martedì 15 gennaio 2008

Spazzatura a Napoli. Il CNR ci dà la soluzione?


Su segnalazione di uno scienziato italiano ho letto una relazione del CNR che potete trovare qui e che comunque copio e incollo integralmente:


07/01/2008
Rifiuti: arriva Thor, il sistema di riciclaggio ‘indifferenziato’
Quanto sia oneroso e problematico il trattamento dei rifiuti, lo dimostra la “tragedia” della Campania alla quale media e istituzioni stanno prestando la loro allarmata attenzione in questi giorni. Ma i rifiuti solidi urbani, com’è noto, possono rappresentare anche una risorsa. In questa direzione va Thor, un sistema sviluppato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche insieme alla Società ASSING SpA di Roma, che permette di recuperare e raffinare tutti i rifiuti e trasformarli in materiali da riutilizzare e in combustibile dall’elevato potere calorico, senza passare per i cassonetti separati della raccolta differenziata.
Un passo oltre la raccolta differenziata e il semplice incenerimento, con cui i rifiuti diventano una risorsa e che comporta un costo decisamente inferiore a quello di un inceneritore. Thor (Total house waste recycling - riciclaggio completo dei rifiuti domestici) è una tecnologia ideata e sviluppata interamente in Italia dalla ricerca congiunta pubblica e privata, che si basa su un processo di raffinazione meccanica (meccano-raffinazione) dei materiali di scarto, i quali vengono trattati in modo da separare tutte le componenti utili dalle sostanze dannose o inservibili.
Come un ‘mulino’ di nuova generazione, l’impianto Thor riduce i rifiuti a dimensioni microscopiche, inferiori a dieci millesimi di millimetro. Il risultato dell’intero processo è una materia omogenea, purificata dalle parti dannose e dal contenuto calorifico, utilizzabile come combustibile e paragonabile ad un carbone di buona qualità.
“Un combustibile utilizzabile con qualunque tipo di sistema termico”, aggiunge Paolo Plescia, ricercatore dell’Ismn-Cnr e inventore di Thor, “compresi i motori funzionanti a biodiesel, le caldaie a vapore, i sistemi di riscaldamento centralizzati e gli impianti di termovalorizzazione delle biomasse. Infatti, le caratteristiche chimiche del prodotto che viene generato dalla raffinazione meccanica dei rifiuti solidi urbani, una volta eliminate le componenti inquinanti sono del tutto analoghe a quelle delle biomasse, ma rispetto a queste sono povere in zolfo ed esenti da idrocarburi policiclici”. E’ possibile utilizzare il prodotto sia come combustibile solido o pellettizzato oppure produrre bio-olio per motori diesel attraverso la ‘pirolisi’. L’impianto è completamente autonomo: consuma infatti parte dell’energia che produce e il resto lo cede all’esterno.
Il primo impianto THOR, attualmente in funzione in Sicilia, riesce a trattare fino a otto tonnellate l’ora e non ha bisogno di un’area di stoccaggio in attesa del trattamento; è completamente meccanico, non termico e quindi non è necessario tenerlo sempre in funzione, anzi può essere acceso solo quando serve, limitando o eliminando così lo stoccaggio dei rifiuti e i conseguenti odori. Inoltre, è stato progettato anche come impianto mobile, utile per contrastare le emergenze e in tutte le situazioni dove è necessario trattare i rifiuti velocemente, senza scorie e senza impegnare spazi di grandi dimensioni, con un costo contenuto: un impianto da 4 tonnellate/ora occupa un massimo di 300 metri quadrati e ha un costo medio di 2 milioni di euro.
L’impianto può essere montato su un camion o su navi. In quest’ultimo caso, la produttività di un impianto imbarcato può salire oltre le dieci tonnellate l’ora e il combustibile, ottenuto dal trattamento, reso liquido da un ‘pirolizzatore’, può essere utilizzato direttamente dal natante o rivenduto all’esterno.
“Un impianto di meccano-raffinazione di taglia medio-piccola da 20 mila tonnellate di rifiuti l’anno presenta costi di circa 40 euro per tonnellata di materiale”, spiega Paolo Plescia. “Per una identica quantità, una discarica ne richiederebbe almeno 100 e un inceneritore 250 euro. A questi costi vanno aggiunti quelli di gestione, e in particolare le spese legate allo smaltimento delle scorie e ceneri per gli inceneritori, o della gestione degli odori e dei gas delle discariche, entrambi inesistenti nel Thor. Quanto al calore, i rifiuti che contengono cascami di carta producono 2.500 chilocalorie per chilo, mentre dopo la raffinazione meccanica superano le 5.300 chilocalorie”.
Un esempio concreto delle sue possibilità? “Un’area urbana di 5000 abitanti produce circa 50 tonnellate al giorno di rifiuti solidi”, informa il ricercatore. “Con queste Thor permette di ricavare una media giornaliera di 30 tonnellate di combustibile, 3 tonnellate di vetro, 2 tonnellate tra metalli ferrosi e non ferrosi e 1 tonnellata di inerti, nei quali è compresa anche la frazione ricca di cloro dei rifiuti, che viene separata per non inquinare il combustibile”. Il resto dei rifiuti è acqua, che viene espulsa sotto forma di vapore durante il processo di micronizzazione. Il prodotto che esce da Thor è sterilizzato perché le pressioni che si generano nel mulino, dalle 8000 alle 15000 atmosfere, determinano la completa distruzione delle flore batteriche, e, inoltre, non produce odori da fermentazione: resta inerte dal punto di vista biologico, ma combustibile”.
Un’altra applicazione interessante di Thor, utile per le isole o le comunità dove scarseggia l’acqua potabile, consiste nell’utilizzazione dell’energia termica prodotta per alimentare un dissalatore, producendo acqua potabile e nello stesso tempo eliminando i rifiuti soldi urbani.
Roma, 7 gennaio 2008

