1552904626014594358/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=1552904626014594358' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/1552904626014594358'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/1552904626014594358'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2007/12/pronto-qui-enel.html' title='Pronto? Qui ENEL...'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R2LFTva-7VI/AAAAAAAAAR4/psfi7v5goOU/s72-c/Enel.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-6806910981520453222</id><published>2007-12-07T18:39:00.000+01:00</published><updated>2007-12-12T15:52:06.810+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Meme'/><title type='text'>Thinking Blogger Award</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R1maZb-yntI/AAAAAAAAARg/9FJr4pVR4_A/s1600-h/thinkingbloggerpf8.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5141310211418660562" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R1maZb-yntI/AAAAAAAAARg/9FJr4pVR4_A/s320/thinkingbloggerpf8.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Oggi, nell'aprire il mio blog ho avuto due sorprese: la prima, che il blog si è riconvertito alla lingua inglese e non c'è verso per farlo tornare all'italiano; la seconda, molto più piacevole, è stata la mia inclusione tra i blogger meritevoli dello &lt;strong&gt;Thinking Blogger Award&lt;/strong&gt; da parte di uno tra i bloggers più simpatici e seguiti di questa piattaforma: &lt;a href="http://binario19.blogspot.com/"&gt;MasterMax&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Questo riconoscimento comporta l'impegno di segnalare, a propria volta, non più di cinque nominativi cui conferire lo stesso riconoscimento. E qui casca l'asino! Intanto non possiedo le capacità e l'esperienza informatica di Max e quindi non vorrei commettere errori nell'includere i vari Link, inoltre è estremamente difficile e frustrante selezionare solo cinque persone tra le innumerevoli che, a mio avviso, avrebbero tutti i titoli per essere nominati. Mi consola il pensiero che ognuno dei cinque dovrà, a sua volta, nominarne altrettanti (e quindi si arriva a 25 che è un giusto numero) ma, d'altro canto, mi auguro che la cosa finisca lì evitando una specie di esplosione atomica a catena. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Bene, mi butto. Per prima cosa voglio dire che tutti i bloggers da me citati avranno una primaria caratteristica in comune: l'intelligenza. Inoltre ognuno di loro ha anche un'altra peculiarietà: i loro post fanno riflettere, fanno pensare, non sono mai o quasi mai frivoli, stucchevoli o noiosi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mi sembra quindi di aver così rispettata la regola primaria (5 Blogs That Make Me Think') e le tre regole base di questo meme:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;1) partecipare al meme solo se si è stati nominati.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2) lasciare un link al post originario inglese ( ed eccolo &lt;a href="http://www.thethinkingblog.com/2007/02/thinking-blogger-awards_11.html"&gt;qui&lt;/a&gt; )&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;3) inserire nel post il logo dello 'Thinking Blogger Award'&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ed ora ecco le mie nominations:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://louiseblog-elle.blogspot.com/"&gt;Elle&lt;/a&gt; - è uno spirito libero che scrive con sapiente ironia bellissimi racconti ricchi di sensualità e di erotismo. Spendide anche le foto che arricchiscono i post.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://penultimi.blog.tiscali.it/"&gt;Mio capitano&lt;/a&gt; - è uno splendido scrittore sia di romanzi che di post sempre interessanti ed avvincenti. Cerca di descrivere con distaccato sarcasmo alcuni aspetti della vita ma, sotto sotto, se ne lascia coinvolgere.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://stregagatta.blog.tiscali.it/"&gt;Stregagatta&lt;/a&gt; - romantica e sognatrice vorrebbe vivere in un'altra epoca ma viene inevitabilmente coinvolta dall'attuale. Deliziosa nella descrizione di certi personaggi o di certe situazioni, cela, senza riuscirci, un carattere passionale con spunti di malinconia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://soleluna.blog.tiscali.it/"&gt;Michelle&lt;/a&gt; - un blog in cui eleganza, magia e fantasia la fanno da padroni . I suoi post raffinati, aerei e solo apparentemente semplici vanno letti, riletti e meditati.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://disordinatamente.blog.tiscali.it/"&gt;Antonio76&lt;/a&gt; - non avrei voluto nominarlo perchè è già abbastanza megalomane di suo, ma come fare? è impossibile non nominare questo giovane vulcano. Ama la sua donna, lo sport, il cinema, il disegno, scrive racconti di eccezionale bellezza e complessità, si interessa di tutto con passione ed altruismo, sempre pronto a difendere i deboli e gli oppressi sia sul blog che nella vita. Come diceva un titolo costante della vecchia rivista "Selezione" è una persona che non dimenticherò mai.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il meme è finito. E sono rimaste fuori alcune delle persone che mi sono più care tra le quali una in particolare che non potrei comunque nominare perchè il suo è un blog universale che non ha bisogno di "Awards".&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-6806910981520453222?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/6806910981520453222/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=6806910981520453222' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/6806910981520453222'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/6806910981520453222'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2007/12/thinking-blogger-award.html' title='Thinking Blogger Award'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R1maZb-yntI/AAAAAAAAARg/9FJr4pVR4_A/s72-c/thinkingbloggerpf8.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-1963138453207736712</id><published>2007-12-03T19:26:00.000+01:00</published><updated>2007-12-03T19:53:48.366+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Costume'/><title type='text'>Educazione sessuale. Sì, ma quale?</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R1RNnr-ynsI/AAAAAAAAARY/Jmzi2oT8b4Q/s1600-R/foto_bambini_14x.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5139818418952904386" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R1RNnr-ynsI/AAAAAAAAARY/JSEtky0zt2M/s320/foto_bambini_14x.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Due commenti, uno di &lt;a href="http://infondoaimieiocchi.blog.tiscali.it/"&gt;Info&lt;/a&gt; e l'altro di &lt;a href="http://gabbia.blog.tiscali.it/"&gt;Giovanna&lt;/a&gt; mi hanno dato lo spunto per qualche riflessione sull'educazione sessuale dei nostri figli.&lt;br /&gt;Già, educare, essere genitori, non è proprio facilissimo. Fortunatamente, nella maggior parte dei casi è istintivo. Non occorre studiare i vari manuali degli "esperti" (ma esperti di che?). Bisogna dare amore, affetto, comprensione e educazione. Quest'ultima è forse la cosa più difficile. Importante è, innanzi tutto, dare il buon esempio in famiglia: evitare di mentire, evitare di picchiare, evitare di gridare, evitare di minacciare e saper ben calibrare la correzione degli errori ed il premio per il comportamento adeguato.&lt;br /&gt;Non occorre profondersi in regali ma è sufficiente dare una carezza e dire sei stato bravo. Essere autorevoli e non autoritari, e soprattutto essere coerenti e fermi nelle decisioni. Non si debbono fare promesse o anche minacce, se non si è certi di mantenerle in ogni caso ed a qualsiasi costo. Particolarmente delicata è l'educazione sessuale. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Occorre ricordare che gli stimoli sessuali sono presenti fin dalla nascita. Secondo Freud anche l'atto del defecare comporta per il neonato una sensazione di piacere. Crescendo, il bimbo manifesterà probabilmente fin dai primissimi anni dei comportamenti masturbatorii. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sono fasi assolutamente naturali che non bisogna colpevolizzare né evidenziare. Sarà sufficiente lasciare che la natura segua il suo corso e, se necessario, distrarre il bimbo o la bimba interessandolo a qualche gioco, ad una passeggiata o a qualsiasi altro interesse senza dare alcun peso a ciò che stava facendo.&lt;br /&gt;Crescendo sarà il bimbo stesso a porre delle domande cui bisognerà rispondere con sincerità e semplicità evitando le solite stupidaggini della cicogna o dei cavoli, o la solita frase "sei troppo piccolo per capire". Anche la consueta perifrasi dell'ape e del fiore mi sembra sciocca e poco comprensibile, anche perché i nostri bimbi di api e di fiori ne avranno visti ben pochi.&lt;br /&gt;Io direi che tutta la vita nasce da un seme, e che chi riceve quel seme lo fa crescere e diventare vivo. I bimbi sono generalmente felici di sapere che nella pancia della madre c'è un fratellino che cresce e non si stupiscono affatto.&lt;br /&gt;Esempio pratico è mettere un fagiolo nella terra umida e far vedere, dopo qualche giorno, come da quel seme sia nata una pianta.&lt;br /&gt;Certo, crescendo il bimbo andrà a scuola e molti ritengono che anche la scuola debba interessarsi di educazione sessuale. Io una volta ero favorevole, ma ora sono molto incerto. Chi ci garantisce che vi siano insegnanti sensibili, professionalmente preparati e all'altezza della situazione?&lt;br /&gt;Ho letto recentemente un articolo sull'educazione sessuale in Germania che mi ha fatto rabbrividire e che qui vi riporto nelle sue grandi linee. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Secondo quanto scrive la tedesca Gabriele Kuby nella rivista "Tempi", il ministro per la famiglia Ursula von der Leyen, si è battuta per la statalizzazione dell'educazione dei bambini attraverso la sostituzione della madre con asili nido per garantire una migliore assistenza professionale.&lt;br /&gt;Dopo aver accolti questi bimbi lo Stato si preoccupa di "sessualizzarli" attraverso la Centrale Federale per l'istruzione sanitaria, la BZgA che propone un Vademecum sull'educazione sessuale da uno a tre anni dove padri e madri sono invitati a "&lt;span style="color:#990000;"&gt;unire il necessario al piacevole, solleticando, accarezzando, coccolando il bambino quando lo si lava, nei più diversi punti del corpo&lt;/span&gt;" mentre per la scuola materna &lt;span style="color:#990000;"&gt;si invitano le bambine a guardare e toccare il loro corpo, a scoprire, solleticandoli, i loro organi genitali&lt;/span&gt;. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;A nove anni comincia l'iniziazione alla contraccezione, con relativa "&lt;em&gt;esercitazione&lt;/em&gt;".&lt;br /&gt;Dopo i dieci anni si affrontano e si propagandano stili di vita omosessuali, bisessuali e transessuali. L'articolo della Kuby si conclude con un "&lt;strong&gt;svegliamoci&lt;/strong&gt;" che mi sembra estremamente appropriato. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Secondo il mio parere di "non esperto" queste pratiche sono morbose, pericolose, diseducative e allucinanti e non manderei mai i miei figli in una scuola dove "questa" fosse l'educazione sessuale.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-1963138453207736712?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/1963138453207736712/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=1963138453207736712' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/1963138453207736712'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/1963138453207736712'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2007/12/educazione-sessuale-s-ma-quale.html' title='Educazione sessuale. Sì, ma quale?'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R1RNnr-ynsI/AAAAAAAAARY/JSEtky0zt2M/s72-c/foto_bambini_14x.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-7114503869674446032</id><published>2007-11-24T15:43:00.000+01:00</published><updated>2007-11-24T15:46:42.655+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><title type='text'>LO STUPRO</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R0g5F8kuL0I/AAAAAAAAARI/rIVQZLRLKHc/s1600-h/StuproBig-thumb.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5136418149338328898" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R0g5F8kuL0I/AAAAAAAAARI/rIVQZLRLKHc/s320/StuproBig-thumb.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Sono un pacifista e credo anche di essere abbastanza mite, ma se c'è una cosa che mi sconvolge e mi fa salire il sangue alla testa è la violenza. Ed ancor più se si tratta di una violenza sulle indispensabili compagne della nostra vita: le donne.&lt;br /&gt;Il 25 novembre è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne.&lt;br /&gt;Non so quale impatto sull'opinione pubblica possano ancora avere queste ricorrenze. Temo che in questo mondo massificato, stordito, individualista, indifferente e corrotto ne possa avere ben poco. Eppure lo stupro è uno dei crimini più feroci e inqualificabili che si possano immaginare e dovrebbe scuotere nel profondo l'animo delle persone.&lt;br /&gt;Ma le persone hanno ancora un'anima? Hanno ancora rispetto per sé stessi e per le loro gentili compagne di viaggio?&lt;br /&gt;Quando riprenderanno, se mai lo faranno, a pensare e a ragionare non con la brutalità dei sensi, ma con la mente e soprattutto col cuore?&lt;br /&gt;L'educazione, la morale, il sentimento, sembrano purtroppo scomparsi in molte, troppe persone e chi si permette di parlarne viene subito tacciato di essere, nel migliore dei casi un ottuso conservatore retrogrado, e nel peggiore uno sporco fascista.&lt;br /&gt;Ma vogliamo cominciare a renderci conto della realtà? Quella vera, non quella degli spot televisivi o delle estrose teorie americaneggianti.&lt;br /&gt;Le statistiche sono allucinanti: nel solo 2006 un milione e quattrocentomila fanciulle al di sotto dei sedici anni hanno subito uno stupro (statistiche ISTAT) , e ben sappiamo come queste statistiche non rappresentino che una piccola parte di ciò che realmente accade. Tra l'altro oltre il 90% di questi crimini avviene in famiglia o nell'ambito di parenti o conoscenti.&lt;br /&gt;La stampa e i media danno invece ampio risalto solo ai casi in cui lo stupro è dovuto ad estranei o a stranieri, e ci si dimentica che questo avviene solo nel 6% dei casi, ma tanto basta per ingigantire le cose, e aizzare l'opinione pubblica contro chiunque sia, anche minimamente diverso da noi per la lingua, la religione o il colore della pelle!&lt;br /&gt;Ci rendiamo conto che, sempre secondo le statistiche ufficiali la prima causa di morte delle donne tra i 14 e i 44 anni non è dovuta alle malattie, al cancro o alle cause accidentali, bensì è conseguenza della violenza subita da parte di un uomo?&lt;br /&gt;E' avvilente pensare quanto poco aiuto ci venga da parte degli educatori, dei pedagoghi e da coloro che dovrebbero amministrare la giustizia. Le leggi ci sono, ed anche moderatamente severe. Ma quand'è che la magistratura si ricorderà di applicarle?&lt;br /&gt;Risulta che neanche il 25% degli autori dei fatti che vengono denunciati vanno in giudizio e di questi meno dell' 8% subisce una condanna che, nella maggior parte dei casi non comporta neppure la reclusione.&lt;br /&gt;La situazione è assolutamente sconfortante. Mi si chiederà "ma tu non hai fiducia nella magistratura?" ed io, a differenza di tutti gli indagati che con espressione innocente ribadiscono la loro assoluta fiducia, rispondo con forza "No. Non ne ho affatto!"&lt;br /&gt;Come posso aver fiducia in una magistratura che al suo più alto livello: "la Cassazione", annulla la condanna di un istruttore di guida, violentatore, perché la violentata portava i jeans e quindi "è impossibile sfilare i jeans se la vittima si oppone con tutte le sue forze".&lt;br /&gt;E come è possibile aver fiducia nelle leggi e nella magistratura se i genitori sono stati privati di qualsiasi potere educativo? Una mamma, se dà uno schiaffo al figlio, rischia di essere incriminata. Un padre che punisce la figlia, che aveva rubata una collana alla sorella, imponendole di scrivere su di un quaderno - io sono una ladra - viene condannato!&lt;br /&gt;Ma siamo impazziti?&lt;br /&gt;Ma quando la smetteremo di lasciarci fare il lavaggio del cervello da questi "esperti soloni" da strapazzo che, con conferenze, libri, giornali e televisioni continuano a romperci le palle con i loro altisonanti discorsi sui "ragazzi che se vengono puniti si traumatizzano", e "che i genitori devono essere gli amici dei figli e rispettare le loro decisioni".&lt;br /&gt;"soloni" cretini, cretini, cretini e altamente dannosi e perniciosi. I genitori devono fare i genitori, non gli amici. Stiamo facendo crescere generazioni di ragazzi molli, insicuri, violenti, infantili, drogati, incapaci di affrontare la vita con coraggio e intelligenza. Capaci solo di intendere il predominio della forza bruta e da qui il percorso è tutto in discesa: il bullismo, la prepotenza, l'imbecillità e lo stupro.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-7114503869674446032?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/7114503869674446032/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=7114503869674446032' title='16 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/7114503869674446032'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/7114503869674446032'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2007/11/lo-stupro.html' title='LO STUPRO'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/R0g5F8kuL0I/AAAAAAAAARI/rIVQZLRLKHc/s72-c/StuproBig-thumb.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-5664138130026401049</id><published>2007-11-15T19:58:00.000+01:00</published><updated>2007-11-27T12:45:54.734+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><title type='text'>Che bambola!...</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RzycmckuLzI/AAAAAAAAAQg/13wH7Bn5m3Y/s1600-h/bambola2.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RzycH8kuLyI/AAAAAAAAAQY/hYP_a-JbywM/s1600-h/bambola2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5133149335628689186" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RzycH8kuLyI/AAAAAAAAAQY/hYP_a-JbywM/s400/bambola2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://bp1.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/Rzyb3ckuLxI/AAAAAAAAAQQ/GRg0ryg6_Vg/s1600-h/buscaglione3.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5133149052160847634" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/Rzyb3ckuLxI/AAAAAAAAAQQ/GRg0ryg6_Vg/s400/buscaglione3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Che direbbe oggi il buon &lt;strong&gt;Fred &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Buscaglione&lt;/strong&gt; se vedesse queste... bambole? Lancerebbe ancora il suo celebre fischio di ammirazione?&lt;br /&gt;Ahimè povero Fred, sarebbe una bella fregatura perchè queste bambole sono veramente... bambole. Sì, proprio bambole, scheletro e articolazioni in acciaio e pelle di silicone.&lt;br /&gt;Non mi ero ancora ripreso dallo stupore nel vedere i robot-donna prodotti in Giappone ( vedi il mio post Io e... Caterina) che, leggendo Repubblica, trovo la notizia di queste bambole.&lt;br /&gt;Non so che dire, per me, persona credo normale, la notizia è solo curiosa ed anche un po' deprimente, ma se penso che al mondo vi sono parecchie persone con gusti, diciamo, un po'... particolari, mi domando se effettivamente non sarebbe un gran bene se questi individui invece di fare i viaggi del sesso in Tainladia o in altri paesi esotici si comprassero queste... bambole. Almeno non farebbero più male a nessuno.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RzyagckuLvI/AAAAAAAAAQA/O_HD45eHRLI/s1600-h/bambola2.jpg"&gt;&lt;/a&gt;Qui di seguito riporto l'articolo di Repubblica dal quale ho omessi alcuni particolari perchè non mi andava di fare pubblicità ai produttori.