domenica 23 dicembre 2007

il blog compie 10 anni. Auguri!


Sono passati dieci anni da quel 23 dicembre 1997 in cui, per la prima volta al mondo, venne pubblicato il primo BLOG.
Ciò avvenne ad opera di Jorn Barger (nella foto) nato a Yellow Spring nell' Ohio nel 1953. Si dice sia stato lui a coniare il termine Weblog (da cui Blog) per descrivere il processo di navigare attraverso il Web e di scrivere una sorta di "diario".
I suoi scritti, talvolta accusati di antisemitismo, spaziarono dalla letteratura ( ha scritto parecchio su James Joice) alla tecnica ed alla intelligenza artificiale.
Barger iniziò con dei brevi commenti nel suo sito denominato Robot Wisdom cui seguirono articoli sempre più approfonditi in vari campi; dalla tecnologia, al commercio, alla religione, alla caccia.
In Italia i primi blog iniziarono nel 2001 grazie ai servizi gratuiti dedicati forniti da parte di numerosi ISP (Internet Service Provider).
Il blog è divenuto oggi un fenomeno di massa, una comunità virtuale di milioni di persone nella quale ognuno può esprimersi come meglio crede ed entrare in comunicazione con altri, spesso territorialmente lontani, ma altrettanto spesso vicini nella condivisione di pensieri, emozioni ed idee.
Nascono e scompaiono amicizie, conflitti, rivalità ed anche, sovente, veri e propri rapporti di intimità e confidenza molto più reali e appaganti di quelli che si possono talvolta avere con i propri familiari o con gli amici personali.
Colgo pertanto la felice coincidenza di questo decennale del Blog con le feste natalizie e di fine anno per inviare un riconoscente saluto a tutti gli ISP italiani (sono oltre 100) e un affettuoso saluto ed augurio a tutta l'immensa comunità dei bloggers.

mercoledì 19 dicembre 2007

'O Vesuvio - A Capodanno -10 cose da gettar via


La vulcanica Lady Info benché non sia ancora arrivato il Natale già pensa a cosa getterà dalla finestra a Capodanno.
E poiché le piace fruculiare 'a mazzarella 'e San Giuseppe ha invitato alcuni amici, tra cui il sottoscritto, a fare altrettanto e a citare 10 oggetti (o persone) da rottamare.
Bene, non sono sicuro che la proposta mi dispiaccia perché avrei diverse idee al riguardo... mi sembra, però, che la "rottamazione" sia circoscritta a ciò che è contenuto nella propria abitazione e questo mi limita molto perché pensavo ad alcuni politici (nazionali e non), ad alcuni esponenti italioti del Ku-Klux-Clan (preciso che: italioti = italiani+idioti), ad alcuni "boss" delle varie mafie, inclusi banchieri, faccendieri, imprenditori che si arricchiscono col lavoro nero o con impianti privi di qualsiasi sicurezza, e così via.
Vedo però che sto cadendo nel "sociale" e questo non rientra nel tema giocoso che è stato proposto.

Allora vediamo un po'.
Intanto non getterei nulla fuori dalla finestra sia perché, anche se un po' carogna, sono una persona bene educata, sia perché di "monnezza" per strada ne abbiamo già qualche milione di tonnellate, e quindi... IDEA! Il Vesuvio!
Sì, il cratere del Vesuvio va benissimo, la lava fumante distrugge tutto.
1- Intanto avrei una inutile raccolta di un centinaio di floppy, no, non quelli piccoli e ancora utili, sai? Quelli vecchi ma proprio vecchi: quelli quadrati da 5 pollici e un quarto. Io li prendo per gettarli ma poi mi fanno pena e li rimetto a posto.

2 -Una cinepresa superotto guasta e inutilizzabile, però... quanti ricordi. Meglio di no.