mercoledì 9 gennaio 2008

Basta con gli imbrogli. Stupidi e dannosi


Ma è mai possibile che il numero degli imbecilli sia cresciuto fino a questo punto? Tra l'altro si è creata una catena involontaria perchè chi riceve la comunicazione che un neonato gravemente malato necessita di sangue è generosamente portato a diffondere la notizia!
Poveri noi...

domenica 30 dicembre 2007

Bruno Contrada


Questo post, lo so bene, non piacerà a qualcuno e potrebbe anche crearmi dei fastidi, ma la mia coscienza di impone di affermare forte e chiaro quello che penso e quello in cui credo. Parlerò di uomini e della Giustizia. Molti di noi confidano solo nella Giustizia divina perché la giustizia degli uomini è una parola astratta e spesso il giusto e l’ingiusto si mischiano e si confondono indissolubilmente. I giudici poi, sono uomini, e in quanto tali anche loro sono soggetti a sbagliare.
Dalla ricerca storica traiamo infiniti esempi di sentenze errate che hanno comportato la morte di persone innocenti. Nel 1507 il Consiglio dei Dieci, massimo organo giurisdizionale penale di Venezia, condannò a morte e fece giustiziare un innocente garzone di fornaio che, sotto tortura, aveva confessato di aver ucciso un uomo.

Di questo errore giudiziario conserviamo la relazione scritta da un antico giurista:

"Fue ritrovato in tempo di notte da Ministri in Venezia un cadavere con un coltello trentino in petto, appresso di cui stava in piedi osservandolo un Pistore, che teneva una vagina al fianco. Estratto da' Ministri il coltello dalla ferita, e fatta osservazione che s'accomodava aggiustatamente alla vagina del Pistore, fu condotto nella forza della Giustizia; posto alla tortura, e a forza di tormenti confessò il non commesso delitto, e stante la confessione pagò la pena non meritata con l'ultimo supplicio. Di lì a pochi giorni fu un bandito ritenuto con l'alternativa della forca. Questo avanti di morire si confessò reo di quell'homicidio e dichiarò l'infelice Pistore innocente. Per la stravaganza di tal caso decretò l'Eccelso Consiglio dei Dieci che qualunque volta, che si trattasse di materia di indizi in detto Eccelso Tribunale, dovesse dal Secretario esser ad alta voce aricordato il caso del Pistore."

Nel 1927 a Dedham, Massachusetts furono giustiziati mediante la sedia elettrica due italiani: Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti , con l'accusa dell’ omicidio di un contabile e di una guardia.