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;da &lt;strong&gt;La Repubblica&lt;/strong&gt;:&lt;br /&gt;Una volta c'erano le bambole: si gonfiavano e via per gli amanti del genere, dell'amore artificiale, feticista e squallido. Ora, alle soglie del Duemila, si cambia: ecco "xxxdoll". Sembra una donna, non lo è, ovviamente. E' una bambola, fatta di gomma siliconata, ma somiglia molto a avvenenti ragazze vere, anzi moltissimo: una roba inquietante, uno shock, sul serio. Le produce la xxxxxxxxxxxx, vendita attraverso Internet, almeno per il momento e, cosa agghiacciante, sembrano donne vere. Costo: quasi nove milioni di lire per il modello base, più 400 dollari per la spedizione postale, in totale quasi il prezzo di una utilitaria.&lt;br /&gt;Cinque i modelli: Dimensioni, a piacere del cliente, ma si parte da un metro e sessantacinque centimetri per 45 chili. Poi si può scegliere tutto il resto: colore di occhi, capelli, unghie e pelle; dimensioni del seno, lunghezza delle gambe, tinta del rossetto, pettinatura (dieci modelli, dai boccoli al caschetto), incarnato, l'unica cosa che non cambia è lo scheletro snodabile &lt;a href="http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RzyYi8kuLuI/AAAAAAAAAP4/rw61Xg07rGw/s1600-h/bambola.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5133145401438645986" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RzyYi8kuLuI/AAAAAAAAAP4/rw61Xg07rGw/s400/bambola.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;in acciaio che (assicurano i produttori e lo specificano a chiare lettere) può assumere le più svariate e strampalate posizioni. Visto che si parla di sesso feticista meglio sorvolare su altri e irripetibili dettagli. Tutto agghiacciante, tutto vero. Tutto inquietante, tutto vero. Impressionante anche un breve video, per dimostrare l'elasticità del seno della bambola, siliconato, come quello delle donne che ricorrono alle magie dei chirurghi estetici. Sembra una scena di un film porno, è finto. xxxdoll, quella no: esiste, va a ruba, anzi, nonostante il costo stratosferico. Passano i mesi, la sua fama cresce e cresce la torma di adoratori-feticisti. Una volta c'era la bambola che ti dovevi spompare per gonfiarla, la trovavi nei sexy-shop oppure sulle reclame dei giornaletti pornografici ed era una roba triste, ma naif. Ora no, ora è diverso: la tecnologia evolve, il sesso feticista anche, lo squallore pure. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-5664138130026401049?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/5664138130026401049/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=5664138130026401049' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/5664138130026401049'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/5664138130026401049'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2007/11/che-bambola.html' title='Che bambola!...'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RzycH8kuLyI/AAAAAAAAAQY/hYP_a-JbywM/s72-c/bambola2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-425944632570251276</id><published>2007-11-03T18:28:00.000+01:00</published><updated>2007-11-04T13:10:16.530+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti'/><title type='text'>PRIMI APPROCCI</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/Ry22jze1Q-I/AAAAAAAAAPQ/ZG1GGVeyPTc/s1600-h/spazio4.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5128956276876067810" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/Ry22jze1Q-I/AAAAAAAAAPQ/ZG1GGVeyPTc/s400/spazio4.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/Ryyw1Te1Q9I/AAAAAAAAAPI/WW3Q9pgYN9g/s1600-h/astronave.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nel 1964 immaginai l’incontro di una bimba di nove o dieci anni con uno strano personaggio e scrissi un breve racconto che, nelle mie intenzioni, doveva apparire come una pagina del diario della bambina scritto, ovviamente, con un linguaggio abbastanza infantile.&lt;br /&gt;Non ricordo più quale titolo avessi scelto per il racconto, comunque lo inviai alla Mondadori che il 5 aprile del ’64 lo pubblicò, con il titolo “Primi approcci” nel numero 331 dei Romanzi d’Urania. Ovviamente il mio racconto seguiva al romanzo principale che era “Gli incappucciati d’ombra”&lt;br /&gt;Immaginate quale fu la mia sorpresa, tredici anni dopo, quando andai nel 1977 a vedere il film “&lt;span style="color:#333399;"&gt;L’uomo che cadde sulla terra&lt;/span&gt;”, interpretato dal cantante ed attore David Bowie, nel ritrovarvi parecchi elementi ed incredibili somiglianze con il mio racconto: la magrezza del protagonista, la debolezza dei suoi occhi, la sedia a rotelle, l’incredulità della gente e soprattutto la conclusione.&lt;br /&gt;Bowie interpretava magnificamente Thomas Jerome Newton, un alieno che arriva sulla terra per procurare l'acqua e cercare inutilmente di salvare il suo pianeta dalla siccità.&lt;br /&gt;Ovviamente è abbastanza improbabile che l’autore della trama del film abbia tratta ispirazione dal racconto scritto da uno sconosciuto giovane dall’altro capo del mondo, però…&lt;br /&gt;Ad ogni buon fine mi fa piacere riproporre il mio racconto ai cari amici del blog, mantenendo il titolo datogli dalla Mondadori e attendendo i loro commenti e le loro considerazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;PRIMI APPROCCI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La casa di fronte alla mia è quella del signor Jones. Papà dice che il signor Jones è un vecchio pazzo ma la mamma dice che è soltanto uno straniero e che forse è così perché è stato sfortunato nella vita e non ha trovato nessuno che si prendesse cura di lui.&lt;br /&gt;Papà scuote la testa e dice dove prenderà i soldi e mamma dice mah.&lt;br /&gt;I vicini hanno paura di lui e dicono a noi bambini di non avvicinarci perché ci mangia.&lt;br /&gt;Il signor Jones è magrissimo, ha la barba rossa e gli occhiali neri neri che non si toglie mai. Non esce mai fuori dal suo giardino e va in giro su una sedia con le ruote.&lt;br /&gt;Durante la settimana lo va a trovare la vecchia Mattia che è una nera grassa grassa che si chiama così perché il padre non sapeva che è un nome di uomo.&lt;br /&gt;Mattia cammina lentamente e si muove a destra e sinistra come le oche, ma è fortissima e dice non ho paura neanche del demonio. Un giorno Jeff che è cattivo ed è stato in prigione ha voluto prendere la sua borsetta ma lei con uno schiaffo l’ha gettato in terra e poi gli ha dato anche un calcio.&lt;br /&gt;Mattia va a comprare il latte e i biscotti al signor Jones che mangia solo quello e poi gli sbriga le faccende di casa,&lt;br /&gt;Un giorno sono andata piano piano vicino al signor Jones che stava davanti allo scalino di casa sua, e non sapevo se mi guardava perché con gli occhiali neri non si vede.&lt;br /&gt;Avevo un po’ paura però l’ho guardato e poi gli ho chiesto se è vero che mangia i bambini. Lui mi ha detto di sì ma si è messo a ridere, e così ho visto che è senza denti. Poi mi ha chiesto se volevo comprargli il latte.&lt;br /&gt;Io l’ho comprato e lui mi ha detto che sono una brava bambina e che gli ricordo sua figlia. Io allora mi sono arrabbiata e gli ho detto che dice bugie, perché sua figlia non si è mai vista. Allora il signor Jones mi ha fatto sedere sullo scalino e mi ha chiesto se avevo paura di lui. Io ho detto di no e lui mi ha raccontato che dove stava prima aveva una figlia e poteva camminare perché era più leggero.&lt;br /&gt;Io ho chiesto perché non tornava dove stava prima e lui non ha risposto ed è rimasto zitto zitto. Dopo un po’ mi sono annoiata e gli ho tirata la giacca per vedere se dormiva e lui si è girato verso di me. Poi ha sospirato e ha detto che tanto a me lo poteva dire che lui era uno straniero e che gli faceva bene dirlo finalmente a qualcuno. Io gli ho detto che lo sapevano tutti e che lo sapevo pure io che era uno straniero e lui si è messo a ridere e mi ha detto tu non sai quanto perché vengo da una stella che sta nel cielo. Gli ho chiesto se stava con babbo Natale e lui mi ha detto di no, che stava più lontano ancora e che era venuto con una macchina speciale che poi si era rotta.&lt;br /&gt;Io allora mi sono ricordata dei giornalini di mio fratello grande che leggo di nascosto perché mamma non vuole e ho chiesto al signor Jones se era uno spaziale. Lui mi ha guardato a lungo senza parlare, poi ha detto di sì, e io gli ho detto che era un bugiardo perché non aveva le antenne e la faccia verde, e lui si è messo a ridere e mi ha detto che non tutti gli spaziali hanno le antenne e che lui però aveva gli occhi diversi. Io gli ho detto di farmeli vedere e lui mi ha chiesto se avevo paura. Io gli ho detto di no e allora si è tolto gli occhiali e mi ha fatto vedere che aveva gli occhi tutti rossi. Gli ho detto che mi sembrava il nostro coniglio e lui si è messo a ridere mi ha dato una moneta e mi ha detto di tornarmene a casa.&lt;br /&gt;A casa ho detto alla mamma che il signor Jones è uno spaziale con gli occhi rossi e lei mi ha detto di non fare la scema. Io ho detto che me l’aveva detto lui e che avevo visto io che aveva gli occhi rossi e la mamma ha gridato che sono una cattiva bambina perché dico le bugie e poi ha detto a papà di non far comprare più a mio fratello grande quei giornalini perché ci riempiamo la testa di sciocchezze.&lt;br /&gt;Io ho gridato che avevo detta la verità e di chiederlo al signor Jones e papà ha fatto la faccia seria seria e mi ha detto che mi dava uno schiaffo e di non permettermi più di andare dal signor Jones.&lt;br /&gt;Quando sono uscita ho visto il signor Jones che mi guardava dalla finestra e sorrideva.&lt;br /&gt;Allora io gli ho tirato fuori la lingua. Non so perché l’ho fatto, lui ha abbassata la testa e sembrava triste ed io mi sono pentita e mi ha fatto dispiacere.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-425944632570251276?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/425944632570251276/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=425944632570251276' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/425944632570251276'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/425944632570251276'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2007/11/primi-approcci.html' title='PRIMI APPROCCI'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/Ry22jze1Q-I/AAAAAAAAAPQ/ZG1GGVeyPTc/s72-c/spazio4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-1754859709503726033</id><published>2007-11-03T13:36:00.000+01:00</published><updated>2007-11-09T11:46:31.070+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Religione'/><title type='text'>a proposito di Padre Pio</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RzQ55X7XKgI/AAAAAAAAAPY/O2hx9rU2OAU/s1600-h/padre+pio.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5130789533320161794" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RzQ55X7XKgI/AAAAAAAAAPY/O2hx9rU2OAU/s400/padre+pio.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;per chiarire meglio le varie cose che si vanno pubblicando sui giornali e che vengono trasmesse per televisione, riporto un interessante articolo di Stefano Campanella.&lt;br /&gt;27/10/2007) Per completare la verità su Padre Pio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il documento che chiarisce alcuni aspetti della vita di Padre Pio messi in ombra da due recenti articoli di un quotidiano.&lt;br /&gt;La Premessa.&lt;br /&gt;Il 24 ottobre il Corriere della Sera ha pubblicato un «brano» di un libro del prof. Sergio Luzzatto nel quale è riportata la testimonianza di due farmacisti ai quali Padre Pio ha chiesto «in stretto segreto dell’acido fenico puro» e, successivamente, «quattro grammi di veratrina».&lt;br /&gt;Ciò ha fatto sorgere a uno dei due farmacisti «il sospetto grave, gravissimo, che il frate si servisse dell’una o dell’altra sostanza irritante “per procurarsi o rendere più appariscenti le stigmate delle mani”». Oltre a riportare questi fatti, l’autore commenta: «Più che profumo di mammole o di violette, odore di santità, dalla cella di padre Pio erano sembrati sprigionarsi effluvi di acidi e di veleni, odore di impostura».&lt;br /&gt;Il giorno dopo, lo stesso quotidiano, riportava un articolo firmato da Aldo Cazzullo con altri stralci tratti dallo stesso libro, non ancora in commercio. Questa volta viene reso noto il contenuto di «quattro foglietti» scritti da Papa Giovanni XXIII il 25 giugno 1960, nei quali si legge: «L’accaduto – cioè la scoperta per mezzo di filmine, &lt;strong&gt;si vera sunt quae referentur&lt;/strong&gt;, dei suoi rapporti intimi e scorretti con le femmine che costituiscono la sua guardia pretoriana sin qui infrangibile intorno alla sua persona – fa pensare ad un vastissimo disastro di anime, diabolicamente preparato, a discredito della S. Chiesa nel mondo, e qui in Italia specialmente». Questa la “verità” che il quotidiano ha voluto far conoscere. Ma non è tutta la verità.&lt;br /&gt;I farmaci dello “scandalo”.&lt;br /&gt;In un Dizionario dei Medicamenti del 1965 si legge che l’acido fenico ha «potere antisettico», in passato «fu adoperato da Lister per l’antisepsi operatoria, ma ora è abbandonato perché all’antisepsi si è sostituita l’asepsi ed anche perché nella disinfezione del campo operatorio è sostituito da altri antisettici» ed è «usato con qualche frequenza nella disinfezione di piaghe e di ferite infette» (1). Lo stesso testo indica che la veratrina, «applicata sulla cute e sulle mucose determina irritazione fortissima (senso di calore, di bruciore ecc.) a cui segue, specialmente se la veratrina è sciolta nell’alcool, o mescolata con grasso, ottundimento della sensibilità» (2). In termini più semplici: era usata come anestetico locale. Che Padre Pio utilizzasse il primo prodotto non era certo un mistero. Lo ha attestato anche padre Paolino da Casacalenda (3), che nelle sue memorie ha scritto: «Padre Pio per pulire le ferite ed arrestare il sangue usava l’acido fenico» (4).&lt;br /&gt;Si legge sul Corriere del 24 ottobre: «A Foggia, voci sul ritrovamento di acido fenico nella cella di padre Pio avevano circolato già nella primavera di quel 1919, inducendo il prof. Morrica a pubblicare sul Mattino di Napoli i propri dubbi di scienziato intorno alle presunte stigmate del cappuccino».&lt;br /&gt;Certamente questi dubbi furono condivisi anche dal prof. Amico Bignami, ordinario di Patologia Medica alla Regia Università di Roma che, nel mese di luglio del 1919 fu incaricato da padre Giuseppe Antonio da Persiceto, procuratore e commissario generale dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, di visitare il Frate di Pietrelcina e di riferire il suo giudizio. Quando il prof. Bignami incontrò Padre Pio, gli chiese il «perché applichi la tintura di iodio», un altro antisettico, con blanda azione emostatica. Il Frate rispose «che la usa come disinfettante un paio di volte alla settimana e anche e anche più spesso; ed anche la usa, perché, a suo dire, se non la applica, le lesioni facilmente sanguinano» (5). Bignami concluse la sua relazione escludendo che le stimmate «siano state determinate artificialmente e volontariamente», anche perché «l’impressione di sincerità che ha fatto in me Padre Pio – ha scritto il cattedratico – mi impedisce di pensare alla simulazione senz’altro» (6). Però il prof. Bignami ipotizzò «che le lesioni descritte siano cominciate come prodotti patologici (necrosi cutanea multipla della cute) e siano state forse incoscientemente e per un fenomeno di suggestione, completate nella loro simmetria e mantenute artificialmente con un mezzo chimico, per esempio con la tintura di iodio» (7).&lt;br /&gt;La certezza doveva scaturire da un esperimento, chiesto espressamente dal cattedratico romano: «Essendosi egli persuaso che il suo giudizio era il vero, perché potesse aversi una prova del fatto, diede ordine al Provinciale (era padre Pietro da Ischitella n.d.a.) di proibire l’uso di qualsiasi medicinale, specialmente dell’acido fenico, da applicarsi sulle ferite e anzi poi ordinò di fasciare e suggellare le ferite alla presenza di due testimoni e di controllare i suggelli delle stesse alla presenza degli stessi testimoni, per otto giorni, affinché si potesse avere la certezza che le ferite non erano state affatto toccate, molto meno curate. Dopo otto giorni bisognava fare una coscienziosa relazione per dire se le ferite si erano rimarginate oppure no».&lt;br /&gt;Tutto fu eseguito scrupolosamente. «L’ottavo giorno in cui furono definitivamente tolte le fasce al Padre Pio, mentre Egli celebrava la Messa, colava tanto sangue dalle mani che fummo costretti a mandare dei fazzoletti perché il Padre potesse asciugarlo. Nella relazione che mandammo al Molto Reverendo Padre Provinciale, sottoscritta dai testimoni e da me, nel riferire coscienziosamente che nei controlli giornalieri le fasce e i sigilli furon trovati sempre a posto facemmo notare questa circostanza del sangue durante la Messa, perché ci parve una prova veramente chiara che il Signore dava contro il giudizio del prof. Bignami» (8).&lt;br /&gt;L’azione caustica.&lt;br /&gt;Il Dizionario dei Medicamenti evidenzia l’azione caustica sia dell’acido fenico, sia della veratrina. Ma – chiedo agli specialisti – può l’azione caustica arrivare a forare completamente una mano o un piede? Il dott. Luigi Romanelli, primario chirurgo all’ospedale civile di Barletta, che per primo, a maggio del 1919, visitò le stimmate di Padre Pio su incarico di padre Benedetto da San Marco in Lamis, ministro provinciale dei Frati Minori Cappuccini della Provincia religiosa di Foggia, scrisse nella sua relazione che «applicando il pollice nella palma della mano e l’indice nel dorso, coprendo in tal guisa le due zone descritte e facendo pressione, che riesce oltremodo dolorosa, si ha la percezione esatta del vuoto esistente fra le due dita» (9).&lt;br /&gt;Fece la stessa esperienza, anche se solo per sua “curiosità”, il dott. Andrea Cardone, che aveva curato il Frate a Pietrelcina. «Per rendersi conto se le piaghe di Padre Pio erano aperte o si fossero rimarginate, fece entrare nella piaga della mano destra del Padre il pollice e l’indice in modo che si toccassero l’un l’altro. Padre Pio ne provò un grande strazio ed esclamò: “Eh, dottore, sei come san Tommaso?… A me le ferite fanno male»(10).&lt;br /&gt;Lo stesso medico ha dichiarato per iscritto che i fori attraversavano il palmo delle mani da parte a parte, tanto da vedere la luce filtrare»(11). Anche alcuni frati hanno potuto fare l’identica constatazione. Un’altra prova. Se la proibizione di padre Pietro da Ischitella di usare l’acido fenico e l’esperimento suggerito dal prof. Bignami non fossero sufficienti a fugare i dubbi, c’è un altro elemento che va evidenziato per un’analisi storica non lacunosa sulle stimmate di Padre Pio: queste scomparvero poco prima della morte senza lasciare alcuna traccia di cicatrice.&lt;br /&gt;In merito, il dott. Paolo Maria Marianeschi, specialista in chirurgia generale presso la Clinica chirurgica dell’Università di Perugia, durante il Convegno di studio sulle stimmate del Servo di Dio Padre Pio da Pietrelcina (12), ha affermato che «le lesioni cutanee profonde guariscono sempre con cicatrice… Nell’uomo la cicatrizzazione è un processo obbligatorio e non facoltativo… esso è necessariamente ed automaticamente innescato nel momento stesso in cui si produce la lesione anatomica dei tessuti». Per cui «la scomparsa delle stimmate di Padre Pio o la loro guarigione acicatrizziale che dir si voglia è un vero e proprio assurdo fisiopatologico».&lt;br /&gt;Detto in termini più semplici: «La Medicina può solo affermare che la scomparsa delle stimmate di Padre Pio è una guarigione straordinaria che rappresenta un vero e proprio salto dal corso naturale degli eventi»(13). Tutto questo smonta ampiamente l’ipotesi autolesionistica sulle stimmate di Padre Pio e accredita quella di una origine soprannaturale. «In stretto segreto». Il fatto che Padre Pio chiedesse i due farmaci «in stretto segreto» è certamente dovuto alla sua necessità di tenere nascoste le stimmate, che erano per lui motivo di confusione e di mortificazione e di vergogna, come si evince da numerose pagine del suo epistolario.