3 -Poi potrei...vi prego...potrei rottamare il marito della inquilina a fianco che, quando pesta i numerosi escrementi di cani di cui è disseminata la strada, si pulisce i piedi (scarpe 45) sul mio stuoino, lasciando il suo tappetino immacolato?

4 -Vittorio Sgarbi e Cecchi Paone. So' diventati du' palleee. E non possono servire manco per l'albero di Natale. Come? Non si puooo? E perchè?

5 - Le sigarette... eh sì. 'Na parola... faranno anche male ma guardo e leggo Andrea Camilleri (c'iavrà 90 anni, no?) che fuma come dieci turchi ma scrive da padreterno e... accendo una sigaretta e mi consolo.

6 - L'astuccio degli occhiali. Siccome uso quelle leggerissime e fragilissime lenti con montatura al titanio, l'ottico, per proteggerle, mi ha fornito un tremendo astuccio rigido, a scatto, che è peggio di una trappola per orsi e che mi avrà già morso con gusto le dita una decina di volte.

7 - Le scarpe del matrimonio. Usate solo una volta (eh sì ce l'ho ancora). Costarono una fortuna, nere, in vera pelle (umana?) lucida e... tremendamente a punta! Torturarono selvaggiamente le mie povere estremità per un'intera giornata. I parenti mi guardavano e commentavano "guarda com'è commosso.." - Ma quale commosso del cavolo! soffrivo come un cane e avrei voluto lanciare ululati alla Fantozzi.

8 - Il cappello Borsalino. Odddio, il cappello Borsalino..."mettiti il cappello, chè fa freddo" Ogni anno riciccia fuori dall'armadio. A parte il fatto che quando lo metto mi sembra di essere Humphrey Bogart in Casablanca e mi sento ridicolo, il fatto è che, o si è ristretto perchè ha preso l'acqua o è la mia testa che si è allargata per dare maggiore spazio al mio brillante cervello. Certo che quando lo metto (praticamente mai) comprendo le sofferenze degli antichi Re alle prese con la corona ferrea.

9 - La sciarpa della nonna. Orrenda, mostruosa sciarpa di lana che punge e pizzica peggio che se fosse fatta di ortiche. Ho provato a nasconderla ovunque, in fondo ai cassetti, sotto il materasso... ma la trovano sempre, purtroppo. Sempre.

10 -Poi un... eh, un momento, mi chiamano al telefono....
Sì, chi è?
Blablabla..
Ah, signora sindaco che dispiacere, cioè, che piacere ....
Blablabla..
Come? No signora, la ringrazio ma non mi pare di averle data una buona idea.
Blablablabla...
Scusi sindaco, ma sta dicendo una cazz. Ehm, una sciocchezzuola...
Blablablablabla...
ma sindaco io intendevo alcuni miei piccoli oggetti personali che non....
Blablablablablabla....
Signora, ma si rende conto che lei parla di milioni di tonnellate di spazz....
Blablablablablablablabla....
Ma non pensa all'inquinamento? e poi quella povera gente dei comuni vesuviani... e se il vulcano si sveglia ed erutta succederebbe che....
Blablablablablablablablabla....
Signora, senta, ma vada affa...
Chiudo.

Info, ti prego scusami ma le circostanze...ehm... non mi consentono di gettare altro. Hai già capito chi sta al decimo posto ma... Sono certo che comprenderai. Inoltre la situazione puzza. Eh sì, puzza molto e quindi...mi fermo qui.

venerdì 14 dicembre 2007

Pronto? Qui ENEL...