Solo 50 anni dopo (!) venne riconosciuta la loro totale innocenza, gli errori processuali commessi, e la loro memoria venne riabilitata.
Tutti ricordano, poi, il caso di Enzo Tortora, arrestato e ammanettato il 17 giugno 1983 con l'accusa di associazione per delinquere di stampo camorristico sulla base delle false dichiarazioni dei pregiudicati Giovanni Pandico, Giovanni Melluso e dell’assassino Pasquale Barra.

Il 17 settembre 1985 Tortora venne condannato a dieci anni di carcere (in pratica furono l’arresto e la condanna che lo condurranno ad ammalarsi di tumore ed alla morte), e solo un anno dopo, il 15 settembre 1986, venne assolto con formula piena dalla corte d’Appello.
Voglio parlare ora di Bruno Contrada: ne conosco personalmente il fratello che è stato mio collega di lavoro e so come la loro famiglia sia, da generazioni composta da gentiluomini di “vecchio stampo” fedeli e onesti servitori della legge e dello Stato.
Oggi Bruno Contrada, nato nel 1931 si avvicina agli ottant’anni, è recluso nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere da sette mesi. E’ estremamente dimagrito e le sue condizioni di salute si aggravano ogni giorno: ai problemi cardiovascolari e all'enfisema polmonare che lo affliggono da tempo, si aggiungono il diabete e due ischemie. Ricoverato al Cardarelli di Napoli ha chiesto, contro il parere dei medici e con la dignità che da sempre lo distingue, di essere dimesso e di tornare in carcere.
Aggiungo che presso l'Ospedale Cardarelli è ricoverato, desolatamente solo, nel reparto detenuti, in una stanzetta di quattro metri per quattro e senza alcuna possibilità di movimento. Sarebbe invece suo pieno diritto, in forza delle sue passate qualifiche di Generale e di Prefetto, di essere preso in cura, come da lui sempre richiesto, dall'ospedale militare del Celio di Roma.
Contrariamente a quanto riportato da alcuni organi di informazione non ha chiesto la grazia perché ritiene che un innocente non debba richiederla. Ovviamente il “condono”, che ha rimesso in libertà stupratori ed assassini feroci, non è stato applicato, probabilmente per motivi giuridici che non conosco, al detenuto Contrada.
Bruno Contrada entrò nella Polizia di Stato nel 1958, trasferito su sua richiesta a Palermo nel 1973 divenne il Capo della Squadra Mobile e pochi anni dopo diresse la Criminalpol per la Sicilia Occidentale ottenendo rilevantissimi successi. Nel 1982 fu Capo di Gabinetto dell’Alto Commissariato per la lotta contro la mafia e nel 1986 venne trasferito a Roma al reparto operativo della direzione del SISDE.
La vigilia di Natale del 1992 Bruno Contrada venne arrestato con l’accusa di “concorso esterno in associazione mafiosa” in base alle dichiarazioni di quattro criminali “pentiti”.
Ma già il primo pentito ad accusare Contrada di collusione con la mafia fu Tommaso Buscetta nel 1984, il quale dichiarò:"Ho saputo da Rosario Riccobono che Contrada gli passava informazioni sulle operazioni della polizia". Il giudice istruttore Giovanni Falcone, che com’è noto univa ad una profonda conoscenza delle tecniche mafiose un’approfondita analisi di ogni denunzia, archiviò il caso.
Anni dopo nel giorno dell'arresto di Bruno Contrada, il Capo della Polizia Vincenzo Parisi insieme con molti altri altissimi funzionari e prefetti, ne prese le difese, avanzando sospetti sui pentiti: "Contrada è un funzionario che ha sempre fatto il suo dovere e per quanto consta all'amministrazione si tratta di un uomo assolutamente irreprensibile".
Il processo a carico di Contrada che rimase in carcere per trentuno mesi, fino al 31 luglio 1995, iniziò il 12 aprile 1994 e si concluse il 19 gennaio 1996, la documentazione raccolta dalla Procura ammontava a circa 32.000 pagine ed è forse lecito porsi la domanda su quale sia stato l’approfondimento di questi fascicoli da parte degli inquirenti o anche quante pagine siano state soltanto effettivamente lette.