&lt;br /&gt;Quando, nel 1910, a Pietrelcina comparvero per la prima volta questi segni, il Frate informò padre Benedetto da San Marco in Lamis, che era il Ministro Provinciale, ma anche il suo direttore spirituale, con una lettera dell’8 settembre 1911, nella quale spiegava: «Questo fenomeno è quasi da un anno che si va ripetendo, però adesso era da un pezzo che più non si ripeteva. Non s’inquieti però se adesso per la prima volta glielo dico; perché mi sono fatto vincere sempre da quella maledetta vergogna. Anche adesso se sapesse quanta violenza ho dovuto farmi per dirglielo!» (14).&lt;br /&gt;Dopo la prima comparsa, poiché la sua «anima a tal fenomeno rimase assai esterrefatta, pregò il Signore che avesse ritirato un tal fenomeno visibile. Da allora non apparsero più; però, scomparse le trafitture, non per questo scomparve il dolore acutissimo» (15). Il 20 settembre 1918 quelle piaghe si riaprirono. Per quasi un mese Padre Pio non scrisse nulla a padre Benedetto. Solo il 17 ottobre trovò la forza di prendere la penna in mano, ma la sua narrazione dell’accaduto era confusa: «Sarà necessario che io pronunzi il mio fiat nel mirare quel misterioso personaggio che mi impiagò tutto e non desiste dalla dura, aspra, acuta e penetrante operazione, e non dà tempo al tempo che venga a rimarginare le piaghe antiche, che già su di queste ne viene ad aprire delle nuove con infinito strazio della povera vittima?… Deh! Cessi da me questo strazio, questa condanna, questa umiliazione, questa confusione!» (16). A questo punto il Ministro Provinciale si allarmò e gli ordinò: «Figliuol mio, dimmi tutto e chiaramente, e non per accenni. Qual’è l’operazione del personaggio? di dove scorre il sangue e quante volte al giorno o alla settimana? che è avvenuto alle mani e ai piedi, e come? Voglio sapere per filo e per segno tutto e per santa ubbidienza» (17).&lt;br /&gt;Solo dietro imposizione «per santa ubbidienza», il Frate stigmatizzato, il 22 ottobre 1918, raccontò dettagliatamente ciò che gli era accaduto il 20 settembre precedente. Ma lo fece con grande difficoltà e senza nascondere il suo disagio. «Mio Dio – si legge in quella lettera di risposta a padre Benedetto – che confusione e che umiliazione io provo nel dover manifestare ciò che tu hai operato in questa tua meschina creatura!»(18). Se Padre Pio aveva tanta difficoltà, persino con il suo direttore spirituale, a rendere nota l’esperienza mistica che viveva, come avrebbe potuto spiegare alla farmacista interpellata il motivo per cui gli servivano le due sostanze richieste?&lt;br /&gt;L’opinione di Papa Giovanni XXIII.&lt;br /&gt;Nei «foglietti» di Papa Giovanni il giudizio segue una premessa: &lt;strong&gt;«si vera sunt quae referentur».&lt;/strong&gt; Cioè, se sono vere le cose riferite. Infatti il Card. Tardini chiamò per telefono mons. Loris Capovilla, all’epoca segretario particolare del Pontefice, e «lo invitò a scendere nel suo appartamento per prendere le bobine delle “registrazioni” e farle ascoltare al Papa. Papa Giovanni non volle, dicendo che tutta la vicenda era in mano ai responsabili del S. Officio: esaminassero in coscienza» (19).&lt;br /&gt;Dunque «da parte del Papa non c’era alcun pregiudizio. Erano gli uffici a trasmettere notizie negative su quanto avveniva a San Giovanni Rotondo, e il Papa non poteva far altro che prenderne atto» (20).&lt;br /&gt;A chiarire ogni cosa fu l’arcivescovo di Manfredonia, mons. Andrea Cesarano «che si recò a fare visita al Santo Padre nel 1961 e che lo vide turbato. Non ebbe da lui il solito tono di giovialità come per le altre volte, data l’antica amicizia, ma che subito gli chiese: “Che mi racconti di Padre Pio?” “Santità…” “Non chiamarmi santità – lo interruppe – “chiamami don Angelo come hai sempre fatto. Dimmi di lui!” “Padre Pio è sempre l’uomo di Dio che ho conosciuto all’inizio del mio trasferimento a Manfredonia. E’ un apostolo che fa alle anime un bene immenso”. “Don Andrea, adesso si dice tanto male di Padre Pio”. “Ma per carità, don Angelo. Sono tutte calunnie. Padre Pio lo conosco sin dal 1933 e t’assicuro che è sempre un uomo di Dio. Un santo”. “Don Andrea, sono i suoi fratelli che l’accusano. E poi… quelle donne, quelle registrazioni… Hanno perfino inciso i baci”.&lt;br /&gt;Poi il Santo Padre tacque per l’angustia e il turbamento.&lt;br /&gt;Monsignor Cesarano, con un fremito che gli attraversava l’anima e il corpo, tentò di spiegare: “Per carità, non si tratta di baci peccaminosi. Posso spiegarti cosa succede quando accompagno mia sorella da Padre Pio?” “Dimmi”. E monsignor Cesarano raccontò al Santo Padre che quando sua sorella incontrava Padre Pio e riusciva a prendergli la mano, gliela baciava e ribaciava, tenendola ben stretta, malgrado le vive rimostranze nel timore di sentire un ulteriore male per via delle stigmate.&lt;br /&gt;Il buon Papa Giovanni alzò lo sguardo al cielo ed esclamò: “Sia lodato Dio! Che conforto che mi hai dato. Che sollievo! Ti prego, avverti subito il Cardinale Tardini e il Cardinale Ottavini del tuo arrivo. Di’ a loro ciò che hai raccontato a me. Domani ci sarà la riunione dei membri del Santo Offizio che discuteranno proprio il caso di Padre Pio. Io ti preannunzierò ai due Eminentissimi con una telefonata”.&lt;br /&gt;Anche loro riconobbero “infondate” le accuse contro il venerato Padre. In seguito proprio in forza della deposizione di monsignor Cesarano, avvalorata da altre testimonianze favorevoli a Padre Pio, fu evitato l’irreparabile». A mons. Cesarano «il Papa nel corso di quel colloquio mostrò alcune fotografie compromettenti del Padre amato accanto a donne». L’Arcivescovo «lo rassicurò dicendo che erano degli evidenti fotomontaggi e il Santo Padre si rasserenò» (21). Fu svelata, infine, la menzogna secondo cui Padre Pio avrebbe predetto il pontificato a Roncalli. «Non se l’è mai sognato» (22), garantì mons. Cesarano.&lt;br /&gt;Questo chiarimento avrebbe potuto esserci molto tempo prima. Infatti il Pastore dell’Arcidiocesi di Manfredonia tentò di «rendere omaggio al Papa» prima di quella data, ma gli rispondevano «che è tanto occupato» e che era necessario «attendere di essere chiamato da lui… E quando mons. Cesarano ottenne l’udienza fu accolto con grande benignità e con un affettuoso rimprovero per non essersi fatto vedere da tanto tempo» (23). Ecco perché il Pontefice affermò: «&lt;strong&gt;Su Padre Pio mi hanno ingannato»&lt;/strong&gt;. Tale dichiarazione fu riferita a padre Gabriele Amorth «da molte persone», tra le quali «il marchese Oddone Tacoli, uno dei tre segretari al Soglio di Papa Giovanni» (24), amico e compagno di studi del noto sacerdote paolino.&lt;br /&gt;I due Papi.&lt;br /&gt;Con l’articolo del 24 ottobre è stata pubblicata una fotografia di Giovanni Paolo II con la seguente didascalia: «Il processo che portò alla canonizzazione di Padre Pio, fortemente voluta da Giovanni Paolo II, ebbe inizio con il “nihil obstat” del 29 novembre 1982. Il 20 marzo 1983 iniziò il processo diocesano, il 21 gennaio ’90 Padre Pio venne proclamato venerabile (la data è sbagliata, quella corretta è 18 dicembre 1987 n.d.a.). Fu beatificato il 2 maggio ’99 e proclamato santo il 16 giugno 2002 come san Pio da Pietrelcina».&lt;br /&gt;L’accostamento può indurre a sospettare che il Pontefice, di cui è in corso il processo di beatificazione, abbia fatto percorrere alla causa di Padre Pio una scorciatoia. In realtà così non è, nonostante Papa Wojtyla desiderasse proclamarlo personalmente beato e santo. Lo ha dichiarato, in tempi non sospetti, mons. Edward Nowak, all’epoca segretario della Congregazione delle Cause dei Santi. L’Arcivescovo, infatti, ha rivelato che «il Santo Padre non solo mi esortava a condurre avanti il processo di Padre Pio, ma proprio mi tormentava, se così si può dire. Qualche volta quando siamo stati insieme a tavola, la prima domanda era sempre questa: “A che punto stiamo con la causa? A che punto stiamo con la causa?”. Io dicevo: “Padre Santo, da San Giovanni Rotondo, dalla diocesi di Manfredonia, ci hanno mandato due scaffali di documenti, cioè 104 volumi del processo. Se la vostra Santità mi autorizza a bruciare tre quarti, andiamo domani alla beatificazione e alla canonizzazione”. Il Santo Padre rispose: “No, no, studiatele bene, studiatele bene queste carte”».&lt;br /&gt;Questo è sempre stato un punto fermo nel modo di agire di Giovanni Paolo II, per ogni processo. «Lui è sempre del pensiero di fare tutto in maniera molto molto dettagliata perché questo giova anche alla figura stessa (del Servo di Dio n.d.a.) così che si chiariscono tutti i dettagli della vita, così non ci saranno difficoltà, critiche o altre voci, così possiamo andare sicuri alla beatificazione e alla canonizzazione». «Questo argomento (della causa di beatificazione di Padre Pio n.d.a.) – ha aggiunto mons. Nowak – era sempre presente nei nostri incontri. Qualche volta c’era la signora Poltawska, quella per cui il Santo Padre come vescovo di Cracovia ha chiesto una speciale grazia da parte di Padre Pio, e questa tormentava ancora di più del Santo Padre, dicendo che “questi nella Congregazione non si muovono, non si muovono, vanno troppo lenti, troppo lenti”» (25). Nell’articolo del 25 ottobre sono stati riportati alcuni giudizi espressi da Papa Giovanni XXIII su Padre Pio sulla base di informazioni riferite, ma non le affermazioni successive al chiarimento, nonostante siano già pubblicate da anni. Questo potrebbe indurre i lettori a pensare a una sorta di contrapposizione fra Padre Pio e la Chiesa e, in particolare, questo Pontefice. Questa contrapposizione non c’è mai stata. Il vero atteggiamento di Papa Roncalli lo abbiamo dimostrato. Quello di Padre Pio si può ricavare da una sua frase e da un episodio. La frase non ha bisogno di commenti: «Dolce è la mano della Chiesa anche quando ci percuote, perché è sempre la mano della madre» (26).&lt;br /&gt;L’episodio ha avuto per protagonista il prof. Felice Spaccucci, autore di un libro intitolato “I cinque Papi di Padre Pio”, scritto quando il Cappuccino stigmatizzato era ancora in vita. «Avendo vissuto il periodo di Papa Giovanni a San Giovanni Rotondo, avendo assistito a tante angherie nei confronti di Padre Pio, certo non ero benevolo nei confronti di Papa Giovanni», ha dichiarato l’autore. «Avevo fatto – ha proseguito nel suo racconto – il capitolo su Papa Giovanni XXIII, l’avevo terminato. Ritornato a San Giovanni Rotondo di passaggio e confessandomi da Padre Pio, alla fine mi disse: “Uhè, guagliò, quel capitolo su Papa Giovanni non mi piace. Non l’aveva letto. Quindi poi rifeci tutto il capitolo» (27).&lt;br /&gt;San Giovanni Rotondo, 27 ottobre 2007. Stefano Campanella direttore responsabile Tele Radio Padre Pio.&lt;br /&gt;(1) Medicamenta – Cooperativa Farmaceutica Milano - VI edizione 1965, p. 3508 e 3509. (2) Ivi, p. 4640. (3) Era superiore del Convento di San Giovanni Rotondo quando arrivò Padre Pio e mantenne l’incarico fino al 29 settembre 1919. (4) Padre Paolino da Casacalenda Le mie memorie intorno a Padre Pio a cura di P. Gerardo Di Flumeri – Edizioni Padre Pio da Pietrelcina 1978, p. 166. (5) Relazione del prof. Amico Bignami in Le stigmate di Padre Pio da Pietrelcina a cura di padre Gerardo Di Flumeri, p. 176. (6) Ivi, p. 177. (7) Ivi, p. 178. (8) Padre Paolino, Le mie memorie, o.c., p. 170 e seg. (9) Relazione del dott. Luigi Romanelli in Le stigmate, o. c., p. 149. (10) Fra Modestino da Pietrelcina Io… testimone del Padre Edizioni Padre Pio da Pietrelcina 1992, p. 33. (11) Dichiarazione del dottor Andrea Cardone in Le stigmate, o.c. p. 309. (12) Si è svolto a San Giovanni Rotondo dal 16 al 20 settembre 1987. (13) Atti del Convegno di studio sulle stimmate del Servo di Dio Padre Pio da Pietrelcina Edizioni Padre Pio da Pietrelcina 1988, p. 238 e segg. (14) Pio da Pietrelcina Epistolario Vol. I – Edizioni Padre Pio da Pietrelcina 1995, p. 234. (15) Ivi, p. 669. (16) Ivi, p. 1090. (17) Ivi, p. 1091. (18) Ivi, p. 1093. (19) Pro-memoria di mons. Valentino Vailati, arcivescovo di Manfredonia e Presidente del Tribunale perla Causa di Padre Pio dopo un colloquio con mons. Loris Capovilla in Beatificationis et Canonizationis Servi Dei Pii a Pietrelcina Positivo super virtutibus Vol. I/1, p. 137. (20) Intervista di mons. Capovilla al quotidiano on-line Petrus del 26 ottobre 2007. (21) Padre Carmelo da Sessano Padre Pio, Uomo santo di Dio Edizioni Pugliesi 2002, p. 177 e 179. (22) Mario Cinelli e Lorenzo Gulli Padre Pio Giovanni XXIII Rai Eri 2002, p. 95. (23) Ivi, p. 92. (24) Intervista dell’autore a p. Gabriele Amorth del 28 agosto 2007. (25) Stefano Campanella Il Papa e il Frate Edizioni Padre Pio da Pietrelcina, Seconda Edizione, p. 209 e seg. (26) Marciano Morra Padre Pio e la Chiesa madre di santi e di peccatori Edizioni Casa Sollievo della Sofferenza – Edizioni Padre Pio da Pietrelcina 2007, p. 168. (27) Intervista rilasciata dal prof. Felice Spaccucci a Tele Radio Padre Pio.&lt;br /&gt;di Stefano Campanella&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-1754859709503726033?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/1754859709503726033/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=1754859709503726033' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/1754859709503726033'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/1754859709503726033'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2007/11/proposito-di-padre-pio.html' title='a proposito di Padre Pio'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RzQ55X7XKgI/AAAAAAAAAPY/O2hx9rU2OAU/s72-c/padre+pio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-4406752052984160503</id><published>2007-10-31T15:41:00.000+01:00</published><updated>2007-11-01T02:14:28.524+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Raccontini allegri'/><title type='text'>L'orso Ceppalonius e il leprotto Sergeius</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RykoVDe1Q8I/AAAAAAAAAPA/lE4Pf62QkAs/s1600-h/Giaconiglio.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5127673992915010498" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RykoVDe1Q8I/AAAAAAAAAPA/lE4Pf62QkAs/s400/Giaconiglio.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RyiVzTe1Q7I/AAAAAAAAAO4/fJ8A22dQN4M/s1600-h/Giaconiglio.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;C'era una volta il leprotto Sergeius Demagistratibus. Era uno stimato giurista, un animaletto grassoccio, anzianotto, tranquillo e cortese che benché fosse notoriamente un anarcoliberalfascistazzo era abbastanza benvoluto e stimato dalla comunità della foresta per la sua onestà, ed era sempre disponibile a dare una mano a chi ne aveva bisogno.&lt;br /&gt;Veniva spesso invitato ad indagare su alcuni personaggi poco raccomandabili e in quei giorni aveva in corso una ricerca circa alcune attività del bieco orso Ceppalonius.&lt;br /&gt;Nella sua tana aveva una ricca raccolta di pandette e, ovviamente, di carote ma, poiché non era avaro, non si lamentava se talvolta veniva l'attempata gattona Grace a chiedergliene una per certe sue strane abitudini.&lt;br /&gt;Il giorno del compleanno di Info una micia tigrata comunistazza, loro grande amica, che aveva raggiunta la soglia dei 40 anni decise, d'accordo con Esy , una soriana un poco cicciottella ma ancora avvenente, di farle una sorpresa.&lt;br /&gt;Con qualche difficoltà convinsero il rospo Marcos a recarsi alla festa assicurandogli che Info, una volta brilla, l'avrebbe baciato avidamente sulla bocca per trasformarlo in principe.&lt;br /&gt;Conoscendo i gusti della festeggiata e pregustando anche il futuro idillio, comprarono alcune casse di Nero d'Avola, Nebbiolo, Barbera, Sangiovese, Primitivo e Montepulciano. Tutti vini rigorosamente rossi.&lt;br /&gt;Praticamente tutta la comunità della foresta si era intanto incamminata per recarsi alla festa. C'erano il sapiente Antonio76 con la collega nA', le Mucche assassine, il marziano Feloi, i litigiosi grilli informatici Liandyer e il Giomba, la Balene bianche, Red Bull, la Giraffa, la Lumachina, la candida micia Faralunetta, e molti altri che sarebbe troppo lungo nominare.&lt;br /&gt;Sergeius si era attardato. Aveva voluto a tutti i costi portare personalmente anche una cassa di Corvo di Salaparuta. All'improvviso un forte rumore di rami infranti e un pesante calpestio lo fecero voltare.&lt;br /&gt;Dietro di lui, ghignante e con fili di bava che colavano oscenamente dalle zanne, si ergeva il suo mortale nemico: l'orso Ceppalonius.&lt;br /&gt;Intuendo le intenzioni cannibalesche dell'avversario, Sergeius si diede ad una disperata fuga ma la vecchiaia e la stanchezza ebbero presto ragione di lui e, pur correndo quanto più poteva, stava ormai per essere agguantato e divorato.&lt;br /&gt;La fine sembrava ormai vicina per il vecchio leprotto quand'ecco, in una nuvola di fumo e scintille, apparire le magiche Bruja e Stregagatta.&lt;br /&gt;"Fermi tutti" gridarono. " Abbiamo deciso di dare ad entrambi la facoltà di formulare tre desideri che noi esaudiremo!".&lt;br /&gt;Ceppalonius , con gli occhi subito arrossati dalla consueta libidine, gonfiò il torace e disse: " Voglio che tutti gli orsi, escluso me, diventino femmine". E il leprotto subito: "voglio un casco, un bellissimo robusto casco da motocross"&lt;br /&gt;"molto bene" disse Stregagatta "i vostri desideri sono esauditi. E il secondo?"&lt;br /&gt;E Ceppalonius , lisciandosi il pelo e leccandosi i baffi ghignò: "Voglio che tutte queste femmine di orso siano sexy, voluttuose e bellissime!" e Sergeius " Ed io invece voglio una moto, una potente motocross con una cilindrata 500"&lt;br /&gt;L'orso si rotolava per terra dalle risate, sghignazzando per le modeste richieste di Sergeius al pensiero che questi avrebbe potuto chiedere cose molto più importanti. "Ah, ah, ah, ho sempre pensato che tu fossi un cretino incapace! Ti farò espellere dalla foresta e poi ti cucinerò in salmì con contorno di Viagra, ah, ah, ah".&lt;br /&gt;"Fatto. Ora ditemi il terzo ed ultimo desiderio" sentenziò Bruja.&lt;br /&gt;"Voglio che tutte quelle bellissime orse si mettano in fila e vengano da me" ruggì Ceppalonius sempre più assatanato e con gli occhi porcini ridotti a fessure libidinose.&lt;br /&gt;Il vecchio leprotto indossò con calma il casco, salì sulla motocross, fece partire il motore e, partendo a razzo, gridò: "ed io voglio che questo stronzo di Ceppalonius diventi Frocioooo! "&lt;br /&gt;"Fatto." Sorrisero Bruja e Stregagatta, scomparendo in una nuvola di fumo.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-4406752052984160503?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/4406752052984160503/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=4406752052984160503' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/4406752052984160503'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/4406752052984160503'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2007/10/lorso-ceppalonius-e-il-leprotto.html' title='L&apos;orso Ceppalonius e il leprotto Sergeius'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RykoVDe1Q8I/AAAAAAAAAPA/lE4Pf62QkAs/s72-c/Giaconiglio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-1728441540414976169</id><published>2007-10-28T19:43:00.000+01:00</published><updated>2007-11-06T11:57:00.380+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cronaca'/><title type='text'>Io e ... Caterina?