Squilla il telefono.
. Pronto?
. Pronto, parlo con il signor Borgoantico? (è una gentile e ben modulata voce femminile).
. Sì, chi è lei?
. Qui ENEL, stiamo chiamando per sottoporle un piano di risparmio che le consentirà di pagare meno l’energia elettrica. Se lei si impegna a restare due anni con noi, il costo della sua bolletta che varia da 9,90 centesimi per Kwh fino a 11,15 centesimi per Kwh, scenderà ad 8,60 centesimi e resterà fisso per tutto il periodo.
Sono perplesso. La proposta è allettante, un risparmio di oltre il 13%.
. Signorina, scusi, ma come mai questa riduzione?
. Veda, l’energia elettrica è stata liberalizzata e noi, per favorire i nostri clienti ed evitare che si rivolgano ad altri gestori stiamo offrendo questa opportunità.
. Umh, quindi sarebbe una campagna di fidelizzazione?
. Esattamente!
Be’. La cosa sembra plausibile e interessante, quasi quasi….
· Signorina, e che cosa bisogna fare per avere questa tariffa?
· Praticamente nulla. Verrà da lei un nostro incaricato per farle firmare un nuovo contratto ENEL.
· Capisco. Però io pago la bolletta tramite RID bancario, dovrò rifare la pratica…
· Assolutamente no. Tutto resterà come prima. Abbiamo un nostro incaricato in zona che può venire da lei domani. A che ora le fa comodo?
· Potrebbe venire verso le 11. Ma questo incaricato ha un tesserino di riconoscimento?
· Certamente! Anzi le dico pure come si chiama, è il signor Tranquillo.
· Va bene.
· Grazie e arrivederci.
Depongo il telefono. Sono perplesso. Ma se giornali e TV ci stanno terrorizzando ogni giorno con i prossimi rincari di luce, gas, treni, spazzatura, generi alimentari e così via… com’è che l’ENEL riduce le tariffe? E poi chi cavolo lo conosce questo signor Tranquillo? E poiché io, tranquillo non sono, telefono all’ENEL. Dopo i consueti: - prema 1, prema 2, prema 3 etc. del risponditore automatico, e dopo qualche minuto di attesa, ecco il miracolo: una voce umana.
. Pronto, qui ENEL, sono Licia. Posso aiutarla?
Dopo averle fornito, a richiesta, tutti i miei dati di utente, le spiego la conversazione avuta e le chiedo se effettivamente l’ENEL stia inviando in giro questo signor Tranquillo per modificare i contratti.
Ebbene NO.
La gentile Licia mi spiega che l’ENEL non manda in giro nessuno e che ogni eventuale comunicazione viene inserita solo e soltanto nella bolletta. Mi spiega anche che l’ENEL si è scissa, ed oltre all’ENEL tradizionale c’è un’altra ENEL che opera sul libero mercato e che potrebbe anche agire così. Attenzione però ad eventuali variazioni dei costi fissi…
. Ma come signorina, un’altra ENEL? E quale sarebbe la differenza?
. In pratica si tratta di un altro gestore e di un contratto diverso, così come è avvenuto per la Telecom quando sono entrati nel mercato altri gestori. Inoltre mentre il nostro logo è quella specie di alberello che lei vede sulla bolletta, quello di quest’altra ENEL è diverso.
Ringrazio e riattacco. Che casino! Sì, d’accordo, oltre alla Telecom ci sono altri gestori ma ognuno di loro ha tanto di nome e cognome diverso. Come cacchio fa il povero cittadino a distinguere tra ENEL A ed ENEL B? E poi chi mi garantisce che questo signor Tranquillo non sia uno dei tanti lestofanti che girano per le città e truffano gli sprovveduti?
Ho deciso. Se mai questo signor Tranquillo dovesse bussare alla porta, in casa mia non entrerà mai. E se insiste chiamerò i carabinieri.

E questo è tutto cari amici blogger. Ogni cosa, salvo i nomi di fantasia, è rigorosamente esatta. Chi volesse maggiori informazioni sulle tariffe e i costi di questa seconda Enel può cliccare qui.