Comunque il 5 aprile 1996 venne condannato a 10 anni di reclusione in primo grado, ed assolto con formula piena dalla Corte d’ Appello il 4 maggio 2001. Tuttavia, il 12 dicembre 2002, la Corte di Cassazione annullò la sentenza di secondo grado. Il nuovo processo, celebrato davanti a una diversa sezione della Corte di Appello di Palermo, si è concluso il 25 febbraio 2006 con la conferma della precedente condanna a 10 anni.
Innumerevoli peraltro sono le meritorie operazioni di polizia e di lotta alla mafia ed alla criminalità organizzata dirette e portate a termine da Contrada nella sua lunga carriera; e solo nel periodo immediatamente precedente il suo arresto, sono a suo merito le seguenti operazioni:sequestri di persona sventati con l’arresto degli ideatori, decine di arresti di trafficanti di droga con sequestro di centinaia di chili di eroina e migliaia di chili di hashish, arresto di un’organizzazione mafiosa che faceva capo alle famiglie dei Cursoti, dei Madonia e dei Corleonesi, sequestro di beni mobili ed immobili, titoli di credito ed azioni che facevano capo a Totò Riina e Bernardo Provenzano.
Questa è una delle ultime lettere inviate da Contrada al suo avvocato:
"All'inizio del sedicesimo anno del mio calvario intendo continuare ad urlare la totale estraneità alle infamanti accuse rivoltemi. Lo farò fino a quando avrò un filo di voce che mi permetterà di rivolgermi a qualsiasi Giudice disposto ad ascoltarmi. Per questo motivo non ho chiesto alcuna grazia, poiché questa riguarda i colpevoli.Voglio quindi rasserenare gli animi dei parenti delle vittime della mafia che hanno manifestato le loro opinioni senza conoscere personalmente l'uomo Bruno Contrada e quello che lui ha compiuto nella lotta contro la mafia.Spero così che i toni di questi giorni vengano smorzati e ringrazio coloro che hanno creduto e credono in me ".
Da parte mia, così, a pelle, reputo Bruno Contrada una vittima della mafia e un servitore dello Stato ingiustamente condannato e spero che almeno in questo caso non sia un’ulteriore condanna a morte. Così come, a pelle ed a ragione, ritenevo innocente Enzo Tortora quando quasi tutti lo condannavano.
Auguro a Bruno che il 2008 possa essere l’anno in cui venga riconosciuta la sua innocenza e gli venga restituito l’onore e le dignità di cui è stato privato.Chi volesse approfondire il caso Contrada potrà consultare il suo
blog o quello del giornalista Giorgio Salvo che ha seguito personalmente tutte le udienze del processo o altre informazioni disponibili su internet.
la foto è tratta da La Repubblica.it
Chi volesse firmare una petizione per la riabilitazione del dottor Contrada può cliccare qui

mercoledì 26 dicembre 2007

La notte di Natale - di Guido Gozzano

- Consolati, Maria, del tuo pellegrinare!
Siam giunti. Ecco Betlemme ornata di trofei.
Presso quell'osteria potremo riposare,
ché troppo stanco sono e troppo stanca sei.

Il campanile scocca
lentamente le sei.

- Avete un po' di posto, o voi del Caval Grigio?
Un po' di posto per me e per Giuseppe?
- Signori, ce ne duole: è notte di prodigio;
son troppi i forestieri; le stanze ho piene zeppe

Il campanile scocca
lentamente le sette.

- Oste del Moro, avete un rifugio per noi?
Mia moglie più non regge ed io son così rotto!
- Tutto l'albergo ho pieno, soppalchi e ballatoi:
Tentate al Cervo Bianco, quell'osteria più sotto.

Il campanile scocca
lentamente le otto.

- O voi del Cervo Bianco, un sottoscala almeno
avete per dormire? Non ci mandate altrove!
- S'attende la cometa. Tutto l'albergo ho pieno
d'astronomi e di dotti, qui giunti d'ogni dove.

Il campanile scocca
lentamente le nove.

- Ostessa dei Tre Merli, pietà d'una sorella!
Pensate in quale stato e quanta strada feci!
- Ma fin sui tetti ho gente: attendono la stella.
Son negromanti, magi, persiani, egizi, greci...

