martedì 12 giugno 2007

Origine e fine dei Cavalieri Templari - 5° puntata: Il processo (segue)

Fu presentata ai Templari una lunga lista di misfatti che da tempo sarebbero stati abituali nell’Ordine. A chi confessava veniva promessa la libertà, il perdono e una pensione ordinaria attinta dai beni dell’Ordine.Si doveva soltanto adempiere alla piccolissima formalità di sottoscrivere le proprie affermazioni di colpevolezza sotto giuramento. Chi si intestardiva col negare le accuse veniva invece messo alla ruota, una, due, tre volte al giorno, finché non confessava ….. o moriva.Non tutti ce la fecero a sopportare le torture e molti firmarono i documenti con le mani insanguinate e le ossa spezzate.I capi d’accusa più importanti furono: aver rinnegato Cristo, aver sputato sulla Croce, la sodomia e l’adorazione di un idolo.La storia ci conferma senza ombra di dubbio che l’aver rinnegato Cristo e aver sputato sulla Croce sono due accuse altamente insostenibili! I Templari fatti prigionieri durante le Crociate spesso si rifiutavano di rinnegare il Redentore per avere salva la vita! Furono massacrati senza pietà dai musulmani che per loro non si aspettavano mai di ricevere un riscatto! Anche allora avrebbe dovuto impressionare il fatto che qualche anno prima a San Giovanni d’Acri furono uccisi circa 500 Templari che morirono per salvare la vita agli altri Crociati fungendo da retroguardia, ma anche per quel Cristo che ora li si accusava di rinnegare!Per non parlare di tutti gli anni in cui combatterono in TerraSanta insieme ai Crociati, lasciando sul campo migliaia di uomini, per difendere il nome di Dio. Come si può accusarli di rinnegarlo? Avrebbero sacrificato tante vite per cosa?Anche la sodomia è una pura invenzione, come l’idolo, di cui stranamente Nogaret non presentò nessuna prova al Processo, perché? Si poteva far sfuggire una prova tanto schiacciante? Le accuse si basavano molto sul fatto che il rito d’entrata nell’Ordine era segreto, quindi le fantasie degli accusatori si scatenarono e inserirono in quel rito tutte le eresie e i reati possibili di quel tempo.Clemente forse apprese la notizia molto tardi o forse era troppo sottomesso a Filippo.Soltanto il 27 Ottobre fece una protesta scritta, e stranamente criticò il Re aspramente, in modo assai più severo di quanto fosse sua consuetudine.Due lunghi mesi dovette aspettare la risposta! Semplicemente il Re non riceveva i messi del Papa.Filippo aveva già vinto la partita.Aveva già una buona quantità di confessioni firmate sotto giuramento e la sua propaganda aveva già fatto il "lavaggio del cervello" al popolo a cui l’Ordine veniva dipinto con le tinte più fosche, praticamente i cavalieri venivano accusati di tutto ciò che nel Medioevo era crimine.Il 22 Novembre il Papa emanò il fatale decreto, sollecitava tutti i principi Cristiani ad arrestare i Templari. Nei vari Stati d’Europa ci furono varie risposte:Inghilterra: il Re Edoardo II inizialmente accusò il Re di Francia di perseguitare i Templari solo per la sua avidità, ma ben presto ritirò le accuse: non era una grande figura morale ed aveva preso in sposa Elisabetta, figlia di Filippo e il matrimonio non poteva certo dirsi felice! Comunque Edoardo II ordinò l’arresto dei Templari, ma la polizia inglese non era come quella francese, in tutto furono arrestati solo 280 Templari, un numero molto inferiore all’effettivo del Tempio in Inghilterra e comunque in carcere vennero trattati con clemenza.Germania: I Templari qui non erano molto importanti, Teutonici e Ospitalieri la facevano da padroni. Furono comunque invitati a comparire a Magonza di fronte al tribunale