</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RyTYwDe1Q6I/AAAAAAAAAOw/-HIOD3zZ4mw/s1600-h/japan2%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5126460595934413730" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RyTYwDe1Q6I/AAAAAAAAAOw/-HIOD3zZ4mw/s400/japan2%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Leggo e riporto dal Corriere Della Sera:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I nuovi umanoidi? Sono sempre più veri&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Actroid farà la guida nei musei, Qrio giocherà con i nostri bambini e Tmsuk IV aiuterà gli anziani. Giappone protagonista&lt;br /&gt;Actroid, umanoide della Kokoro, sembra vera (Ap)&lt;br /&gt;TOKYO - Sembra vera, ma non lo è. Actroid è un nuovo modello di androide che ha la pelle che sembra vera, in realtà è di silicone, sbatte le ciglia e parla. Ha le parvenze di una seducente donna giapponese, sa esprimere circa 40 emozioni e muove le braccia con naturalezza. Si chiama «Actroid» ed è stata presentata alla &lt;a href="javascript:openlink("&gt;«International Robot exibition »&lt;/a&gt;, esposizione che questo novembre si è tenuta a Tokyo e che ha attratto più di 100.000 visitatori. Actroid è alta 1.58 metri e pesa 30kg ed è dotata di uno speciale azionatore (l'«airthurbo») che attraverso i muscoli facciali le permette di esprimere emozioni e di parlare, oltre che di muovere le braccia. La Kokoro Co. Ldt e la Università di Osaka, creatori di «Actroid», contano di metterla sul mercato l'anno prossimo come guida nei musei, negli hotel e nei ristoranti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1980 il bravissimo Sordi si cimentò come regista ed attore in una commedia satirica: Io e Caterina. Malgrado il film comprendesse anche attori di successo quali Chaterine Spaak, Rossano Brazzi, Edwige Fenech (Antonio76 sicuramente l’avrà visto) ed altri bravi interpreti, l’opera si rivelò piuttosto insipida e scialba. In pratica si trattava di un uomo di successo, con moglie, amante e cameriera, il quale stufo di tutte queste donne se ne liberava e acquistava un perfezionatissimo robot femminile tuttofare. Caterina appunto. Nel corso della vicenda il robot acquistava caratteristiche sempre più femminili fino a diventare ostile ed estremamente gelosa nei confronti di una donna invitata in casa dal padrone.&lt;br /&gt;Ho ricordato questo film leggendo l’articolo di cui sopra ed anche la notizia che uno scienziato dell'Università di Maastricht in Olanda, un certo David Levy ha effettuato uno studio, per il quale è stato anche premiato, in cui è previsto che entro 40 o 50 i robot saranno talmente perfezionati che assumeranno oltre all’ apparenza anche funzioni e personalità umane al punto che si renderà inevitabile utilizzarli come strumenti di sesso (mandando in pensione le attuali bambole di gomma) fino a giungere persino al matrimonio.&lt;br /&gt;Scenario allucinante!&lt;br /&gt;- Pronto? Parlo con l’elettricista? Gentilmente può venire a casa mia? Mia moglie ha un paio di circuiti danneggiati e ha bruciato le bistecche.&lt;br /&gt;- Pronto? Parlo con l’idraulico? Mia moglie ha un occlusione del tubo di scarico e non ci si può avvicinare per il cattivo odore. Come? Domani? Non è possibile, la prego venga subito, i vicini si stanno già lamentando!&lt;br /&gt;- Pronto? Parlo col programmatore? Mio marito ha il software fuori uso e sta rincorrendo come un assatanato il postino!&lt;br /&gt;Ma siamo impazziti? Già oggi le nostre povere metà della mela stanno diventando semibioniche a furia di chirurgia plastica alle tette, alle labbra, al naso, ai glutei e così via…&lt;br /&gt;No, no. Mi rifiuto di pensare che ci sarà un mondo simile, ma questo David Levy non poteva studiare cose più simpatiche?... che so…farfalle, coleotteri, api…&lt;br /&gt;Per quanto mi riguarda viva le donne “natùre”, viva le donne con i peli sotto le ascelle, viva le donne cicciotelle, viva le donne magre, viva le donne con i loro seni comunque siano: grandi, piccoli, a pera, a coppa di Champagne, sodi oppure un po’ rilassati.&lt;br /&gt;Viva le donne comunque e che David Levy insieme con il personale della Cokoro Co. Ldt venga rinchiuso a vita dove non potrà nuocere a nessuno! &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-1728441540414976169?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/1728441540414976169/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=1728441540414976169' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/1728441540414976169'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/1728441540414976169'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2007/10/io-e-caterina.html' title='Io e ... Caterina?'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RyTYwDe1Q6I/AAAAAAAAAOw/-HIOD3zZ4mw/s72-c/japan2%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-7545087855555423897</id><published>2007-10-28T02:45:00.000+01:00</published><updated>2007-10-28T11:40:18.019+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>I POLIBUROSAURI SONO TRA NOI</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RyPcZze1Q5I/AAAAAAAAAOo/LgcSRdQw-no/s1600-h/Terontosaurus.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5126183136752124818" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RyPcZze1Q5I/AAAAAAAAAOo/LgcSRdQw-no/s320/Terontosaurus.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Leggo sul “TIMES” , a proposito del ddl Levi-Prodi, che secondo gli standard medi del G8 l’Italia appare uno strano paese. Un paese di legislatori ottuagenari dai quali c’è da aspettarsi qualsiasi cosa proprio in conseguenza della loro avanzata età.&lt;br /&gt;Il Governo italiano sembra quindi, agli occhi del mondo e probabilmente lo è, incapace di adattarsi al mondo moderno e soprattutto alle nuove sfide della globalizzazione ed alle nuove tecnologie..&lt;br /&gt;Sono parole ironiche ma che rivelano una palpabile realtà. Guardando gli altri paesi occidentali vediamo che la differenza di età tra i loro governanti che a stento superano i 50 anni, ed i nostri è abissale. Se consideriamo poi che (fortunatamente) gli italiani sono tra i popoli più longevi e che il numero delle persone anziane è cresciuto al di là di ogni previsione non possiamo non renderci conto che le problematiche di una tale situazione sono molto diverse da quelle che potevamo avere 40 o 50 anni addietro e che le possibili soluzioni non possono che venire da menti giovani, fresche, allenate.&lt;br /&gt;Ma la cosa forse più grave è proprio quella dell’età dei politici più noti ed importanti, quelli che contano. Siamo nell’era pleistocenica dei poliburosauri, e con quale elasticità mentale, con quali conoscenze tecniche, con quale slancio giovanile i poliburosauri possono governarci e trovare nuove soluzioni ai problemi italiani?&lt;br /&gt;Per non annoiare troppo gli amici blogger ho dato un’occhiata solo ad alcuni dei più noti personaggi che hanno gestito e gestiscono le leve del potere, dai Presidenti della Repubblica ai vari Presidenti del Consiglio, Ministri e Sottosegretari ed ecco il risultato:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oscar Luigi Scàlfaro è' nato il 9 settembre 1918 a Novara (89 anni)&lt;br /&gt;Carlo Azeglio Ciampi è nato a Livorno il 9 dicembre 1920 (87 anni)&lt;br /&gt;Giorgio Napolitano è nato a Napoli il 29 giugno 1925 ( 82 anni)&lt;br /&gt;Romano Prodi è nato a Scandiano (Reggio Emilia) nel 1939 (68 anni).&lt;br /&gt;Enrico Micheli è nato a Terni il 16 maggio 1938 (69 anni)&lt;br /&gt;Ricardo Franco Levi è nato a Montevideo (Uruguay) nel 1949 (58 anni – cavolo! È quasi un bimbo, gliene avrei dati molti di più)&lt;br /&gt;Giuliano Amato é nato a Torino il 13 maggio 1938 (69 anni)&lt;br /&gt;Tommaso Padoa Schioppa è nato a Belluno il 23 luglio 1940 (67 anni portati abbastanza male – era meglio Fernandel)&lt;br /&gt;Arturo PARISI è nato a San Mango Piemonte, in provincia di Salerno, il 13 settembre 1940 (idem come sopra)&lt;br /&gt;Silvio Berlusconi è nato a Milano, il 29 settembre 1936 (71 anni – cavolo, ma capelli a parte, l’hanno rifatto col siero di Serge Voronoff?)&lt;br /&gt;Alfredo Biondi nato a Pisa il 29 giugno 1928 (79 anni e ahimè si vedono tutti)&lt;br /&gt;Francesco Cossiga nato a Sassari il 26 luglio 1928 (come sopra)&lt;br /&gt;Lamberto Dini nato il 1 marzo 1931 a Firenze (76 anni)&lt;br /&gt;Rita Levi Montalcini nata a Torino il 22 aprile 1909 (98 anni. Eh? 98 anni? Caspita. Grande e illustre scienziata, ma non potrebbero lasciarla in pace?)&lt;br /&gt;Giulio Andreotti nato a Roma il 14 gennaio 1919 (88 anni)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prosegue il “Times” . In the unlikely event that Italy declares war, the decision will come from a head of state who was a month shy of 20 when the Germans surrendered at the end of the Second World War. (nella spiacevole eventualità che l’Italia dichiarasse guerra, le decisioni sarebbero prese da un Capo di stato che già aveva quasi 20 anni quando i tedeschi si arresero alla fine della seconda guerra mondiale). &lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo questo è uno dei tanti motivi per cui i paesi esteri ci guardano con stupore e scuotono la testa con commiserazione. Capisco che esperienza e saggezza (magari ci fossero) siano utili alla conduzione di una nazione, ma non sarebbe ora di dare più spazio ai giovani ed alle donne?&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-7545087855555423897?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/7545087855555423897/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=7545087855555423897' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/7545087855555423897'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/7545087855555423897'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2007/10/i-poliburosauri-sono-tra-noi.html' title='I POLIBUROSAURI SONO TRA NOI'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RyPcZze1Q5I/AAAAAAAAAOo/LgcSRdQw-no/s72-c/Terontosaurus.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-5256604109926395081</id><published>2007-10-25T12:53:00.000+02:00</published><updated>2007-10-27T20:00:45.722+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>SE NON E' ZUPPA...E' PAN BAGNATO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RyB46Te1Q4I/AAAAAAAAAOg/sE7JdEMbzaM/s1600-h/_1374779%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5125229319004963714" style="FLOAT: left; MARGIN: 0pt 10px 10px 0pt; CURSOR: pointer" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RyB46Te1Q4I/AAAAAAAAAOg/sE7JdEMbzaM/s320/_1374779%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Così recitava un vecchio detto popolare per significare che le cose non erano poi cambiate molto. Il signor &lt;strong&gt;Levi&lt;/strong&gt;, e sì ancora lui, ha modificato il testo del DDL. Ma non è che le cose siano poi cambiate molto... &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;Gentiloniiii, Di Pietroooo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, questa volta leggete, e leggete attentamente. Questo DDL continua a fare schifo!&lt;br /&gt;Ho ricevuto infatti dal difensore dei Blog la seguente mail che, puntualmente, porto a conoscenza di voi tutti:&lt;br /&gt;Ragazzi stiamo per vincere la nostra battaglia. Il Ddl Levi-Prodi sull'editoria che voleva schedare ogni blog e metterci sopra tasse e burocrazia sta per essere cambiato dallo stesso Levi, che mentre all'inizio aveva detto che nel testo legge non erano compresi i blog, ha ieri dichiarato che il suo Ddl aveva un chiaro riferimento ai blog e quindi deve essere cambiato (l'avrà letto solo ora???). Così ieri ha depositato un comma aggiuntivo alla legge che dice "sono esclusi dall'obbligo di iscrivere al Roc i soggetti che accedono o operano su Internet per prodotti o siti ad uso personale &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;e non ad uso collettivo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;". Cosa molto vaga che già salverebbe molti blog, ma rimane molto ambiguo se pensiamo a quei blog gestiti da più persone (Penna e calamaio, Papere e pannocchie ecc. &lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;- ed io aggiungerei Beppe Grillo&lt;/span&gt; n.d.r.&lt;/strong&gt;) che sono ad uso personale di una collettività. In sostanza sembra quasi che questa legge, scritta da una persona &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;che della&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;blogosfera ne sa poco o nulla&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, in tutta la sua assurdità dovrà andare avanti con qualche modifica. Nei vostri commenti avete chiesto più volte l'abrogazione totale di questo Ddl che non interviene poi su nessun problema (compito di cui la politica sembra essersi dimenticata) ma sarebbe solo una limitazione alla libertà individuale, tesi poi portata avanti dal Ministro delle Comunicazioni Gentiloni: "Molto meglio lasciare le regole attuali".&lt;br /&gt;In sostanza non abbiamo ancora vinto: Levi e Prodi hanno provato ad imbavagliarci ma grazie ai nostri blog siamo riusciti a smascherarli informando tutti del tentativo meschino di censura. Ora il mondo si è accorto di ciò che sta accadendo e qualcosa sicuramente cambierà.&lt;br /&gt;Propongo con questa mail a tutti gli aderenti alla petizione di istituire sempre su questi canali (mail e blog) un comitato permanente a difesa dei blog per questa battaglia e per il futuro se ce ne sarà bisogno, fatemi sapere che ne pensate rispondendo alla mail o tramite i commenti sul blog.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://blog.libero.it/difesablog"&gt;http://blog.libero.it/difesablog&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per evitare altre brutte figure Prodi pubblichi prima le proposte del Consiglio on line, legga i commenti e poi proceda. I cittadini sarebbero informati e anche i Ministri.La Commissione cultura della Camera esamina &lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;oggi &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;la Levi-Prodi. Vorrei che la discussione fosse resa pubblica con la possibilità di commentarla.Levi ha dichiarato: “Per ogni legge, il passaggio parlamentare è l’occasione per migliorare i testi e, quando necessario, chiarire i punti ambigui”. La legge l’ha scritta lui su dettatura di Prodi. I casi sono due : Levi ci è o ci fa. Sicuramente ci ha provato. Questa volta sono stati presi &lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;con le mani nella marmellata&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;. Ma quante volte ci hanno provato con successo senza che nessuno lo sapesse?&lt;br /&gt;&lt;a href="http://technology.timesonline.co.uk/tol/news/tech_and_web/the_web/article2732802.ece" target="_blank"&gt;Leggi anche il Times sulla Levi-Prodi&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt; E' stato chiesto al noto giornalista Gad Lerner:&lt;br /&gt;vorrei capire se un giornalista come te ritiene ammissibile che venga proposta dal sig. Levi una legge sull'editoria che suona come un bavaglio ai bloggers. So che si stanno facendo delle smentite ma il semplice fatto che se ne sia parlato è, a mio giudizio, un grave attentato alla libertà.&lt;br /&gt; La corretta ma diplomatica risposta di Lerner è stata:&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#003333;"&gt;Lo definirei uno sgradevole infortunio.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-5256604109926395081?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/5256604109926395081/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=5256604109926395081' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/5256604109926395081'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/5256604109926395081'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2007/10/se-non-e-zuppae-pan-bagnato.html' title='SE NON E&apos; ZUPPA...E&apos; PAN BAGNATO'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RyB46Te1Q4I/AAAAAAAAAOg/sE7JdEMbzaM/s72-c/_1374779%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-363986101793358414</id><published>2007-10-21T01:18:00.001+02:00</published><updated>2007-11-05T13:11:23.205+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Il Governo abolisce i blog?</title><content type='html'>&lt;p&gt;Leggo e trascrivo da Wikipedia:&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il 12 ottobre 2007 è stato approvato in Consiglio dei ministri un disegno di legge &lt;em&gt;"per la nuova disciplina dell'editoria quotidiana"&lt;/em&gt;, che ridefinisce i requisiti che un mezzo di informazione deve possedere per essere ritenuto un "prodotto editoriale". L'idea alla base della riforma è la parificazione delle norme riguardanti le produzioni editoriali, a prescindere dal mezzo di informazione utilizzato (ad esempio, l'equiparazione delle testate giornalistiche informatiche e di quelle cartacee).&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il decreto ha suscitato grande scalpore in quanto è stato letto come un obbligo per ogni produzione online, inclusi blog e siti internet personali, all'iscrizione al &lt;a title="Registro degli Operatori di Comunicazione" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Registro_degli_Operatori_di_Comunicazione&amp;amp;action=edit"&gt;Registro degli Operatori di Comunicazione&lt;/a&gt; (ROC). Per tale motivo, e grazie ad un passaparola tempestivo, esso ha sollevato le forti proteste di svariati blogger italiani, tra cui &lt;a title="Beppe Grillo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Beppe_Grillo"&gt;Beppe Grillo&lt;/a&gt;, che ha accusato il decreto, da lui soprannominato "legge Levi-Prodi", di volere limitare la libertà dell'informazione via Internet.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Leggo e trascrivo dal Blog di Beppe Grillo:&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ricardo_Franco_Levi" target="_blank"&gt;&lt;u&gt;Ricardo Franco Levi&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;, braccio destro di &lt;strong&gt;Prodi&lt;/strong&gt;, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per &lt;strong&gt;tappare la bocca a Internet&lt;/strong&gt;. Il &lt;a href="http://www.beppegrillo.it/immagini/DDL_editoria_030807.pdf" target="_blank"&gt;&lt;u&gt;disegno di legge&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. &lt;strong&gt;Nessun ministro si è dissociato&lt;/strong&gt;. Sul bavaglio all'informazione sotto sotto questi sono tutti d'accordo.&lt;br /&gt;La legge Levi-Prodi &lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/scienza_e_tecnologia/testo-editoria/testo-editoria/testo-editoria.html" target="_blank"&gt;&lt;u&gt;prevede&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; che &lt;strong&gt;chiunque abbia un blog o un sito&lt;/strong&gt; debba &lt;strong&gt;registrarlo al ROC&lt;/strong&gt;, un registro dell'Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.&lt;br /&gt;I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.&lt;br /&gt;L'iter proposto da Levi limita, di fatto, l'accesso alla Rete.&lt;br /&gt;Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?&lt;br /&gt;La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di &lt;strong&gt;una società editrice&lt;/strong&gt; e ad avere un giornalista iscritto all'albo come&lt;strong&gt; direttore responsabile&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Il 99% chiuderebbe.&lt;br /&gt;Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli &lt;strong&gt;articoli 57 e 57 bis del codice penale&lt;/strong&gt;. In pratica galera quasi sicura.&lt;br /&gt;Il &lt;strong&gt;disegno di legge Levi-Prodi&lt;/strong&gt; deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da &lt;strong&gt;perfetto paraculo prodiano&lt;/strong&gt;: "Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l'Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere".&lt;br /&gt;Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili.&lt;br /&gt;Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia.&lt;br /&gt;Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto &lt;strong&gt;mi trasferirò&lt;/strong&gt; armi, bagagli e server in uno Stato democratico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ps&lt;/strong&gt;: Chi volesse esprimere la sua opinione a &lt;strong&gt;Ricardo Franco Levi&lt;/strong&gt; può inviargli una mail a : &lt;a href="mailto:levi_r@camera.it"&gt;&lt;u&gt;levi_r@camera.it&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Commento mio: Amici SIAMO ALLA FRUTTA! Chi vuole può firmare una petizione popolare sul sito qui sotto indicato. Io l'ho fatto. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a title="Petizione OnLine" href="http://digilander.libero.it/difensore_dei_blog/petizioneeditoria.htm" target="_blank"&gt;Firma la petizione online contro il Ddl Levi Prodi&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;http://digilander.libero.it/difensore_dei_blog/petizioneeditoria.htm&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-363986101793358414?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/363986101793358414/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=363986101793358414' title='27 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/363986101793358414'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/363986101793358414'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2007/10/il-governo-abolisce-i-blog.html' title='Il Governo abolisce i blog?'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><thr:total>27</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-156022595294945319</id><published>2007-10-14T03:17:00.000+02:00</published><updated>2007-11-06T11:59:40.056+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cronaca'/><title type='text'>Pedofilia, psicosi ed isteria</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RxFv2oBiaEI/AAAAAAAAAOQ/U1Z5yTuWggQ/s1600-h/costiera+amalfitana.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5120997235544451138" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RxFv2oBiaEI/AAAAAAAAAOQ/U1Z5yTuWggQ/s320/costiera+amalfitana.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Diversi anni addietro facemmo una simpatica gita, in comitiva, a Vietri sul Mare. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il tempo era splendido e il mare, calmissimo, si frangeva in piccole onde sulla battigia. Seduti sulla spiaggia a prendere il sole c’era una giovane coppia di inglesi con la loro bambina di cinque o sei anni.&lt;br /&gt;Era una bimba deliziosa, bionda, e bella come sanno essere le inglesi quando sono belle. Mi sono ricordato di lei vedendo le foto di quella graziosa creatura scomparsa in Portogallo.&lt;br /&gt;Mi si avvicinò sorridendo invitandomi a giocare. Mi sedetti sulla sabbia, vicino a lei e le raccontai una breve favola. Ma la piccola non si accontentava “tell me another story” Raccontami un’altra favola, mi sollecitava. Ed io continuai. E poi un’altra, e poi un’altra ancora. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Alla fine ero distrutto sia per carenza di favole da raccontare, sia perché il mio inglese non era particolarmente fluente e dovevo sforzarmi per trovare le parole adatte. Presi quindi per mano la bimba e la riaccompagnai dai suoi genitori che erano abbastanza distanti e che mi ringraziarono con un caldo sorriso.&lt;br /&gt;Sono passati diversi anni da allora, ma non moltissimi. Tuttavia com’è tristemente cambiato il mondo. Oggi una semplice e gentile vicenda del genere non potrebbe accadere. Giorni or sono passavo per un giardino pubblico dove c’è anche un parco giochi per bimbi. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Un bambino, seduto su di un’altalena, chiamava la mamma, seduta su di una panchina, perché lo spingesse. La mamma continuava, indifferente, a leggere una rivista. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Un simpatico vecchietto, commosso, si avvicinò all’altalena e cominciò a spingerla dolcemente. Immediatamente la madre, scura in viso, si avvicinò all’altalena e strappò il figlio dal sedile e, allontanandosi, fulminò il vecchietto con uno sguardo corrucciato e astioso. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ed io pensavo quanto sia triste quest’epoca in cui il nonnetto che aspetta il nipotino fuori dalla scuola viene guardato con sospetto e diffidenza. Un epoca in cui nessun adulto ragionevole neppure lontanamente si sogna di fare una carezza ad un bimbo. Ma che cosa ci è successo? Ricordo con angoscia episodi di pochi anni fa in cui due anziani coniugi si suicidarono per essere stati ingiustamente accusati di aver molestato il nipotino. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ricordo di un professore che, dopo aver portato la figlioletta all’ospedale, venne arrestato perché medici incompetenti lo accusarono di aver violentato la bimba. Solo molto tempo dopo, quando la vita di quel pover’ uomo era ormai distrutta, si scoprì, da esami successivi, che la piccola aveva un tumore all’ano.&lt;br /&gt;Io, come molti sanno, non sopporto e combatto la pedofilia. Ma oggi si sta esagerando con la cultura del sospetto, con una psicosi che sta devastando e disumanizzando le nostre abitudini.&lt;br /&gt;Sul giornale “Avvenire” del 12 agosto ho trovato il seguente articolo:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Dal Nostro Inviato A Dublino Andrea Galli&lt;br /&gt;C'è chi ha citato in questi giorni l'Irlanda come esempio di Paese europeo che ha affrontato il problema degli abusi sessuali commessi da sacerdoti o religiosi. Un'occhiata a quello che è successo nell'Isola di smeraldo, dopo che l'orgia di accuse durata una decina d'anni si va ormai placando, può effettivamente insegnare qualcosa.Il 7 giugno scorso, Paul Anderson, 34 anni, è stato condannato a quattro anni di carcere per avere accusato Padre X, un sacerdote dell'arcidiocesi di Dublino rimasto anonimo, di aver abusato sessualmente di lui 25 anni fa, durante la preparazione alla prima comunione. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il giudice Patricia Ryan ha spiegato nella lettura della sentenza come Anderson, personaggio segnato da tossicodipendenza, tendenze suicide e debiti personali, avesse costruito racconti infamanti contro Padre X per un fine molto semplice: estorcere quattrini alla Chiesa. «Avrei preferito che mi sparassero in testa, piuttosto che costringere me e la mia famiglia a vivere le sofferenze che abbiamo vissuto», ha detto Padre X, in una testimonianza finale davanti alla corte. Il sacerdote non ha risparmiato parole taglienti nei confronti dell'Arcidiocesi, che in nome di una malintesa "tolleranza zero" l'aveva costretto ad abbandonare immediatamente qualsiasi attività pastorale, senza aspettare gli accertamenti giudiziari, costringendolo a quattro anni di isolamento gravati dalla vergogna e dal pubblico sospetto: «una reazione da Baia di Guantanamo». &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ha voluto ringraziare solamente alcuni agenti di polizia, che con le loro indagini accurate hanno smontato una a una le accuse - «mi hanno restituito la vita» - , ha parlato di una sua maggiore comprensione della Passione di Gesù Cristo, primo sacerdote a essere condannato fra gli sputi e gli oltraggi della folla, e, perdonando Anderson, ha chiesto per lui un gesto di clemenza. La storia è parsa talmente eclatante che anche la "grande" stampa dal piglio anticlericale, Irish Times in testa, non ha potuto non dare i l debito spazio alla vicenda e chiedersi se qualcuno non si sia lasciato prendere la mano sulla questione dei "preti pedofili". &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Joe Duffy, popolare conduttore della nazionale RTE Radio 1 e giornalista solitamente acido nei confronti della Chiesa, il 28 giugno ha dedicato un'ora e un quarto di trasmissione alle storie di religiosi falsamente accusati di abusi sessuali, distrutti nell'onore e poi discolpati nell'indifferenza generale. Con una serie di testimonianze strazianti. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;A finire nel mirino degli intervenuti in trasmissione, come giorni prima nelle riflessioni amare di alcuni giornali, è stata anche One in Four, l'associazione a sostegno alle vittime di abusi sessuali fondata e diretta da Colm O'Gorman, il militante omosessuale ed esponente politico dei Progressive Democrats, noto anche in Italia per aver partecipato alla puntata di Annozero, Rai 2, su Chiesa e pedofilia. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;One in Four, che già in passato era stata accusata da più parti di alimentare la caccia alle streghe, negando il problema enorme delle false accuse e delle speculazioni ai danni della Chiesa, è stata colei che aveva assistito e sostenuto lo stesso Anderson nel suo sporgere denuncia. L'episodio non ha certo giovato alla già scarsa popolarità di O'Gorman, il quale, bocciato alle elezioni di aprile per la Camera dei deputati, non è stato confermato a luglio dal Primo ministro Bertie Ahern nella carica di senatore (carica che in Irlanda è, appunto, di nomina governativa). &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nel frattempo un'altra notizia è passata un po' più in sordina. Pochi giorni dopo la sentenza contro Anderson, le tre persone che avevano intentato una causa civile contro padre John Kinsella, uno dei sacerdoti finiti nel tritacarne dello scandalo della diocesi di Ferns - scandalo fatto scoppiare sempre da Colm O'Gorman e al centro del documentario della BBC proiettato nella puntata di Annozero - hanno pensato bene di ritirare le loro denunce. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Anche Padre Kinsella si era proclamato fin dall'inizio totalmente innocente.C'è, poi, un caso ancora più recente. Il 19 luglio, a Galway, Petre Zsiga, rumeno, è stato condannato a quattro anni di carcere per estorsione, mentre la moglie irlandese ha ottenuto una sospensione della pena. Costei, entrata in contatto con padre Brendan Lawless, parroco di Portumna, era riuscita a farsi mostrare la canonica e a filmare di nascosto il sacerdote che le mostrava l'abitazione, tra cui la camera da letto. Dopo aver offerto prestazioni sessuali a padre Lawless, debitamente respinte, gli aveva chiesto 14.500 euro, sotto la minaccia di dare alla stampa sia una parte del video che un racconto di molestie sessuali. Il prete, atterrito, aveva pagato. Ma la donna era tornata alla carica sei mesi dopo. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Da lì la denuncia, l'arresto dei due, marito e moglie, il processo e la condanna.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Queste storie degli ultimi due mesi rendono l'idea di come un certo clima in Irlanda stia cambiando. Dopo più di dieci anni di accuse contro sacerdoti, religiosi, suore ecc., il fenomeno comincia a essere visto anche dall'opinione pubblica nella sua dimensione autentica. Che non è quella di un clero sempre senza macchie e attaccato da una legione di assoluti falsari. È piuttosto quella di un cortocircuito generatosi nel tempo, dove casi relativamente poco numerosi di abusi commessi da uomini di Chiesa sono stati enfatizzati e alla fine strumentalizzati per una campagna di denigrazione contro la Chiesa stessa. Campagna che ha dato la stura a ogni tipo di speculazione, falsità, vendetta anche per futili motivi. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nel 2002 il Governo irlandese, sotto la pressione di una campagna mediatica martellante, ha dato vita al Residential Institutions Redress Board, una commissione incaricata di offrire un risarcimento a tutti coloro che avessero subito abusi in una serie di scuole statali appaltate a ordini religiosi ed entrate nell'occhio del ciclone. In pratica le cosiddette industrial schools e altri istituti simili che avevano ospitato, dalla fine dell'800 agli anni '70, orfani e figli di famiglie disastrate. Nessuna seria prova era richiesta (era, perché la possibilità di fare appello è terminata nel 2005), bastava una testimonianza verosimile. Il risultato non era difficile da prevedere.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Circa 14mila sono le denunce arrivate, di cui solo lo 0,4% è stato respinto. Lo Stato, che deve ancora finire di pagare tutti, si calcola che alla fine avrà di gran lunga superato il miliardo di euro negli esborsi. Immancabili gli "inciuci" del sistema. Pochi giorni fa è nata una polemica quando si è saputo che il Redress Board ha versato 83,5 milioni di euro agli studi legali che avevano assistito i denuncianti, alcuni dei quali messisi dal 2002 in cerca di ex alunni delle industrial schools finiti anche in Nuova Zelanda, Canada o Stati Uniti, per far conoscere loro l'interessante proposta statale.Nel mentre un ordine tra i più meritori nella storia dell'Irlanda moderna, la Congregazione dei Fratelli Cristiani, a cui furono affidate molte delle scuole infamate, ha visto il 90% dei suoi membri toccati da almeno un'accusa di abusi sessuali. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Religiosi, spesso molto anziani, che dopo una vita di generosità e di servizio hanno incontrato la vergogna più atroce. Un destino che non è stato riservato solo ai "soldati semplici": dal 1994 a oggi sei vescovi (per avere una proporzione, in Irlanda le diocesi sono 26) hanno visto il proprio nome infangato con storie di abusi sessuali poi finite in una bolla di sapone.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;«Non ci stancheremo di lottare contro queste ingiustizie» dice oggi Florence Horsman Hogan, fondatrice di Let Our Voice Emerge, una delle associazioni che si sono battute contro l'isteria collettiva ai danni della Chiesa Cattolica. Florence, un'infermiera protestante, figlia di una madre schizofrenica e di un padre alcolizzato, è stata cresciuta in una delle industrial schools dirette dalle Sisters of Mercy. Non ha mai dimenticato la carità cristiana che gli ha permesso di farsi una vita, e nel 2002 ha deci so di offrirsi come portavoce delle vittime innocenti di false accuse, soprattutto sacerdoti e suore. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;A spingerla a nell'arena pubblica è stato però un altro motivo: il racconto di vere vittime di abusi, che si sono sentite strumentalizzate e oltraggiate nel trovarsi a fianco un esercito di truffatori, piccoli balordi e anticlericali ossessivi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-156022595294945319?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/156022595294945319/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=156022595294945319' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/156022595294945319'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/156022595294945319'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2007/10/pedofilia-psicosi-ed-isteria.html' title='Pedofilia, psicosi ed isteria'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RxFv2oBiaEI/AAAAAAAAAOQ/U1Z5yTuWggQ/s72-c/costiera+amalfitana.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-3095110219665050297</id><published>2007-10-12T13:14:00.000+02:00</published><updated>2007-11-27T12:48:51.381+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Avvertimenti'/><title type='text'>Eccomi ancora qui</title><content type='html'>Come avevo già detto il mio pc, abbastanza vecchio anche se più volte "upgradato", aveva deciso di mandarmi a quel paese. Già tempo addietro avevo notato un odore di bruciaticcio e mi ero reso conto che la ventola dell'alimentatore non si era attivata e il forte calore aveva quasi fuso alcuni condensatori ed altri componenti.&lt;br /&gt;Tuttavia continuavo ad andare avanti, l'alimentatore comunque funzionava e inserendo nella grata una striscia di cartoncino controllavo che la ventola girasse ed eventualmente, con un colpetto, la rimettevo in moto.&lt;br /&gt;Tuttavia mi piace smanettare, sperimentare, inserire e togliere programmi e... alla fine ho provocato un pasticcio tale che ha deteriorato l'antivirus e reso impossibile il collegamento ad Internet.&lt;br /&gt;Questo ha provocato la corruzione di alcuni files per cui, alla fine, non c'era più nulla da fare.&lt;br /&gt;Ho cercato di salvare tutto il possibile ma molte cose sono andate irrimediabilmente perse: la posta (che non ho mai capito come si faccia a salvarla), tutti i link ai siti preferiti, molti programmi e così via.&lt;br /&gt;Ho caricato 'sto cacchio di pc (che pesa un accidente) su di un carrellino e l'ho portato dal tecnico che ha sostituito l'alimentatore e formattato l'HD.&lt;br /&gt;Ora ho nuovamente registrato Windows XP presso la Microsoft, con il conseguente palloso controllo per controllarne l'autenticità, ho faticosamente ristabilito alcuni account per la posta (altri me li sono dimenticati o non mi funzionano più) ed ora riprendo i contatti con gli amici sperando che l'antivirus provvisorio che mi ha installato il tecnico sia effettivamente efficiente.&lt;br /&gt;Bentrovati a tutti voi!&lt;br /&gt;Sergio&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-3095110219665050297?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/3095110219665050297/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=3095110219665050297' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/3095110219665050297'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/3095110219665050297'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2007/10/eccomi-ancora-qui.html' title='Eccomi ancora qui'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-6467633636592438358</id><published>2007-10-04T14:15:00.000+02:00</published><updated>2007-11-06T12:03:03.609+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ricordi'/><title type='text'>Il favoloso "baracchino" CB</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RwTdM4BiaDI/AAAAAAAAAOI/4-OSblaO7Ik/s1600-h/Baracchino.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5117458289866729522" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RwTdM4BiaDI/AAAAAAAAAOI/4-OSblaO7Ik/s320/Baracchino.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RwTaFIBiaCI/AAAAAAAAAOA/AaZGfkDLYSU/s1600-h/Baracchino.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Avevo 16 anni quando mi iscrissi ai corsi di “Radio Elettra”, mitica scuola per corrispondenza fondata e diretta dal giovanissimo ingegner Veglia. Spendevo tutta la mia paghetta per pagare i pacchi che mi arrivavano con perfetta regolarità.&lt;br /&gt;Che gioia e che emozione quando realizzai il mio primo “tester” e la mia prima supereterodina a 5 valvole! Passavo intere giornate ad avvolgere manualmente chilometri di filo di rame isolato per costruire i trasformatori, ad effettuare le saldature dei vari collegamenti allo zoccolino delle valvole.&lt;br /&gt;Poi il mio capolavoro: una minuscola ricetrasmittente che mi consentiva di intromettermi (e disturbare) in tutte le radio del condominio.&lt;br /&gt;Solo del condominio? Eh sì. La sua portata era limitata a poche decine di metri.&lt;br /&gt;Da allora si sviluppò la mia passione per la tecnologia e per la comunicazione in particolare. Appena iniziai a lavorare acquistai (pagandolo la metà del mio magro stipendio) una ricetrasmittente con 24 canali della Lafayette. Operava sulla banda cittadina (Citizen Band) con una potenza di soli 5 watt ed una banda di frequenze radio di 27 MHz ed era, in quell’epoca, assolutamente illegale. Sarà infatti ufficializzata solo nel 1973 dopo circa 30 anni di uso diffuso e clandestino.&lt;br /&gt;Noi i “pirati” dell’aria, eravamo una folta schiera e tutte le sere comunicavamo tra di noi fino a notte fonda. Stabilimmo delle lunghe e affettuose amicizie. Ovviamente per entrare in contatto (QSO) effettuavamo una chiamata generale (CQ) ed utilizzavamo dei QSL fittizi (i nick di oggi). Ricordo “Casanova”, un allegro studente di un istituto tecnico, il bravissimo e saggio “M45” che poi scoprimmo essere un magistrato, il grande “Baltimora” vecchio divertentissimo lupo di mare in pensione, e tanti altri. Naturalmente c’erano e probabilmente ci sono tuttora i soliti disturbatori che, mentre parlavi, ti sparavano una portante per disturbare la trasmissione.&lt;br /&gt;Poi migliorai l’attrezzatura acquistando un’antenna particolare da installare sul tetto: una ground-plane che è un antenna omnidirezionale costituita da un elemento radiante verticale centrale lungo 1/4 di lunghezza d'onda e 4 elementi radiali. Insomma una specie di ombrello senza la tela.