Il campanile scocca
lentamente le dieci.

- Oste di Cesarea... - Un vecchio falegname?
Albergarlo? Sua moglie? Albergarli per niente?
L'albergo è tutto pieno di cavalieri e dame
non amo la miscela dell'alta e bassa gente.

Il campanile scocca
le undici lentamente.

La neve! - ecco una stalla! - Avrà posto per due?
- Che freddo! - Siamo a sosta - Ma quanta neve, quanta!
Un po' ci scalderanno quell'asino e quel bue...
Maria già trascolora, divinamente affranta...

Il campanile scocca
La Mezzanotte Santa.

È nato!Alleluja! Alleluja!
È nato il Sovrano Bambino.
La notte, che già fu sì buia,
risplende d'un astro divino.

Orsù, cornamuse, più gaie
suonate; squillate, campane!
Venite, pastori e massaie,
o genti vicine e lontane!

Non sete, non molli tappeti,
ma, come nei libri hanno detto
da quattro mill'anni i Profeti,
un poco di paglia ha per letto.

Per quattro mill'anni s'attese
quest'ora su tutte le ore.
È nato! È nato il Signore!
È nato nel nostro paese!

domenica 23 dicembre 2007

il blog compie 10 anni. Auguri!


Sono passati dieci anni da quel 23 dicembre 1997 in cui, per la prima volta al mondo, venne pubblicato il primo BLOG.
Ciò avvenne ad opera di Jorn Barger (nella foto) nato a Yellow Spring nell' Ohio nel 1953. Si dice sia stato lui a coniare il termine Weblog (da cui Blog) per descrivere il processo di navigare attraverso il Web e di scrivere una sorta di "diario".
I suoi scritti, talvolta accusati di antisemitismo, spaziarono dalla letteratura ( ha scritto parecchio su James Joice) alla tecnica ed alla intelligenza artificiale.
Barger iniziò con dei brevi commenti nel suo sito denominato Robot Wisdom cui seguirono articoli sempre più approfonditi in vari campi; dalla tecnologia, al commercio, alla religione, alla caccia.
In Italia i primi blog iniziarono nel 2001 grazie ai servizi gratuiti dedicati forniti da parte di numerosi ISP (Internet Service Provider).
Il blog è divenuto oggi un fenomeno di massa, una comunità virtuale di milioni di persone nella quale ognuno può esprimersi come meglio crede ed entrare in comunicazione con altri, spesso territorialmente lontani, ma altrettanto spesso vicini nella condivisione di pensieri, emozioni ed idee.
Nascono e scompaiono amicizie, conflitti, rivalità ed anche, sovente, veri e propri rapporti di intimità e confidenza molto più reali e appaganti di quelli che si possono talvolta avere con i propri familiari o con gli amici personali.
Colgo pertanto la felice coincidenza di questo decennale del Blog con le feste natalizie e di fine anno per inviare un riconoscente saluto a tutti gli ISP italiani (sono oltre 100) e un affettuoso saluto ed augurio a tutta l'immensa comunità dei bloggers.

mercoledì 19 dicembre 2007

'O Vesuvio - A Capodanno -10 cose da gettar via


La vulcanica Lady Info benché non sia ancora arrivato il Natale già pensa a cosa getterà dalla finestra a Capodanno.
E poiché le piace fruculiare 'a mazzarella 'e San Giuseppe ha invitato alcuni amici, tra cui il sottoscritto, a fare altrettanto e a citare 10 oggetti (o persone) da rottamare.
Bene, non sono sicuro che la proposta mi dispiaccia perché avrei diverse idee al riguardo... mi sembra, però, che la "rottamazione" sia circoscritta a ciò che è contenuto nella propria abitazione e questo mi limita molto perché pensavo ad alcuni politici (nazionali e non), ad alcuni esponenti italioti del Ku-Klux-Clan (preciso che: italioti = italiani+idioti), ad alcuni "boss" delle varie mafie, inclusi banchieri, faccendieri, imprenditori che si arricchiscono col lavoro nero o con impianti privi di qualsiasi sicurezza, e così via.
Vedo però che sto cadendo nel "sociale" e questo non rientra nel tema giocoso che è stato proposto.