Comunque state sempre in guardia e buon Natale!

venerdì 7 dicembre 2007

Thinking Blogger Award

Oggi, nell'aprire il mio blog ho avuto due sorprese: la prima, che il blog si è riconvertito alla lingua inglese e non c'è verso per farlo tornare all'italiano; la seconda, molto più piacevole, è stata la mia inclusione tra i blogger meritevoli dello Thinking Blogger Award da parte di uno tra i bloggers più simpatici e seguiti di questa piattaforma: MasterMax.

Questo riconoscimento comporta l'impegno di segnalare, a propria volta, non più di cinque nominativi cui conferire lo stesso riconoscimento. E qui casca l'asino! Intanto non possiedo le capacità e l'esperienza informatica di Max e quindi non vorrei commettere errori nell'includere i vari Link, inoltre è estremamente difficile e frustrante selezionare solo cinque persone tra le innumerevoli che, a mio avviso, avrebbero tutti i titoli per essere nominati. Mi consola il pensiero che ognuno dei cinque dovrà, a sua volta, nominarne altrettanti (e quindi si arriva a 25 che è un giusto numero) ma, d'altro canto, mi auguro che la cosa finisca lì evitando una specie di esplosione atomica a catena.
Bene, mi butto. Per prima cosa voglio dire che tutti i bloggers da me citati avranno una primaria caratteristica in comune: l'intelligenza. Inoltre ognuno di loro ha anche un'altra peculiarietà: i loro post fanno riflettere, fanno pensare, non sono mai o quasi mai frivoli, stucchevoli o noiosi.
Mi sembra quindi di aver così rispettata la regola primaria (5 Blogs That Make Me Think') e le tre regole base di questo meme:
1) partecipare al meme solo se si è stati nominati.
2) lasciare un link al post originario inglese ( ed eccolo qui )
3) inserire nel post il logo dello 'Thinking Blogger Award'
Ed ora ecco le mie nominations:
Elle - è uno spirito libero che scrive con sapiente ironia bellissimi racconti ricchi di sensualità e di erotismo. Spendide anche le foto che arricchiscono i post.
Mio capitano - è uno splendido scrittore sia di romanzi che di post sempre interessanti ed avvincenti. Cerca di descrivere con distaccato sarcasmo alcuni aspetti della vita ma, sotto sotto, se ne lascia coinvolgere.
Stregagatta - romantica e sognatrice vorrebbe vivere in un'altra epoca ma viene inevitabilmente coinvolta dall'attuale. Deliziosa nella descrizione di certi personaggi o di certe situazioni, cela, senza riuscirci, un carattere passionale con spunti di malinconia.
Michelle - un blog in cui eleganza, magia e fantasia la fanno da padroni . I suoi post raffinati, aerei e solo apparentemente semplici vanno letti, riletti e meditati.
Antonio76 - non avrei voluto nominarlo perchè è già abbastanza megalomane di suo, ma come fare? è impossibile non nominare questo giovane vulcano. Ama la sua donna, lo sport, il cinema, il disegno, scrive racconti di eccezionale bellezza e complessità, si interessa di tutto con passione ed altruismo, sempre pronto a difendere i deboli e gli oppressi sia sul blog che nella vita. Come diceva un titolo costante della vecchia rivista "Selezione" è una persona che non dimenticherò mai.
Il meme è finito. E sono rimaste fuori alcune delle persone che mi sono più care tra le quali una in particolare che non potrei comunque nominare perchè il suo è un blog universale che non ha bisogno di "Awards".

lunedì 3 dicembre 2007

Educazione sessuale. Sì, ma quale?



Due commenti, uno di Info e l'altro di Giovanna mi hanno dato lo spunto per qualche riflessione sull'educazione sessuale dei nostri figli.
Già, educare, essere genitori, non è proprio facilissimo. Fortunatamente, nella maggior parte dei casi è istintivo. Non occorre studiare i vari manuali degli "esperti" (ma esperti di che?). Bisogna dare amore, affetto, comprensione e educazione. Quest'ultima è forse la cosa più difficile. Importante è, innanzi tutto, dare il buon esempio in famiglia: evitare di mentire, evitare di picchiare, evitare di gridare, evitare di minacciare e saper ben calibrare la correzione degli errori ed il premio per il comportamento adeguato.
Non occorre profondersi in regali ma è sufficiente dare una carezza e dire sei stato bravo. Essere autorevoli e non autoritari, e soprattutto essere coerenti e fermi nelle decisioni. Non si debbono fare promesse o anche minacce, se non si è certi di mantenerle in ogni caso ed a qualsiasi costo. Particolarmente delicata è l'educazione sessuale.