&lt;br /&gt;E il mondo si aprì! Malgrado la scarsa potenza del trasmettitore riuscivo, nei giorni in cui la propagazione era buona, a contattare persone in Sicilia, in Spagna ed in Francia. Un giorno riuscii a ricevere, e fu una grandissima emozione, un grandissimo attore nonché pittore, scultore, giornalista e scrittore.&lt;br /&gt;Questi trasmetteva usando il suo vero nome e cognome. Sfidava la polizia postale e il governo a processarlo, perché voleva dimostrare come fosse illegittima e fascista la norma che non consentiva ai CB di trasmettere. Dimostrava come “il baracchino” fosse non solo un innocente strumento di comunicazione e di amicizia, ma anche un valido sussidio per segnalare situazioni di pericolo e per salvare vite umane. Ricordo come in occasione di un devastante terremoto, che aveva fatto saltare tutte le linee telefoniche, furono proprio i “pirati” a intervenire ed a consentire la salvezza per decine di persone!&lt;br /&gt;Come? Volete sapere chi era l’attore? Era il grande, grandissimo Arnoldo Foà.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-6467633636592438358?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/6467633636592438358/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=6467633636592438358' title='26 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/6467633636592438358'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/6467633636592438358'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2007/10/il-favoloso-baracchino-cb.html' title='Il favoloso &quot;baracchino&quot; CB'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RwTdM4BiaDI/AAAAAAAAAOI/4-OSblaO7Ik/s72-c/Baracchino.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>26</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-5702941079695682342</id><published>2007-09-30T14:47:00.000+02:00</published><updated>2007-09-30T14:50:49.011+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Al sig. Clemente Mastella</title><content type='html'>Pubblico qui, poichè non sarà probabilmente mai visto, l'ultimo e definitivo commento da me inviato al soggetto in questione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;color:#cc0000;"&gt;Questo non è un blog signor Mastella, è un monologo elettorale a senso unico. Delle migliaia di commenti che lei dice di ricevere non se ne vede uno (dei miei, pur cortesi e senza alcun insulto, non ne ha mai pubblicato nessuno e pertanto è opportuno che nessuno le scriva più).E poi, come mai non c'è un contatore?. Lo chiuda, prego. Lo chiuda. Farà una migliore figura.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-5702941079695682342?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/5702941079695682342/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=5702941079695682342' title='16 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/5702941079695682342'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/5702941079695682342'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2007/09/al-sig-clemente-mastella.html' title='Al sig. Clemente Mastella'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><thr:total>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-814048365524640634</id><published>2007-09-29T13:17:00.000+02:00</published><updated>2007-09-30T14:31:09.343+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Aiuto per la popolazione della Birmania</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/Rv42vnART6I/AAAAAAAAANw/6uhn0lUuQNY/s1600-h/Birmania-Myanmar.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5115586418291330978" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/Rv42vnART6I/AAAAAAAAANw/6uhn0lUuQNY/s400/Birmania-Myanmar.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/Rv9-XROZ_WI/AAAAAAAAAN4/PkVyRomOYRs/s1600-h/Birmania.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5115946639942090082" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/Rv9-XROZ_WI/AAAAAAAAAN4/PkVyRomOYRs/s400/Birmania.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nota: questo è un nuovo tipo di protesta on-line che usa i blog per diffondere una petizione a livello globale. Per partecipare, aggiungilo al tuo blog seguendo le istruzioni che troverai in questo post.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Questa non è una questione di partiti politici, questo è un problema di diritti umani basilari e democrazia.Per piacere aiutate a prevenire una tragedia nella Birmania/Myanmar aggiungendo questo post al vostro blog e chiedendo ad altri di fare lo stesso. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Facendo circolare questo meme attraverso la blogosfera probabilmente potremmo portare più sensibilità sul problema ed evitare una seria tragedia. Come cittadini del mondo, questo è qualcosa che i blogger possono fare per aiutare.Come partecipare.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;1. Copiare questo intero post nel tuo blog, compreso questo numero: 1081081081234;2. Dopo alcuni giorni puoi &lt;a href="http://www.google.it/search?hl=it&amp;amp;q=1081081081234&amp;amp;btnG=Cerca+con+Google&amp;amp;meta="&gt;cercare con Google il numero 1081081081234&lt;/a&gt; per trovare tutti i blog che partecipano a questa protesta e petizione.Nota: Google indicizza i blog a differenti livelli, per cui è possibile che ci voglia più tempo perché il tuo blog appaia tra i risultati. Indipendentemente dalla traduzione il numero rimane identico e perciò valido.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La situazione nella Birmania/Myanmar ci riguarda tutti.Non c’è libertà di stampa nella Birmania/Myanmar e il governo ha incominciato a bloccare Internet e altri mezzi di comunicazione, per cui è difficile ottenere le notizie dall’esterno. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Singole persone sul campo stanno mandando i loro comunicati alla BBC e sono sconcertanti. &lt;a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/asia-pacific/7011884.stm"&gt;Vi incoraggio a leggere questi resoconti per vedere da voi quello che sta succedendo nella Birmania/Myanmar&lt;/a&gt; (in inglese). &lt;a href="http://news.google.it/news?q=birmania&amp;amp;hl=it&amp;amp;um=1&amp;amp;ie=UTF-8&amp;amp;sa=X&amp;amp;oi=news_result&amp;amp;resnum=1&amp;amp;ct=title"&gt;Qui, invece, le notizie raccolte da Google in italiano sulla Birmania&lt;/a&gt;.La situazione nella Birmania/Myanmar è sempre più pericolosa. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Centinaia di migliaia di protestanti pacifici e disarmati, compresi monaci e monache, stanno rischiando le loro vite marciando per la democrazia contro una dittatura impopolare, ma ben armata che non si fermerà pur di continuare il suo dominio repressivo. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Mentre i generali al potere e le loro famiglie sono letteralmente grondanti di oro e diamanti, la popolazione della Birmania/Myanmar è impoverita, privata dei diritti umani basilari, tagliata fuori dal resto del mondo e sempre più sotto la minaccia della violenza.Questa settimana la popolazione della Birmania/Myanmar si è sollevata collettivamente nella più grande dimostrazione pubblica contro la dittatura militare dominante da decenni. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;È una dimostrazione di coraggio, decoro e democrazia attiva sorprendente. Ma nonostante queste proteste siano pacifiche, i despoti militari stanno incominciando a reprimerle con la violenza. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ci sono già state almeno alcune morti confermate, e centinaia di feriti gravi causati dagli scontri tra soldati e cittadini disarmati.In numero attuale di vittime e feriti è probabilmente di gran lunga peggiore, ma le uniche notizie che abbiamo vengono da singole persone che riescono a far passare i loro resoconti attraverso il cordone imposto dalle autorità. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Sfortunatamente sembra che presto potrà esserci un bagno di sangue su larga scala, e le vittime saranno per lo più donne, bambini, gli anziani e i monaci e monache disarmate.Contrariamente a quello che i governi birmano, cinese e russo hanno affermato, questo non è solo un problema di politica interna, è un problema di importanza globale e colpisce la comunità globale. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Come cittadini interessati non possiamo permettere che qualunque governo, in nessun luogo al mondo, usi la sua forza militare per attaccare e uccidere cittadini disarmati che stanno dimostrando pacificamente.In questi tempi moderni, la violenza contro civili disarmati non è accettabile e se è permesso che accada, senza serie conseguenze per i suoi perpetratori, questo crea un precedente perché succeda ancora da qualche altra parte. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Se vogliamo un mondo pacifico, spetta ad ognuno di noi opporre resistenza personalmente contro questi problemi fondamentali, dovunque essi si presentino.Per piacere unitevi a me nel chiedere al governo birmano di negoziare pacificamente con i suoi cittadini, e alla Cina di intervenire per prevenire ulteriore violenza. E per piacere, aiutate a sollevare l’attenzione degli sviluppi della Birmania/Myanmar così che sia possibile evitare un disastro umano su larga scala.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Grazie.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;grazie a Max &lt;a href="http://binario19.blogspot.com/"&gt;http://binario19.blogspot.com/&lt;/a&gt; che me l'ha segnalato e grazie a &lt;a style="FONT-WEIGHT: bold; COLOR: rgb(204,102,0)" href="http://strana-mente.blogspot.com/"&gt;Mario l.&lt;/a&gt; per la traduzione in italiano dell'originale in inglese&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;nota: utilizzerò questo post come se fosse un meme o una catena di S.Antonio. Nomino 3 blogger&lt;br /&gt;1) Regina Madry&lt;br /&gt;2) Faraluna&lt;br /&gt;3) TU che leggi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-814048365524640634?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/814048365524640634/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=814048365524640634' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/814048365524640634'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/814048365524640634'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2007/09/aiuto-per-la-popolazione-della-birmania.html' title='Aiuto per la popolazione della Birmania'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/Rv42vnART6I/AAAAAAAAANw/6uhn0lUuQNY/s72-c/Birmania-Myanmar.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-4943907385850714645</id><published>2007-09-23T19:35:00.000+02:00</published><updated>2007-09-29T19:41:58.638+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ricordi'/><title type='text'>Il mitico VIC 20</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RvaklHART5I/AAAAAAAAANo/wIKwpW92450/s1600-h/vic20.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5113455384368074642" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RvaklHART5I/AAAAAAAAANo/wIKwpW92450/s320/vic20.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Credo fosse nel 1982 quando acquistai il mio primo computer: il mitico VIC 20. Che divertimento!&lt;br /&gt;A giudicare dal depliant pubblicitario era una macchina potentissima, pari se non superiore ai computer giganteschi in uso verso il 1945 negli Stati Uniti. Uno dei più noti fu in quell’epoca l’ ENIAC ( electronic Numerical Integrator and Calculator) che impiegava 18.000 valvole elettroniche e che era in uso presso l’esercito.&lt;br /&gt;Ma torniamo al VIC 20, ovviamente non riuscii mai ad utilizzare veramente tutte le numerose capacità che comunque aveva o pretendeva di avere. Ricordo che per caricare i programmi si usava un registratore a nastro e, solo per caricare un programma (e non sempre ci si riusciva ed occorreva ripetere il procedimento) ci volevano decine di minuti. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il processore era un MOS 6502 con una memoria ROM di circa 20kB contenente il sistema operativo BASIC 2.0, una memoria RAM di soli 5 kB, di cui 3.5kB disponibili per la programmazione in BASIC.Il collegamento, per la visualizzazione, era con il TV casareccio. Quanti giochi e quante battaglie virtuali. Ricordate, tra i tanti, “Invaders” con le astronavi aliene che scendevano lentamente e che occorreva distruggere per passare al modulo successivo in cui la velocità aumentava? &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Poi fu la volta di un altro pezzo da museo: il Commodore 64, più complesso e potente (si fa per dire). Nelle edicole misero in vendita una specie di tastiera che, collegata al Commodore consentiva di fare delle musichette. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Le caratteristiche del Commodore erano comunque interessanti: aveva una ROM da 16Kb , un Processore MOS 6510 , una RAM da 64Kb. Il testo comprendeva 40 caratteri per riga, la grafica era a colori (16) ed utilizzava il Basic come sistema operativo. Era presente anche un modesto tipo di sonoro.&lt;br /&gt;Nel frattempo era uscito il primo pc della IBM che divenne il modello forse più copiato dell’intera storia dei personal computer. Ovviamente il suo prezzo era talmente alto che soltanto alcune aziende all’avanguardia furono in grado di acquistarlo.&lt;br /&gt;In seguito riuscii comunque ad acquistare un clone della IBM: l’Amstrad CPC 6128 dotato di 128k di RAM e in grado di caricare il sistema operativo fornito su floppy. Aveva un costo limitato che lo aveva fatto diventare una importante alternativa agli allora costosissimi PC IBM.&lt;br /&gt;Da allora molta acqua è passata sotto i ponti e molti e sempre più potenti pc si sono succeduti sulla mia scrivania, ma, come si dice, il primo amore non si scorda mai e ricordo sempre con nostalgia ed affetto il mio caro vecchio VIC 20.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-4943907385850714645?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/4943907385850714645/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=4943907385850714645' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/4943907385850714645'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/4943907385850714645'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2007/09/il-mitico-vic-20.html' title='Il mitico VIC 20'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RvaklHART5I/AAAAAAAAANo/wIKwpW92450/s72-c/vic20.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-5193002332619697393</id><published>2007-09-11T10:40:00.000+02:00</published><updated>2007-09-11T10:51:04.074+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ambiente'/><title type='text'>Second Life  (seconda vita)</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RuZWSEXxL0I/AAAAAAAAANg/0JVnOD4ccuo/s1600-h/D3877a%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5108865695709474626" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RuZWSEXxL0I/AAAAAAAAANg/0JVnOD4ccuo/s320/D3877a%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Chi di voi ne ha sentito parlare? Eppure sembra essere qualcosa che presto sconvolgerà le nostre abitudini.&lt;br /&gt;In effetti si tratta di un mondo tridimensionale che è stato inventato nel 2003 dalla Linden Lab. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;E’ un sistema che consente al “residente” (così vengono definiti gli utilizzatori) di acquistare una terra virtuale e di utilizzare una serie di strumenti che gli permettono di creare un vero e proprio mondo di fantasia dove il residente crea sé stesso con una sua immagine (avatar) ed opera e si muove in un paesaggio da lui stesso definito, ricco di contenuti grafici e di suoni. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Gli incontri e gli scambi, all’interno di questo fantastico mondo virtuale danno al soggetto l’impressione di poter impunemente fare ciò che più vuole nel suo interagire con gli altri soggetti.&lt;br /&gt;Attualmente pare vi siano già alcune centinaia di migliaia di utenti attivi. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Questi mantengono il diritto d’autore sugli oggetti e sui personaggi creati e possono venderli ad altri utilizzatori. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;A mio avviso questa “seconda vita” presenta notevoli potenzialità di rischio per la mente degli utilizzatori che potrebbero immergersi talmente in questo libero mondo tridimensionale fino a non distinguere più chiaramente la finzione dalla realtà. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Vediamo già, nella vita reale, i tremendi effetti delle droghe che agiscono sul fisico. Questa “second life” potrebbe trasformarsi in un nuovo e devastante tipo di droga che potrebbe condizionare e sconvolgere la mente delle persone molto di più di quanto non lo facciano già alcuni tipi di videogiochi nei soggetti mentalmente più soggiogabili o meno maturi. &lt;br /&gt;Attualmente questo particolare mondo sarebbe memorizzato su circa 2700 server con processori Intel o AMD utilizzando il sistema operativo della Linux Debian.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-5193002332619697393?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/5193002332619697393/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=5193002332619697393' title='43 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/5193002332619697393'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/5193002332619697393'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2007/09/second-life-seconda-vita.html' title='Second Life  (seconda vita)'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RuZWSEXxL0I/AAAAAAAAANg/0JVnOD4ccuo/s72-c/D3877a%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>43</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-3740463026267176298</id><published>2007-09-07T15:04:00.000+02:00</published><updated>2007-09-29T13:25:22.612+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>gli automobilisti napoletani sono cittadini italiani?</title><content type='html'>Chi si trovasse a circolare sulla Tangenziale di Napoli leggerà un bel cartello: Nella ci&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RuFNAkXxLzI/AAAAAAAAANY/UrmlCs-akp8/s1600-h/_3297833%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5107448124573560626" style="FLOAT: right; MARGIN: 0pt 0pt 10px 10px; CURSOR: pointer" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RuFNAkXxLzI/AAAAAAAAANY/UrmlCs-akp8/s320/_3297833%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ttà di Napoli, nei giorni lunedì, mercoledì e venerdì è vietata la circolazione agli autoveicoli Euro 0 ed Euro 1, ed ovviamente questi sono gli autoveicoli utilizzati dai meno abbienti che non hanno i mezzi e la possibilità di acquistare un nuova auto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come ho già detto in altra occasione, ritengo questa disposizione gravemente lesiva del diritto alla libera circolazione dei cittadini sul territorio nazionale così come garantito dalla Costituzione, ( Art. 16 - Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche.).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;E’ infatti un ulteriore sopruso che grava sulle spalle degli automobilisti napoletani che già sono costretti ogni anno (e su questo non ho obiezioni) a sottoporre la propria auto ad un controllo dei gas di scarico con conseguente rilascio del "bollino blu" (ovviamente a pagamento) che ne attesti l'idoneità alla circolazione (e quindi cadono i motivi di sanità). Inoltre ogni quattro anni prima, e ogni due anni successivamente le auto sono, per legge, obbligatoriamente sottoposte ad altro controllo che ne accerti la funzionalità (e quindi cadono i motivi di sicurezza).&lt;?xml:namespace prefix = o /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Non tutti sanno, tra l'altro, che per disposizione del presidente Bassolino la Campania è la Regione ove si paga il prezzo più alto per il carburante, ed il prezzo più alto per la tassa di possesso (ex tassa di circolazione). Non parliamo poi delle spese di assicurazione che probabilmente sono le più alte nel mondo!