Allora vediamo un po'.
Intanto non getterei nulla fuori dalla finestra sia perché, anche se un po' carogna, sono una persona bene educata, sia perché di "monnezza" per strada ne abbiamo già qualche milione di tonnellate, e quindi... IDEA! Il Vesuvio!
Sì, il cratere del Vesuvio va benissimo, la lava fumante distrugge tutto.
1- Intanto avrei una inutile raccolta di un centinaio di floppy, no, non quelli piccoli e ancora utili, sai? Quelli vecchi ma proprio vecchi: quelli quadrati da 5 pollici e un quarto. Io li prendo per gettarli ma poi mi fanno pena e li rimetto a posto.

2 -Una cinepresa superotto guasta e inutilizzabile, però... quanti ricordi. Meglio di no.

3 -Poi potrei...vi prego...potrei rottamare il marito della inquilina a fianco che, quando pesta i numerosi escrementi di cani di cui è disseminata la strada, si pulisce i piedi (scarpe 45) sul mio stuoino, lasciando il suo tappetino immacolato?

4 -Vittorio Sgarbi e Cecchi Paone. So' diventati du' palleee. E non possono servire manco per l'albero di Natale. Come? Non si puooo? E perchè?

5 - Le sigarette... eh sì. 'Na parola... faranno anche male ma guardo e leggo Andrea Camilleri (c'iavrà 90 anni, no?) che fuma come dieci turchi ma scrive da padreterno e... accendo una sigaretta e mi consolo.

6 - L'astuccio degli occhiali. Siccome uso quelle leggerissime e fragilissime lenti con montatura al titanio, l'ottico, per proteggerle, mi ha fornito un tremendo astuccio rigido, a scatto, che è peggio di una trappola per orsi e che mi avrà già morso con gusto le dita una decina di volte.

7 - Le scarpe del matrimonio. Usate solo una volta (eh sì ce l'ho ancora). Costarono una fortuna, nere, in vera pelle (umana?) lucida e... tremendamente a punta! Torturarono selvaggiamente le mie povere estremità per un'intera giornata. I parenti mi guardavano e commentavano "guarda com'è commosso.." - Ma quale commosso del cavolo! soffrivo come un cane e avrei voluto lanciare ululati alla Fantozzi.

8 - Il cappello Borsalino. Odddio, il cappello Borsalino..."mettiti il cappello, chè fa freddo" Ogni anno riciccia fuori dall'armadio. A parte il fatto che quando lo metto mi sembra di essere Humphrey Bogart in Casablanca e mi sento ridicolo, il fatto è che, o si è ristretto perchè ha preso l'acqua o è la mia testa che si è allargata per dare maggiore spazio al mio brillante cervello. Certo che quando lo metto (praticamente mai) comprendo le sofferenze degli antichi Re alle prese con la corona ferrea.

9 - La sciarpa della nonna. Orrenda, mostruosa sciarpa di lana che punge e pizzica peggio che se fosse fatta di ortiche. Ho provato a nasconderla ovunque, in fondo ai cassetti, sotto il materasso... ma la trovano sempre, purtroppo. Sempre.

10 -Poi un... eh, un momento, mi chiamano al telefono....
Sì, chi è?
Blablabla..
Ah, signora sindaco che dispiacere, cioè, che piacere ....
Blablabla..
Come? No signora, la ringrazio ma non mi pare di averle data una buona idea.
Blablablabla...
Scusi sindaco, ma sta dicendo una cazz. Ehm, una sciocchezzuola...
Blablablablabla...
ma sindaco io intendevo alcuni miei piccoli oggetti personali che non....
Blablablablablabla....
Signora, ma si rende conto che lei parla di milioni di tonnellate di spazz....
Blablablablablablablabla....
Ma non pensa all'inquinamento? e poi quella povera gente dei comuni vesuviani... e se il vulcano si sveglia ed erutta succederebbe che....
Blablablablablablablablabla....
Signora, senta, ma vada affa...
Chiudo.

Info, ti prego scusami ma le circostanze...ehm... non mi consentono di gettare altro. Hai già capito chi sta al decimo posto ma... Sono certo che comprenderai. Inoltre la situazione puzza. Eh sì, puzza molto e quindi...mi fermo qui.

venerdì 14 dicembre 2007

Pronto? Qui ENEL...