Occorre ricordare che gli stimoli sessuali sono presenti fin dalla nascita. Secondo Freud anche l'atto del defecare comporta per il neonato una sensazione di piacere. Crescendo, il bimbo manifesterà probabilmente fin dai primissimi anni dei comportamenti masturbatorii.

Sono fasi assolutamente naturali che non bisogna colpevolizzare né evidenziare. Sarà sufficiente lasciare che la natura segua il suo corso e, se necessario, distrarre il bimbo o la bimba interessandolo a qualche gioco, ad una passeggiata o a qualsiasi altro interesse senza dare alcun peso a ciò che stava facendo.
Crescendo sarà il bimbo stesso a porre delle domande cui bisognerà rispondere con sincerità e semplicità evitando le solite stupidaggini della cicogna o dei cavoli, o la solita frase "sei troppo piccolo per capire". Anche la consueta perifrasi dell'ape e del fiore mi sembra sciocca e poco comprensibile, anche perché i nostri bimbi di api e di fiori ne avranno visti ben pochi.
Io direi che tutta la vita nasce da un seme, e che chi riceve quel seme lo fa crescere e diventare vivo. I bimbi sono generalmente felici di sapere che nella pancia della madre c'è un fratellino che cresce e non si stupiscono affatto.
Esempio pratico è mettere un fagiolo nella terra umida e far vedere, dopo qualche giorno, come da quel seme sia nata una pianta.
Certo, crescendo il bimbo andrà a scuola e molti ritengono che anche la scuola debba interessarsi di educazione sessuale. Io una volta ero favorevole, ma ora sono molto incerto. Chi ci garantisce che vi siano insegnanti sensibili, professionalmente preparati e all'altezza della situazione?
Ho letto recentemente un articolo sull'educazione sessuale in Germania che mi ha fatto rabbrividire e che qui vi riporto nelle sue grandi linee.

Secondo quanto scrive la tedesca Gabriele Kuby nella rivista "Tempi", il ministro per la famiglia Ursula von der Leyen, si è battuta per la statalizzazione dell'educazione dei bambini attraverso la sostituzione della madre con asili nido per garantire una migliore assistenza professionale.
Dopo aver accolti questi bimbi lo Stato si preoccupa di "sessualizzarli" attraverso la Centrale Federale per l'istruzione sanitaria, la BZgA che propone un Vademecum sull'educazione sessuale da uno a tre anni dove padri e madri sono invitati a "unire il necessario al piacevole, solleticando, accarezzando, coccolando il bambino quando lo si lava, nei più diversi punti del corpo" mentre per la scuola materna si invitano le bambine a guardare e toccare il loro corpo, a scoprire, solleticandoli, i loro organi genitali.

A nove anni comincia l'iniziazione alla contraccezione, con relativa "esercitazione".
Dopo i dieci anni si affrontano e si propagandano stili di vita omosessuali, bisessuali e transessuali. L'articolo della Kuby si conclude con un "svegliamoci" che mi sembra estremamente appropriato.