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ad ogni buon fine, poichè probabilmente non tutti sanno a quale classe appartenga la propria auto, invito i concittadini napoletani a controllare la loro carta di circolazione ed a verificare i seguenti dati: &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;pre-Euro 1 indica i veicoli "non catalizzati" a benzina e i veicoli "non ecodiesel": questi veicoli sono stati i primi ad essere colpiti da eventuali provvedimenti di limitazione;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Euro 1: indica le autovetture conformi alla direttiva 91/441 o i "veicoli commerciali leggeri" conformi alla direttiva 93/59. Ha introdotto l'obbligo per la casa costruttrice di montare la marmitta catalitica e di usare l'alimentazione a iniezione. E' entrata in vigore nel 1993.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Euro 2: indica le autovetture conformi alla direttiva 94/12 o i "veicoli commerciali leggeri" conformi alla direttiva 96/69. Normativa che ha richiesto modifiche anche sui diesel, è in vigore dal 1996.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Euro 3: indica i veicoli conformi alla direttiva 98/69. In vigore dal 2000, relativa all'ulteriore diminuzione delle emissioni, è obbligatoria per gli autoveicoli fabbricati dopo il 1 gennaio 2001. Alcune auto potrebbero essere state immatricolate nel 2001 ma fabbricate nel 2000 e quindi prive di EURO 3; alcune case costruttrici hanno anticipato l'obbligo per cui ci sono dei veicoli immatricolati prima del 2001 che rispettano l'EURO 3.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Euro 4: indica i veicoli conformi con la direttiva 98/69B. E' obbligatoria dal 1 gennaio 2006. Alcune case costruttrici hanno anticipato l'obbligo per cui ci &lt;span style="font-size:0;"&gt;&lt;/span&gt;sono molti veicoli precedenti che rispettano l'EURO 4.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-3740463026267176298?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/3740463026267176298/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=3740463026267176298' title='16 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/3740463026267176298'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/3740463026267176298'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2007/09/gli-automobilisti-napoletani-sono.html' title='gli automobilisti napoletani sono cittadini italiani?'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RuFNAkXxLzI/AAAAAAAAANY/UrmlCs-akp8/s72-c/_3297833%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-5226111858245819388</id><published>2007-09-05T18:15:00.000+02:00</published><updated>2007-09-05T18:39:47.958+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cronaca'/><title type='text'>Mobbing = emarginazione, prevaricazione, maltrattamento, dequalificazione</title><content type='html'>Il mobbing è uno dei fenomeni di cui poco si parla ma che molto si applic&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/Rt7XFkXxLyI/AAAAAAAAANQ/k65KqqngUxU/s1600-h/abuso%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5106755518147407650" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/Rt7XFkXxLyI/AAAAAAAAANQ/k65KqqngUxU/s400/abuso%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;a.&lt;br /&gt;E' un comportamento distruttivo, umiliante e mortificante che spesso provoca nelle vittime gravissimi problemi psicologici e che, in qualche caso, ha condotto anche al suicidio.&lt;br /&gt;La Cassazione ha sentenziato che il mobbing non è un reato perchè non vi sono specifiche leggi che lo contemplano. E' la verità, tuttavia è una situazione vergognosa di cui il Parlamento non si interessa, probabilmente perchè gli interessi in gioco sono molti.&lt;br /&gt;Tralasciamo il caso delle piccole o piccolissime aziende dove fenomeni del genere possono essere causati dai motivi più vari. Parliamo invece delle Aziende medio-grandi, grandi, grandissime dove i casi sono più numerosi e generalizzati.&lt;br /&gt;Cosa succede quando una di queste aziende ha qualche difficoltà o,comunque,vuole massimizzare gli utili? Semplice: si rivolge ad aziende specializzate, i cosiddetti "tagliatori di teste" per preparare il "piano di ristrutturazione".&lt;br /&gt;Questi vengono, rompono i coglioni per mesi mettendo il naso in ogni ciclo produttivo,in ogni attività, in ogni scrivania, ed infine segnalano tutti quei settori in cui è possibile meccanizzare la produzione e ridurre il personale.&lt;br /&gt;Il sistema, in pratica è sempre quello: sfruttare al massimo le risorse umane esistenti ed eliminare quelle in eccesso.&lt;br /&gt;Il piano viene esaminato ai massimi livelli: Presidente, Amministratore Delegato, Direttore Generale e, talvolta, persino il Consiglio di Amministrazione. A questo punto sorge il problema: come eliminare le persone, considerato che queste sono tuttora (ma sempre meno) tutelate dal cosiddetto "statuto dei lavoratori"? Semplice: si prepara un piano di "esodo agevolato" e di prepensionamento con il quale, incentivando i lavoratori con quattro soldi, li si convince a dimettersi.&lt;br /&gt;Come pensate che abbiano fatto le Poste, le Ferrovie, la Fiat, la Telecom, le banche e così via per "esodare" migliaia e migliaia di persone con i pessimi risultati che sono sotto gli occhi di tutti?&lt;br /&gt;Esattamente con questi sistemi. Peraltro è sufficiente che l'azienda ottenga lo "status" di azienda in crisi o in ristrutturazione e i prepensionamenti vengono autorizzati (naturalmente con spese a carico della collettività)&lt;br /&gt;Poi vi sono i lavoratori che, comunque, resistono a queste pressioni. Per loro si applica il mobbing. Un mobbing scientifico, organizzato, che discende dalle alte o altissime sfere e che vede nei dirigenti di più basso livello i boia esecutori del mandato. E a questo punto sono le singole persone ad essere maltrattate, isolate, schiavizzate, derise, mortificate fino a distruggerle ed a far crollare la loro resistenza. Questa è la reale situazione amici miei. Tutto il resto è fantasia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-5226111858245819388?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/5226111858245819388/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=5226111858245819388' title='15 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/5226111858245819388'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/5226111858245819388'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2007/09/mobbing-emarginazione-prevaricazione.html' title='Mobbing = emarginazione, prevaricazione, maltrattamento, dequalificazione'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/Rt7XFkXxLyI/AAAAAAAAANQ/k65KqqngUxU/s72-c/abuso%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>15</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-1402793625175638518</id><published>2007-09-03T15:09:00.000+02:00</published><updated>2007-09-03T17:57:05.109+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Religione'/><title type='text'>VERGOGNA, VERGOGNA, VERGOGNA!</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RtwWkUXxLwI/AAAAAAAAANA/r5nk2xGf45g/s1600-h/miscellaneous_78%5B1%5D.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5105980890730802946" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RtwWkUXxLwI/AAAAAAAAANA/r5nk2xGf45g/s400/miscellaneous_78%5B1%5D.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Oggi, cari amici che mi leggete, siamo tutti un poco più poveri. Una di noi, l’amica Esidra, una delle più eloquenti e feconde blogger che, con centinaia di interessantissimi post pubblicati in pochi mesi stimolava la nostra fantasia e le nostre riflessioni, si è disgustata ed avvilita e ci ha lasciati.&lt;br /&gt;Perché questo?&lt;br /&gt;Perché si è convinta che il vecchio detto latino sull’inutilità di “gettare le perle ai porci” sia tuttora, e più che mai valido. Perché ormai vi sono in giro per il web numerosi personaggi dogmatici, integralisti, ottusi che hanno dato il cervello all’ammasso e che oltre a credersi i depositari di una verità assoluta ritengono che l’unico modo per dissentire sia quello di insultare ed offendere.&lt;br /&gt;Perché l’educazione, il saper vivere, il saper accettare e meditare ciò che dicono gli altri è diventato un “optional” di cui i loro minuscoli cervelli sono assolutamente privi.&lt;br /&gt;Perché non ci si rende conto che quando si entra in un blog è come se si entrasse in casa altrui e ci deve comportare con il rispetto e la cortesia che quest’azione richiede.&lt;br /&gt;Perché se le informazioni o le opinioni che si leggono, non piacciono o sono difformi dalle proprie, si può esternare il proprio dissenso con il dovuto rispetto per il padrone di casa, oppure si chiude in silenzio la porta, si esce e non si torna più.&lt;br /&gt;Perché quando ci si trova in casa altrui, e si commenta, non si usano espressioni quali: “ma da dove tiri fuori le cazzate che scrivi?” oppure si definisce la padrona di casa “falsa e ipocrita”. E sono gli stessi personaggi che quando vengono giustamente rintuzzati si vestono da agnelli e biascicano: “io non ho mai insultato nessuno...ho solo chiesto informazioni...”&lt;br /&gt;Perché la mia vetusta ma irrinunciabile educazione quale veniva insegnata nei primi decenni del secolo scorso mi impone di rivolgermi sempre con cortesia quando si parla con una signora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per i pochi viandanti che non la conoscono spiegherò chi è Esidra.&lt;br /&gt;Esidra, ci si creda o meno ha poca importanza, è una sensitiva. Nel suo blog c’era questa chiosa:&lt;br /&gt;“Pensieri e parole di Dio per tutti i figli del mondo&lt;br /&gt;Tutti i post che riporto in questo blog sono messaggi che provengono direttamente da Dio, Egli quotidianamente desidera far giungere a tutti i Suoi figli lo sprone necessario per migliorare la nostra vita ed adeguarci a ciò che è meglio per ognuno di noi nel rispetto di tutto e di tutti, allo scopo di migliorarci e garantirci le basi solide che ci ricondurranno da dove proveniamo, la nostra vera casa, la Città Celeste.”&lt;br /&gt;In uno dei suoi ultimi post scriveva:&lt;br /&gt;” Potrei essere una visionaria, un’illusa, ma sincera e su questo non ci piove, pensate solo per un attimo al significato della parola “sincerità”, questo implica fiducia, stima, disponibilità a rapportarsi, è un termine che solo al pensarlo in silenzio dentro di sé, fa in modo che il cuore subisca un’espansione.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti i suoi post, e ne ho letti centinaia, esprimevano una profonda visione religiosa e concetti di sana moralità.&lt;br /&gt;Mai Esidra ha chiesto qualcosa a qualcuno o ha cercato di imporre il suo credo a chicchessia. Anzi è sempre stata in prima fila per condannare i viziosi, i malvagi, gli osceni, i pedofili, gli sfruttatori, i falsi profeti delle varie sette che si arricchiscono alle spalle dei loro adepti.&lt;br /&gt;Dirò di più: mai Esidra ha pubblicizzato il suo personale diretto impegno nel sociale e i generosi aiuti effettuati di tasca sua a chi ne aveva bisogno. Come lo so? Semplice: me lo ha detto casualmente, nel corso di un colloquio telefonico, una mamma che aveva bisogno di denaro per curare il suo bambino ed alla quale avevo elargito un minuscolo contributo.&lt;br /&gt;E che altro è Esidra? Una vecchia fattucchiera danarosa?&lt;br /&gt;No, è una giovane bellissima mamma della media borghesia, innamorata della sua figliola, di suo marito e del mondo intero perché ci considera tutti figli suoi, me compreso che potrei essere suo nonno!&lt;br /&gt;E’ una donna perfetta? Assolutamente No. E’ una donna fragile come ogni essere umano e come ogni essere umano ha i suoi difetti: è orgogliosa, puntigliosa, facile ad offendersi perché molto sensibile, impulsiva. E chi di noi non lo è? Passiamoci una mano sulla coscienza: chi di noi non si incazzerebbe e andrebbe anche fuori dalle righe di fronte a certi virulenti attacchi?&lt;br /&gt;Se io scrivessi sul mio blog che amo Giovanni XXIII e che non stimo papa Ratzinger quali commenti accetterei?&lt;br /&gt;Se mi dicessero che sono in errore perché Ratzinger è una bravissima santa persona mentre papa Giovanni ha commesso numerosi errori durante il Concilio Vaticano Secondo non avrei nulla da obiettare, anche se, in assenza di prove, probabilmente resterei della mia opinione. Ma se mi dicessero “sei un ipocrita ignorante e disinformato perché papa Giovanni era soltanto un vecchio ciccione megalomane” mi incazzerei come una belva, risponderei a tono e probabilmente cancellerei il commento.&lt;br /&gt;Nel mio blog c’è una chiosa dove dico: “Accetto qualsiasi commento, anche sgradevole e polemico. Avverto però che cancellerò immediatamente ogni commento osceno o blasfemo, così come segnalerò perchè vengano cancellati i siti con contenuto dello stesso tenore o comunque truffaldini e passibili di comunicazione alle autorità competenti”&lt;br /&gt;Un’ultima considerazione prima di chiudere: molti potrebbero dire che una che afferma di parlare con Dio è una psicopatica. Può darsi, ma a parte il fatto che sarebbe un suo e non un nostro problema faccio una domanda ai cosiddetti cattolici o a chiunque altro la pensasse così: perché non considerate psicopatici anche i sei ragazzi di Medjugorie che dal 1981 affermano di parlare giornalmente con la Madonna e di riceverne messaggi? Perché vi recate là in pellegrinaggio? Perché leggete devotamente i suoi messaggi, peraltro a mio avviso molto meno circostanziati di quelli di Esidra? Perché non dite che anche la Madonna dice cazzate considerato che uno dei suoi primi messaggi è il seguente?:&lt;br /&gt;«CONVERTITEVI, VIVETE COME DICE IL VANGELO: VOI AVETE CAMBIATO IL VANGE&amp;shy;LO, FATE DIRE AL VANGELO CIÒ CHE VI FA COMODO. IL VANGELO VA PRATICATO ALLA LETTERA. VOI NON AMATE DIO COME VA AMATO, NON LO METTETE AL PRIMO POSTO E NON AMATE IL PROSSIMO COME VOI STESSI, SIETE MOLTO EGOISTI!».&lt;br /&gt;Ma, vivaddio, non sono forse le stesse cose che trovavamo nei post di Esidra?&lt;br /&gt;Vergogna, vergogna, vergogna!. Spero soltanto che Esidra torni presto tra noi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-1402793625175638518?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/1402793625175638518/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=1402793625175638518' title='15 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/1402793625175638518'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/1402793625175638518'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2007/09/vergogna-vergogna-vergpgna.html' title='VERGOGNA, VERGOGNA, VERGOGNA!'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RtwWkUXxLwI/AAAAAAAAANA/r5nk2xGf45g/s72-c/miscellaneous_78%5B1%5D.gif' height='72' width='72'/><thr:total>15</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-5731476325291077979</id><published>2007-09-01T10:45:00.000+02:00</published><updated>2007-11-06T12:03:03.609+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cronaca'/><title type='text'>il mio amico Pasquale e Madre Teresa</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il mio vicino di casa si chiama Pasquale. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Pasquale è il tipico italiano meridionale medio: simpatico, socievole, chiacchierone, talvolta un po’ invadente e... credulone. Per Pasquale tutto ciò che è scrittura, libri, giornali e persino riviste scandalistiche, è oro colato. Non parliamo poi della radio o della televisione; ciò che viene detto dallo schermo televisivo è vangelo, sacro e intoccabile. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Purtroppo molti italiani, e non solo italiani, sono così. Basti pensare alle migliaia di americani che si precipitarono terrorizzati nelle strade quando Orson Welles trasmise, via radio, una realistica “Guerra dei mondi”. E che dire della fiducia demenziale con la quale tante, troppe persone si affidano, e si fanno spennare, da ciarlatani che occhieggiando da patinate riviste o da canali televisivi si spacciano per maghi e veggenti? o da quelli squallidi individui che con libri, opuscoli e interviste irretiscono e plagiano le persone adescandoli nelle loro malefiche sette e si arricchiscono alle loro spalle? &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Com’è facile, purtroppo, approfittare delle persone che mai, come oggi, sono frastornate e indebolite nella loro capacità di giudizio da una vita sempre più frenetica, caotica e compulsa da stimoli di ogni genere.&lt;br /&gt;Tempo addietro ero in una macelleria e ordinavo delle succulente fettine di vitello quando Pasquale , che stava acquistando delle uova, mi guardò sbigottito: “ Ma che fai? Compri la caaarneee?!” – “Sì, perché?” – “Ma non hai letto che c’è la mucca pazza?” – “Sì, ma è in Inghilterra, e qui siamo in Italia”. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Pasquale scrollò la testa e si allontanò borbottando. Purtroppo il timore della mucca pazza contagiò l’Italia e per mesi e mesi la carne fu bandita dalle mense con grave danno per l’economia del nostro paese. La stessa cosa è avvenuta più di recente per il pollame. Giornali e televisione strombazzavano l’incubo dell’aviaria e la gente non comprava più polli e neppure le uova. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Certo, un tempo, i giornalisti erano gente abbastanza seria; le notizie venivano controllate e pubblicate senza esagerazioni. Poi il mondo è lentamente cambiato e non tutti se ne sono accorti. Oggi la cosa importante è vendere, e vendere quanto più è possibile perché così si accrescono gli introiti pubblicitari. Oggi è l’epoca dello “scoop”, del “gossip”, della “new age”, dei “guru”, della notizia gonfiata, trasformata, modificata, ampliata che deve colpire, interessare, convincere. E non importa se si dicono balle, tanto, dopo un po’ di tempo nessuno se ne ricorda più. Ed anche gli scrittori, i critici, i saggisti si sono adeguati a questa regola: spariamole grosse, l’importante è vendere. E noi? Il nostro senso critico, il nostro discernimento dov’è andato a finire?&lt;br /&gt;Io, per mia disgrazia, o per mia fortuna, difficilmente credo a ciò che leggo o ascolto se non ho la possibilità di controllarne la veridicità. Come dovrebbe fare ogni buon giudice, cerco di ascoltare più campane e di verificare le prove. In un’ epoca in cui gli ideali sono sempre più rarefatti e gli esempi da imitare, o stimare, sono sempre meno numerosi cerco di guardare le cose e le persone con occhio obiettivo. Tra le persone cui ho guardato, e guardo, con stima e simpatia, pur riconoscendo che anche loro sono state soggette ad errori ed umane debolezze, vi sono anche Karol Wojtyla e Madre Teresa di Calcutta. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ora, un alto prelato, a mio avviso poco onesto e poco serio, ha divulgato in un libro le lettere a lui inviate da Madre Teresa nelle quali ella confidava certi suoi momenti di scoramento e di sofferenza. In una di queste dice: "Gesù ha un amore molto speciale per te. Ma per me, il silenzio e il vuoto è così grande che io lo cerco e non lo trovo, provo ad ascoltarlo e non lo sento". &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Queste lettere, per espressa volontà della scrivente, dovevano essere distrutte: erano delle confidenze, delle confessioni che un qualsiasi piccolo e onesto prete di campagna avrebbe sicuramente bruciate rispettando il segreto. Ma l’alto (?) prelato, no. Le ha conservate ed ora ne parla e le fa pubblicare. Un po’ di pubblicità non fa male a nessuno siano essi magistrati, politici, veline, fotografi rampanti o prelati. Che tristezza! Che mondo sempre più miserabile!