Squilla il telefono.
. Pronto?
. Pronto, parlo con il signor Borgoantico? (è una gentile e ben modulata voce femminile).
. Sì, chi è lei?
. Qui ENEL, stiamo chiamando per sottoporle un piano di risparmio che le consentirà di pagare meno l’energia elettrica. Se lei si impegna a restare due anni con noi, il costo della sua bolletta che varia da 9,90 centesimi per Kwh fino a 11,15 centesimi per Kwh, scenderà ad 8,60 centesimi e resterà fisso per tutto il periodo.
Sono perplesso. La proposta è allettante, un risparmio di oltre il 13%.
. Signorina, scusi, ma come mai questa riduzione?
. Veda, l’energia elettrica è stata liberalizzata e noi, per favorire i nostri clienti ed evitare che si rivolgano ad altri gestori stiamo offrendo questa opportunità.
. Umh, quindi sarebbe una campagna di fidelizzazione?
. Esattamente!
Be’. La cosa sembra plausibile e interessante, quasi quasi….
· Signorina, e che cosa bisogna fare per avere questa tariffa?
· Praticamente nulla. Verrà da lei un nostro incaricato per farle firmare un nuovo contratto ENEL.
· Capisco. Però io pago la bolletta tramite RID bancario, dovrò rifare la pratica…
· Assolutamente no. Tutto resterà come prima. Abbiamo un nostro incaricato in zona che può venire da lei domani. A che ora le fa comodo?
· Potrebbe venire verso le 11. Ma questo incaricato ha un tesserino di riconoscimento?
· Certamente! Anzi le dico pure come si chiama, è il signor Tranquillo.
· Va bene.
· Grazie e arrivederci.
Depongo il telefono. Sono perplesso. Ma se giornali e TV ci stanno terrorizzando ogni giorno con i prossimi rincari di luce, gas, treni, spazzatura, generi alimentari e così via… com’è che l’ENEL riduce le tariffe? E poi chi cavolo lo conosce questo signor Tranquillo? E poiché io, tranquillo non sono, telefono all’ENEL. Dopo i consueti: - prema 1, prema 2, prema 3 etc. del risponditore automatico, e dopo qualche minuto di attesa, ecco il miracolo: una voce umana.
. Pronto, qui ENEL, sono Licia. Posso aiutarla?
Dopo averle fornito, a richiesta, tutti i miei dati di utente, le spiego la conversazione avuta e le chiedo se effettivamente l’ENEL stia inviando in giro questo signor Tranquillo per modificare i contratti.
Ebbene NO.
La gentile Licia mi spiega che l’ENEL non manda in giro nessuno e che ogni eventuale comunicazione viene inserita solo e soltanto nella bolletta. Mi spiega anche che l’ENEL si è scissa, ed oltre all’ENEL tradizionale c’è un’altra ENEL che opera sul libero mercato e che potrebbe anche agire così. Attenzione però ad eventuali variazioni dei costi fissi…
. Ma come signorina, un’altra ENEL? E quale sarebbe la differenza?
. In pratica si tratta di un altro gestore e di un contratto diverso, così come è avvenuto per la Telecom quando sono entrati nel mercato altri gestori. Inoltre mentre il nostro logo è quella specie di alberello che lei vede sulla bolletta, quello di quest’altra ENEL è diverso.
Ringrazio e riattacco. Che casino! Sì, d’accordo, oltre alla Telecom ci sono altri gestori ma ognuno di loro ha tanto di nome e cognome diverso. Come cacchio fa il povero cittadino a distinguere tra ENEL A ed ENEL B? E poi chi mi garantisce che questo signor Tranquillo non sia uno dei tanti lestofanti che girano per le città e truffano gli sprovveduti?
Ho deciso. Se mai questo signor Tranquillo dovesse bussare alla porta, in casa mia non entrerà mai. E se insiste chiamerò i carabinieri.

E questo è tutto cari amici blogger. Ogni cosa, salvo i nomi di fantasia, è rigorosamente esatta. Chi volesse maggiori informazioni sulle tariffe e i costi di questa seconda Enel può cliccare qui.

Comunque state sempre in guardia e buon Natale!