mercoledì 2 maggio 2007

Perchè "Poesia"?

Talvolta, quando ho poco o nulla da fare, guardo “La corrida” in televisione. Tra un susseguirsi di cantanti stonati e di fantasisti da strapazzo, compare di tanto in tanto un sedicente poeta.
Quasi sempre la sua esibizione è seguita da un coro assordante di fischi e di risate. Spesso ampiamente meritate sia per la pochezza dei cosiddetti “versi” sia per l’incapacità assoluta di saperli recitare. Talvolta, molto raramente, capita pure qualcosa di buono, ma anche quello viene sonoramente fischiato. E allora? Dobbiamo ritenere che alla gente comune non piaccia comunque la poesia, e perché?
E’ vero che il poeta, quasi sempre, non ricava nulla o ben poco dai suoi libri, e vive una vita grama e stenta, e anche qui, perché? Perché non vende?Credo che, alla base, vi sia, per questo genere, un pessimo insegnamento ricevuto dalla scuola: una volta (oggi non si fa neppure questo) vi era l’obbligo faticoso di imparare a memoria alcune tra le più belle e note liriche, ma, a parte il prezioso arricchimento che quei versi danno a chi ancora se li ricorda, anche allora non si faceva spesso comprendere ai ragazzi il significato profondo di quei versi, la loro spiritualità, la musicalità, l’esplosione di sentimenti universali che il poeta esprimeva.
Una poesia va letta con gli occhi, con il cuore e con l’anima. E se è recitata, una poesia va recitata da chi sa veramente recitare. Io, che probabilmente per le carenze cui accennavo prima, non ho mai amato particolarmente Dante, sono rimasto incantato, come migliaia di italiani, a sentirlo declamato recitato e spiegato da Benigni.
Sembra incredibile, ma un comico, sia pur colto e intelligente, ha saputo fare, con enorme e malcelata sensibilità, supportata dalla sua ineguagliabile mimica, quello che centinaia di insegnanti imbottiti di lauree non sapevano e non sanno fare: interessare, avvincere, stupire, stimolare la fantasia e fare palpitare i cuori e l’anima anche delle persone più modeste. Cosa che neanche il grande Vittorio Gassman seppe fare leggendo Dante: c’era la cultura, c’era l’ottima recitazione, ma non c’era forse la passione, non c’era l’anima nella sua recitazione probabilmente troppo intellettuale, e la gente lo percepiva.
Ma che cos’è la poesia? Secondo l’estetica crociana è intuizione lirica, espressione del bello artistico. Mi sembra un concetto condivisibile ma riduttivo. Per me la poesia è emozione, musica dell’anima, sofferenza, amore.Credo che milioni di giovani, durante la loro adolescenza, abbiano scritto delle poesie, anche una sola. E chissà, nascoste in mezzo a tonnellate di materiale di scarto, quante perle vere, quante fulgide gemme siano andate perse per sempre.
Oggi abbiamo qualcosa di diverso: non occorre più un arcigno editore per farsi conoscere. Internet pullula di centinaia, forse migliaia di siti dedicati alla poesia il che dimostra che la poesia è sempre vivissima nel cuore dell’uomo.
Certo, non è facile separare il grano dalla pula (e di pula ce n’è tanta, oh quanta), ma c’è anche chi questo lavoro lo fa con passione ed amore.Dicevo, giorni fa, ad un giovanissimo e dotato poeta che ha intrapreso la carriera del giornalismo – non trascurare e non abbandonare mai la tua vena poetica. Non lasciarla inaridire. Un uomo senza poesia è un uomo dimezzato; ed anche un bravo giornalista non sarà mai veramente grande se non saprà scrivere i suoi articoli oltre che con la penna anche con il cuore.

1 commento:

amour ha detto...

infondoaimieiocchi (http://infondoaimieiocchi.blog.tiscali.it) [Lunedi 30 Aprile 2007 ore 10:12:27]


Condivido in pieno il tuo articolo caro Sergio!
Ed io, mi considero fortunata perchè come insegnante, oltre a quella che veniva a scuola, ho avuto mio nonno!
Nonno che aveva oltre al vecchio metodo d'insegnamento, la capacità di far rivivere i versi recitandoli con passione!
Forse per questo ho amato subito Dante!
Condivido anche la differenza tra la recitazione di stile di Gassman ma, fredda e quella passionale di Benigni che, adoro in ogni sua esplosione di sentimenti, sia tragici che comici!
Lui è vero perchè ha la passione dentro e la passione davvero sa far muovere tutto! E' anche più forte dell'amore! Nella "parola" passione si va dal tragico alla cosa più semplice che può essere la passione per un hobby!
P.S.
Mi piaci come analizzi i miei pensieri:)
Non ti sbagli affatto; Ti abbraccio smack


ermione44 (http://violadamore.blog.tiscali.it) [Domenica 29 Aprile 2007 ore 10:12:38]


buongiorno e buona domenica,spero tu abbia trascorso una felice notte.Non posso aggiungere nè togliere una parola al tuo ultimo commento:hai descritto la scena reale e quella dell'anima come io l'ho vissuta.Bravissimo,a presto.