Secondo il mio parere di "non esperto" queste pratiche sono morbose, pericolose, diseducative e allucinanti e non manderei mai i miei figli in una scuola dove "questa" fosse l'educazione sessuale.

sabato 24 novembre 2007

LO STUPRO


Sono un pacifista e credo anche di essere abbastanza mite, ma se c'è una cosa che mi sconvolge e mi fa salire il sangue alla testa è la violenza. Ed ancor più se si tratta di una violenza sulle indispensabili compagne della nostra vita: le donne.
Il 25 novembre è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
Non so quale impatto sull'opinione pubblica possano ancora avere queste ricorrenze. Temo che in questo mondo massificato, stordito, individualista, indifferente e corrotto ne possa avere ben poco. Eppure lo stupro è uno dei crimini più feroci e inqualificabili che si possano immaginare e dovrebbe scuotere nel profondo l'animo delle persone.
Ma le persone hanno ancora un'anima? Hanno ancora rispetto per sé stessi e per le loro gentili compagne di viaggio?
Quando riprenderanno, se mai lo faranno, a pensare e a ragionare non con la brutalità dei sensi, ma con la mente e soprattutto col cuore?
L'educazione, la morale, il sentimento, sembrano purtroppo scomparsi in molte, troppe persone e chi si permette di parlarne viene subito tacciato di essere, nel migliore dei casi un ottuso conservatore retrogrado, e nel peggiore uno sporco fascista.
Ma vogliamo cominciare a renderci conto della realtà? Quella vera, non quella degli spot televisivi o delle estrose teorie americaneggianti.
Le statistiche sono allucinanti: nel solo 2006 un milione e quattrocentomila fanciulle al di sotto dei sedici anni hanno subito uno stupro (statistiche ISTAT) , e ben sappiamo come queste statistiche non rappresentino che una piccola parte di ciò che realmente accade. Tra l'altro oltre il 90% di questi crimini avviene in famiglia o nell'ambito di parenti o conoscenti.
La stampa e i media danno invece ampio risalto solo ai casi in cui lo stupro è dovuto ad estranei o a stranieri, e ci si dimentica che questo avviene solo nel 6% dei casi, ma tanto basta per ingigantire le cose, e aizzare l'opinione pubblica contro chiunque sia, anche minimamente diverso da noi per la lingua, la religione o il colore della pelle!
Ci rendiamo conto che, sempre secondo le statistiche ufficiali la prima causa di morte delle donne tra i 14 e i 44 anni non è dovuta alle malattie, al cancro o alle cause accidentali, bensì è conseguenza della violenza subita da parte di un uomo?
E' avvilente pensare quanto poco aiuto ci venga da parte degli educatori, dei pedagoghi e da coloro che dovrebbero amministrare la giustizia. Le leggi ci sono, ed anche moderatamente severe. Ma quand'è che la magistratura si ricorderà di applicarle?
Risulta che neanche il 25% degli autori dei fatti che vengono denunciati vanno in giudizio e di questi meno dell' 8% subisce una condanna che, nella maggior parte dei casi non comporta neppure la reclusione.
La situazione è assolutamente sconfortante. Mi si chiederà "ma tu non hai fiducia nella magistratura?" ed io, a differenza di tutti gli indagati che con espressione innocente ribadiscono la loro assoluta fiducia, rispondo con forza "No. Non ne ho affatto!"
Come posso aver fiducia in una magistratura che al suo più alto livello: "la Cassazione", annulla la condanna di un istruttore di guida, violentatore, perché la violentata portava i jeans e quindi "è impossibile sfilare i jeans se la vittima si oppone con tutte le sue forze".
E come è possibile aver fiducia nelle leggi e nella magistratura se i genitori sono stati privati di qualsiasi potere educativo? Una mamma, se dà uno schiaffo al figlio, rischia di essere incriminata. Un padre che punisce la figlia, che aveva rubata una collana alla sorella, imponendole di scrivere su di un quaderno - io sono una ladra - viene condannato!
Ma siamo impazziti?
Ma quando la smetteremo di lasciarci fare il lavaggio del cervello da questi "esperti soloni" da strapazzo che, con conferenze, libri, giornali e televisioni continuano a romperci le palle con i loro altisonanti discorsi sui "ragazzi che se vengono puniti si traumatizzano", e "che i genitori devono essere gli amici dei figli e rispettare le loro decisioni".
"soloni" cretini, cretini, cretini e altamente dannosi e perniciosi. I genitori devono fare i genitori, non gli amici. Stiamo facendo crescere generazioni di ragazzi molli, insicuri, violenti, infantili, drogati, incapaci di affrontare la vita con coraggio e intelligenza. Capaci solo di intendere il predominio della forza bruta e da qui il percorso è tutto in discesa: il bullismo, la prepotenza, l'imbecillità e lo stupro.