Arcivescovile: arrivarono non da fuggiaschi o da criminali, ma fieri, in uniforme, e armati di tutto punto… si presentarono da uomini liberi. Li si prosciolse da ogni accusa.Portogallo: Il re Diniz seguì l’ordine del Papa a modo suo: ospitò i Templari nel suo Castello di Castro Morim, come amici e fece amministrare i loro beni in modo esemplare. A Santarem furono poi dichiarati innocenti, anche se per effetto della bolla del Papa dovette comunque sopprimere l’Ordine Templare, ma venne immediatamente dopo creato l’Ordine del Cavalieri di Cristo che altri non erano che i Templari sotto un’altra nomenclatura, a questo nuovo Ordine in Re, molto onestamente, fece donare tutti i beni Templari sequestrati.L’aver difeso i Templari fu un atto che ripagò abbondantemente il Portogallo nei secoli successivi, le scoperte nel nuovo mondo vennero finanziate anche con il denaro dei Cavalieri di Cristo, anche Enrico il Navigatore ne faceva parte. Non dimentichiamo che sulle vele delle tre caravelle di Colombo svettava la croce Templare!Tutti i commerci con le Indie passavano per Lisbona, che in tal modo si arricchì non poco.Aragona: I Templari di questa terra vennero dichiarati innocenti, ma il re Jaime II voleva prendere lo stesso parte del loro patrimonio… dovette fronteggiare una guerra in piena regola, e conquistare un castello dopo l’altro.Italia: Qui la persecuzione infuriò in maniera analoga a quella francese, con prigionie durissime e torture. Questo si deve anche al fatto che l’Italia era sotto il forte influsso francese e quindi appoggiò la loro tesi di colpevolezza dei Templari. Soltanto l’Arcivescovo di Ravenna, poi diventato Santo, ebbe il coraggio di schierarsi in difesa dei Templari.Gli interrogatori intanto continuavano in tutta la Francia e l’accertamento da parte del Papa sulla colpevolezza dell’Ordine andava veramente a rilento!Il Papa non fece niente fino al 12 Agosto 1308, quando emise la bolla "Faciens Misericordiam" che destituiva i tribunali civili e li sostituiva con dei tribunali ecclesiastici, formati da Vescovi, in quanto solo la Chiesa poteva dire l’ultima parola sulla colpevolezza o no dei Templari. Si intravedeva quindi per i Templari una schiarita all’orizzonte, ma le loro speranze di giustizia furono spazzate via quando scoprirono che il Tribunale di Francia era collocato a Parigi, dove il Re aveva il suo maggior potere e dove "les Gens du Roi", il corpo di polizia del Re poteva facilmente rintracciare e minacciare chiunque avesse voluto testimoniare in favore dei Templari, inoltre la corte era composta di vescovi che erano sotto il più completo controllo del Re (addirittura uno era suo parente) e l’infame Nogaret assisteva a tutti gli interrogatori e a tutte le udienze, mentre il processo avrebbe dovuto avere in aula soltanto i Templari e la giuria. Con queste scelte ( luogo e giuria ) Clemente V aveva definitivamente consegnato i Templari nelle mani del loro nemico, Filippo il Bello. A questo punto vengono ascoltati i Templari e le loro confessioni sono delle più commoventi. Le dichiarazioni dei Templari in aula furono tutte registrate e quindi sono originali! Come adesso anche a quei tempi le dichiarazioni venivano messe agli atti, e quindi venivano accuratamente conservate. Inizialmente fu interrogato il Gran Maestro, Giacomo de Molay che alle accuse di sodomia rispose molto alterato che persino quei pagani dei saraceni avrebbero punito quella colpa decapitando il reo, tanto più dunque cose simili erano proibite nell’Ordine!Molay cercò di difendersi come meglio poteva, ma sapeva che in quel campo non reggeva il confronto con i dottori della legge, sentiva