ermione44 (http://violadamore.blog.tiscali.it) [Sabato 28 Aprile 2007 ore 22:24:16]


mio caro,tu non leggi solo le mie "cose",ma la mia anima,sei un attento critico e un grande conoscitore dell'animo femminile,come pochi uomini sanno fare,ma in più dichiarando anche tutta la tua capacità di amare e la tua esperienza amorosa.Grazie,a presto.


Roberto [Sabato 28 Aprile 2007 ore 17:28:28]


Ho letto con grande piacere la tua ampia riflessione sulla poesia e ti scrivo direttamente ciò che penso: E' bellissimo, uno splendido insieme di giornalismo e poesia, scritto, come dici tu, con la penna e col cuore.
Ciò che ho apprezzato molto sono gli esempi che hai portato all'attenzione del pubblico: non si tratta delle solite banalità o dei consueti sproloqui sui massimi sistemi che per la maggior parte dei lettori risultano ostici e noiosi, ma di un'argomentazione limpida e portata avanti con una prosa scorrevole e accattivante che convince anche chi, a differenza mia, era in disaccordo prima di leggere l'articolo. Inoltre, ti ringrazio per quello che hai detto sui giovani:
per fortuna non ti sei abbandonato alla classica scemenza della "generazione senza valori", ma hai parlato di noi (ho 17 anni) con occhio critico e analitico, soffermandoti sull'importanza della poesia in un periodo dorato come l'adolescenza. E' vero che questa è l'età delle difficoltà, dei sogni infranti, dei tradimenti, degli amori che nascono e finiscono ecc. Ma è anche il periodo dei sogni, delle speranze, delle illusioni, dell'ottimismo, di quella che io definisco la naturale poesia che risiede negli antri più reconditi del nostro cuore. Nessun giovane, o almeno quelli che conosco io, è del tutto privo di poesia, e chi afferma ciò è un qualunquista malevolo e anche piuttosto prevenuto. Ti lascio con la bellissima riflessione che campeggiava l'altro giorno su un cartellone durante una festa di compleanno alla quale ho partecipato: "Questi diciott'anni perché questo sogno non finisca mai...". Recitava, più o meno, così ed era stupendo, spontaneo, degno di due persone innamorate della vita e piene di valori e di ideali.
Questi siamo noi: non siamo solo i cretini che vanno a spaccarsi la testa negli stadi o a picchiare i più deboli nelle scuole. Di questo ho parlato finora nei miei articoli su Zainet e su Cominciaitalia e di questo parlerò ancora a lungo affinché la società si liberi dai tanti luoghi comuni che la affliggono.
Roberto



Ermione44 [Sabato 28 Aprile 2007 ore 17:27:04]


carissimo,mi piacee questo argomento e voglio dire la mia a mio modo:ho scritto la mia prima "cosa" a 14 anni, poi il silenzio fino ai 32,quando per ragioni contingenti,la mia vita ebbe un sussulto,meglio uno schianto...da allora ho scritto lentamente ma con continuità,quasi per la necessità di chiarire a me stessa cosa mi accadeva:dovevo trovare le parole più adatte a definire ciò che provavo dentro:un dolore un paesaggio un amore uno stato d'animo,sempre ,come dici tu,un'emozione.Ho imparato molto dai poeti amati e studiati ma anche dalla mia professione,dai miei alunni che con la loro sensibilità il loro entusiamo,la loro freschezza,mi hanno incitato e ispirato nel mio lavoro.Devo aggiungere però che la poesia arriva al cuore di tutti,come sa fare così bene Benigni,quando è canto dell'anima,quando si recita con semplicità,quasi come un racconto d'amore,perchè è l'amore che sa parlare all'animo di tutti senza pregiudizi ,l'animo dell'uomo è imponderabile e la poesia non ha bisogno di spiegazioni,essa trova nel profondo la rispondenza alle emozioni che sono proprie dell'uomo.Aggiungo perciò che la poesia dovrebbe essere pane quotidiano dispensato in ogni luogo e in con ogni mezzo se vogliamo salvare l'umanità. Spero non ti sembreranno eccessive queste mie ultime parole,credo fermamente in ciò che ho detto,d'altra parte finora è stato così,se leggiamo o sentiamo poesia ,ci sentiamo veramente grandi..