giovedì 15 novembre 2007

Che bambola!...



























Che direbbe oggi il buon Fred Buscaglione se vedesse queste... bambole? Lancerebbe ancora il suo celebre fischio di ammirazione?
Ahimè povero Fred, sarebbe una bella fregatura perchè queste bambole sono veramente... bambole. Sì, proprio bambole, scheletro e articolazioni in acciaio e pelle di silicone.
Non mi ero ancora ripreso dallo stupore nel vedere i robot-donna prodotti in Giappone ( vedi il mio post Io e... Caterina) che, leggendo Repubblica, trovo la notizia di queste bambole.
Non so che dire, per me, persona credo normale, la notizia è solo curiosa ed anche un po' deprimente, ma se penso che al mondo vi sono parecchie persone con gusti, diciamo, un po'... particolari, mi domando se effettivamente non sarebbe un gran bene se questi individui invece di fare i viaggi del sesso in Tainladia o in altri paesi esotici si comprassero queste... bambole. Almeno non farebbero più male a nessuno.
Qui di seguito riporto l'articolo di Repubblica dal quale ho omessi alcuni particolari perchè non mi andava di fare pubblicità ai produttori.
da La Repubblica:
Una volta c'erano le bambole: si gonfiavano e via per gli amanti del genere, dell'amore artificiale, feticista e squallido. Ora, alle soglie del Duemila, si cambia: ecco "xxxdoll". Sembra una donna, non lo è, ovviamente. E' una bambola, fatta di gomma siliconata, ma somiglia molto a avvenenti ragazze vere, anzi moltissimo: una roba inquietante, uno shock, sul serio. Le produce la xxxxxxxxxxxx, vendita attraverso Internet, almeno per il momento e, cosa agghiacciante, sembrano donne vere. Costo: quasi nove milioni di lire per il modello base, più 400 dollari per la spedizione postale, in totale quasi il prezzo di una utilitaria.
Cinque i modelli: Dimensioni, a piacere del cliente, ma si parte da un metro e sessantacinque centimetri per 45 chili. Poi si può scegliere tutto il resto: colore di occhi, capelli, unghie e pelle; dimensioni del seno, lunghezza delle gambe, tinta del rossetto, pettinatura (dieci modelli, dai boccoli al caschetto), incarnato, l'unica cosa che non cambia è lo scheletro snodabile in acciaio che (assicurano i produttori e lo specificano a chiare lettere) può assumere le più svariate e strampalate posizioni. Visto che si parla di sesso feticista meglio sorvolare su altri e irripetibili dettagli. Tutto agghiacciante, tutto vero. Tutto inquietante, tutto vero. Impressionante anche un breve video, per dimostrare l'elasticità del seno della bambola, siliconato, come quello delle donne che ricorrono alle magie dei chirurghi estetici. Sembra una scena di un film porno, è finto. xxxdoll, quella no: esiste, va a ruba, anzi, nonostante il costo stratosferico. Passano i mesi, la sua fama cresce e cresce la torma di adoratori-feticisti. Una volta c'era la bambola che ti dovevi spompare per gonfiarla, la trovavi nei sexy-shop oppure sulle reclame dei giornaletti pornografici ed era una roba triste, ma naif. Ora no, ora è diverso: la tecnologia evolve, il sesso feticista anche, lo squallore pure.