che quei giuristi non potevano capire i sentimenti e l’animo di un cavaliere, era impossibile che si rendessero conto del fatto che un uomo d’onore mai avrebbe potuto neppure minimamente tollerare un comportamento tanto infame come quello che si rimproverava all’Ordine!E’ emblematica una sua frase registrata: "Saprei bene come trattar Voi, se non foste ciò che siete".Il giorno dopo fu interrogato Ponsard de Gisy, (cui era affidata la casa madre dell’Ordine, Payens) che disse con enfasi: "Abbiamo confessato sotto tortura!". Riferì inoltre che a Parigi trentasei templari erano morti sotto tortura e molti in altri modi. Continuò il suo discorso dicendo: "Mi hanno legato le mani dietro la schiena in un modo tale che il sangue mi sprizzava fuori dalle unghie Poi così legato mi hanno gettato in un pozzo per circa un’ora", disse poi che avrebbe preferito la morte piuttosto che continuare a sopportare quei supplizi.Lo stesso giorno fu interrogato Aymon de Porbone che descrisse anche lui le torture alle quali fu sottoposto dagli aguzzini del Re per farlo confessare, gli versavano acqua in bocca con un imbuto. Per intere settimane era stato lasciato a pane e acqua, dichiarò: "Non dirò nulla fintanto che mi si tiene in carcere". Il 28 Novembre la commissione pontificia interrogò per la seconda volta Molay che si appellò nuovamente al Papa e difese l’Ordine richiamando l’attenzione sulle elemosine elargite, sulle Chiese costruite e sulle cerimonie celebrate dall’Ordine. Questo diede luogo ad uno scambio di battute:Commissario: "Ma tutto ciò è vano per la salvezza dell’anima se manca la fede"Molay rispose in maniera eccelsa: "Io credo fermamente in un Dio in tre Persone e a tutti gli altri articoli della nostra fede. Credo che quando l’anima sarà separata dal corpo si vedrà chi fu un giusto e chi fu un malvagio. Tutti i presenti allora conosceranno la verità sulle domande che oggi ci vengono poste"Il Gran Maestro in catene al cospetto dei propri giudici ne divenne con poche parole l’accusatore e non in nome di un Re terreno o di un Papa debole, ma in nome di Dio! Profeticamente ricordò ai Vescovi del tribunale pontificio dell’esistenza di un altro tribunale al quale tutti loro non sarebbero sfuggiti.Poi chiese di poter assistere alla Santa Messa e di ricevere la comunione, dopo aver ricordato l’alto tributo di sangue pagato dai Templari in TerraSanta (lui disse 20.000 uomini) per difendere il nome di Dio e di Cristo, quel Cristo che ora li si accusava di rinnegare.Alcuni storici hanno valutato le deposizioni di Molay mediocri e non all’altezza della situazione, ma che cosa ci si poteva aspettare da un militare? Lui era bravissimo nella strategia, nella tattica e nel combattimento, ma non aveva una laurea in legge, come poteva tener testa a giuristi come Nogaret in un’aula di Tribunale? Non era il suo ambiente naturale… Tra febbraio e maggio del 1310 ci fu la seconda parte del Processo ai Templari e furono invitati tutti i Templari di Francia a Parigi per difendere l’Ordine. Più della metà dei Templari di Francia (560) scelse di fare il viaggio per raggiungere Parigi. Perché non tutti? Bene, molti erano morti, molti non avevano le forze e altri non ebbero il coraggio. Erano ormai due anni che venivano tenuti in carcere, avevano subito torture, avevano patito la fame, avevano visto morire i loro compagni e per finire bisogna ricordare che per il diritto feudale chi ritrattava le sue confessioni andava sul rogo. Inoltre erano ancora in manette, i loro aguzzini li accompagnavano e li tenevano sott’occhio, per una specie di tortura, stavolta psicologica.I Templari vennero riuniti tutti