&lt;br /&gt;Leggo che alcuni bloggers, Giacomo e Alice che stimo e rispetto, hanno affermato che “ Madre Teresa la presunta santa chiese denaro ai dittatori sanguinari di Haiti che massacravano anche i suoi poveri.” Ed anche che “buttava via i materassi che le venivano offerti , diceva che i malati dovevano stare senza, non potevano neanche ricevere visite dai parenti, non somministrava medicine, diceva che bisognava abbracciare la sofferenza, ha fatto morire bambini di appendicite perchè non riteneva opportuno mandarli in ospedali qualificati.... ha fatto morire persone nella più grande sofferenza... e c'è anche un libro che ne parla”. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Queste stroncature mi hanno colpito e mi sono detto che forse, anche in questo caso, la grancassa mediatica di elogi sulla figura di Madre Teresa mi aveva tratto in inganno e fatto sembrare oro ciò che era vile metallo. Poi, come di consueto, ho deciso di approfondire e di individuare questo libro diffamatorio e credo di averlo individuato. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Si tratta di “The Missionary Position, Mother Teresa in Theory and Practice” scritto da Christopher Eric Hitchens. Nel suo libro Hitchens critica con estrema virulenza la suora Albanese e l’accusa di mancanza di trattamenti sanitari nei confronti dei malati, di anacronistiche posizioni in materia di contraccezione, divorzio e aborto, oltre a stigmatizzare l’atteggiamento che Madre Teresa tenne con dittatori come “Papa doc” Duvalier ad Haiti, da cui ottenne donazioni in denaro, così come con Charles Keating, condannato per frode, che utilizzò parte dei proventi fraudolenti per finanziare le opere della suora. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ma chi è questo Hitchens? è un giornalista, scrittore e critico letterario inglese, molto conosciuto per il suo perenne atteggiamento dissacratorio, il suo ateismo, e la sua ostilità verso qualsivoglia forma di religione. Egli così dice di sé: « Sono un ateo. Non sono neutrale rispetto alla religione, le sono ostile. Penso che essa sia un male, non solo una falsità. E non mi riferisco solo alla religione organizzata, ma al pensiero religioso in sé e per sé ». &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;In effetti si può tranquillamente affermare che è difficile trovare dei personaggi o delle istituzioni che non siano caduti sotto la feroce penna del giornalista; oltre, ovviamente, ai suoi caustici attacchi alla Chiesa Cattolica vi sono quelli sferrati contro Henry Kissinger, Donald Reagan, Bush senior, Bill Clinton, l’attore Mel Gibson, il deputato socialista britannico George Galloway (che, per tutta risposta lo definì “un pupazzo ubriacone ed un utile idiota”), il Dalai Lama, e persino contro Cindy Sheehan la madre che, avendo perso un figlio in Iraq, si batte per porre fine alla guerra con una serie di manifestazioni e di comizi. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il mio amico Pasquale presterebbe fede assoluta alle parole di Hitchens, seguendo l’assioma: – sono state scritte quindi sono vere -. Il mio spirito critico, invece, si rifiuta di credere sia che siano la verità assoluta sia che siano i vaneggiamenti di un alcolizzato. Ritengo infatti che nel corso della vita di un qualsiasi essere umano vi siano fasi di grandezza e fasi di debolezza. L’importante è che le prime prevalgano sulle seconde. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Se io, infatti, parlassi solo delle debolezze o dei lati oscuri di una persona pur dicendo il vero ne farei un ritratto distorto ed ingannevole. Se dicessi solo che Leonardo da Vinci era omosessuale e forse pedofilo direi probabilmente la verità, ma una verità faziosa e ingannevole che trascurerebbe totalmente l’immensa grandezza dell’uomo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;E così, se di Madre Teresa considerassi solo gli umanissimi errori e le debolezze le farei un imperdonabile torto. Credo che sia oggi universalmente riconosciuto che il Vaticano, pur con i suoi enormi errori e difetti che assolutamente non voglio sottacere, sia estremamente serio, pignolo e scrupoloso in occasione dei processi di beatificazione. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il Vaticano, infatti, sa bene che qualsiasi errore lo metterebbe in condizione di essere violentemente attaccato da tutti i suoi oppositori che, tra l’altro, sono in questi anni particolarmente virulenti. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ebbene, forse non tutti sanno che in occasione del processo di beatificazione di Madre Teresa, proprio Christopher Hitchens fu chiamato dal Vaticano a svolgere il ruolo un tempo chiamato dell’Avvocato del Diavolo. Egli rese la sua testimonianza da Washington e le sue argomentazioni, dopo attenta valutazione, non furono giudicate di rilievo tale da impedire la beatificazione della suora. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;A proposito dell’operato di Madre Teresa scrive, giustamente la mia amica Esidra: “Di cosa si dovrebbe scusare o vergognare chi ha dedicato la propria vita terrena al puzzo della materia, alle piaghe sanguinolente, ai rantoli della morte tra malattie incurabili?” Ed io concordo con lei. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Chi di noi, seduto nella sua comoda poltrona con la pancia piena e gli occhi incollati alle “veline” televisive, può permettersi di giudicare questa minuscola donna che per tutta la vita si è affannata tra il fetore della miseria e della morte, in un paese ostile, cercando di donare amore e sollievo ai “poveri tra i poveri” ai lebbrosi, agli incurabili, agli afflitti? Ha accettato i soldi di “Papa doc” Duvalier? Ma vivaddio chi non accetterebbe denaro anche dal diavolo in persona pur di alleviare le sofferenze di un proprio figlio o di una persona cara? E credo che non vi possa essere miglior conclusione per questo post che chiuderlo con le parole di Madre Teresa: &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;DAI IL MEGLIO DI TE...&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;L'uomo è irragionevole, illogico, egocentrico&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;NON IMPORTA, AMALO&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Se fai il bene, ti attribuiranno secondi fini egoistici&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;NON IMPORTA, FA' IL BENE&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Se realizzi i tuoi obiettivi, troverai falsi amici e veri nemici&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;NON IMPORTA, REALIZZALI&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il bene che fai verrà domani dimenticato&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;NON IMPORTA, FA' IL BENE&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;L'onestà e la sincerità ti rendono vulnerabile&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;NON IMPORTA, SII FRANCO E ONESTO&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Quello che per anni hai costruito può essere distrutto in un attimo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;NON IMPORTA, COSTRUISCI&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Se aiuti la gente, se ne risentirà&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;NON IMPORTA, AIUTALA&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Da' al mondo il meglio di te, e ti prenderanno a calci&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;NON IMPORTA, DA' IL MEGLIO DI TE&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;-----------------------------------------------------&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;p.s. divertitevi con il post qui sotto&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-5731476325291077979?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/5731476325291077979/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=5731476325291077979' title='27 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/5731476325291077979'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/5731476325291077979'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2007/09/il-mio-amico-pasquale-e-madre-teresa.html' title='il mio amico Pasquale e Madre Teresa'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><thr:total>27</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-8375771445352968007</id><published>2007-09-01T09:07:00.000+02:00</published><updated>2007-09-01T13:16:10.437+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cronaca'/><title type='text'>Fino a che punto siamo creduloni?</title><content type='html'>Sul sito &lt;a href="http://www.francobampi.it/franco/ditutto/curiosita/creduloni.htm"&gt;http://www.francobampi.it/franco/ditutto/curiosita/creduloni.htm&lt;/a&gt; ho trovata questa interessante, divertente e significativa chicca che non potevo non sottoporvi sia perchè conferma alcuni miei pensieri sia perchè tutti i 7 punti enunciati sono rigorosamente esatti!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 26 aprile una matricola della scuola &lt;a href="http://www.d91.k12.id.us/www/eagle/Eagle.htm" target="_blank"&gt;Eagle Rock Junior High&lt;/a&gt; ha vinto il primo premio alla Greater ldaho Science Fair (Grande Expo Scientifico in Idaho). Il suo sforzo è stato quello di mostrare quanto siamo diventati condizionabili dagli allarmismi di chi esercita scienza a buon mercato e diffonde paure su tutto ciò che ci circonda. Nell'ambito del suo progetto egli ha sollecitato i cittadini affinché firmassero una petizione per porre sotto stretto controllo o per eliminare completamente un composto chimico denominato «monossido di bi-idrogeno». Le ragioni sono molte e tutte valide; infatti questa sostanza chimica:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) può causare eccessiva sudorazione e vomito;&lt;br /&gt;2) è il componente principale delle piogge acide;&lt;br /&gt;3) allo stato gassoso è in grado di provocare gravi ustioni;&lt;br /&gt;4) una inalazione accidentale può uccidere una persona;&lt;br /&gt;5) contribuisce all'erosione;&lt;br /&gt;6) diminuisce l'efficacia dei freni delle automobili;&lt;br /&gt;7)è stata trovata nei tumori dei malati terminali di cancro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egli ha chiesto a 50 persone di sostenere la proibizione di questa sostanza chimica. Quarantatré hanno detto di sì, sei erano indecise e solo una sapeva che questa sostanza chimica era l'acqua.&lt;br /&gt;Il titolo del premio da lui vinto era «How Gullible Are We?» - «Fino a che punto siamo creduloni?». Egli ha avuto la sensazione che la risposta fosse ovvia.&lt;br /&gt;In conclusione... avete gustato il vostro bicchiere d'acqua oggi?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-8375771445352968007?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/8375771445352968007/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=8375771445352968007' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/8375771445352968007'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/8375771445352968007'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2007/09/fino-che-punto-siamo-creduloni.html' title='Fino a che punto siamo creduloni?'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-5780282959206265002</id><published>2007-07-28T16:44:00.000+02:00</published><updated>2007-07-29T00:06:34.937+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ambiente'/><title type='text'>"Ottimi" lavori fognari del Comune di Napoli</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Ultimissima!&lt;/strong&gt; Diverse strade adiacenti l'ospedale pediatrico Santobono sono da giorni interessate da lavori di scavo, effettuati per disposizione del Sindaco, per lo spostamento di alcune fognature. Come di consueto i lavori vengono effettuati con estrema attenzione e perizia. Infatti, altrettanto come di consueto, i danni per i residenti non si sono fatti attendere. Il danneggiamento di una condotta idrica ha infatti oggi, sabato 28 luglio, riempito gli scavi d'acqua. Ovviamente i palazzi circostanti sono sotto la minaccia di infiltrazioni e di &lt;a href="http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RqtcSiYEzEI/AAAAAAAAAMo/cbllsXLwevc/s1600-h/28-7-07i2.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5092265277207661634" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RqtcSiYEzEI/AAAAAAAAAMo/cbllsXLwevc/s400/28-7-07i2.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;lesioni delle fondamenta. Inutile dire che buona parte del quartiere è rimasto senz'acqua potabile, cosa ovviamente salutare ed utilissima perchè così si eviterà di lavarsi (cosa che danneggia la pelle), di farsi la doccia (cosa che può provocare artrosi e reumatismi) e di bere l'acqua del rubinetto (cosa che danneggia i produttori di acque minerali). E' probabile inoltre che dovranno essere effettuati lavori di consolidamento delle fondamenta dei palazzi danneggiati, e questo comporterà maggiore occupazione per gli addetti ai lavori. Grazie Sindaco Iervolino, le siamo debitori!&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Attenzione! &lt;/strong&gt;apprendo ora, dagli addetti ai lavori, che lo spostamento di queste fognature che viene effettuato con i soldi dei cittadini, è stato stabilito &lt;strong&gt;per consentire a delle cooperative di privati di scavare dei parcheggi sotterranei sotto le nostre strade. Non ho parole....&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Aaaaaah, mi è stato precisato che questi parcheggi sono soltanto in concessione, e che, tra soli 99 anni, ritorneranno in possesso del Comune. Ecco, questa felice notizia mi ha assolutamente tranquillizzato...&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5391437477600632562-5780282959206265002?l=sergioberto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergioberto.blogspot.com/feeds/5780282959206265002/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5391437477600632562&amp;postID=5780282959206265002' title='54 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/5780282959206265002'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5391437477600632562/posts/default/5780282959206265002'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergioberto.blogspot.com/2007/07/ottimi-lavori-fognari-del-comune-di.html' title='&quot;Ottimi&quot; lavori fognari del Comune di Napoli'/><author><name>Sergio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10556937632955119734</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://photos1.blogger.com/x/blogger2/7922/658134457714920/212/z/260214/gse_multipart37907.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RqtcSiYEzEI/AAAAAAAAAMo/cbllsXLwevc/s72-c/28-7-07i2.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>54</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5391437477600632562.post-7489702985754051567</id><published>2007-07-23T01:46:00.000+02:00</published><updated>2007-07-23T02:25:35.111+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Costume'/><title type='text'>Caffè, Pizza e... Sfogliatelle.</title><content type='html'>&lt;strong&gt;IL CAFFE'&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RqPuRE_qXlI/AAAAAAAAAMI/A790DzqFqlo/s1600-h/_1369834%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5090173981024738898" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RqPuRE_qXlI/AAAAAAAAAMI/A790DzqFqlo/s320/_1369834%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;A Napoli, oltre a tante cose pessime, vi sono anche, a parte l’incomparabile bellezza della natura, molte cose eccellenti: monumenti, musei, teatri, biblioteche, pinacoteche, ottimi ristoranti e così via. Ma oggi voglio parlarvi di cose semplici, gustose, e caratteristiche di questa città. Una delle prime è certamente ‘o cafè – il caffè. Non tutti sanno che l’origine del caffè è molto antica: pare che nello Yemen vi fosse un pastore i cui cammelli e le greggi dormivano poco e si mantenevano vigili e vivaci dopo aver mangiato certe bacche. I monaci di un vicino monastero pensarono di utilizzare queste bacche per mantenersi più svegli ed alacri e poter lavorare e pregare più a lungo.&lt;br /&gt;Da qui nacque l’uso di questa bacca, e successivamente si scoprì che la torrefazione ne ampliava e ne migliorava la degustazione.&lt;br /&gt;La preparazione del caffè napoletano rappresenta quasi un rito la cui preparazione è stata magistralmente esposta da Eduardo de Filippo nella sua celebre commedia “questi fantasmi”. La bontà del caffè napoletano, che si può gustare quasi in ogni bar, è dovuta principalmente a due elementi: un’ottima miscela di caffè e l’acqua di Napoli che, pur non essendo oggi esclusivamente proveniente dalle fonti del Serino, mantiene ottime caratteristiche organolettiche. Notissima è anche l’apologia che n&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RqPwNE_qXmI/AAAAAAAAAMQ/Vc1rxpsXWbQ/s1600-h/pizza%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5090176111328517730" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RqPwNE_qXmI/AAAAAAAAAMQ/Vc1rxpsXWbQ/s320/pizza%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;e fa il grande Fabrizio De André nella sua canzone “don Raffaè”.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;LA PIZZA&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Altra specialità prettamente napoletana è la pizza. E’ probabile che la sua origine derivi dalle antichissime focacce, alcune già note agli Etruschi ed agli antichi romani e comunque, più recentemente, abbastanza diffuse nelle zone di Bari e di Genova. La pizza napoletana, come la conosciamo oggi, ebbe origine intorno al 1730 e due antiche pizzerie napoletane se ne contendono l’invenzione. Questa antica pizza è la famosa “marinara”. Tuttavia l’inesperto che dovesse ordinarla resterebbe deluso di non trovarvi frutti di mare ma solo pomodoro, aglio e origano!. Il nome deriva dal fatto che questi ingredienti potevano essere conservati a lungo senza deteriorarsi e venivano utilizzati dai marinai per preparare la pizza durante i lunghi viaggi per mare. La vera pizza napoletana, fino a qualche tempo fa, era piuttosto spessa ma sempre morbida e gustosa. Oggi, anche per venire incontro ai gusti dei giovani, è più sottile e più larga. Le varietà di pizza sono innumerevoli e dalle parti di Vico Equense si può gustare un’altra tipica varietà di pizza: la pizza a metro. Questa pizza, secondo il numero dei commensali, viene quindi ordinata in base alla lunghezza e poi suddivisa. Praticamente sconosciuta al di fuori di Napoli fin verso la fine della seconda guerra, oggi la pizza è diffusa ed apprezzata in tutto il mondo. Resto comunque del parere che chi vuole gustare una vera pizza, cotta nel forno a legna, deve ancora venire solo qui.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;LA SFOGLIATELLA&lt;/strong&gt;. &lt;a href="http://bp1.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RqPtek_qXkI/AAAAAAAAAMA/U9vTOMlSWsY/s1600-h/foto-sfo2.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5090173113441345090" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_tqNcXqlcPy4/RqPtek_qXkI/AAAAAAAAAMA/U9vTOMlSWsY/s320/foto-sfo2.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Anche la sfogliatella, tipico dolce napoletano, ha una storia antica, addirittura di qualche decennio prima della pizza. Naturalmente, come molti altri squisiti prodotti, nasce in un monastero e precisamente in quello di Santa Rosa, vicino ad Amalfi. La preparazione, fatta dalle monache, era molto laboriosa; bisognava preparare strisce lunghissime e sottilissime di un impasto fatto con farina, acqua e sugna cui poi bisognava dare la forma voluta, arrotolandole, tagliandole e riempiendole con un composto di semolino, ricotta, uova, zucchero e canditi. Il tutto veniva cotto in forno ad alta temperatura e poi servito ricoperto di zucchero a velo con un cordone di crema e di marmellata di amarene. La sfogliatella, che all’epoca si chiamava Santa Rosa, può essere di due tipi: La riccia, molto croccante, è formata da una pasta sfoglia di strati sovrapposti,. La frolla è invece ovviamente realizzata con soffice e delicatissima pasta frolla. La S
