mercoledì 2 maggio 2007

Ad un bimbo suicida

Dalle lontane terre
dove brucia l’arsura
Eri venuto
o dolce bimbo
dalla pelle scura,
e di te si arricchiva
il nostro mondo.
Stanco di guerre
Con il tuo amore
per la conoscenza
Con la tua mente
acuta come un falco
Ci aprivi il cuore,
e lenivi il dolore
della nostra insipiènza
La tua sapienza
volava troppo alta
per i piccoli gnomi
a te d’ intorno,
E un triste giorno
stanco d’esser deriso
abbandonasti
la forza delle ali,
e il tuo sorriso
E come goccia
trasportata dal vento
In terra giaci
Solitario e muto
Senza più un lamento.
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Nota: E' un tristissimo fatto di cronaca. Un ragazzino extracomunitario studiava in una scuola italiana con grande profitto e con grande intelligenza. La sua superiorità scolastica ed i suoi modi garbati e gentili hanno suscitato l'invidia e l'ira dei suoi compagni. Questi lo hanno a lungo tormentato disprezzato ed umiliato, chiamandolo anche "finocchio", fino a creare nel suo animo sensibile una grande disperazione, ed una malinconia tale da indurlo a suicidarsi.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

luanamodini (http://mipubblicano.blog.tiscali.it) [Martedi 24 Aprile 2007 ore 13:04:00]


Molto bella.
un saluto

luana

Anonimo ha detto...

Rosso Solitario (http://scomposto.blog.tiscali.it) [Venerdi 27 Aprile 2007 ore 18:21:13]


Ciao Sergio, sono arrivato a te tramite il blog di Frida che tu conosci. Ho letto alcuni tuoi post e li trovo riflessivi di una persona sensibile che, anche tramite la poesia, parla di politica aderente al tessuto sociale. Grazie di questi "post" e a presto ...risentirci.Alvaro

Polix ha detto...

Scusa il ritardo, ma voglio ricambiare gli auguri sia di Natale che di buon anno, molto bello il post, ciao