insieme e vennero lette le accuse infamanti.Vernon de Santoni alla domanda se intendesse difendere l’Ordine replicò: "In quest’Ordine non ho visto che del bene, non capisco cosa si voglia intendere per difendere".Bernard du Gué fu illuminante per smascherare le terribili torture alle quali furono sottoposti, il poveretto mostrò le ossa dei piedi, le aveva perse nel corso dell’interrogatorio, i suoi aguzzini lo avevano arrostito a fuoco lento tanto a lungo che la carne s’era staccata dall’osso…. Come curatore dei Templari fu designato Pietro da Bologna (francesizzato è Pièrre de Bologne) che era stato il procuratore generale dell’Ordine presso la Santa Sede. Redasse uno scritto che consegnò poi ai Commissari in nome di tutti i convenuti: "E’ difficile per noi, per i nostri fratelli, essere privati dei sacramenti. A molti di noi è stato sottratto l’abito, a tutti i beni dell’Ordine. Tutti siamo stati gettati in carcere con infamia, messi in catene ed in carcere siamo tutt’ora.La maggior parte dei confratelli che sono morti nelle carceri fuori Parigi non sono stati sepolti in terra Consacrata. Al momento della morte sono stati negati loro i sacramenti della Chiesa".Ad Aprile fu presentato un altro scritto al Tribunale:"Gli articoli del questionario della Bolla pontificia sono privi di senso, infami, disonorevoli, inauditi. Si tratta di menzogne, enormi menzogne, menzogne assurde, pronunciate dai nemici dell’Ordine e da calunniatori, in base a delle maldicenze. L’Ordine Templare è puro, senza macchia, e tale è sempre stato, checché se ne dica. Coloro che affermano il contrario parlano da miscredenti e da eretici, seminano nella fede l’eresia e la zizzania. Siamo qui pronti a difendere l’Ordine con tutto il cuore, con parole ed opere, nella maniera migliore possibile. Domandiamo però di poter disporre liberamente di noi stessi, e di essere presenti al Concilio. Coloro che non vi possono prendere parte devono avere la possibilità di farsi rappresentare. In breve, chiediamo di essere liberati dalle carceri in cui ci detengono. Tutti i confratelli che hanno confessato, del tutto o in parte menzogne simili, non dicono il vero. Hanno confessato nel timore di essere uccisi. Alcuni hanno confessato sotto tortura, altri per aver visto a quali supplizi venivano sottoposti i loro confratelli. Di conseguenza hanno verbalizzato ciò che volevano i loro persecutori. Non li si può biasimare, giacché i supplizi a cui alcuni sono stati sottoposti hanno suscitato il terrore in molti. Hanno visto che era possibile scampare alle sofferenze ed alla morte mentendo. Altri forse sono stati corrotti col danaro, o sedotti da promesse e lusinghe, o piegati da minacce. Tutto questo è noto e non si può far finta di ignorarlo, od occultarlo. Imploriamo la misericordia Divina, che ci faccia giustizia, giacché troppo a lungo abbiamo patito una persecuzione ingiusta. Da Cristiani pii e fedeli, chiediamo di ricevere i sacramenti della Chiesa".

1 commento:

Anonimo ha detto...

Eccomi qui ed ho letto tutto, sono veramente disgustata, certo ne avevo già sentito parlare dei Templari, ma non così dettagliatamente!
Quello che salta agli occhi è la profonda fede che li ha spinti a subire ogni tipo di persecuzione ed il loro appellarsi al Giudizio Divino ne è la conferma.
La chiesa è sempre stata ambigua e si è servita dei peggiori reggenti per ottenere i suoi loschi scopi, è inutile il potere è più importante di tutto, sai cosa ti dico le scelte sono una questione di coscienza, c'è chi sta con Dio e chi sta con chi lo tradisce da sempre, io la mia scelta l'ho fatta e sto bene così!
Un bacio alla cannella
Esidra